Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

martedì 31 gennaio 2012

Liturgie latine nella Chiesa ortodossa


Prelato ortodosso mentre celebra con un rito latino tradizionale


Normalmente è largamente conosciuta l'esistenza di comunità cattoliche di "riti orientali", particolarmente bizantini. Alcune di queste comunità erano originalmente ortodosse e, successivamente, per varie ragioni, sono entrate in comunione con la Chiesa cattolica, conservando, più o meno intatto, il rito originale. Altre comunità si sono formate artificialmente nel desiderio d'unire a Roma parte d'una popolazione originalmente ortodossa. 

Invece, non è così nota l'esistenza di comunità ortodosse che conservano dei riti latini, romani o gallicani.
Un certo numero di tali comunità provengono dall'anglicanesimo, qualcuna dal mondo romano-cattolico. Aderendo all'Ortodossia, è stato loro concesso di mantenere il calendario latino (ma con la Pasqua adattata alla data di  quella ortodossa) e una liturgia latina tradizionale (romana o gallicana). Da questa scelta, infatti, è implicito comprendere come l'Ortodossia non consideri attendibile la liturgia "rinnovata" che da qualche decennio viene celebrata nel mondo Cattolico. Non ha bisogno, ovviamente, di fare dibattiti o polemiche sull'argomento, dal momento che non lo ritiene un problema suo, ma, nel caso in cui riceve qualche comunità occidentale desiderosa di mantenere un rito latino, la indirizza solo nei riti antichi (ad es. la Messa di San Gregorio Magno del VI secolo, detta "Messa di san Pietro").

Comunità di questo tipo non sono numerose ma sono presenti un poco ovunque: Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Canada, Filippine, Regno Unito, Francia, ecc (1).

Le chiese ortodosse che hanno accolto questo tipo di comunità sono: la Chiesa ortodossa russa; la Chiesa greco-ortodossa d'Antiochia; la Chiesa ortodossa romena.

Si deve concludere che solo un rito tradizionale è un vero ponte d'unione tra l'Oriente e l'Occidente (al punto da connettere pure l'Occidente con se stesso, nel caso di alcuni anglicani) mentre i riti latini rinnovati sono una mano tesa al solo mondo Riformato.

Rito latino tradizionale in una chiesa cattolica inglese. Si noti la divisione antica tra presbiterio e navata.

Liturgia gallicana ad Amiens


___________

(1) Un indicativo elenco si trova all'indirizzo internet: http://www.allmercifulsavior.com/Liturgy/Groups.html
Per saperne di più vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Western_Rite_Orthodoxy

9 commenti:

  1. E' stato scritto:

    "A prima vista, la comparazione tra l'Ortodossia di rito latino e gli "Ortodossi-Cattolici" pare giustificata: entrambe sono delle piccole comunità in grandi Chiese; entrambe cercano di preservare il loro patrimonio liturgico davanti ad un'eventuale assimilazione; entrambe sono spesso incoprese da altri nella loro stessa Chiesa. Tuttavia queste similitudini nascondono numerose differenze profonde. L'accusa di "uniatismo inverso", lanciata da alcuni "super-ortodossi" e, a volte, da alcuni polemisti latini del mondo cattolico-romano è falsa per almeno quattro ragioni:

    * L'Ortodossia di rito occidentale non è mai stata sostenuta da alcuni per mire politiche, sociali o economiche;

    * Non ha per fine quello di portare, membri di un'altra Chiesa in seno all'Ortodossia.

    * Teologicamente non è distinta in NULLA dall'Ortodossia "orientale".

    * Non crede d'aver un ruolo "unico" o una "missione speciale" nel promuovere l'unità di tutti i cristiani, oltre a quant'è stato ordinato a tutti i cristiani.

    Tale passo di cui ci siamo permessi di fare una traduzione sul senso, è tratto da: http://stmaterne.blogspot.com/2007/06/diacre-benjamin-le-rite-orthodoxe.html

