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sabato 15 ottobre 2011

Liturgia ed ecumenismo




Quando si parla della preghiera della Chiesa, per essere concreti, è necessario osservare la realtà che ci circonda.

Nel territorio italiano si affacciano sempre più le chiese ortodosse. E’ giusto quindi mostrare gli elementi tradizionali del culto cattolico e saperli evidenziare in modo che siano apprezzati nell’Ortodossia com’è parimenti giusto osservare il senso e la profondità della tradizione liturgica ortodossa.

Questo lavoro può essere fatto con reciproco rispetto, nonostante la presenza di difficoltà e di ostacoli seri tra le due Chiese.

Il rispetto e l’onestà comportano, però, che non si condividano simboli e azioni tali da affermare una menzogna. Mi spiego. L’Ortodossia e il Cattolicesimo possono incontrarsi su un piano di rispetto umano e confrontarsi ma non possono compiere delle azioni (nella preghiera liturgica comune, ad esempio) nelle quali mostrano ciò che non esiste (la piena comunione).
E’ una questione di rispetto e di onestà verso la verità teologica e verso la propria Chiesa. Fare diversamente, con discorsi umanistici o di banale giustificazione, non è che mascherare la propria incoerenza.

Purtroppo che questo accada nella realtà dei fatti è dato a tutti constatarlo.

Pongo, a tal proposito, due esempi tra molti che si potrebbero citare. Non meravigli se vi si trovano esplicitati nomi e luoghi. Essendo eventi pubblici, e non privati, sono cose facilmente testimoniabili. In qualche caso esistono pure delle fotografie.

Il primo esempio è quello riportato in foto (avvenuto a Savona il 30 gennaio 2010) nel quale un prete del patriarcato romeno, tale Philip Sorin, ha concelebrato con il vescovo cattolico (una semplice benedizione di pani alla fine di un vespero o alla fine di una liturgia?).

Comunque sia, secondo i canoni (non rispettati) della sua Chiesa, questo prete dovrebbe essere immediatamente deposto. Secondo gli ordinamenti della Chiesa cattolica, questo prete dovrebbe essere considerato immediatamente cattolico (la concelebrazione è o no espressione di piena comunione?).

Ma, d'altra parte, ultimamente nel Cattolicesimo  un vescovo ha pure  concelebrato (e ordinato) delle donne al sacerdozio anglicano senza ricevere alcuna sanzione (il famoso vescovo di Evreux, in Francia). 

Porre in atto questi fatti significa, quanto meno, intorbidire le acque e confondere chi crede.

Un altro caso accadde a Bologna, nella chiesa greco-ortodossa, il venerdì santo del 2009. In quella chiesa, il prete ortodosso fece concelebrare un prete cattolico curiale, con tanto di piviale e stola. E’ vero che non era una funzione eucaristica ma non dobbiamo fare gli ipocriti: non ci è dato separare con sottili distinzioni la cosiddetta messa dalle altre espressioni liturgiche della Chiesa poiché esse fanno un unicum e si richiamano tutte a vicenda. In quel contesto, il prete cattolico entrò nel santuario per la porta reale (riservata solo al clero ortodosso, neppure ai laici ortodossi) e depose il crocefisso sull’altare assieme al prete greco.

Non pago dell’accaduto, il prete curiale osò guardare, con sguardo trionfatore chi, in quel contesto, si sentì disorientato da codeste "belle azioni". La maggioranza dei presenti non parve sentire alcuna stonatura davanti all'accaduto e questo è indice di molte cose.

Ora, che si debba coltivare amicizia tra persone di confessione differente nessuno  lo nega o lo proibisce, evidentemente. Quello che non si deve fare è esattamente un mescolamento di cose sacre, dal momento che la comunione ecclesiale (sia dal punto di vista cattolico, sia da quello ortodosso) dovrebbe essere una cosa seria, sempre che vi si creda, ovviamente.

Ma siccome l'esempio scende sempre dall'alto includo un filmato nel quale si vede chiaramente che la commemorazione del papa in una liturgia ortodossa al Fanar (Patriarcato di Costantinopoli). A questo punto perché l'Ortodossia greca non decide di unirsi con la Chiesa cattolica?




3 commenti:

  1. Io e la mia famiglia abitiamo fuori Bologna e di solito per le festività ci rechiamo in Grecia e non frequentiamo molto la chiesa di Bologna. Ma questa pasqua eravamo in Italia e con amici abbiamo frequentato da Giovedì Santo la chiesa. Tutto molto bello fino alla giornata del Venerdì quando sono entrati a un certo momento due personaggi della chiesa cattolica romana papista e si è ripetuto esattamente quello che lei descrive con il parroco Dionisio davanti e gli altri due di seguito sono entrati nel sacro Vima. Il giorno dopo abbiamo mandato un’email di protesta al vescovo. Ci siamo ripromessi di ritornare il Venerdì Santo del prossimo anno armati di macchina fotografica crediamo utile far conoscere questo campione in tutti i siti e blog in Grecia.
    Cosmas

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  2. Gentile Cosmas, la chiesa cattolica romana" papista" poteva risparmiarsela.

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    Risposte
    1. Pregherei i lettori di non entrare in polemica tra loro.

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