Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

mercoledì 5 settembre 2012

L'ordinazione episcopale tra Oriente e Occidente

In questo post vengono inseriti due filmati relativi all'ordinazine episcopale come viene effettuata nella Chiesa bizantina e come lo è nella chiesa cattolica (rito romano tradizionale). I riti sono complessi e particolarmente lunghi ma riportano degli elementi essenziali di derivazione apostolica, quali l'imposizione delle mani.


Rito bizantino

La vera e propria cerimonia di ordinazione inizia con la chiamata del candidato, dopo che quest'ultimo ha abbracciato il celebrante e i vescovi assistenti alla sua ordinazione (0:48). In segno di comunione l'ordinando torna ad abbracciare celebrante ed assistenti dopo che riceve la benedizione da quest'ultimo. Questi riti iniziali si fanno verso la fine del Mattutino. La Divina Liturgia nella quale si conferirà l'episcopato è sempre quella di Pentecoste in cui si commemora la creazione della Chiesa e l'effusione dello Spirito Santo sugli apostoli. Il rito della consacrazione continua subito dopo il canto del Trisagio e dell'omelia (1:34) con l'invocazione dei santi martiri. A questo canto si fa fare al candidato tre giri attorno all'altare. Il candidato bacerà ogni angolo della sua santa tavola. Viene cantato pure il canto usato nel rito sponsale alla "Danza di Isaia", dal momento che questi giri sono una specie di danza di gioia attorno all'altare. Subito dopo (1:37) avviene l'imposizione della mani e la preghiera del consacrante. Nella preghiera il consacrante invoca Dio e lega il consacrato alla chiesa alla quale è chiamato. 
Subito dopo avviene un elemento importante: l'esclamazione di dignità del candidato "axios!" che è una sorta di accoglimento della Chiesa del nuovo vescovo (1:41). L'invocazione si ripete per ogni paramento episcopale  imposto al nuovo vescovo. Questa mutua corrispondenza tra quanto viene fatto dal clero e quanto viene accolto dal popolo  è uno degli elementi più interessanti della liturgia bizantina.
Subito dopo si canta l'epistola di pentecoste (1:42) e il vangelo (1:47). La liturgia prende il suo corso normale con l'offertorio e la commemorazione patriarcale della gerarchia ortodossa fatta coi dittici (2:06). Come si vede esiste un'uniformità di linguaggi anche corporei. Perciò appare un poco stonata, nel contesto bizantino ieratico ma sciolto, la figura del vescovo latino invitato che s'intravvede di tanto in tanto. La stonatura è data dalla sua ieraticità rigida quasi recitasse  una parte teatrale. Egli mal s'inserisce in questa realtà spontaneamente sacra. 





Rito romano tradizionale

Nel contesto romano tradizionale la rigidità corporea è un linguaggio normale con il quale si comunica una certa ieraticità e sacralità. Qui, viceversa, sarebbe piuttosto strano un linguaggio corporeo differente. Il filmato che osserviamo è l'ordinazione episcopale di un vescovo secondo il Pontificale romano-germanico, avvenuto di recente.
L'ordinando, a  differenza del rito bizantino, ha già alcuni abiti essenziali che indicano la sua futura ordinazione. Il rito avviene subito dopo l'omelia. Prevede la prostrazione del candidato al canto delle litanie dei santi (05:22) al canto delle quali prende parte pure il consacrante verso la loro fine (5:54). Subito dopo avviene l'imposizione del libro aperto dei vangeli e delle mani del consacrante con la presenza degli altri due vescovi consacranti, in segno di comunione ecclesiale (6:13). L'unzione della fronte e delle mani prevede una piccola bendatura della fronte e delle mani stesse (6:49). L'anello episcopale (che si usa solo in Occidente e il cui uso deriva dalla Spagna) viene imposto subito dopo (7:30). Segue la consegna dei vangeli e il bacio della pace. 
La Messa prosegue con il canto del Vangelo (8.27). All'offertorio il neo vescovo offre al vescovo consacrante dei ceri, del pane, dell'acqua e del vino (8:50) seguendo un'antica consuetudine. 
Il rito dell'ordinazione episcopale prosegue e termina verso la fine della Messa (8:56) con l'imposizione della mitria, la consegna dei guanti episcopali e del pastorale (9:52). Segue l'intronizzazione del nuovo prelato (10:38), la sua benedizione al popolo (10:50) e l'augurio di molti anni al presule che l'ha consacrato "ad multos annos" (il corrispondente del polychronios bizantino) (11:45). Il video proposto ha, purtroppo, una musica inutilmente frastornante e trionfalistica che mal si adatta ad un rito sacro. Avrebbe dovuto essere commentato da una musica che spingesse la persona all'interiorità non ad una vacua autocelebrazione quasi che quanto si vede appartenesse ad una gloria puramente mondana.






5 commenti:

  1. Ridotto il tutto all'essenziale e' l'imposizione delle che trasmette l'influenza spirituale che dal Cristo fu trasmessa agli Apostoli e così avanti...

    Pantocrator

    RispondiElimina
  2. Attenzione a non osservare la cosa come se fosse totalmente scardinata dalle proprie disposizioni interiori. Il sacramento può essere valido ma quando diviene efficace, in mancanza della disposizione interiore delle persone? Questo spiega perché dopo secoli di Cristianesimo, si sono accumulati più danni che altro...

    RispondiElimina
  3. Ah be'.... questo vale per il Battesimo e per tutti gli altri Sacramenti...
    viene piantato un granello di senape. Poi, se non viene irrigato ed eventualmente curata la pianta... resta tutto allo stato di virtualità.

    Anche il rito in questione nella sua forma serve soprattutto per aiutare il candidato a "disporsi" interiormente, il tutto finalizzato alla trasmissione spirituale con l'imposizione delle mani, creando una collegamento non certo solo ideale, ma reale, vivo, che si ricongiunge agli Apostoli.

    Pantocrator

    RispondiElimina
  4. una domanda: ho notato che nel rito bizantino l'imposizione delle mani dura molto tempo, alcuni minuti, mentre nel rito latino è una cosa breve. Inoltre mentre nel rito bizantino l'imposizione è fatta in contemporaneo con la preghiera consacratoria, in occidente la preghiera considerata consacratoria è successiva all'imposizione. A cosa è dovuta questa differenza?
    Ne approfitto per ringraziarla del lavoro che fa

    RispondiElimina
  5. Se la preghiera consacratoria viene fatta durante l'imposizione delle mani, è logico che quest'ultima debba durare poiché la preghiera consacratoria non è breve. Ho da poco comperato l'Archieratikòn (il Pontificale greco) nel quale ci sono queste preghiere ed è visibile che quella consacratoria non è breve.
    In Occidente il gesto dell'imposizione è successivo all'imposizione e, dunque, dura qualche istante.
    Queste disposizioni, a mio avviso, non toccano l'essenziale che, semmai, si esprime attraverso il contenuto delle preghiere e certi gesti successivi ad esse.

    RispondiElimina

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.