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mercoledì 16 maggio 2012

Ordini maggiori e ordini minori nella Chiesa latina


Gli ordini clericali nella Chiesa latina sono attestati in questo foglio del Sacramentario dell'Abbazia di Marmoutier.

Nella sezione superiore è rappresentato un vescovo con un prete e un diacono. Nella sezione inferiore, un ostiario un lettore, un esorcista e un accolito, ognuno di essi tiene in mano l'oggetto che rappresenta la sua funzione.
L'ostiario, le chiavi con cui aprire e chiudere la chiese;il lettore, il libro biblico; l'esorcista, le preghiere per scacciare i demoni e l'accolito il cero processionale con il quale si reca all'altare accompagnando il celebrante e gli altri ministri sacri.

Si noti che tra di loro è stato posto un suddiacono il che pare suggerire che, ai tempi, quest'ordine era ancora considerato minore, com'è ancora attualmente nella Chiesa ortodossa. Il suddiacono tiene tra le sue mani il necessario per il servizio all'altare, quale coadiuvante del diacono: il calice da riempire e l'ampolla del vino. 

Questo Sacramentario risale all'XI secolo (*).

La pagina riporta due distici eloquenti:

PONTIFICUM EST PROPRIUM CONFERRE PER ORDINEM HONORES. QUOS QUI SUSCIPIUNT STUDEANT SERVARE PUDICE. E' dato proprio al vescovo conferire l'onore degli ordini e chi li riceve li deve esercitare in modo irreprensibile.

PONTIFICES CAVEANT DOMINI NE MYSTICA VENDANT. CUMQUE GRADUS DEDERINT VIDEANT NE MUNERA SUMANT. E' necessario che gli ordini sacri siano esenti da ogni compravendita. Non si vendono le "realtà mistiche"!
Oggi si direbbe: non si deve approfittare degli ordini sacri per trarne lucro e vantaggio materiale! Un rimprovero più che mai valido.

_______________

(*) Cfr. Dictionnaire d'Archéologie chrétienne et de liturgie, tome premier, 2éme partie (Amende-azymes), Letouzey et Ané éditeurs, Paris 1907, col 3207, fig 1147.

9 commenti:

  1. Come mai nella Chiesa Cattolica latina il Suddiaconato passò tra gli Ordini maggiori e poi alla fine fu del tutto abolito da Papa Paolo VI?
    Tiziano Da Pra.

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    1. Il disegno su riportato, di epoca alto-medioevale, mi fa pensare che il suddiaconato sia considerato ordine minore perché non è posto nel quadro superiore, degli ordini maggiori, ma in quello inferiore, per quanto, se si nota, il suddiacono è sopraelevato, come per dire che attraverso l' "anello" del suddiconato si passa agli ordini maggiori. Una specie di ordine di transizione verso quelli superiori, insomma. La storia del suddiaconato nella Chiesa latina sarebbe da esaminare attentamente. Qualcuno sicuramente lo ha già fatto.
      Paolo VI abolì quest'ordine non senza perplessità di tanti altri, Personalmente credo che Paolo VI abbia fatto troppe cose che un papa non può fare, sorpassando così quanto gli sarebbe stato consentito. D'altronde il suddiaconato rimane in Oriente come ordine minore.

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  2. "Ne Mystica vendant" e questo vale, a mio avviso, non solo sotto l'aspetto materiale, ma anche sotto l'aspetto spirituale, cioè non bisogna approfittare degli Ordini Sacri per propagare le proprie idee spacciandole per volontà di Dio o della Chiesa, la Verità (che è la persona stessa del Redentore) deve essere servita non manipolata e piegata ai propri interessi materiali o spirituali, solo così Essa rende davvero Liberi!

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    1. Quanto lei ha appena osservato è corretto ma non penso che riguardasse l'epoca medioevale dove nessuno avrebbe avuto l'ardire di mettersi contro le autorità e quindi contro la tradizione, scambiando le verità con menzogne se non proprio con eresie. Questo riguarda decisamente il nostro tempo.

