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sabato 23 giugno 2012

Concerto di musica bizantina

Oggi, nella data stessa in cui pubblico questo post, si tiene nella basilica di Aquileia, la sera, un concerto di musica bizantina. In realtà c'è la partecipazione di un coro romeno che eseguirà dei canti bizantini e sosterrà quelli di un solista oramai "famoso": il prete Nikodimos Kabarnos. Dell'iniziativa ho trovato pubblicità ovunque, pure in areoporto! Devo confidare che ho avuto due reazioni. La prima è stata di curiosità, sembrandomi qualcosa d'interessante. Riflettendoci meglio, però, gli entusiasmi mi sono completamente passati e ho deciso di non andare a quella manifestazione, anche se l'avessi avuta sotto casa.

Vi chiederete il perché. Rispondo illustrando dei principi.

Una cantoria in una chiesa di rito latino.
Si noti la copertura che impedisce a chi sta in chiesa di osservare i cantori.


Il luogo "princeps" del canto liturgico è la liturgia e si può dire che non può esistere senza di essa, senza rimandarla di continuo. Questo è così vero che nel mondo cattolico, agli inizi del novecento, esisteva una norma per cui le cantorie, dove cantavano i cori, dovevano essere coperte da tende o avere un rialzo tale da impedire, a chi stava in chiesa, di osservare i cantori. Infatti l'attenzione dei fedeli si doveva concentrare unicamente sulla liturgia, non sui cantori stessi. Papa Pio X, promotore di tali norme, fu particolarmente severo verso chi rendeva la chiesa un teatro. Decisione saggia, a mio avviso, totalmente dimenticata nei decenni successivi e oggi addirittura inconcepibile dal momento che si spettacolarizza tutto e il coro compare alle spalle del prete, sui gradini di quello che un tempo era l'intoccabile altare.


Un video di musica bizantina in cui compare il prete Nikodimos Kabarnos. Si noti come, invece di concentrasi sul soggetto cantato (Cristo) il video si concentra unicamente su chi lo canta, come per mostrarci ossessivamente il suo bel viso, la sua bravura, la sua persona. Tutto ciò, lasciando intatta la forma, la svuota di fatto del suo contenuto profanizzandola.

Ora cosa avviene in un concerto di musica bizantina o di musica sacra in genere? La perla della pietà, incastonata nella liturgia, viene da essa staccata e presa per se stessa, come se lo si potesse fare. La perla della pietà, i canti di devozione e di fede, vengono ridotti ad un evento estetico. Da evento estetico facilmente vengono equivocati in evento quasi mondano. Da evento quasi mondano, possono divenire a tutti gli effetti un evento mondano nel modo in cui sono presentati e vissuti.

Un concerto di musica bizantina può prestarsi, così, ad un grande rischio da tener sempre ben presente: quello di ridursi ad una forma esterna, vuota di contenuto, nella quale i cantori e i solisti ben poco si distanziano da un semplice cantante di musica profana
(1).

Qualcuno immediatamente potrebbe dire: "Dio si serve di tutto e in linea di principio non si può essere così rigidi". Io invece noto che, approfittando del tema sacro, l'attenzione viene spesso stornata in altre direzioni. Il rischio enorme di questi eventi non è cercare la gloria di Dio ma quella personale. Per alcuni organizzatori si riduce semplicemente a cercare "soldini" per placare una sete di possesso che forse non si placherà mai!

Invece, fare il canto bizantino in una liturgia bizantina comporta inevitabilmente un tenore non mondano, una difficile possibilità di gran lucro, una più difficile possibilità di mettere se stessi al centro dell'attenzione.

Allora mi sembra inutile dare facili giustificazioni pur di mantenere lo "status quo".

Purtroppo i primi a non capirlo sono i chierici mondanizzati, proprio perché vivono in un mondo e in un'atmosfera differente, sempre più lontana da quella modesta e appartata con la quale vivevano i loro confratelli un tempo. E sono proprio costoro i primi a fare pubblicità di tali cose in un irrefrenabile bisogno di "apparire".

Così ci sarà sempre qualcuno che, in perfetta buona fede, continuerà a girare il mondo come se fosse una specie di "Star rock" della musica bizantina.

Ma la Chiesa fondata da Cristo vuole veramente "questo"?

