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mercoledì 12 settembre 2012

L'umiltà cristiana

Se si gira per internet è difficile trovare testi di qualità. Questo riguarda anche i siti e i blog religiosi. Spesso i loro autori si concentrano su aspetti che fanno "colpo" o usano un linguaggio abbastanza conflittuale forse solo per farsi notare. Con ciò non si rendono conto che perdono di vista uno degli elementi più importanti raccomandati del vangelo: l'umiltà.
Per questo motivo trovo diversi siti tradizionalisti cattolici addirittura ripugnanti, per il loro modo volgare di rivendicare dei supposti diritti. Quanto rilevo non è una pura questione di forma ma, veramente, di sostanza. 
Non esiste, infatti, nessuna differenza tra un sindacalista e uno dei signori di questi blog che, in nome di un diritto, rivendica il latino nella messa o una forma cultuale e una prassi quale esisteva in un certo periodo del Cattolicesimo. Una certa tradizione cristiana non si difende così ma si finisce per affossarla totalmente, quello che sicuramente faranno!
Per mostrare la totale differenza e distanza tra questi signori e la vera alternativa, allego il filmato di un prete greco ortodosso che, più di dieci anni fa, si lamentava per i problemi sociali ed ecclesiali del suo paese. Noterete la profonda differenza tra lui e tanti altri. Una differenza assolutamente interessante e importante!



8 commenti:

  1. Questo dimostra che la mentalità odierna non e' certo quella a cui il Rito Tradizionale era rivolta: oggi tutti rivendicando diritti a tutto spiano (siamo arrivati ai "Diritti Universali")...l'umile invece si sente sempre in dovere...

    Pantocrator

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    1. Il salmista prega: "Signore, insegnami i tuoi decreti", non prega "Signore, insegnami i miei diritti". Tuttavia bisogna stare attenti a non contrapporsi polemicamente contro chi chiede diritti umani, pur sapendo bene che la mentalità evangelica non è certo questa. Se ci si contrappone (come fanno i tradizionalisti senza sale in zucca) si passa per quelli che sono contro l'umanità e non è sano entrare in queste diatribe.

      Ho messo questo video perché gli stessi tradizionalisti sono agli antipodi rispetto a questa mentalità e, per quanto questo blog ami curare gli aspetti tradizionali, non può che allontanarsi con orrore da chi in nome della tradizione affossa la tradizione e questi sono i tradizionalisti, appunto!

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    2. Ho segnalato questo video in un blog amico santaruina.it

      Considerando anche quel che hai scritto, sono giunto a ritenere che la tradizione è combattuta da rigoristi o reazionari o conservatoristi e lassisti o sovversivi o progressistidall'altra.
      Un vero tradizionalista permane nell'immutabilità della propria Fede adattandola sempre in modo ortodosso.
      La tradizione si trasmette , non è né stantia né innovativa.
      la tradizione è sia antica che moderna, come mi sembra suggerisca nostro Signore Gesù Cristo nel sacro Vangelo secondo Matteo «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche»

      Approfitto per ringraziarti delle tue risposte.

      in Christo, daouda

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    3. No, non sono assolutamente diatribe, ma ciò che è la mentalità odierna. Tutti accampano diritti, molti dei quali troppo "umani" e di nefasta origine massonica e quindi... basta così. Il Signore disse gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date, non pretendete che sia gratis e basta. Siccome ha cancellato un debito che noi con le nostre forze non saremmo mai stati in grado di estinguere, sentirsi almeno un poco in "dovere" dovrebbe essere la base affinche' sopraggiunga l'umiltà.

      Pantocrator

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  2. Riguardo a quello che scrive Daouda sono d'accordo! Quando gli uomini si sclerotizzano finiscono per assumere due atteggiamenti: o buttano via tutto o imbalsamano tutto. Ai primi appartengono i cosiddetti progressisti, ai secondi i tradizionalisti. La tradizione quindi può realmente essere combattuta da entrambi. Gesù Cristo nei vangeli da il metro: non abolisce la legge (al punto che i discepoli la praticano) ma la porta alla perfezione estraendone e illuminandone il nucleo invitando a praticare la legge dell'agape.
    Oggi un discorso del genere lo classificherebbero "relativista", soprattutto le zucche vuote tradizionaliste che proprio "non ce la fanno" a stargli dietro e quindi in nome di Dio idolatrano forme esterne rendendole di fatto fine se stesse. D'altronde essi sono i nostri attuali "farisei"! In verità l'Ortodossia bizantina - che tutti sappiamo essere conservativa - è distante anni luce da un tradizionalista cattolico!

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  3. Provvidenza volle che il vangelo di questa domenica coincida con quanto abbiamo appena discusso: http://domenicabizantina.blogspot.it/2012/09/quindicesima-domenica-di-matteo-xv-dopo.html

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  4. Ciao Pietro, premetto una breve storia vera.
    Una volta, un sacrestano mi riprese perché inavvertitamente in Chiesa avevo alzato troppo la voce nel salutare una persona.
    Poiché negli oratori ci tengo ad avere un atteggiamento estremamente rispettoso, me ne rammaricai immediatamente con me stesso e col sacrestano, ma questi, (che mi riprese per amor di Dio, te lo assicuro), volle alzare ancor più la voce, tanto che il sacerdote apparve sulla porta della sagrestia ... non rendendosi conto che così facendo lui, forse, aveva fatto peggio di me ... e così, forse, hai fatto anche tu.
    Il video è veramente bello e lo condividerò sul blog che curo (orantidistrada), ma non mi sento di condividere il testo con cui lo accompagni, che parrebbe "almeno" immodesto, poiché: "Bisogna confessare che l'uomo non può conoscere la verità con una perfetta certezza, nonostante l'aiuto della sua Ragione". (Pierre-Daniel Huet) (Da: http://it.wikiquote.org)
    Comunque, più che della sostanza discuto della forma, aggiungendo che quei giudizi povevano non essere così sentenziosi, dal momento che parli di umiltà già nella premessa ... anche se indubbiamente, come quel sagrestano, ti esprimi sempre per amor di Dio, nostro Padre.

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    1. Gentile Franco,
      comprendo bene la situazione e la storiella.
      Ma se il cuore degli uomini in definitiva è scandagliato profondamente solo da Dio, quanto appare nell'immediata evidenza (e che può realmente ferire) è quello che ci colpisce e che si presta immediatamente ad un giudizio.
      Il problema è reale: diverso mondo cosiddetto tradizionalista tende a perdere la bussola e quindi assume un comportamento perfettamente profano in nome di un diritto essenzialmente sacro.
      Per mia fortuna ci sto lontano, ma mi limito a segnalarne la fenomenologia e, dicendo ciò, ho in mente qualche particolare sito o blog che, se glielo segnalassi, le assicuro!, le farebbe parecchio male.
      Ma siccome sto alla larga da polemiche mi mantengo sul generico. Poi ognuno applichi questi principi come meglio può.

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