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sabato 13 agosto 2011

15 agosto: la pasqua della Tuttasanta

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Il 15 agosto è stabilito, sia in Oriente che in Occidente, come il giorno della festa della Dormizione o dell’Assunzione della vergine Maria in Cielo.

Vedremo quale prospettiva si cela dietro all’uso di questi due termini, dormizione e assunzione, ma prima forniamo qualche dato storico.

S. Giovanni, arcivescovo di Tessalonica, agli inizi del VII secolo, è il primo attendibile testimone dell’esistenza, in Oriente, di una festa liturgica denominata “dormizione”. L’arcivescovo nel suo Sermone sulla dormizione della S. Vergine, scritto tra il 610 e il 630, spiega che una tale festa esisteva già ma era caduta in dimenticanza. Aggiunge pure che tale festa era celebrata in tutto l’oikoumene (la terra allora consciuta). Fu fissata il 15 agosto da un editto dell’imperatore Maurizio (582-602). La chiesa copta, viceversa, stabilisce in due date differenti la festa che commemora la morte della Madre di Dio (16 gennaio) e quella che commemora la sua resurrezione e assunzione (9 agosto). Sia la Chiesa bizantina che quella copta fanno precedere la festa con un digiuno moderato di 15 giorni.

In un imprecisato periodo temporale precedente al pontificato del papa siriaco Sergio I (687-701), la festa della dormizione giunse a Roma e da qui si diffuse in altre Chiese occidentali. Nel Sacramentario che il pontefice Adriano I (772-795) inviò a Carlomagno tra il 784 e il 791, si registra il cambiamento del nome della festa che prese quello di  “Assunzione”.

L’introduzione altomedioevale della festa della Dormizione in Francia col nuovo titolo di “Assunzione” pose la questione della resurrezione anticipata del corpo della Madre di Dio. Sorsero due correnti opposte. Una riteneva che fosse avvenuta l’assunzione immediata del corpo della Vergine, un’altra riteneva che essa avesse conosciuto la morte corporale. Entrambe negavano la corruzione del corpo.
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L’Oriente, viceversa, mantenne la sua posizione antica in base alla quale la Vergine conobbe la morte corporale. Nell’iconografia della festa, si utilizza costantemente l’immagine della Theotokos (Genitrice di Dio) distesa sul letto di morte sopra al quale appare Cristo con in mano la sua anima.

La liturgia bizantina riflette la medesima posizione:

"Il tuo parto ha avuto un concepimento senza seme; la tua dormizione, una morte senza corruzione: concorso prodigioso di un duplice prodigio, o Genitrice di Dio! Come, infatti, l'ignara d'uomo è nutrice nella sua purezza? E come la Genitrice di Dio è preda della morte e diffonde profumo di unguenti? Per questo insieme all'angelo a te acclamiamo: Gioisci piena di grazia!"
(Kathisma dopo il polyéleos al Mattutino)


In Occidente, invece, si rafforzò lentamente l’idea che la Vergine non potesse conoscere la morte. Tale idea non ebbe mai un’esplicita approvazione papale ma pare celata nella proclamazione del dogma dell’Assunzione del 1950, fatto da Pio XII. Il papa, infatti, parla di un’assunzione “in corpo e anima alla gloria del Cielo, al termine della sua vita terrena”. Come si vede, la morte della Vergine non è chiaramente ammessa. Il termine "morte" non è mai utilizzato.

La liturgia romana posteriore alla proclamazione di questo dogma, ne riflette il pensiero:

"O Dio onnipotente ed eterno che hai assunto alla gloria celeste, in corpo ed anima, l'Immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figliolo, concedici di essere sempre protesi verso le cose celesti, onde meritare di essere partecipi della sua gloria"
(Colletta alla Messa dell'Assunzione).

Nonostante che quest’idea, recentemente, pare essersi riequilibrata, in favore del fatto che pure la Vergine morì,  la tendenza a vedere nella Vergine un essere simile a Cristo (quindi compartecipe in tutto della sua storia, nei termini e modi propri a Cristo) non è venuta meno. Tale tendenza si riscontra nel dogma dell’Immacolata concezione e nella reiterata idea della corredenzione mariana.

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