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lunedì 31 dicembre 2012

La preghiera notturna

Preghiera notturna in un monasero certosino.
Vi si segue una versione simile al Breviario Benedettino.
In questo post esamineremo in modo comparato la preghiera notturna tra Oriente e Occidente. Non si tratta solo di rendersi conto di strutture e modalità differenti, nella distribuzione delle officiature, ma di scelte di fondo che derivano da intenzioni ben precise.
Assumeremo come esempio da comparare le preghiere notturne in occasione della festa dell'Epifania (6 gennaio) o della Theophanìa, come si dice in Oriente.
Il confronto si avvierà su alcuni libri liturgici. Al termine, cercheremo di esporre, dal nostro punto di vista, alcune riflessioni conclusive.

A) Considereremo innanzitutto la preghiera in Occidente con: 

Il Breviarium Monasticum approvato dal cardinal Gut nel 1963

1) il Breviarium Monasticum edito da Marietti nel 1963 ed approvato dal cardinal Gut. Fu l'ultimo breviario tradizionale in uso nei monasteri benedettini e riporta, essenzialmente, la distribuzione settimanale dei salmi voluta da san Benedetto. Questo breviario riassume, in qualche modo, l'orientamento occidentale antico per quanto riguarda la preghiera notturna. Infatti prima della riforma voluta da papa Pio X agli inizi del '900, anche il breviario in mano ai sacerdoti era abbastanza simile a questo. [BM]


Una delle ultime edizioni del Breviarium Romanum
(con eventuale scelta dei salmi nella traduzione intellettuale della neo-volgata)

2) Il Breviarium Romanum nell'edizione tipica vaticana del 1961. Questo breviario riportava le riforme volute da Pio X e qualche altro adattamento. [BR]

La Liturgia Horarum o Liturgia delle Ore: il breviario più sintetico nella storia della liturgia

3) La Liturgia Horarum, o Liturgia delle Ore. E' sostanzialmente la preghiera del breviario che, rispetto a quella antica è totalmente rivista e riformata a seguito del Concilio Vaticano II (1962-1965). Tra le preghiere notturne qui riportate è quella assolutamente più contratta al punto che è lasciato al singolo di eseguirla anche in qualsiasi altra ora del giorno. [LH]



Un'elegante edizione non commerciale dell'Horologion in lingua italiana


Una tra le attuali edizioni in commercio
più eleganti dell'Horologion
B) In secondo luogo, considereremo la distribuzione della preghiera notturna nella tradizione orientale dell'attuale Horologion bizantino [BYZ], la cui strutturazione è avvenuta lentamente nel tempo ma che ha iniziato a stabilizzarsi attorno all'XI secolo. Come il breviario benedettino, l'Horologion è una preghiera monastica poi adattata nelle chiese parrocchiali. A differenza delle preghiere notturne occidentali, ha un ufficio liturgico in più: l'Ufficio di Mezzanotte o Mesonichtikòn oltre al consueto Mattutino o Orthros. 
Per poter eseguire queste ufficiature è necessario avere a disposizione più di un libro (come avveniva nel Medioevo anche per i riti latini): al Libro delle Ore o Horològion (che riporta lo schema generale con le salmodie per le due officiature notturne) si deve associare Il libro del mese di gennaio o Minèo che riporta il proprio della festa della Theophanìa.
Questa festa non richiede altri libri ma, nei casi ordinari, si associa sempre un terzo libro con i testi degli Otto toni (Oktòichos) che si alternano a quelli previsti nei Minèi. A tutt'oggi in Italia è praticamente introvabile un metodo per seguire o eseguire le parti notturne dell'Ufficiatura bizantina. Il tentativo di descrizione in questo blog, risulta essere il primo in rete.


A) SCHEMI OCCIDENTALI


1) Breviarium Monasticum [BM]

Parte iniziale

Subito dopo l'inizio: Salmo 3.

Invitatorio: salmo 94 intercalato da un versetto "Christus apparuit nobis: venite adoremus".

Inno: "Hostis Heròdes ìmpie".

Primo Notturno

Salmi 28, 45, 46, 47, 65, 71 con relative antifone.
Lettura Is 55, 1-4. Alla fine responsorio "Hodie in Iordane".
Lettura Is 60, 1-3. Alla fine responsorio "In columbae".
Lettura Is 61, 10-11; 62, 1. Alla fine responsorio "Dies sanctificatus".

