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martedì 3 luglio 2012

La struttura del Vespero bizantino




Video con il "Vespero dell'Amore" della domenica di Pasqua (la mattina) celebrato al Fanar (Costantinopoli-Istanbul) dal Patriarca ecumenico Bartolomeo I. Questo vespero dal tredicesimo minuto ha uno schema simile a quello sotto indicato (partendo dal punto due).


Quest'argomento non è affatto presente sul web ma, per quanto "di nicchia" ha il suo interesse poiché non è affatto facile trovare qualcuno in grado di spiegare la struttura dell'ufficiatura delle Ore maggiori bizantine.

Si deve tenere conto che, a differenza di quelle tradizionali monastiche (secondo lo schema proposto da san Benedetto) o a differenza del Breviarium Romanum tradizionale dell'epoca antecedente a Pio X, le Ore maggiori bizantine (Vespero e Mattutino) sono abbastanza complesse.

Chiedono una pratica assai consumata per essere ben conosciute. Io stesso potrò spiegarle solo fino ad un certo punto e lo farò nel modo più semplice possibile, prendendo come esempio una domenica del tempo ordinario (senza eventuali commemorazioni di santi).

IL VESPERO BIZANTINO

Il vespero è composto da vari momenti.

1) Preghiere iniziali
2) Salmodia
3) Inno: "Fos Ilaron" con il suo versetto (prokimenon)
4) Preghiera d'intercessione 
5) Piccola salmodia
6) Preghiere finali

Prendiamo in considerazione i vari momenti.

1) Preghiere iniziali
Sono composte dall'invocazione iniziale sacerdotale a tutto l'ufficio: "Benedetto il Dio nostro in ogni tempo..."; dalla preghiera del lettore "Re celeste" e, in seguito, dal Trisagio "Santo Dio, Santo forte, Santo immortale abbi pietà di noi" seguito dalla preghiera del lettore "Santissima Trinità" e dal "Padre nostro".

2) Salmodia
Immediatamente dopo segue la lettura del salmo 103 al termine del quale il lettore canta "Alleluia, alleluia, alleluia, gloria a te o Signore" per tre volte.
Il sacerdote inizia una preghiera d'intercessione intercalata da Kyrie eleison (Signore pietà).
Alla fine della quale il lettore inizia a cantare il salmo 140 ("Kyrie ekekraxa", "Signore a te ho gridato"). Gli ultimi dieci versetti di questo salmo sono intercalati con delle composizioni ecclesiastiche tratte dal libro della "Paraklitikì". Queste composizioni sono dette "Stichirà anastasima" perché celebrano la resurrezione (Anàstasis). Queste composizioni variano ogni domenica e il loro testo dipende dal tono in cui viene cantato (agli otto toni ecclesiastici corrispondono testi differenti).
Sia alla lettura del salmo 103 sia al canto del salmo 140 il sacerdote recita in silenzio alcune preghiere.

3) Inno "Fos ilaron" con il suo versetto (prokimenon).
Questo inno segue immediatamente dopo il canto del salmo 140 intercalato dai versetti. E' un inno antichissimo (II-III sec) e celebra la luce dell'universo, Cristo.
Alla fine dell'inno c'è un versetto che cambia ogni giorno della settimana. Se esiste una festa particolare è qui che s'inseriscono le letture dell'Antico Testamento che ad essa si riferiscono.

4) Ha inizio la preghiera d'intercessione del sacerdote intercalata dall'invocazione Kyrie eleison (Signore pietà) nella quale si prega per la Chiesa e per le necessità del mondo.
Segue una breve preghiera del lettore con la quale si chiede di essere custoditi da ogni peccato.

5) La breve salmodia è intercalata da brani di composizione ecclesiastica presi dal libro della "Paraklitikì". Questi brani sono detti "apostika stichirà".

6) Al termine degli "apostika" il celebrante recita il cantico di san Simeone "Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola", al che segue il Trisagio letto dal lettore  seguito dalla preghiera "Santissima Trinità" e dal "Padre nostro".
A questo punto, si canta l'Apolitikion (una sorta di antifona della domenica che varia a seconda degli otto toni musicali) e il suo Theotokìon (antifona dedicata alla Madonna) al termine dei quali il sacerdote conclude l'ufficiatura con delle preghiere nelle quali invoca l'intercessione dei santi.

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