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sabato 18 agosto 2012

Rito dell'affratellamento


Il presente rito è tratto da un Eucologio sinaitico dell’XI-XII secolo ed è stato redatto in lingua slavonica. Rappresenta la consuetudine presente in alcune Chiese di unire in forma liturgica delle coppie dello stesso sesso che decidevano di vivere assieme, uniti da un vincolo d’amore spirituale. Non lo si deve confondere con una sorta di “matrimonio omosessuale” attuale, anche se ha delle forti analogie. La peculiarità di questo rito è da tempo conosciuta presso il mondo degli studiosi e se ne hanno altre versioni presenti in altri manoscritti.
Questo testo fu inizialmente pubblicato in Rajko Nahtigal, Euchologium Sinaiticum, Starocerkvenoslovanski Glagolski Spomenik, Slovenska Akademija Znanosti in Umetnosti v Ljubljani. Filosofsko-Filolosko-Historicni Razred, 1 (Ljubljana, 1941, 9b-11b), 2 (Ljubljana, 1942, 20-26). E’ stato pubblicato in seguito in Jean Frcek, “Euchologium Sinaiticum: texte slave avec sources grecques et traduction française”, PO (24, 1933, 611-801; 25, 1943, 490-622). Bibl. John Boswell, Same-Sex Unions in Premodern Europe, Villard Publication, 1994.


Rito dell’affratellamento


Disposizioni liturgiche per unire due uomini

Vengono posti dinnanzi all’altare mentre il diacono pronuncia le preghiere decanali. [Ad ogni invocazione il coro risponde Kyrie Eleison]:

-  - Nella pace preghiamo il Signore.
-  - Per [la pace] celeste.
-  - Per la pace di tutti.
-  - Per il raccoglimento nell’unione dell’amore e della vita preghiamo il Signore.
-  - Per questi servitori di Dio, N. e N. e per la loro unione in Cristo preghiamo il Signore.
-  - Perché il Signore nostro Dio li unisca in un amore perfetto e in una vita inseparabile, preghiamo il Signore.
- - Perché sia loro accordata moderazione e amore sincero, preghiamo il Signore.
-  - Per il dono presantificato del corpo e del sangue prezioso di Nostro Signore Gesù Cristo, perché essi lo ricevano senza peccato e mantenga la loro unione senza invidia, preghiamo il Signore.
-  - Perché sia loro accordato quant’è necessario alla salvezza, preghiamo il Signore.
-   - Perché siano preservati da ogni sofferenza, pericolo e necessità.
      Proteggi, salva.
      Santissimo e purissimo.

Preghiera per l’unione

O Signore nostro Dio, tu che accordi quanto chiediamo per la nostra salvezza, tu che ci hai ordinato di amarci gli uni gli altri e perdonarci vicendevolmente le [nostre] mancanze, benedici +, Signore, dispensatore di bontà, tu che ami il genere umano, i tuoi due servitori qui presenti che si amano di amore spirituale e sono venuti nel tuo tempio poiché desiderano ricevere la tua santificazione e la tua benedizione; accorda loro un’incrollabile fedeltà e un amore sincero e, come hai dato ai tuoi santi discepoli e apostoli la tua pace e il tuo amore, accorda[gliela] anche a loro, Cristo nostro Dio, donando loro quant’è necessario alla salvezza e alla vita eterna.

Esclamazione: Poiché Tu sei la luce della verità e della vita eterna e a Te rendiamo gloria e lode, Padre, Figlio e [Santo Spirito].

In seguito il diacono dice: Ascoltiamo la sapienza del Santo Vangelo.
Il prete legge la pericope di Giovanni [17:1, 18, 26].

[In quel tempo] Gesù alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre […] come tu hai mandato me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, affinché anch'essi siano santificati nella verità. Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro».

Questo deve raffigurare la settima domenica dopo Pasqua. Quando il prete ha terminato di leggere il Vangelo il diacono reciterà le preghiere decanali.