Secondo Notturno

Salmi 85, 86, 95, 96, 97, 98 con relative antifone.
Lettura dal sermone di papa Leone I (Sermo 32). Alla fine responsorio "Illuminare, illuminare".
Lettura dallo stesso sermone. Alla fine responsorio "Omnes de Saba".
Lettura dallo stesso sermone. Alla fine responsorio "Magi veniunt".
Lettura dallo stesso sermone. Alla fine responsorio "Interrogabat Magos Herodes".

Terzo Notturno

Cantico di Isaia 9, 2-7; Seconda parte dello stesso cantico (26, 1-12); terza parte dello stesso cantico (66, 10-16) con l'antifona ad esso relativa.

Lettura del Vangelo (Mc 9, 2)
Lettura dall'omelia di papa Gregorio Magno (Hom in Evang., n. 1 e 2). con responsorio "Stella".
Lettura dalla stessa omelia e responsorio "Videntes stellam".
Lettura dalla stessa omelia e responsorio "Venit lumen tuum".
Lettura dalla stessa omelia e responsorio "Hic est".

Lettura del Vangelo (Mt 2,1-12).

Parte finale

Inno: "Te Deum laudamus".
Inno "Te decet laus".
Orazione finale.


Elementi che compongono
questa preghiera notturna:
SALMI
14
medie o corpose dimensioni
CANTICI
3
INNI
3
LETTURE
11
RESPONSORI
11
PERICOPI EVANGELICHE
2
ALTRO

PREGHIERE DI INTERCESSIONE  

Tempo medio di esecuzione
3/4 h se letto, anche 1,30 h se cantato.


_______________

2) Breviarium Romanum [BR]

Parte iniziale

Viene totalmente ommesso il versetto introduttivo, il salmo invitatorio  con i versetto versetto "Christus apparuit nobis" e anche l'inno "Crudelis Herodes" che vengono fatti solo lungo tutta l'ottava della festa. Tutto inizia direttamente dalla prima antifona della salmodia.

Primo Notturno

Salmi 28, 45, 46 e relative antifone.
Lettura Is 55, 1-4. Alla fine responsorio "Hodie in Iordane".
Lettura Is 60, 1-3. Alla fine responsorio "In columbae".
Lettura Is 61, 10-11; 62, 1. Alla fine responsorio "Reges Tharsis".
 
Secondo Notturno

Salmi 65, 71, 85 con relative antifone.
Lettura dal sermone di papa Leone I (Sermo 2). Alla fine responsorio "Illuminare, illuminare".
Lettura dallo stesso sermone. Alla fine responsorio "Omnes de Saba".
Lettura dallo stesso sermone. Alla fine responsorio "Magi veniunt".

Terzo Notturno


Salmi 94, 95, 96 con relative antifone.
Inizio del Vangelo secondo Matteo (cap 2, 1-12).
Lettura dall'omelia di san Gregorio Magno (Homilia 10 in Evang.) con responsorio "Stella";
Lettura dalla stessa omelia e responsorio "Videntes stellam".
Lettura dalla stessa omelia.

Parte finale

Inno: "Te Deum laudamus".
Orazione finale.


Elementi che compongono
questa preghiera notturna:
SALMI
9
medie dimensioni
CANTICI

INNI
1
LETTURE
9
RESPONSORI
8
PERICOPI EVANGELICHE
1
Solo l’incipit del vangelo
ALTRO

PREGHIERE DI INTERCESSIONE  

Tempo medio di esecuzione
Poco più di 30 min. se letto, poco più di 1h se cantato.


_______________

3) Liturgia Horarum [LH]


Parte iniziale

Antifona all'invitatorio del salmo 94:
"Venite adoriamo il Signore apparso tra noi"

Inno: "Prostrati i santi Magi adorano il Bambino".

Parte mediana

Salmi 71, 95, 96 con antifone relative.

Prima Lettura: Is 60, 1-22
Responsorio: "Alzati vestiti di luce, Gerusalemme".

Seconda Lettura: discorsi di san Leone Magno papa (Discorso 3 per l'epifania, 1-3.5; PL 54,240-244).
Responsorio "in questo giorno di luce è apparso il salvatore del mondo".

Parte finale

Inno: Te Deum
Orazione finale.