Le religioni non cristiane nelle quali è ancora vivo il senso della tradizione (penso ad esempio al buddismo ma, pure, all'Islam) non fanno "spettacolo" di canto buddista o di canto islamico poiché hanno chiari certi fondamenti. I cristiani - abbassando la loro tradizione al teatro - lo fanno. Possibile che nessuno ci riflette su?



____________


(1) Si noti che la tradizione ecclesiastica ha da tempo distinto i ruoli forgiando pure termini differenti. In chiesa non esistono "cantanti" e "canzoni", come nelle balere, ma "cantori" e "canti". Una distinzione che oggi è sempre più tenue, in alcuni casi inesistente.
Forse, conscio di questo, un altro famoso direttore di coro bizantino, Lykourgos Angelopoulos, da uno stile sempre molto liturgico ai suoi concerti, cosa che pero' non impedisce al canto di essere visto in termini non propri. Molto più saggia è la sua decisione di far partecipare il suo coro a liturgie monastiche che durano anche tutta la notte. In questo modo il canto da lui curato ritrova il suo vero alveo natale e viene offerta ai cantori un'educazione che altrimenti non avrebbero. Mi sembra che quest'autore non sia animato da velleità personali rinvenibili (temo!) nell'altro esempio da me sopra posto.

8 commenti:

  1. Che ne dite del nuovo singolo di Daniel Powter, quello di "Bad Day"? http://youtu.be/J4dagWIRd48

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    1. Oh sì, in fondo alcuni (sia nel Cattolicesimo che nell'Ortodossia) finiscono per far spettacolo come nel mondo della canzone. Chi vede il video che lei mi ha segnalato dirà "la modella è bella" oppure "il tipo che le sta dietro è un bell'uomo". Analogamente, nel video da me inserito si gira attorno al bel visino del pretino senza rendersi conto che si è follemente ridicoli. Non esiste proprio la misura e l'equilibrio, debordando ampiamente come se ci si fosse innamorati di un prete. Io questo lo chiamo (scusatemi) "narcisismo masturbatorio". E questo indica il livello di alcuni, pure nel mondo ortodosso.

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  2. Concordo con il problema da Lei esposto... vorrei far notare che in occidente gran parte del repertorio sacro, liturgico e serio è relegato per manifestazioni totalmente estranee alla Liturgia, come queste da Lei citate. Il fatto appunto è quello che nelle Liturgie certe cose nemmeno le cantano più, ma per far spettacolo si! Ricordo infatti che per alcuni "modernisti" il canto sacro in sè è orpello e non permette la partecipazione del popolo; con questi discorsi siamo alla perversione spirituale-ecclesiale totale!

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    1. La differenza tra Oriente ed Occidente consiste nel livello di erosione della tradizione. Mentre in Occidente l'erosione è oramai altissima, al punto che, come lei ricorda, si canta nei concerti il canto gregoriano, non nelle liturgie, in Oriente non siamo a quei livelli. Tuttavia le tentazioni esistono e si esprimono in una formalizzazione liturgica. Lo stesso cantore greco da me citato, in fondo, che fa? Usa della tradizione bizantina per fare spettacolo! E, mi creda, anche in Italia ce ne sono di archimandriti dalla testa dura che tendono a fare spettacolo per mettersi al centro, non capendo che loro sono lì solo per servire non per fare il pavone narciso!

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  3. Da inesperto della musica sacra e nonostante la contemporaneità di altri eventi ho voluto partecipare al concerto tenutosi nella basilica di Aquileia. E' stato qualcosa di commovente che nulla ha a che fare con il lucro. Nella musica c'era il mistero e la glorificazione del Signore e per chi non crede la sinfonia di un tempo passato. Conoscendo gli organizzatori dell'evento li ringrazio per i sacrifici che hanno dovuto affrontare per riuscire a donarci un momento di abbandono della solita monotona quotidianità rivolta all'indifferenza e al consumismo.
    Spero che eventi che portino all'incontro di culture e all'avvicinamento dei popoli si svolgano sempre più spesso

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  4. Grazie per il suo intervento.

    La prego, tuttavia, di notare alcune cose che non son chiare ai più nei nostri tempi, tempi che amano frullare tutto col risultato di rendere molte cose indistinte. Anche il sacro entra in questo turbinio col risultato d'essere abbassato e in seguito devastato.

    Faccio qualche esempio per chiarezza.

    Se un orafo stacca una pietra preziosa dalla sua incastonatura, per questo la pietra preziosa è meno preziosa? Ovviamente no!