Il prete dirà questa preghiera davanti all’altare:

Signore Dio onnipotente, che hai creato gli uomini a tua immagine e somiglianza e hai donato loro la vita eterna, te che ti sei compiaciuto di unire i santi e gloriosi apostoli Pietro e Paolo e Filippo e Bartolomeo, non con il legame del sangue ma con quello della fedeltà e dell’amore, che hai giudicato buono che i santi martiri Sergio e Bacco si siano uniti, benedici pure i tuoi servitori qui presenti, N. e N., riuniti non per nascita ma per fede e amore. Accorda loro di amarsi, fa in modo che proseguano senza invidia e tentazione per tutti i giorni della loro vita, attraverso la potenza del tuo Santo Spirito e le preghiere della Santa Madre di Dio e di tutti i santi che ti sono stati graditi lungo i secoli.

Escalmazione: Poiché a te appartiene il potere il Regno, la potenza [e la gloria, Padre, Figlio e Spirito santo ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen].

Il prete eleva la voce dicendo: Che la pace sia + con tutti voi.
Il diacono: Amiamoci gli uni gli altri.
In seguito il prete abbraccia la coppia che si scambierà un bacio. Infine il diacono dirà: Incliniamo la testa davanti al Signore!

Il prete dirà questa preghiera a bassa voce:

O Signore nostro Dio, tu sei autore dell’amore, maestro della pace e salvatore di tutti, accordaci il tuo amore, il compimento della legge, e donaci di riflettere su quanto viene da Gesù, tuo Figlio unico, nostro Dio. Accordaci di riceverci l’un l’altro con amore, come ci ha ricevuto il tuo unico Figlio e donaci di servire l’un l’altro nell’amore molto calorosamente per compiere la legge del tuo Cristo.

Esclamazione: Poiché a te appartiene la gloria e la potenza, Padre, Figlio [e Santo Spirito].

Poi il prete prega sollevando le braccia:

E accordaci, o Signore, di servirTi sinceramente.
I fedeli: Padre nostro [che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà come in terra così in cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e perdona a noi le nostre offese come noi le rimettiamo a coloro che ci hanno offeso. Non sottometterci alla tentazione ma liberaci dal male. Amen].
(Fino alla fine)

(Esclamazione:) Poiché a te appartiene il regno, la potenza e la gloria.

Poi il diacono dirà:
Guardate il Santo per i santi.
E il prete, elevando il ciborio, dirà:
Guardate il Santo dei santi presantificato.
I fedeli: Te solo sei santo, o Signore, Gesù Cristo.
E verrà data la comunione ai due.

Dopo la comunione il prete prenderà il più anziano di coloro che sono stati uniti e quest’ultimo prenderà sua volta il più giovane per la mano e [il prete] li condurrà entrambi cantando l’ottavo tono di David. [Forse in questa parte del rito il prete con i due fanno tre giri davanti all’altare analogamente al rito del matrimonio].

Signore conducimi nella tua verità.
Volgiti ancora, Dio delle armate, guarda dall’alto dei cieli, vedi e visita questa vigna e il luogo del vigneto che la tua destra ha piantato […].
(Versetto) Benedetto colui che teme il signore e che gioisce molto per i suoi comandamenti.
Signore, Signore, guarda dall’alto dei cieli.
(Versetto) Porgi l’orecchio, o pastore d’Israele, te che conduci [Giuseppe come un gregge].

(Versetto) Guardate com’è buono e com’è piacevole [che i fratelli vivano assieme uniti].
Come l’unguento prezioso versato sulla testa, che scende sulla barba, lungo tutta la barba di Aronne; che scende fino al bordo del suo vestito; come la rugiada del monte Hermon, come la rugiada che scende sulla montagna di Sion. Poiché è là che il Signore ha espanso la sua benedizione e la vita per sempre].

Cantando così l’intero salmo, versetto dopo versetto fino alla fine aggiungeranno questo versetto:
Signore, Signore, guarda dall’alto dei cieli.

Poi canteranno l’inno dei martiri seguendone il tono.
E in seguito: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Lo è lo sarà sempre come lo fu all’inizio: un mondo senza fine. Amen.

Infine l’inno alla Madre di Dio.


17 commenti:

  1. Vorrei ulteriormente specificare che questa traduzione dall'Eucologio sinaitico è opera di studiosi e che in questa sede è offerto unicamente a carattere informativo e storico: in una certa epoca storica e all'interno di certe chiese non pareva affatto un problema unire spiritualmente delle persone dello stesso sesso.

