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sabato 1 ottobre 2011

Dove và l'Italia?

L'altro giorno mi sono capitate sotto gli occhi due  notizie che mi hanno molto stupito.
Una realtiva al nord Italia e un'altra al sud.

Ecco quella del sud.
In una scuola del sud Italia, a Senise in provincia di Potenza, sono state scattate delle foto-ricordo per una classe nella quale c'è una allieva down. Delle foto sono state distribuite due versioni: una per tutti (in cui non compare l'allieva down) e un'altra per l'allieva stessa nella quale la si vede in compagnia dei suoi compagni e delle maestre (notizia da "Il Corriere della Sera", 30/IX/ 2011). Il giornalista che riporta il fatto ci ironizza su ma, è evidente!, si nota come nella mentalità italiana si faccia strada sempre più un inquietante razzismo.

Ecco quella del nord.
E' successa a Santo Stefano di Cadore, il 14 maggio scorso. Una mamma si è preoccupata che il suo parroco, nella cui parrocchia vi sono pure parrocchiani di colore, possa trasmettere bacilli contagiosi al proprio figlio, dal momento che il suddetto prete, stringendo la mano ad extracomunitari e, in seguito, porgendo la particola consacrata al bambino, potrebbe farsi veicolo inconsapevole di malattie (notizia da "Il Gazzettino", 30/IX/ 2011).

Si nota sempre il solito razzismo con l'aggravante di considerare l'ostia possibile ricettacolo di germi ivi deposti dalle mani del prete che avrebbe avuto l'ardire di stringerle con quelle di gente di colore.

Sono basito e non solo per la questione "razzismo".

Mi chiedo: questa signora, che immagino cattolica, quale rapporto ha con l'eucarestia?
L'idea sola che l'Eucarestia, il pane consacrato, dunque il Corpo di Cristo, possa diventare ricettacolo d'infezione o di morte è quanto meno eretica.
In Oriente - soprattutto nelle chiese greche - ci si comunica prendendo l'Eucarestia da un solo cucchiaio che passa nelle bocce di tutti da secoli e secoli. Non si è mai registrata una epidemia o una malattia a causa di ciò. L'idea, per un credente, che il Corpo di Cristo possa dare morte, invece che vita, è decisamente contraria alla fede, anzi, la nega proprio!

Questo è, purtroppo, il livello della fede di molti "cattolici" odierni. Questi ultimi, poi, ci mettono pure il razzismo come aggravante. Manifestano una doppia paura, dunque.

Purtroppo ebbi modo di constatare simili atteggiamenti religiosi pure io anni fa, al battesimo di un bambino. Quando il prete ardì spruzzare qualche goccia d'acqua (come si fa nella consuetudine cattolica-latina) per battezzare questo bambino, la madre, atterrita, comandò al prete: "Basta, basta!!".
Manco fosse acido muriatico...
Una donna che sembra ritenere "acido muriatico" le tre goccie d'acqua (erano solo tre!) con le quali un prete battezza il proprio figlio manifesta un evidente dispregio al sacramento. Quella stessa donna, per generare al mondo il figlio, ha dovuto essere inseminata.
Quanto è avvenuto nel segreto del suo talamo, seguendo la legge di natura, ed è stato da lei ben accolto nella benedizione del sacramento nuziale, è stato disprezzato al momento del battesimo, quando ha cercato di ostacolare la legge della grazia, per quel modo tutto formale, convenzionale e, alla fine, ateo con il quale queste signore e mille altri come loro, vivono il Cristianesimo.


E che dire se si pensa che, in Oriente, il battesimo avviene sempre e comunque per immersione? Il bambino viene totalmente immerso nell'acqua della "kolimbitra"!

Viviamo realmente in un tempo che ha perso i significati religiosi e ne porta avanti, convenzionalmente e folcloristicamente, solo l'immagine. Il suo cuore è altrove...

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