Elementi che compongono
questa preghiera notturna:
SALMI
4
medie o piccole dimensioni
CANTICI

INNI
2
LETTURE
2
RESPONSORI
2
PERICOPI EVANGELICHE

ALTRO

PREGHIERE DI INTERCESSIONE

Tempo medio di esecuzione
15 minuti all’incirca se letto; 30 minuti all’incirca se cantato.


_______________


B) SCHEMA ORIENTALE


L'Horologion bizantino [BYZ]

Questa ufficiatura è abbastanza complessa. Ne riassumiamo le parti essenziali eseguite nella festa. Innanzitutto abbiamo due parti 1) L'Ufficio di Mezzanotte; 2) Il Mattutino.
Il primo ufficio è tipiacamente notturno. Il secondo si articola tra la fine della notte e l'alba e perciò incorpora le Lodi.


1) L'UFFICIO DI MEZZANOTTE O MESONITTICO

Parte iniziale

Trisagio, Padre nostro, tropari trinitari e preghiera iniziale

Parte centrale

Salmo 50, salmo 118 diviso in tre parti.
Canone Trinitario (se la festa cade di domenica)
Credo Niceno-Costantinopolitano

Parte finale:

Trisagio, Padre nostro, tropari e preghiera finale.
In qualche caso si aggiungono i salmi 120, 133 (dal 22 settembre alla domenica delle Palme).


2) L'UFFICIO DEL MATTUTINO

Parte iniziale

Salmi 19, 20
Trisagio, Padre Nostro, Tropari fissi.
Prima ektenìa (litania di intercessione)

Parte introduttiva

Salmi 3, 37, 62 (primo blocco di salmi o kàthisma)
Salmi 87, 102, 142 (secondo blocco di salmi o kàthisma)

Parti centrali

Tropario della festa "Ἐν Ἰορδάνῃ βαπτιζομένου σου Κύριε" 


Primo kàthisma di 8 salmi [nei monasteri]
Seconda ektenìa (litania di intercessione)
Testi dal Minèo relativo alla festa: kàthisma "Ἐπιφανέντος σου ἐν Ἰορδάνῃ".

Secondo kàthisma di 8 salmi [nei monasteri]
Terza ektenìa (litania di intercessione) 
Testi dal Minèo relativo alla festa: kàthisma "Ἰορδάνη ποταμέ, τὶ ἐθαμβήθης θεωρῶν;".


Polyeleos (salmi 134-135)
Quarta ektenìa (litania di intercessione)
Testi dal Minèo relativo alla festa: kàthisma "Τὰ ῥεῖθρα ἡγίασας τὰ Ἰορδάνια".

Anavathmì (graduali) del tono quarto, come riportato nell'Horologion: "Ἐκ νεότητός μου πολλὰ πολεμεῖ με πάθη"
Prokìmenon della festa dal Minèon: "Ἡ θάλασσα εἶδε καὶ ἔφυγεν, ὁ Ἰορδάνης ἐστράφη εἰς τὰ ὀπίσω."

Canto del "Πᾶσα πνοή" (come nell'Horologion)
e canto del Vangelo

Canto del salmo 50
Tropario "Θεὸς Λόγος ἐπεφάνη ἐν σαρκί"

Canone di Kosma "Βυθοῦ ἀνεκάλυψε πυθμένα".
Canone giambico di san Giovanni Damasceno "Σήμερον ἀχράντοιο βαλών" (come dal Minèo).

Preghiera del diacono o, in sua assenza, del sacerdote: "Σῶσον, ὁ Θεός, τὸν λαόν σου,...".

Canto della prima e terza ode dei canoni previsti nel Minèo iniziando da "Στείβει θαλάσσης".


Quinta ektenìa
Kontàkion della festa (dal Minèo): "Ἐπεφάνης σήμερον τῇ οἰκουμένῃ".

Lettura del Sinassario (corrispondente al Martirologio nel rito latino)

Canto della settima e ottava ode dei canoni iniziando da "Νέους εὐσεβεῖς".

Inno Magnificat (dopo la katavasìa dell'ottava ode).

Canto della nona ode: "Μεγάλυνον ψυχή μου".
Sesta ektenìa.

Exapostilària della festa (dal Mineo) iniziando da: "Ἐπεφάνη ὁ Σωτήρ". 

LODI

Salmodia (salmi 148, 149, 150)
Doxastikòn della festa (dal Mineo): "Νάματα Ἰορδάνια".