    Se oggi ci sono dibattiti a favore o contro il matrimonio omosessuale questo non c'entra necessariamente con l'esistenza di questi documenti antichi nei quali si celebrava una forma d'amore spirituale.

    Non sono affatto d'accordo che per le "paure" e "pruderies" di qualcuno queste informazioni non debbano passare.

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  2. Quello che sfugge è il campo, come scrivere, ...di "applicazione" degli stessi?

    daouda

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  3. Gentile sig. Pietro C.,
    quindi in queste comunità c'era un riconoscimento ufficiale di coppie omosessuali oppure si sanciva l'unione spirituale di maschi indipendenti e generalmente sposati (una sorta di riconoscimento ufficiale d'amicizia)?
    Sapevo che fino a non molti decenni fa una cosa del genere aveva ancora luogo in Albania.
    Grazie.

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  4. Questo rito non è solo una curiosità storica perché, da ciò che mi risulta, viene ancora celebrato in alcune zone della Romania e Bulgaria.

    In tutto questo non vedo nulla di scandaloso.

    Grazie per averlo pubblicato.

    GdM

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    1. Chi si scandalizza evidentemente ha grossi problemi...

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  5. Siccome l'unione omosessuale e' una parodia sia di quella eterosessuale che di questo rito, rende da subito ben chiaro la fonte d'ispirazione: la scimmia di Dio...

    Pantocrator

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    1. Ho riflettuto parecchio prima di pubblicare questo commento. Pantocrator visita spesso questo blog e ha fatto ottime osservazioni in parecchi post.

      Qui, però, mi trova totalmente discorde.

      Il commentatore fa una valutazione "di pancia", come diremo, sulla base delle sue convinzioni.

      Il rito di ordinazione di una donna al diaconato, rito praticato nella Chiesa di Costantinopoli per un certo periodo, era molto simile a quello del diacono uomo. Eppure le funzioni erano differenti al punto che - pare - a lei non era consentito entrare nel Santuario.

      Nel rito di affratellamento ci troviamo in una situazione simile: ricalca in molti elementi il rito nuziale ma non è quello.

      L'incapacità di fare le opportune distinzioni e di "bollare" moralisticamente un testo, prima ancora di capirne le ragioni profonde, è, a mio avviso, uno dei grossi limiti del commento di Pantocrator ma non solo di lui poiché dinnanzi a queste tematiche diverse persone vanno in cortocircuito.

      Fatto sta che l'amore umano ha molte maniere di esprimersi e questo pare essere chiaramente sotteso dal rito di affratellamento. Che piaccia o no è così.

      L'amore umano, poi, quand'è realmente tale non è mai ispirato dalla "scimmia di Dio" come dice Pantocrator credendo di terrorizzare chi legge questo documento storico.

      Mi fermo qui per non entrare in analisi antropologiche che andrebbero oltre il fine di questo post. Non risponderò, dunque, ad ogni altro quesito che, leggendo questo testo con mentalità attuale pro o contro i gay, finisce per uscire totalmente dal tema. Neppure lo pubblicherò.

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    2. Ho ricevuto un commento di Pantocrator che preferisco non pubblicare perché se, da un lato, cerca di spiegarsi, dall'altro porta l'attenzione del discorso in tutta un'altra direzione che non è quella stabilità da questo post. Non vorrei, infatti, che iniziasse tutta una controversia su argomenti che esulano di fatto da questo tema.

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  6. Vedere nel rito di affratellamento un rito che stabilisce il diritto dei gay, è come vedere nel rito di ordinazione della donna diacono (praticato a Costantinopoli) un rito che stabilisce il diritto alle donne di accedere al sacerdozio.

    In entrambi i casi si tratta di una proiezione di categorie e pensieri attuali in un'epoca in cui questi non esistevano. E valutare questi testi, leggendoli con gli occhiali ideologici attuali, è un errore fatale. Peggio ancora darne una valutazione moralistica.

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  7. Il suddetto rito è rimasto confinato a settori orientali della cattolicità/cristianesimo oppure ha avuto un suo sviluppo pure in aree a noi più vicine?