    RispondiElimina
  2. seguo sempre questo blog perchè sempre molto dettagliato, preciso e condivisibile (se non su tutti i temi almeno sull'impostazione generale che richiama non tanto un tradizionalismo vuoto e insensato quanto una attenzione ai fondamenti della liturgia da cui la liturgia stessa è nata e che talvolta sembrano essere non più al centro dell'agire liturgico e delle eventuali legittime riforme)...tuttavia questa volta credo ci sia il bisogno di fare qualche appunto....anzitutto sui riti occidentali usati dall'ortodossia: in realtà non sono i riti tradizionali così come erano davvero ma, nella maggioranza dei casi sono commistioni di formule e rituali latino-tradizionali con formule e rituali proprio dell'oriente ortodosso...a leggere questi messali si vede bene come molte formule sono modificate, sono aggiunte in posti impensabili per la tradizione latina preghiere ed epiclesi proprie dei riti orientali (vedasi i grossi inserimenti nel canone come l'epiclesi della D.L. di S. Giovanni Crisostomo all'interno del testo latino)...per altro spesso queste inserzioni stridono fortemente anche dal punto di vista estetico dato lo stile prettamente orientale delle formulazioni che è ben diverso dall'asciuttezza dei riti latini...quindi, purtroppo queste forme non sono certo lodabili data la commistione esagerata (per fare un paragone si può pensare alla latinizzazione o romanizzazione di riti cattolici come quello Maronita...ma forse, il che è inconcepibile, persino peggio)...tutto ciò, se si vuole davvero fare un bene alla Chiesa avendo nei propri pensieri la Chiesa indivisa del primo millennio è semplicemente una aberrazione che non sarebbe mai stata, non solo pensabile ma nemmeno accettabile con una mentalità tradizionale rettamente intesa....

    un piccolo appunto va fatto anche sulle fotografie pubblicate: la seconda fotografia non riguarda un rito latino tradizionale in una chiesa anglicana ma la chiesa di "Our Lady of the Atonement" che è perfettamente cattolica e in piena comunione con Roma in cui è dato il permesso di celebrare in un rito di matrice anglicana (uso anglicano) derivato dagli usi di Sarum e di York (è per così dire un antenato di ciò che è stato poi fatto recentemente con la "anglicanorum coetibus") per riportare un esempio visivo ecco un filmato su youtube (ma ve ne sono anche altri più esplicativi) al riguardo http://www.youtube.com/watch?v=Klr6FOq18UY

    spero che l'ottimo scrittore e gestore del blog non ne abbia a male per questi due appunti che vogliono essere anzi un piccolo contributo alla causa di questo blog. Un caro saluto in XP.

    RispondiElimina
  3. Cortese Massimo,

    oggi è tutt'altro che evidente la base fondamentale su cui si svolge il culto cristiano. Possiamo dire di vivere un periodo come mai è stato vissuto, all'interno del mondo Cattolico.

    Il mondo orientale, pur mantenendo intatte le forme cultuali tradizionali, sta correndo il rischio di formalizzarle con la conseguenza d'un divorzio tra vita e liturgia. Questo non tanto nei fedeli quanto nel clero stesso.

    Ma ne parlerò in qualche altro mio successivo intervento.

    Quanto lei espone è condivisibile in questo senso: nell'Ortodossia esiste una commistione tra i riti latini utilizzati in qualche comunità con alcune preghiere bizantine.

    Mi sono note, infatti, le inserzioni di alcuni testi nei canoni latini antichi, nel tentativo d'esplicitare, laddove non paia chiara, l'epiclesi.

    La mia intenzione però, intenzione di tutto questo blog, non è tanto quella di sottolineare le opposizioni tra la dottrina cattolica tradizionale e l'Ortodossia, quanto di dimostrare che la base antica latina e quella bizantina non si discostano.

    E infatti, il rito latino, pur con queste inserzioni, è quello tradizionale. Non è minimamente preso in considerazione uno dei "riti" rinnovati dopo il concilio Vaticano II poiché, evidentemente!, creerebbero alla coscienza ortodossa molti problemi.

    In questo modo di fare comprendiamo che i riti rinnovati nel cattolicesimo sono "antiecumenici" verso l'Oriente mentre tendono ad essere accettati nel mondo protestante. Questo non è un banale ecumenismo, inteso in senso superficiale. E' un segno di allontanamento da una base condivisa. Questo indica chiaramente che la liturgia cattolica si è protestantizzata; non si potrebbe concludere diversamente!!

    Personalmente non me la prenderei troppo con chi, ortodosso, usa il rito latino. Conosco gente che usa correntemente il "Breviarium Monasticum" approvato dal cardinal Gut (1963). Loro certamente non pregherebbero MAI con la "Liturgia Horarum"!

    Tutte queste cose dovrebbero fare molto pensare chi, nel mondo Cattolico, ha la coscienza "a posto" nel riguardo dei "riti rinnovati" che io stesso ho smesso di seguire da molti anni, oramai, dopo averli infinite volte sentiti per quel che sono: secchi, aridi e vuoti.