Parte finale:
Inno della grande dossologia: "Δόξα σοι τῷ δείξαντι τὸ φῶς" (dall'Horologion). Corrisponde al "Gloria in excelsis Deo" latino ma è molto più esteso.
Tropario Apolytikion della festa: "Ἐν Ἰορδάνῃ βαπτιζομένου σου Κύριε".




Elementi che compongono
questa preghiera notturna:
SALMI
16 + 16
medie o grandi dimensioni
CANTICI

INNI
2
LETTURE
1 (+1)
Letttura del Sinassario.
Nelle Domeniche si legge pure il Vangelo
RESPONSORI

PERICOPI EVANGELICHE

ALTRO
Numerosi tropari, exapostilaria, odi…
PREGHIERE DI INTERCESSIONE
6
Tempo medio di esecuzione
Da 1,30 a 2 h. L’ufficiatura è sempre in parte letta, in parte cantata.


TAVOLA RIASSUNTIVA




BM
BR
LH
BYZ
salmi
14
9
4
16+16
cantici /
preghiere di intercessione
3 / 0


0/ 6
inni
3
1
2
2
letture
11
9
2
1 (+1)
Responsori o tropari
11
8
2
Numerosi tropari e composizioni varie anche abbastanza estese
Pericopi evangeliche
2
incipit 1 vangelo

1
Tempo di esecuzione
Da ¾ h a 1,30 h
Dai 40 min a 1 h.
Dai  15 ai 30 min,
1,30-2 h.


Includiamo un grafico che indica in modo quantitativo la variazione del numero dei salmi utilizzati nella preghiera notturna. Certamente quest'ultima non è solo composta da salmi ma la loro quantità è pur sempre un indice dell'ampiezza della stessa.





a) Il primo dato ci è testimoniato da san Benedetto. Il santo testimonia che i primi monaci erano soliti recitare l'intero salterio (150 salmi) in un intero giorno. E' dunque presumibile che dei salmi almeno la metà, se non tre quarti, andasse alla preghiera notturna.
b) Il secondo dato si riferisce a quanto ha stabilito san Benedetto per lungo tempo rimasto normativo in Occidente anche nel cosiddetto "Breviario di Gregorio Magno" della Chiesa di Roma.
c) Il terzo dato è relativo alla prassi della Chiesa bizantina che si pone, dunque, a metà strada tra san Benedetto e la prassi liturgica dei primitivi asceti.
d) Il quarto dato è relativo al Breviario riformato da Pio X.
e) Il quinto dato è relativo alla Liturgia Horarum voluta a seguito delle riforme del concilio vaticano II nel Cattolicesimo.



RIFLESSIONI CONCLUSIVE

Nell'ambito occidentale, i primi due breviari presentati (quello monastico e quello romano) rientrano ancora all'interno di un mondo tradizionale. Per quanto verso gli anni '50 del novecento ci fosse qualche liturgista che rimproverasse al papa Pio X di aver un po' troppo manomesso lo schema del salterio dal breviario tradizionale antico, tuttavia, questo breviario, seppur alleggerito, non si discostava di molto dalle edizioni precedenti e, quindi, dal breviario monastico. Tra i due c'era, infatti, uno schema molto somigliante ed entrambi presupponevano che la preghiera fosse il "lavoro" del religioso o del sacerdote che la praticava. Come tutti i lavori, doveva essere necessariamente un poco impegnativa e doveva richiedere almeno un certo tempo.
L'orizzonte cambia con la Liturgia Horarum nella quale, con l'intenzione di coinvolgere nella preghiera del breviario pure i laici, avviene una totale revisione, per alcuni stravolgimento. Lo schema tradizionale dei salmi è rifiutato e la loro distribuzione, in luogo d'essere settimanale diviene quadrisettimanale. La   Liturgia Horarum è progettata per un mondo che vive di corsa, che ha poco tempo da dedicare alla preghiera. Ma quello che qui è indicato come un punto di forza, in realtà diviene rapidamente un punto debole. Senza un giusto tempo da dedicarsi alla preghiera il lavoro non può giungere a produrre nel  tempo i frutti più maturi. Questo breviario in luogo di essere indirizzato solo ai laici è anche in mano ai sacerdoti e ai religiosi e qui nasce un problema. A nostro avviso il minor tempo dedicato alla preghiera non ha portato ad una maggior qualità di preghiera ma solo ad un indebolimento della stessa al punto che alcuni sacerdoti  hanno smesso totalmente di praticare questo nuovo breviario.