    Se Napoleone avesse staccato tutte le pietre dalla Pala d'Oro (il grande quadro dorato dietro l'altare della basilica di san Marco di Venezia) evidentemene non avrebbe ridotto il valore delle singole pietre ma, nel suo insieme, che danno avrebbe fatto! Questo ci è chiaro!

    Se lei trova un'icona russa antica nella vetrina di un antiquario (assieme ad oggetti di varia provenienza e di altro genere), un antiquario che magari ha fatto "tanta fatica" per avere quell'icona, per questo l'icona non le ispira una certa sensazione di pietà? Certo che sì!

    Ma che danno è stato fatto, avendola staccata da un'iconostasi antica dove veniva baciata, venerata ed incensata!

    Il punto non è l'oggetto in se stesso. Il punto è averlo estromesso da qualcos'altro col quale era in unione simbiotica! Il punto non è una singola parola, il punto è averla staccata da un discorso nel cui interno assumeva l'unico pieno e totale significato!

    Ed è su questo particolare - tutt'altro che irrisorio - che insisto.
    Queste cose sono state fatte per la liturgia, NON per i concerti che sono, comunque lo si voglia, tutt'altra cosa!

    Inoltre, mentre in un concerto si da tutto a tutti, lo stile della Chiesa (soprattutto antica) era quello di centellinare le cose (da cui l'uso di tende, iconostasi, separazioni, da cui l'allontamento dei catecumeni dalla Liturgia dopo la celebrazione della Parola, ecc.). Che differenza da allora!

    Lei ha avuto una bella sensazione al concerto? Bene!

    Anche chi vede un'icona da un antiquario può avere una bella sensazione e magari gli viene pure voglia di pregare ma... quanto infinitamente meglio e quanto veramente si prega se l'icona è inserita nella sua iconostasi, se il canto sacro è inserito nella liturgia, non in un concerto!

    A cosa ci siamo ridotti, dal momento che ci accontentiamo dei cocci rotti di un vaso, mentre potremo averlo nella sua interezza, ci accontentiamo di un concerto mentre potremo andare ad una Liturgia??

    Poco importa se gli organizzatori hanno preso o no denaro, hanno faticato o meno. Queste sono considerazioni umanistiche.

    (continua) ...

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  5. Lei ha mai sentito un concerto di canto sacro buddista? Io no, in tutta sincerità, e questo è dovuto al fatto che, presso quei popoli, non si concepisce ancora (e giustamente!) un elemento sacro al di fuori dal suo contesto.

    Se poi, oltre a fare cose del genere, c'è il rischio di condirle con spirito non esattamente pio, beh!, mi permetta di dirle che la cosa m'infastidisce alquanto.

    E' per questo che in Grecia a volte la gente s'irrita davanti a certi "primi cantori" che tendono a fare la parte di tante Maria Callas, come io mi irrito quando vedo certi sacerdoti che si danno "arie" da Greta Garbo quando celebrano la liturgia.

    Siccome conosco bene lo spirito di diversi preti (sia cattolici che ortodossi) i quali, non meno di noi, sono sottomessi alla "vanità di questo secolo", mi creda che tutto questo m'inquieta e mi rattrista. E non sarà certo un concerto a rallegrarmi.

    Il fatto che lei non capisca, dimostra evidentemente che lei ha la "fortuna" di vedere le cose ancora esteriormente e che, inoltre, è piuttosto distante dalla prospettiva tradizionale, cosa oramai più che normale alla maggioranza della gente.

    Il pesante rischio di questi eventi è quello di far parte di un supermarket consumistico di sensazioni religiose dove tutto può iniziare e finire in una fruizione emotiva. Si crede di uscire dal mondo consumistico e ci si ricade peggio di prima....

    La fede è un'altra cosa e non ha bisogno di concerti ma di preghiere e liturgie.

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  6. Anni fa a Venezia è venuta una confraternita di Dervisci danzanti, quelli che ruotano ossessivamente con quella veste lunga ondeggiante e il copricapo alto a dar spettacolo di mistica. Miei amici che c'erano giurano della suggestione mistica di questa preghiera del corpo,a pagamento aggiungo io. Sono molto scettico della rappresentatività di una preghiera liturgica per fini di spettacolo. Anche la Petite Messe Sollennelle di Rossini è molto bella ma non credo proprio che spinga qualcuno a pregare o a vederla come una liturgia. Sono spettacoli, sono business, sono curiosità per avvicinarsi a un'altra cultura, nient'altro. Una diluizione, un annacquamento di significato e di valori.

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