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lunedì 23 aprile 2012

La danza nella liturgia


Questo post prende brevemente in considerazione la danza nella liturgia. La definizione di "danza" non deve parere strana perché in tutte le liturgie ci sono dei movimenti che la evocano. Farò dei casi concreti.

E' bene però rilevare che il movimento di danza, nell'ambito cristiano tradizionale, risente inevitabilmente di un clima particolare, quel clima che fa in modo che i movimenti stessi del corpo esprimano pacatezza e serenità. La gioia cristiana nella danza, in un contesto tradizionale, non si esprime mai in forma debordante ma è contenuta, umile, interiore in modo da non sfociare nella sensualità. E' come il corpo dei santi che, nell'iconografia tradizionale, non attirano per le forme sensuali ma per la loro illuminazione spirituale. Il fine, appunto, è sempre quello di andare oltre al segno espressivo, non fermarsi in esso facendone una sorta d'idolo.

Per questo nelle liturgie latine esiste una specie di danza quando il sacerdote incensa l'altare. Il movimento circolare attorno all'altare viene fatto con pacatezza e uniformità e questo rispetta quei criteri tradizionali sopra esposti.



Movimento circolare del sacerdote attorno all'altare (dal min. 2,54)

Un esempio di danza nelle liturgie orientali ci è offerto dalla famosa "danza di Isaia" quando gli sposi, nella celebrazione del matrimonio, girano per tre volte attorno ad una credenza sulla quale sono disposti gli anelli e la coppa del vino dalla quale berranno assieme. Anche nella "danza di Isaia" il movimento circolare, ripetuto per tre volte, è espressione di questa gioia contenuta, di tipo spirituale.



I contesti che escono dalla tradizione, invece, perdono di vista quell'attento equilibrio delle antiche liturgie nelle quali si sottolinea molto l'aspetto spirituale contenendo l'espressione corporea nel movimento rituale. Succede, quindi, che alcuni inventano momenti in cui inseriscono delle danze all'interno o a ridosso della liturgia. Lo spunto dal quale traggono ispirazione è corretto, poiché, come abbiamo visto, il movimento di danza è presente tradizionalmente. Il modo di realizzarlo, tuttavia, è totalmente fuorviante perché questi inventori non fanno appello a tutti i criteri della tradizione - che prevederebbe movimenti processionali - ma a criteri mondani. Qui, attingendo anche da altre religioni o semplicemente introducendo elementi profani, le danze diventano spesso espressione  scomposta del corpo finendo per veicolare  messaggi di tipo sensuale. Al senso della misura, si sostituisce lo spettacolarismo. E' decisamente tutta un'altra cosa e infonde un sapore totalmente diverso certamente non "sacro"! Ecco di seguito qualche esempio in cui è viva la differenza rispetto ai video sopra esposti.


Danze alla fine di una messa del Cammino neocatecumenale 



Un gesuita danza per Shiva in quello che dovrebbe essere un santuario di una chiesa cattolica



Danza di ringraziamento del clero alla fine di una messa cattolica


10 commenti:

  1. Un'opinione in merito:

    http://www.youtube.com/watch?v=9rJFdmmqj_s

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  2. la danza nella santa messa secondo il mio modesto parere è un abuso liturgico,la messa non è forse il sacrifico incruento di GESù ,come ci dice il catechismo di san pio x?signor pietro la ringrazio per la sua risposta ,e per il bellissimo blog
    fabio

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    1. La danza, intesa come scatenamento dei sensi, non è solo un abuso liturgico ma un'eresia vera e propria perché storna le energie dall'interiorità per proiettarle in altre direzioni sotto pretesto religioso. Ci sono già le balere per questo ed è inutile aggiungerci pure le chiese!

      La danza, intesa come movimento ieratico e processionale (come nei primi due video d'esempio) è partecipazione composta del corpo ad un evento teofanico e dinamico, pur nel linguaggio simbolico caro alla liturgia tradizionale.

      Questo blog non ha come fine quello di portare le persone alla cosiddetta "messa tridentina" o ad una Liturgia tradizionale. Si limita molto più semplicemente a mostrare la profonda intelligenza spirituale delle antiche liturgie davanti al deserto e al disastro di molte chiese attuali profondamente secolarizzate e con penosissime e poverissime liturgie moderne.

      Queste povere chiese europee non resisteranno a nessuna delle sfide attuali e non avranno che pochi decenni di vita ancora.

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  3. Pienamente d'accordo con il post e con quest'ultima risposta...come sempre d'altronde...da tempo immemore anche io mi batto perchè sia riconosciuto che il ballo (e scrivo ballo proprio per capirci) non ha alcunchè di adatto ne adattabile alla liturgia cristiana...preferisco però non definire danza gli esempi sopra riportati (o quantomeno non nel caso dell'incensazione), preferisco anzi definirla partecipazione piena all'atto liturgico che comporta anche certi movimenti misurati, armonici, posati e ieratici...non diversamente dall'essere inginocchiati durante il canone o fare segni di croce e metanie durante la Liturgia...è poi solo una differenza minuscola la miama solo per dire che oltre a non essere adatto il ballo in nessuna liturgia cristiana, nei riti latini è pur difficile trovare la danza (che è invece più presente nei riti orientali o simili) certo non impossibile, ma più difficile....quella maggiore asciuttezza e semplicità propria della tradizione latina si fa sentire anche qui, ma tutto ciò è frutto di quella buona inculturazione che ha visto il formarsi, nell'unica Tradizione, dei diversi riti liturgici della Chiesa indivisa....di ben altre premesse è frutto l'obbrobrio che vediamo negli ultimi filmati, maggiormente, a me pare, nell'ultimo dove quel pseudo-ballo di sacerdoti (sic!) avrebbe un che di ironico pure se si svolgesse in un villaggio turistico da parte di giovani decenni......qui, ahimè, suscita solo un misto di tristezza e rabbia....

