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venerdì 27 gennaio 2012

La chiesa bizantina: descrizione e simbologia




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Riassunto:
La disposizione della chiesa bizantina obbedisce a profondi criteri catechetici. Tali criteri, però, non sono una pura istruzione ma sono simbolici in grado, cioè, di creare una vera connessione spirituale tra chi la visita e il valore a cui essi rimandano.
La chiesa è la porta del cielo!

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La figura sopra esposta può essere ingrandita cliccandoci sopra.
Ogni chiesa bizantina ha pressapoco questa disposizione tradizionale che obbedisce a criteri di tipo pratico e, allo stesso tempo, rimanda a significati particolari descritti nelle catechesi liturgiche dei Padri.

E' strutturata in quattro parti principali: al suo esterno il portico, al suo interno il nartece, la navata e il santuario.

Il nartece è un luogo nel quale sostano coloro che ancora non hanno ricevuto il battesimo. Vi si pongono anche coloro che stanno vivendo un momento penitenziale. Nell'alto Medioevo i penitenti sostavano, invece, all'ingresso delle chiese romaniche. A livello simbolico il nartece rappresenta lo stadio iniziale della vita cristiana nonché gli aspetti più appariscenti e fragorosi del mondo nei quali Dio si rivela. Richiama, nell'uomo, i suoi sensi corporei.

La navata è il luogo stabilito per fedeli e cantori (quest'ultimi disposti, però, in ali laterali prestabilite). A livello simbolico rappresenta i livelli progressivamente superiori della vita cristiana nonché le realtà più elevate del cosmo. La cupola, disposta verso la fine della navata rappresenta, infatti, il cielo e, nello stesso tempo, la discesa di Cristo sulla terra. Richiama, nell'uomo, la sua facoltà intellettiva.

Il santuario è il luogo stabilito per il solo clero. E' un luogo elevato, separato dalla navata da una parete, l'iconostasi, che ne impedisce l'accesso e la visione interna. A livello simbolico rappresenta l'unione mistica dell'uomo con Dio, unione ineffabile, indicibile e, perciò, separata da tutto quanto la precede.  Il santuario rappresenta la ragione divina, nascosta agli uomini, che regge l'intero cosmo. Richiama, nell'uomo, il suo cuore, o meglio la sua facoltà spirituale.

Entrare nella chiesa significa, al contempo, tenere presenti tutte queste cose; Dio, cosmo, uomo sono interamente coinvolti.
Ed è perciò che la chiesa è luogo simbolico e "sacro". Solo al suo interno hanno veramente senso i riti che si celebrano. Non si potrebbe, infatti, pensare ad una liturgia celebrata al suo esterno: la chiesa è per la liturgia come la pancia della mamma è per il bambino che deve nascere.

Con queste caratteristiche la chiesa deve rispettare dei canoni prestabiliti di bellezza e armonia i quali richiamano tutti assieme la Rivelazione cristiana, ossia la verità del Dio trino ed unico nel quale l'uomo si trasfigura.

La chiesa, dunque, in quanto edificio, è un luogo che annuncia la trasfigurazione del mondo (cieli nuovi e terra nuova), indica tutta la storia della salvezza e prefigura il secondo avvento di Cristo.




Se la chiesa ha questa forte valenza simbolica e sacrale, a maggior ragione l'altare, cuore di essa. Di forma quadrata (com'erano pure gli altari romanici), l'altare bizantino viene consacrato con il Myron (il sacro crisma) ed è oggetto di particolare cura. Su di esso si celebra la Divina Liturgia, viene baciato e incensato, con la stessa attenzione che si riservava all'altare in Occidente. Nessuno che non sia chierico può collocarsi davanti attraversando le porte reali. La sua pulizia può essere consentita solo a chi ne riceve espresso permesso: non è un oggetto come tutti gli altri!

L'altare, che simboleggia l'Agnello immolato e il mistero inaccessibile della vita Trinitaria, è evidenziato da candele o candelabri che lo illuminano. E' visibile solo in pochi momenti della Liturgia (Messa). L'altare è inscindibilmente luogo di sacrificio e mensa del Regno celeste. Su di esso viene lasciato appoggiato l'evangeliario, per indicare la sua identità con il vangelo: entrambi, infatti,  richiamano Cristo.
Come sull'altare si rende sacramentalmente presente Cristo, nell'eucarestia, così esso rappresenta l'inabitazione di Cristo nel cuore dell'uomo, quand'Egli diventa "tutto in tutti", come dice l'Apostolo.
Essendo il luogo più altamente significativo della chiesa, nell'Oriente bizantino non si è mai avvertito il bisogno di riprodurlo in più punti dell'edificio con la creazione dei cosiddetti altari laterali. Questi ultimi s'imporranno in Occidente, da un certo momento in poi, provenendo dal nord Europa per un bisogno essenzialmente devozionale. 

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