Per quanto riguarda l'Horologion, si rientra in un campo decisamente tradizionale. La preghiera con l'Horologion avviene nelle chiese dove si cura di più la liturgia (richiede una conoscenza e una pratica che non si improvvisano) e nei monasteri. In questo caso non esiste la divisione clero-laici ma chiunque lo voglia, può pregare con questo libro. Nella mentalità dei redattori dell'Horologion la preghiera è un esercizio psicofisico: non richiede solo l'attenzione dello spirito ma anche la collaborazione del corpo (prostrazioni, inchini, frequenti segni di croce). Ci troviamo in un orizzonte ascetico antico nel quale, con costante impegno, si possono ottenere i frutti più pieni della preghiera. Privare la Chiesa di queste possibilità significa di fatto snaturarla.

17 commenti:

  1. Anche attraverso questo schema si comprende bene come la Liturgia Horarum non è assolutamente un "Breviario" da mettere in mano a religiosi o monaci.

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  2. Ricordo un mio professore di liturgia (cattolica) il quale ironizzava sulla parola "Breviario" perché, a modo suo, la preghiera delle ore non può essere concepita come qualcosa che si deve abbreviare fino al punto da chiamarla con un termine che richiami tutto questo.
    Certamente è un appunto lodevole se non si considera il fatto che, abolito il termine Breviarium, la Chiesa di Roma si è data la liturgia delle ore più "breve" di tutta la sua storia, oltre che di tutte le Chiese in tutti i tempi.... Siamo alle solite: quello che si dice a parole si smentisce ai fatti!

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  3. Ringrazio molto per questo interessante esame.
    Per prima cosa riguardo all'Ufficio Divino occidentale possiamo notare come ben prima del Concilio Vaticano II si sia già iniziato a compiere tagli a destra e a manca!
    Concordo sul fatto che la "Liturgia Horarum", messo in mano a congregazioni ed ordini religiosi, non sia assolutamente cosa positiva.
    Per seconda cosa non comprendo la trasformazione nella del Mattutino in questo insipido "Ufficio delle Letture". L'anno scorso passai alcuni giorni presso un monastero di clausura del centro Italia e notai che quello che dovrebbe essere per una comunità monastica l'ufficio svolto la notte o al mattino preso, in alcune giornate veniva celebrato alle nove antimeridiane, dopo la celebrazioni delle Lodi mattutine, che nella logica liturgica dovrebbero seguire l'ufficio in questione e non precederlo.
    In calce a questo ragionamento mi chiedo chi abbia attuato questa mostruosa ed assurda riforma??? Alla faccia del "movimento liturgico"!!!

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    1. Il fatto è che chi fece questa riforma non aveva certamente davanti agli occhi la prassi monastica (i monaci sono sempre stati quelli che hanno conservato le consuetudini più antiche nella Chiesa) ma quanto il clero faceva. I mattutini del Breviario Romano, prima del Concilio, erano evidentemente fatti in modo frettoloso e sciatto. Sentiti più che altro come un peso, dato che erano gli uffici più lunghi, erano mal sopportati da molto clero.
      I riformatori, dunque, si sono concentrati a massacrare questa parte dell'Ufficiatura, tradizionalmente notturna, poiché non volevano o non erano più in grado di esaltarne il valore (che ben si comprende in ambito ascetico e monastico). Il risultato è stato quel che è stato....

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  4. Non ho grande esperienza, ma mi pare che in alcuni monasteri di tradizione benedettina che ho visitato sia in uso un'ufficiatura che prevede la recita, ad es. di un "Ufficio delle Letture" all'alba con almeno nove salmi (Chiaravalle Milanese, San Giulio d'Orta, forse anche Viboldone).
    La "Liturgia della Ore" ha indubbiamente avuto successo tra i laici: ne conosco molti che la recitano quotidianamente, anche in privato, per non dire delle parrocchie, dei gruppi ecc. in cui viene celebrata quotidianamente.
    Quanto al clero diocesano, occorre tener presente le mutate e sempre più complesse condizioni in cui i sacerdoti svolgono il loro ministero. Ormai è normale, almeno dalle mie parti, che un solo sacerdote debba gestire tre, quattro o anche più parrocchie, con la conseguente necessità di celebrare ogni sabato e domenica ben più delle tre messe consentite, e spostandosi da una località all'altra. E si tratta di messe con omelia, nelle quali spesso il prete deve anche pensare ai canti e alle altre incombenze (ovvero deve "fare il boia e pure l'impiccato"). Poi ci sono tutte le altre attività parrocchiali, catechismo, incontri ecc., che vengono piazzati nell'unico giorno in cui anche le persone possono prendervi parte... Non entro nel merito della questione (bisognerebbe chiedersi se è giusto trasformare il prete in una sorta di "distributore automatico di sacramenti"... giusto per lui, giusto per Dio, giusto per le parrocchie e la Chiesa...), ma credo che una rivalutazione dell'Ufficio Divino debba tener conto della complessità delle situazioni, se vuole avere una qualche speranza di efficacia.