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  4. egregio signor pietro perchè non vuol portare le persone a riscoprire la messa tridentina ?come ben dice di fronte al disastro ,perchè non impegnarsi a propagare la messa antica ,farebbe un opera meritoria
    fabio

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  5. Il fine del blog non è quello di concentrarsi su una forma tradizionale di liturgia a scapito di altre ma quello d'individuare le scelte comuni a tutte le liturgie tradizionali. In altre parole, non è una "scuola" per un "orientamento" specifico ma è la base dalla quale poi si dipartono i vari "orientamenti", pur con i limiti dati dalla forma del blog.

    La messa "tridentina" è quella particolare forma di messa antica e medioevale romana rivista e riformata in seguito al concilio di Trento (da cui il nome "tridentina").

    Della Messa medioevale ha conservato molte cose ma diversi suoi rami sono stati tagliati. Non si deve dimenticare che il periodo barocco ha fatto di questa Messa un luogo piuttosto teatrale laddove, al contrario, questa è una messa uscita da ambienti ascetici e monastici.

    Parlare di "Messa tridentina" significa spogliarla da molti orpelli che ancora oggi molti suoi "fans" cercano di appiccicargli su, un poco come ai tempi di papa Pio X. E sappiamo bene come questo papa reagì davanti alla teatralizzazione del rito: imponendo il canto gregoriano.

    La chiave adeguata di lettura della "Messa tridentina" è quella ascetico-monastica. Purtroppo non si deve dimenticare che, invece, è facile leggerla in chiave clericale-barocca ed è qui che io non concordo affatto, avendo purtroppo conosciuto ambienti tradizionalisti clericali salottieri e vanesii, i quali si servivano di questa Messa per mettere in mostra loro stessi piuttosto che servirla esaltando le sue caratteristiche spirituali.

    Non dobbiamo dimenticare che il disastro di molti ambienti cattolici lo si ritrova, nella mentalità secolarizzata, perfino in quel clero che, sostenendo forme cultuali tradizionali, ha però perso lo spirito della tradizione. In altre parole, la scelta di forme esterne tradizionali non è affatto il segno automatico di una genuinità cultuale, laddove se ne perde lo spirito intimo. Oggi tutto ciò è ben tangibile!

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  6. Purtroppo l'obiezione che ci si sente riferire e' la seguente: non possiamo essere tutti monaci o asceti... manco gli si chiedesse di esserlo!
    Per cui si arriva al punto che basta nominare lo Spirito, per sentirsi automaticamente e non si capisce nemmeno per quale ragione, pervasi ed un tutt'uno con esso.

    Pantocrator

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    1. Quest'opinione, agitata per prima da molti membri del ceto clericale, è eretica.

      La si sostiene con l'idea altrettanto assurda che esistono "carismi" differenti.

      L'asceta, per costoro, sarebbe un uomo con un "carisma" particolare. In questo modo si ha isolato per bene l'ascetismo nell'angolo remoto della propria casa (questa è la ragione per cui Cistercensi e Camaldolesi sono visti come "bestie rare" e sono totalmente incompresi). Una volta che l'ascetismo è isolato, viene ignorato e vomitato.

      Abbiamo allora un clero tutt'altro che ascetico che può giungere a conseguenze pubblicate nelle cronache scandalistiche visibili in tutti i giornali.

      Invece l'ascetismo è l'anima intima del Cristianesimo e, di conseguenza, della liturgia. Una questione TOTALMENTE TRASCURATA dai liturgisti moderni(sti). Di qui la loro feroce avversione alle liturgie tradizionali.

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  7. egregio signor pietro la ringrazio per la sua risposta esaustiva,ma mi sembra che abbia dato proprio una stroncatura alla messa tridentina ,ma qualcosa di positivo non ha ?pensiamo al silenzio durante la preghiera del canone ,il suo "carattere"sacro che rende l idea del sacrificio ,invece oggi nella nuova messa riformata si è perso ,poi l altare al centro attaccato al muro con il tabernacolo per fare adorazione ,oggi invece in qualsiasi chiesa non c è più ,vi è l altare ,la tavola,e il tabernacolo nascosto perchè ?cosa mi può dire delle teorie che la nuova messa cioè il novus ordo di paolo vi ,secondo i tradizionalisti ,sia stato preparato dai massoni c è qualcosa di vero?la ringrazio nuovamente se vorrà rispondere alle mie domande
    fabio

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    1. Egregio Fabio,

      se lei legge attentamente i miei scritti non ho il pensiero che mi attribuisce. Il fatto stesso di porre come esempio, tra gli altri, quello di celebrazioni "tridentine" (preferirei non usare questo termine) dovrebbe essere di suo eloquente.

      Quello che invece non mi va affatto non è la liturgia romana tradizionale ma certi ambienti che la difendono i quali, senza forse avvedersene, ne danno un'interpretazione tutt'altro che antica e tradizionale. C'è chi vede nella "Messa tridentina" una legge liturgica perfettamente compiuta, chi vi vede un rito ben eseguito, chi vi legge esclusivamente una teologia di espiazione. No, se ci si ferma qui non va!
      Ancor meno se la consideriamo come un bel capolavoro estetico nel quale inserire concerti di musica sacra.
      Coloro che ragionano solo in queste rigide direzioni non hanno capito niente né di liturgia né di tradizione e ne sono i peggiori nemici.

      I santi e lo spirito dei santi ha costruito la liturgia tradizionale. E' quello che va recuperato per farla risorgere, non le infinite beghe di ambienti passatisti e nostalgici di ancient regime!

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