Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

domenica 10 luglio 2011

"Cor contritum et humiliatum"

Non sono fautore e sostenitore del cosiddetto "dolorismo cristiano", un atteggiamento esagerato nato sull'onda della devozione alle sofferenze di Cristo, verso l'ultima parte del Medioevo latino (quello stesso che poi promuoverà flagelli e cilici). Non sono, però, neppure uno che ama promuovere la superficialità al punto da negare, nell'ambito della liturgia, valide disposizioni d'animo in chi vi partecipa.
Una di queste disposizioni è, appunto, il "cor contritum et humiliatum", che, come ricorda l'autore del famoso salmo 50, è un atteggiamento umile e contrito dinnanzi a Dio. Non è tipico del cristiano l'atteggiamento da piagnucolone disperato. Non è neppure suo tipico l'atteggiamento dello spensierato festaiolo, così "di moda" nei tempi presenti.
L'atteggiamento sereno ma conscio dei propri limiti di fronte a Dio e addolorato di non poterGli corrispondere abbastanza è, invece, un elemento tradizionale che dovrebbe riscontrarsi anche nel culto cristiano. Dovrebbe, dico, perché oramai è abbastanza raro trovarlo. La stessa liturgia dovrebbe essere una scuola per creare cuori umili e contriti.
A volte, purtroppo, neppure i cosiddetti paladini della tradizione, in ambito cattolico, non sanno più queste cose. Si può assistere, allora, a liturgie tradizionali così eccedenti nel fasto da far sembrare il culto come una povera scusa per recuperare il mondo barocco, oramai morto per sempre.
In questo caso, quanto sta a cuore non sembra essere la "gloria di Dio", intesa in senso biblico, ma un'estetica legata ad un perido storico ben preciso. Così c'è chi mette nella liturgia paggi settecenteschi o, ancora, chi fa vestire giovanotti da guardie comunali medioevali. E' come se, nel versante ortodosso, si approfittasse della Divina Liturgia, per celebrare la gloria degli zar e si vestisse alcuni dei presenti con  foggia zarista.
Siamo senza dubbio davanti a vere e proprie deviazioni, dal momento che non possiamo chiamarle con il semplice e benevolo appellativo di "abusi".
Invece, per tornare al punto iniziale, il tipico e proprio della liturgia è rendere nell'uomo un cuore umile e contrito. In questo senso, l'apparato esteriore deve avere tutta la discrezione possibile, pur nella sua  bellezza. I canti, i movimenti, gli atteggiamenti del corpo, i paramenti, lo stesso arredo liturgico non devono oltrepassare il buon gusto e un certo equilibrio per non finire in una misera autoglorificazione. A questo punto saremo ben fuori dal "cor contritum et humiliatum".
Ugualmente distanti sono coloro che riducono il culto a pura festa sociale, a "ballo", a svago, a celebrazione nel brutto e nel ridicolo.
Non è mai stato difficile come oggi riuscire a mantenere un retto cammino.

2 commenti:

  1. la tradizione spirituale insiste sul legame tra umiltà e religiosità anche espressa nella liturgia . L 'uomo UMILE può fare grandi cose con doni COMUNI . Si riscontra qui il paradosso evangelico chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato,
    Ogni liturgia sarà autentica e troverà strade di celebrazione se prima ci sono spazi veri personali di ascolto della Parola e in cui si fa memoria dei vissuti personali famigliari comunitari sociali.

    RispondiElimina
  2. Il fine per cui esiste la liturgia è aprire i Cieli sulla terra proiettando la persona verso Dio. Non fa parte della liturgia il ripiegamento narcisistico su se stessi, dal momento che, così, la si degenera. Se ci si ripiega, è come essere un equilibrista il quale, invece di porre attenzione al punto finale della corda sulla quale cammina, guarda i propri piedi. Un bel momento cadrà. Ora "ripiegarsi" è un atteggiamento spirituale di debolezza e questo lo si fa sia inserendo i "paggi" settecenteschi, come nell'esempio nel post, sia parlandosi addosso in modo da stornare il proprio sguardo da Dio e portarlo su se stessi con la scusa di Dio. La risposta di Dio arriva sotto forma di grazia, ma chiede un po' meno narcisismo da parte dell'uomo.

    RispondiElimina

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.