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    1. Grazie per l'attenzione.
      Esistono dei monasteri benedettini che, grazie alla loro tradizionale autonomia, hanno un breviario diverso dalla Liturgia Horarum. Tuttavia, gli schemi in uso tendono tutti ad essere piuttosto leggeri. I monasteri dei religiosi, poi, usano tutti la Liturgia Horarum anche quelli in cui sarebbe logico utilizzare uno schema migliore.

      Per quanto riguarda il clero diocesano, la situazione attuale è destinata a peggiorare ma per un semplice motivo: i vescovi non hanno ancora capito che è necessario ridurre drasticamente il numero delle parrocchie e non caricare i preti in questo modo assurdo.

      Se i fedeli non riescono ad essere serviti ovunque, ebbene che siano i fedeli a muoversi andando nelle chiese servite! Se non lo fanno, penso che non si animerebbero neppure se ci fossero così tanti capellani da potergliene fornire uno per una messa nella loro camera da letto, la domenica mattina!

      Questo modo "imperialistico" di ragionare (si devono servire 3-4-5-6 parrocchie) è stupido e assurdo e non terrà se non per qualche anno ancora.

      Il prete deve fare la sua vita religiosa in modo pacato e decente. Solo in questo modo, aumentando la qualità della sua vita religiosa, anche la liturgia migliorerà e non si ridurrà tutto a una pura e unica questione di "messa". (Una liturgia che diviene solo "messa" è un segno di una povertà e di un imbarbarimento pazzesco, in una Chiesa!).

      Oggi i preti sono palline da ping-pong che corrono ovunque. Ma che se ne fa una Chiesa di un prete ridotto in questi stati, esaurito e senza più tempo e voglia di pregare? (Da dirlo ai vescovi testoni e sono ancora tanti con una visione radicalmente miope da vedere solo il momento presente ...).

      In Oriente la liturgia (messa) è una sola alla domenica. Se il fedele riesce ad andarci bene, altrimenti sono affari suoi. E' infatti un altro mondo.

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  5. Nutro un particolare interesse per l'Ufficio Divino, anche perchè dalle mie parti fino a mezzo secolo fa si è conservato da un gruppetto di monaci "sui generis" una forma addirittura pre-gregoriana conservando il testo dei salmi del salterio romano, che fino alla riforma era usato nella sola basilica vaticana, lo schema usato era simile a quello tridentino ma con delle particolarità proprie come prostrazioni, silenzi, collette salmiche alle ore notturne, mancanza di inni e capitoli, un mattutino domenicale di 24 salmi, una disposizione particolare delle letture degli uffici notturni e altre particolarità che mi hanno sempre affascinato, ad ora rimangono purtroppo pochissime testimonianze perchè scomparso il gruppetto di monaci per mancanza di nuove vocazioni è andato quasi tutto perduto!!!!!

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    1. E' così che anche le cose più preziose muoiono..... L'importante è capire l'essenziale e cercare di viverlo nel proprio piccolo. Quello che è certo, è che una comunità religiosa che prega poco, finirà inevitabilmente per pregare sempre di meno. E' un principio mille volte verificato!

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  6. The monks in the first picture are Carthusians. They are not Cistercians.

    Also - the name Breviary(Breviarium) hasn't come from shortening the texts but the books which contain the texts. Monks in the monasteries had many books - hymnals, antiphonaries, psaltires, vesperales, nacturnales etc., and the priests who traveled couldn't cary all those books with themselves so there was a need to put all those texts in 1-4 books without notation - and that is the only shortening proces - shortening of the containment, not of the thing contained. Just like computers - computers were larger before, but now are smaller, and that doesn't mean they can contain less information.

