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sabato 23 giugno 2012

Amore per la liturgia

Il famoso Messalino dell'abate Gaspare Lefebvre
per la Liturgia romana tradizionale
Amore per la liturgia significa, prima di tutto, frequentarla, sapendo che in essa non sono gli uomini che parlano ma, attraverso le forme simboliche, Dio stesso. Il primo che, in questo senso, deve saperla rispettare è il celebrante il quale, in un quadro tradizionale, deve saper essere sobrio, trasmettendo quella pietà antica che ha nutrito generazioni.

Amore per la liturgia significa anche entrare nel suo linguaggio, nella sua "intelligenza" spirituale, il che comporta inevitabilmente il fatto di conoscerla. La si conosce sia essendole fedeli, sia imparando da lei.

Un modo per imparare, è quello d'avere dei supporti didattici adeguati. Penso, ad esempio, ai famosi "messalini" che si usano o si usavano nella liturgia romana tradizionale. Questo genere di pubblicazioni sono il prodotto di una sensibilizzazione liturgica particolare che richiede, da parte del fedele, un'attenzione anche di tipo intellettuale. La liturgia è, infatti, una scuola perenne.

Nel mondo Orientale, invece, le cose sono differenti. Per quanto esista qualche libro, non si noterà mai i fedeli venire alla liturgia e seguirla con un "messalino". Non so se questo segno sia sempre positivo. Per esperienza sto notando, sia a livello di clero, sia a livello di fedeli, una certa passività che non è affatto buona. Mi limito ad analizzare la cosa all'Italia, che è il campo da me meglio conosciuto.

Qui nelle chiese "bizantine" (sia unite che non) pare essere assente il cosiddetto "Messalino" o un qualsivoglia libro di preghiere in italiano per il fedele. Da anni ci sono Chiese e diocesi ortodosse sul territorio italiano. Da anni, sotto questo aspetto, mi sembra di notare un'incuria pastorale desolante. Viceversa, direi che il primo lavoro del pastore dovrebbe essere quello di far pregare e di far conoscere le preghiere, anche in lingua italiana, al suo popolo. Ma se iniziamo a girare per le chiese "bizantine" in cerca di un libro di preghiere in lingua italiana penso che rimarremo male: non se ne tirerà fuori un ragno da un buco! Nel vuoto cosmico esistente, ogni tanto qualcuno pensa di stampare il solito libricino della Divina Liturgia con testo a fronte (1), naturalmente sprovvisto delle letture domenicali, tanto per rendersi il lavoro più agevole. Chi prese in mano questo libro, vi constatò immediatamente pressapocaggine e incuria: spiccano smaccati errori nel testo greco e in quello italiano! Evidentemente, la cosa è fatta per farla, nell'illusione di attribuire un "nome" al suo promotore. A me pare semplicemente vergognoso mettere in giro testi di questa fatta e, peggio ancora, servirsi della Chiesa per mettersi in mostra, invece di servire e onorare la Chiesa. Ma chiedere diversamente a certi personaggi è come voler sangue dal muro. Nel mondo ortodosso (pure italiano) questa sorta di "narcisismo" non è infrequente...

Molti anni fa esisteva un "Messalino" per i fedeli di rito bizantino, nella diocesi di Piana degli Albanesi, curato da Damiano Como. Di questo libro non si trova in giro neppure una copia e sono decenni che non viene più ristampato. 

Se nel mondo cattolico esiste il cosiddetto "foglietto domenicale", attraverso il quale i fedeli possono seguire le letture o, portandoselo a casa, ci possono riflettere e pregare su, nel mondo bizantino tutto ciò è inesistente. Fintanto che viveva un prete italiano, inserito in una chiesa ortodossa, costui provvedeva a fare qualcosa del genere. Morto lui, nessuno si è curato di proseguirne l'opera e il suo lavoro è stato disperso. Ho provato a chiederne ragione. Mi è stato risposto: "Non aspettarti niente!". Ma a che serve il clero? Poi quando arriva qualche ripresa televisiva dalla Grecia per documentare la presenza culturale e religiosa in Italia, questi stessi personaggi fanno mostra dell'inesistente pur di non farsi togliere gli assegni mensili che il malaticcio Stato greco da ancora ai preti, anche fuori dal suo territorio. La verità è, invece, ben altra rispetto a quella pubblicizzata!

I fatti dicono dove si trova lo spirito degli uomini, pastori o fedeli che siano. Ma anche le statistiche. Dei due blog da me aperti, quello più frequentato è il presente, che ha delle riflessioni. Il blog che riporta le letture domenicali della Divina Liturgia bizantina, "La Domenica Bizantina", è quasi totalmente trascurato. 

D'altra parte se l'incuria inizia da preti e vescovi, come si può pretendere che i fedeli siano meglio?

Tolte le lodevoli e confortanti eccezioni, viviamo, dunque, un'epoca di grande formalismo religioso. Dietro la forma non c'è poi molto altro.


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1) Mi riferisco ad un testo curato dall'Associazione "Testimonianza ortodossa" il cui fondatore, già dal rischioso titolo che ha dato all'associazione, manifesta una pretesa non sempre accompagnata da una solida realtà.

1 commento:

  1. È quello che succedeva prima del Concilio,non esistevano foglietti, e la gente non capiva il latino,ma forse non per questo aveva meno fede e ardore religioso

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