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domenica 10 luglio 2011

Lo spirito liturgico nel canto


Anche questo è un grande argomento a lungo dibattuto. Come nel caso dell'architettura e dell'arte figurativa, oggi ci si chiede "che caratteristiche deve avere la musica liturgica?". Non tutti sono in grado di rispondere, a cominciare dal clero.
In uno dei primi post ricordavo gli "ingredienti" della liturgia: pietà, λατρεία, traditio, azione comune.
Anche il cosiddetto canto liturgico o "canto sacro" dev'essere investito delle medesime caratteristiche. Il canto è certamente una tra le più "spirituali" arti dell'uomo. Il modo di eseguirlo comunica immediatamente delle vibrazioni ad un'animo. Amerei definire "sacro" quel canto che tocca, come delicate dita, le parti più interne e "segrete", il santuario dell'uomo, la sua "zona sacra" perché in diretto rapporto con Dio. Questa zona che la Scrittura denomina con il termine di "cuore" ha bisogno d'essere illuminata, d'essere scoperta. Il canto può essere in grado di fare questo lavoro.


Viceversa se il canto, in luogo d'illuminare l'interiorità umana, si rivolge alla sensualità, risveglia le  passioni, agita spingendo al ballo.... mi spiace ma non ha nulla a che fare con la Chiesa, pure se canta parole tratte dalla Bibbia. Il fatto che oggi sia ricorrente questo tipo di canto nelle liturgie cattoliche nulla toglie a quanto detto. La cosa si può paragonare ad uno con mille penne che non scrivono o scrivono parecchio male. Il fatto di averle non gli consente di scrivere correttamente neppure una parola. Viceversa, uno può avere una sola penna funzionante e, con quella, può fare molto. Lo stesso si può dire del canto.
Il canto gregoriano, o quello bizantino, non sono dei veri e propri canti liturgici per una pura consuetudine. Lo sono perché toccano certi centri dell'interiorità umana ed evitano fenomeni non utili alla preghiera. Sono essenzialmente dei canti ascetici ed è per questo che sono adoperati nella liturgia.
Più un canto si distacca da queste caratteristiche più è estraneo alla Chiesa e importa in essa uno spirito a lei alieno.
Nel video ho portato l'esempio di un canto gregoriano assai raro. Si tratta di un "Kyrie" molto interiore e luminoso.
Nel secondo video abbiamo un esempio di canto bizantino del quale possiamo apprezzare la particolare asceticità. E' un pezzo tratto dalla Compieta bizantina in tempo di quaresima. Si noti come evoca un particolare senso di contrizione.

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