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    Risposte
    1. Thank you for your attention.
      I changed the caption of the monks' photo, as you can see.
      About the name "Breviarium", your explanation is right and I know it very well.
      But a priest, a teacher of liturgy, ridiculed the name "breviary" because, for him, this meant shortening the prayers (he said it, not me).

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  7. Sarebbe interessante comprendere caro Pietro se tali "riforme" siano susseguite ad un bisogno effettivo d'adattamento oppure siano esse stesse che abbiano palesato il decadimento della tradizione.
    Forse la risposta è scontata ma credo convenga porsela la domanda per cadere in superbia, e l'esempio che porto a corroborare la mia riflessione è appunto la prassi originaria dei santi padri che tu stesso citi ( nella divina liturghia forse potremmo riferirci alla liturghia gerosolimitana? ).

    auguri per la Theophania del Signore.

    Daouda

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    1. Gentile Daouda, penso che la situazione sia e permanga complessa!
      Chi pone mano ad una riforma è animato sempre da una intenzione positiva. In questo non concordo con l'idea fantastorica di chi pensa che ci siano personaggi che vogliono distruggere tutto ispirati da movimenti segreti.
      Tuttavia, dientro le intenzioni positive, si mostrano gli uomini del nostro tempo e i manufatti (qualsiasi essi siano) portano inevitabilmente il timbro di tali uomini, riforme comprese.
      Se sono uomini fragili (anche se con una certa formazione e capacità intellettuale) le loro creature rifletteranno una certa fragilità, questo è inevitabile!
      Possiamo dunque applicare questo principio anche alle nuove creature liturgiche che vennero alla luce nel postconcilio cattolico.
      La prassi originaria alla quale fa riferimento san Benedetto, è quella degli asceti del deserto. Ma tutte le prassi antiche erano decisamente più austere.

      La prassi copta attuale (che ha molti arcaismi) è senz'altro più "pesante" rispetto a quella prevista da san Benedetto nel IV secolo, al punto che gli anziani, che stanno in piedi per ore in chiesa, appoggiano il loro bastone in un buco appositamente scavato davanti al loro stassidi, in modo di poter appoggiare bene il bastone stesso e appoggiarvisi a loro volta.

      Elimina
  8. Scusami il refuso: per NON cadere in superbia.

    Tralasciando il fatto che credo, sinceramente, sia anche possibile compiere una riforma anche con intenti "negativizzanti" sono curioso verso la prassi monastica copta.

    Comprendo la complessità della questione ma credo debba trovarsi una risoluzione. A conti fatti l'ortoprassi occidentale, nelle preghiere, nell'elemosina e nel digiuno ( i 3 capisaldi riferiti nel sacro Vangelo ) sembrano essere proprio il minimo indispensabile ma, ad ogni modo, per l'umanità attuale, sembrano addirittura di una difficoltà notevole.
    Questo mi perplime alquanto.

    Daouda

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  9. Andris Amolins28 gennaio 2013 04:15

    Thank you, Pietro,
    very interesting analysis. To make a fair comparison, however, you should have included the Lauds also in the Monastic (Benedictine) and Roman Office. In the latter case, the Lauds as a rule are joined to the Mattins. It would add 40 or 30 min., respectively. Also your timing seems very 'optimistic'. The Christmas Vigils (without Lauds) take more than 2 hours in the monastery of Norcia (see mp3 file on osbnorcia.org).

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  10. Buongiorno,

    da tempo cerco una versione italiana dell'Horologion, dove è possibile rintracciarla?
    Grazie.

    RispondiElimina
  11. Buongiorno,

    da tempo cerco una versione in lingua italiana dell'Horologion; le uniche versioni trovate sono online, ma differiscono nella traduzione e naturalmente il supporto non è soddisfacente. È possibile rintracciare una copia cartacea?

    Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certamente sì.
      Ho editato, grazie alla principale fatica di un'altra persona un Horologion tutto in lingua italiana.
      Tuttavia questo libro non è disponibile perché, per quanto completo e di ottima grafica, ha diversi piccoli errori che non lo rendono ben curato e, quindi, non offribile alle persone.
      Lentamente sto completando alcune parti dell'Horologion in una edizione greco-italiana che prevede diversi volumi. Al momento sono disponibili la Compieta e il Vespero.
      Li troverà pubblicizzati in questo blog.

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