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  3. si era applicata ai nostri tempi

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  4. Hola, me interesa mucho tu estudio sobre los ordenes clericales de la Iglesia, yo estoy trabajando sobre una carta al obispo Leudefredo de Cordoba, que trata el mismo tema, si tienes alguna informacion agradezco que me la compartas.
    P. Pedro Moreno.

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    1. Queste mie poche righe non vogliono essere uno "studio" sugli ordini della Chiesa quanto, semmai, piccoli stimoli di riflessione. Ad esempio, l' "abolizione" del Suddiaconato, nella Chiesa latina, ha creato a suo tempo alcune critiche: poteva un papa fare questo, per un ordine che risale almeno al V-VI secolo? Io sono convinto di no. Nelle realtà "ecclesia Dei" (le comunità che hanno il rito romano tradizionale) si continua a dare il Suddiaconato ma quest'ordine viene a volte amministrato senza che il vescovo ci creda. Mi hanno raccontato del cardinal Palazzini (o Oddi) - entrambi passati a miglior vita - i quali conferivano il Suddiaconato in una di queste comunità e poi confidavano tranquillamente di non averci creduto, dal momento che Paolo VI lo aveva abolito. Tutto questo è ASSURDO!

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  5. "poteva un papa fare questo" è una domanda molto pertinente. Mentre potrei capire che il papa abbia il potere di legiferare in materia liturgica, non sono ugualmente convinto del fatto che questi poteri siano illimitati. Soppressione della Messa antica? Stravolgimento della disciplina della Quaresima? Soppressione degli ordini minori? Non credo che sia senza ragione che le liturgie ortodosse sono fisse da tempo immemorabile. Sarei molto curioso di sentirla parlare più a lungo su questo tema.

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  6. Parte dell'argomento lo ho già svolto in questo post: http://traditioliturgica.blogspot.it/2012/05/intangibilita-e-riforme-nelle-liturgie.html

    Per il resto, che dire?

    Quello che è avvenuto in casa nostra si è reso possibile proprio perché il senso dell'autorità ha sorpassato il senso della tradizione finendo per soppiantarlo. Al famoso detto assolutistico "L'Etat c'est moi!" in campo civile, è risonato quello de "L'Eglise c'est moi!" o, come qualcuno racconta, "La tradizione sono io!" (pare che lo dicesse Pio IX al tempo del concilio a qualche cardinale contrario all'Infallibilità pontificia).

    Stabilire questo principio, seppur con le migliori intenzioni, è molto pericoloso perché capovolge il senso delle cose e finisce per porre l'autorità al di sopra di tutto quando, nella Chiesa, dovrebbe essere la tradizione a primeggiare.

    Se l'autorità ha la meglio, invece di servire la tradizione inizia ad essere l'origine di una nuova tradizione. "La tradizione di oggi è la novità di ieri, la novità di oggi sarà la tradizione di domani", diceva Giovanni XXIII.

    A quel punto la tentazione che ognuno divenga autorità a se stesso è sempre più imperiosa.

    Tutte queste mutazioni portano inevitabilmente la liturgia ad assumere variazioni sempre più consistenti. Penso che Paolo VI verso la fine della sua vita se ne fosse accorto: aveva favorito nella liturgia una sorta di cambiamento perpetuo! Il senso di stabilità che il credente dovrebbe avere quando entra in chiesa, era stato sfregiato per sempre...

    Quello che il mondo cattolico tradizionale preferisce spiegare nei termini di una "oggettività che deve imporsi sulla soggettività" io preferisco esprimerlo nei termini di una "tradizione che deve orientare l'autorità e il soggetto".

    Oggi, però, siamo in una situazione molto diversa da quella tradizionale e su questo è bene aprire gli occhi e prenderne atto, così diversa che chi ha altre convinzioni non potrà mai capire neppure lontanamente queste.

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