    Nei riguardi del rito latino tradizionale nella chiesa inglese, ho corretto, come vedrà, la didascalia della foto e i possibili riferimenti ad essa relativi.

    Distinti saluti e grazie per l'attenzione.

    RispondiElimina
  4. Signori,
    il Western Rite è la mia "passione" se è lecito definirla così, o meglio, da Ortodosso Italiano mi sono riscoperto latino... senza dilungarmi molto, vorrei mettere a conoscenza il blogger di questo pregevolissimo blog che ho tradotto il Messale di San Gregorio Magno approvato da ROCOR e Patriarcato Ortodosso d'Antiochia. Quindi chi volesse leggerlo, studiarlo o celebrarlo ( avendone facoltà canonica, si intende) deve solo chiedere. Distinti saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Faccia pure sapere! Grazie!

      Elimina
    2. http://ortodossooccidentale.altervista.org/contatti.html i riti che ho iniziato a mettere sul mio sito sono in molte lingue ( lingua del posto in cui il rito appartiene). Il due penultimi lavori sono il prodotto delle mie mani peccaminose. Mi faccia sapere.

      Elimina
    3. Ho osservato il rito della Messa. La disposizione dei testi pare essere posteriore, nel senso che sembra essere stato composto oggi con vari testi antichi. Io nella mia ansia filologica avrei fatto un "testo a fronte" con riferimenti ai testi originali da cui è stata tratta la traduzione. Nei lavori che ho fino ad ora esposto, ho posto un testo a fronte e i riferimenti testuali da cui questi testi sono stati tratti. Capisco che io ho ansie filologiche ma penso che proporre un testo liturgico antico debba sempre partire da qui e poi, solo in un secondo tempo, si può fare un semplice testo tradotto senza testi originali.
      Se così non si fa un lettore può pensare di trovarsi davanti a rimaneggiamenti "ad usum delphini", il che non è proprio il migliore complimento....
      Detto questo, la invito a non desistere e a migliorare sempre più il suo lavoro (anche nella parte grafica). Grazie!

      Elimina
  5. Sono molto interessato al giudizio del mondo ortodosso nei confronti dell'attuale situazione liturgica della Chiesa Cattolica. Ricordo che il Patriarcato di Mosca, all'epoca del Summorum Pontificum, espresse un giudizio positivo sull'iniziativà di Benedetto XVI, ma non ricordo di aver letto molto altro. Anzi, se devo essere sincero mi accadde una volta di capitare in un forum dell'ortodossia (un po' particolare: i partecipanti in gran parte abitavano in occidente ed usavano la lingua inglese. Non pochi erano dei convertiti) in cui con mio stupore si leggevano commenti del tutto indifferenti verso la liturgia latina tradizionale. Anzi, addirittura alcuni sembravano apprezzare la riforma liturgica, mi sembra però con la convinzione che essa fosse un "ritorno all'antico". Mi piacerebbe se potesse approfondire quest'argomento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, in realtà da quanto ne so, nell'Ortodossia non c'è grande attenzione sulla liturgia occidentale, tradizionale o meno che sia. Questo, però, si spiega: la visione religiosa bizantina è sempre stata olistica, non settoriale. La liturgia rimanda ad uno stile ecclesiale, ai dogmi della Chiesa, all'ascesi praticata. Ora, sul versante dogmatico e spirituale sappiamo che esistono delle difficoltà e sono queste che, in definitiva, chiudono gli occhi dell'Oriente verso lo stesso culto tradizionale cattolico.
      Io sono dell'avviso che, osservate le antiche forme liturgiche occidentali, è possibile una consonanza, almeno a livello generale e su alcuni punti di fondo, con il mondo bizantino o cristiano orientale. Di qui il mio blog.

      Quelli che, poi, ritengono essere un "ritorno all'antico" la riforma liturgica cattolica, evidentemente non ci hanno capito gran che, la qual cosa non mi meraviglia affatto. È evidente a chi è un po' informato che la riforma, sia da parte dei suoi partigiani che da parte dei suoi avversari, è considerata una "nuova creatura" con alcuni "pezzi" di antiche liturgie. E' come se fosse una casa avveniristica costruita in parte con pietre di edifici antichi. Si ha poco da dire che è qualcosa di antico, visto che lo spirito è ben tutt'altro! Ma, c'è da dire, nel mondo ortodosso ci sono anche molti ignoranti...

      Elimina

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.