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domenica 22 aprile 2012

Liturgie eucaristiche tradizionali


In questo post ho voluto segnalare alcune liturgie eucaristiche tradizionali di cui possiamo avere documentazione nel web. Si noti che lo schema generale è come quello specificato nella tavola 1 visibile qui. Ad un primo colpo d'occhio sarà assai facile rinvenire elementi di fondo comuni: 

  • una certa ieraticità e compostezza,
  • l'uso di veli per gli oggetti sacri,
  • l'orientamento ad Oriente nella preghiera,
  • la costante ripetizione di gesti di venerazione (inchini, baci, genuflessioni, prostrazioni),
  • la concatenazione d'azioni in un'unità di tempo non interrotta da interventi estemporanei, 
  • la creazione di atmosfere ascetiche, ecc.


Si noti come nei riti orientali si riesce a sposare la tradizione con l'uso di concessioni attuali, tipo l'utilizzo di lingue moderne.


Tutte queste liturgie sono sorrette dal senso della tradizione, ossia non sono composizione più o meno originale di un individuo o di un gruppo d'individui ma, al posto dell'inventiva individuale, vi si rispetta la ripetitività di gesti e parole che legano da secoli le generazioni tra loro. In questo modo è preservato quel "senso del sacro" che contraddistingue per eccellenza l'azione liturgica. 




Divina Liturgia nella Chiesa armena




Divina Liturgia nella Chiesa copta





Divina Liturgia nella Chiesa greco-ortodossa





Messa pontificale nella Chiesa cattolico-romana 
(rito romano tradizionale)




7 commenti:

  1. Il fine di questo post è rinvenire le basi di fondo delle liturgie tradizionali. Non entro in merito, infatti, sul fatto che, nel tempo, in queste liturgie si sono sovrapposte sensibilità o idee teologiche innovative per le quali le rispettive Chiese sono entrate in dissidio tra loro.

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  2. Io sottolineo sempre l'orientamento, non solo della Liturgia ma della Chiesa stessa, quanto sia importante. Come giustamente sottolineano i Padri il giudizio divino e' sull'intenzione, la quale nella Liturgia viene resa viva dall'orientamento, Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis.

    Pantocrator

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    1. Una delle prime controriforme che dovrebbe attuare il mondo cattolico, a livello liturgico, dovrebbe essere quella di tornare a girare gli altari. Poi, ovviamente, ci sarebbe una marea di cose ulteriori da fare.

      Attualmente sono in un limbo, una sorta di "via media" tra la tradizione e il protestantesimo (anche se spesso si riducono ad una forma di quest'ultimo).

      E la "via media", si sà, era particolarmente odiata dal famoso card. Newmann. Chissà che direbbe oggi, rivedendo la sua Chiesa in queste straccione condizioni!

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  3. sublime è la liturgia cattolica tradizionale ,peccato che oggi sia osteggiata dai vescovi,cattolici

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    1. Quest'antipatia ed avversione non sono un caso e dimostrano chiaramente che la famosa "ermeneutica della continuità" tra preconcilio (Vat II) e postconcilio è un pio tentativo concettuale d'illudere se stessi. Quest'illusione è funzionale:

      - a non iniziare un lungo e doloroso ma sempre più indispensabile lavoro di purificazione;
      - a far credere ai "tradizionalisti con rispetto umano" che esiste un modo di aggiustare a parole anche quello che non è aggiustabile. Ma tutto ciò è puramente artificiale.

      Tra una liturgia tradizionale (qualsiasi essa sia) e una liturgia riformata non c'è solo una differenza di gusto e cultura ma di formazione in senso ampio.
      Gli artefici della liturgia tradizionale non erano, nell'animo, uomini paragonabili agli artefici delle liturgie riformate. Non a caso tutte le anafore antiche vengono attribuite a santi (Giovanni Crisostomo, Basilio Magno, Gregorio Magno). Indipendentemente dalla verità o meno ch'esse siano di questi autori, comprendiamo che era un certo spirito che le creava, spirito molto legato alla prassi ascetica, non a considerazioni puramente intellettuali.

      E questo dovrebbe essere di suo più che sufficiente per aprire, nell'animo del cattolico, inquietanti interrogativi, visto lo spirito diverso con cui sono stati redatti i testi liturgici moderni.

      Tuttavia il fine di questo blog non è accendere una polemica quanto instradare le persone in una certa direzione nella quale comprenderanno da soli la differenza tra oro, argento e legno.

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  4. Ma mica e' facile questo "instradamento": ad esempio quello che spesso sento dire e' che le chitarrine ed i bonghi al posto dell'organo incontrano "il gradimento" del pubblico giovane come se fosse uno spettacolo che debba "piacere" ed incontrare le esigenze altrui, altrimenti la chiesa resta vuota. Bell'esempio di come vengono educate alla spiritualità le generazioni post-concilio, manco lo Spirito fosse un mercato in cui avviene uno scambio do ut es. Bisogna prima cacciare a frustate i mercanti dal Tempio, utilizzando come dicono i Padri, l'odio perfetto per allontanare la passionalità e quindi il sentimentalismo dal luogo santo.
    Comprenderanno da soli? Cristo dice chiaramente: senza di me non potete fare nulla...

    Pantocrator

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  5. Effettivamente Gesù Cristo ha anche raccontato la parabola del buon seme che cade in terreni diversi e per questo da frutti diversi e, nei farisei, ci ha mostrato il tipico esempio di coloro che ascoltano ma non possono capire, dal momento che non sono liberi.

    Quando gente ragiona come lei mi mostra ("usiamo chitarre e bonghi altrimenti la chiesa si svuota") è totalmente presa da una logica antropocentrica e mondana: "il popolo vuole panem et circenses? Diamoglielo!".

    Si tratta di un livello veramente infimo che ci priva totalmente dell'intelligenza delle realtà tradizionali della Chiesa.
    Questo significa seguire le persone nella loro debolezza, nei loro gusti deboli e mondani, e si evita, sin dall'inizio, di elevarle come se, invece di figli di Dio, fossero degli animali.
    Non si pensa: "Facciamo entrare il gusto di Dio nelle persone" ma si pensa: "Cosa piace di più a loro?" in modo da far numero.

    Il clero che fa questo sceglie la comodità ed ha, secondo me, un non so che di estremamente stupido e criminale dal momento che, poi, cosa raccoglierà dopo un certo tempo?
    I loro vescovi, non avendo nulla da ridire, si allineano sul loro stesso piano. Le cose stanno così, non sono parole vuote e gratuitamente forti!

    Tutte le Chiese sono tentate di "facilitare" le cose. A volte nella storia si attravesano dei periodi in cui si è totalmente coperti da tendenze e mode eterogenee alla Chiesa e si può fare ben poco (Si pensi all'introduzione dell'arte figurativa nelle icone in Oriente). Ma se si spegne la coscienza delle cose alte allora non è più possibile risvegliarsi.

    Il mondo cattolico, ahimé, non solo è sommerso da troppe cose che non vanno ma in molti suoi ambienti ha totalmente spento la coscienza ai riferimenti tradizionali.
    Sono rami secchi che il tempo farà cadere dal tronco principale

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