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    1. Una risposta la otteniamo osservando i manoscritti i quali sono redatti in greco e in slavone. I manoscritti provenienti da aree a noi più vicine sono in serbo.
      Tuttavia poco prima dell'epoca moderna - che soppresse dalle nostre parti la possibilità per tal genere di rito - esiste un accordo di fraternità tra Luigi XI re di Francia e Carlo duca di Borbone (1461-1483), fatto in latino.
      In questo rituale il re dichiarava di possedere per Carlo "un amore singolare e perfetto provato specificamente per lui al di sopra di tutti gli altri". Il rituale specificava che la fraternità avuta con Carlo era "d'armi" secondo il linguaggio del tempo e s'impegnava con giuramento sul proprio corpo e su quello di Carlo, nonché giurando sui santi Vangeli.

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    2. Forse si può fare una precisazione:cercando sulla rete si trova il testo latino di un rito del tutto analogo. Se desidera posso allegarglielo.

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    3. Esiste un testo analogo in lingua latina. Si può trovare facilmente su Google Libri digitando "The Friend" di Alan Bray, andando poi a pag. 130. è un testo piuttosto breve con traduzione in inglese.

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  8. Ho ricevuto un ennesimo commento che non pubblico. Un anonimo signore, dopo aver insultato i gay (evidentemente ha dei problemi seri verso questa categoria di persone!) ha aggiunto:

    "[...] il silenzio è d'oro! è una virtù il tacere ciò che non è necessario diffondere. oh, puoi anche censurarmi, non mi offendo mica....ma di quella tua grave leggerezza ne dovrai rendere conto al Signore".

    Se questo è il livello di certi cervelli (e in Italia diversi ragionano così) siamo molto mal messi. Il poveretto, evidentemente, non sa che questo argomento è ampiamente conosciuto (fuori Italia) e che è perfettamente inutile tenere dei "segreti di Pulcinella".

    Per motivi analoghi, allora, non si avrebbe mai dovuto diffondere la falsità della Donazione di Costantino e non si deve neppure accennare al fatto che all'ombra del Cupolone non tutti sono dei santi...

    Questo modo di fare, come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, proprio non lo capisco e non caratterizza di certo l'epoca medioevale e rinascimentale (in cui si criticava liberamente e pubblicamente pure un papa) ma solo l'epoca moderna! E' indice, altresì, di un PESSIMO rapporto con la storia che si deve "epurare" per farle dire a tutti i costi quello che "vogliamo noi"! (E' il difetto di tutte le ideologie!). Laddove la storia non è "piegabile", semplicemente la si deve ignorare! (se questo non è "oscurantismo" che altro è?).

    Inoltre ritengo assolutamente fuori luogo il ricatto moralistico che fa leva sul senso di colpa ("di quella tua grave leggerezza ne dovrai rendere conto al Signore").
    Se non fosse qualcosa di molto invadente, questa frase sarebbe estremamente buffa: costui si erge a giudice non richiesto come se avesse una certa autorità su di me. Chi mai l'ha conosciuto?

    Questo Anonimo non lo eleggerei di certo a "consigliere spirituale" se non altro perché manifesta una pesante tracotanza!

    Qui faccio informazione, non altro. Non stiamo a parlare di gay né do spazio a chi, odiandoli, me li mette in campo, segno che, invece, li pensa assai spesso...

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  9. Sbalorditivo,interessantissimo per una storia delle mentalità, e utilissimo come ginnastica mentale per cercare di capire non anacronisticamente i costumi e i punti di vista di un tempo. Il medioevo sempre di più mi si presenta come secoli di luce,,di libertà,di maturità. Ho spedito subito la pagina a un mio amico storico per fargli conoscere,suppongo, quello che io ignoravo. La ringrazio di averci comunicato questo aspetto del passato che mi fa amare ancor di più la mia vecchia chiesa, quella che non c'è più. Assolutamente ridicolo tirar fuori l'argomento gay che non c'entra niente: c'è la mania di vedere gay dappertutto e sopratutto di vederli come fossero gay del 2014.

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    1. Infatti! Il Medioevo aveva aspetti decisamente interessanti! Non è escluso che non riprenda questo testo in un formato con testo greco a fronte.

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