Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

sabato 27 aprile 2013

Ancora sul santuario di una chiesa (2)



La chiesa di cui si propone qualche immagine tratta da un suo modello tridimensionale, è quella di Santa Maria Assunta di Muggia (Ts), risalente al X secolo. Si tratta, dunque, di una chiesa di rito latino.

L'interno è stato sistemato come, verosimilmente, poteva essere attorno all'epoca in cui fu edificata. Ho trascurato d'inserire il ciclo di affreschi che copre le pareti limitandomi a contrassegnarne lo spazio racchiuso nelle aree con i bordi rossi. Gli affreschi che rimangono, infatti, sono a brandelli ma sono sufficienti a farci capire che la chiesa era completamente affrescata al suo interno. Nell'abside c'era l'immagine della dormizione della Vergine Maria (a cui è dedicata la chiesa stessa).

Nella prima immagine si nota in primo piano il pulpito, sul quale si cantava il vangelo e si teneva l'omelia e il santuario nel quale trovavano posto i cantori attorno al leggìo. Su quest'ultimo era sistemato il libro graduale, in cui erano contenuti i pezzi variabili del canto per la Messa.



Il santuario, visto dall'alto del pulpito, risultava  chiuso da due cortine mentre un velo stava sull'altare: il primo velo (quello che copriva il calice e la patena), il secondo velo (quello che racchiudeva il luogo attorno all'altare), il terzo velo (attorno al presbiterio). Queste cortine al di fuori del tempo della Messa o semplicemente della liturgia, rimanevano chiuse. Della loro esistenza ne parla Innocenzo III (1160-1216) in una sua famosa opera liturgica: Il De Sacro Altare Mysterio.

Nell'epoca rinascimentale queste divisioni cadono in desuetudine (rimane solo il velo sul calice che oggi è praticamente sparito). Avviene questo perché, penso non a caso, il rinascimento ha posto in ombra gli aspetti della mistica ben presenti nel mondo medioevale. Mentre l'uomo medioevale rimaneva estasiato e rapito nella contemplazione della bellezza del cosmo e di una chiesa (che lo riassumeva), all'uomo rinascimentale pare inopportuno assumere quest'atteggiamento e si fa sempre più manipolatore della natura. Nulla ferma il suo sguardo e la sua curiosità indagatoria, al punto che questo ha una ricaduta pure nell'ambito della stessa liturgia: spariscono i veli!


Quello che per il mistico mediovale era necessario velare, affinché nel simbolo Dio si manifestasse, per il rinascimentale è necessario vedere, quasi in preda ad un'ansia di possesso degli arcani della natura e del Divino ad essi soggiacente. Ma con quest'atteggiamento il Dio ricercato si allontana e la chiesa ha il non remoto rischio di trasformarsi in "museo dell'ateismo", come si diceva significativamente nella Russia sovietica. E' questo che spiega quel senso di desolazione che si sente oggi entrando in non poche chiese.

Questa variazione rinascimentale di mentalità ha portato, col tempo, ad altre ulteriori variazioni nate, anche queste, da bisogni sostanzialmente razionalistici. L'ambito liturgico ne ha sempre più risentito finendo per trasformandosi di continuo, testimonando, a sua volta, la perenne ansia e inquietudine spirituale dell'uomo attuale che cerca sempre senza mai poter trovare proprio perché si ritrova con un atteggiamento di partenza errato in cui si scambia la sapienza con l'intelligenza e la spiritualità con la razionalità.


Un'immagine esterna della chiesa com'è a tutt'oggi.



(Le immagini possono essere ingradite cliccandoci sopra. Delle stesse si rivendica il diritto di autore del proprietario di questo blog).


Immagini attuali della chiesa all'esterno e al suo interno.




















14 commenti:

  1. Grazie mille per le belle ricostruzioni.
    Proprio ieri mi sono recato ad Aquileia e Grado dove appunto ho potuto ammirare gli splendori delle basiliche paleocristiane.
    Certamente a Grado si può comprendere appieno la struttura dell'antico santuario occidentale (S. Eufemia con il suo splendido ambone, e S. Maria delle Grazie con l'iconostasi-templon e il "trono alto" nell'abside).
    Piuttosto riguardo ad Aquileia mi è sorto un dubbio: è possibile che il presbiterio rialzato con tanto di tribuna sia uno sviluppo successivo? Mi pare strano che in una basilica paleocristiana ci fosse stato un presbiterio strutturato in quel modo.
    Taccio riguardo all'"adeguamento liturgico post Vaticano II" attuato ad Aquileia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che è importante sottolineare e che mi pare sia la chiave di volta di queste variazioni (tra assetto liturgico della chiesa alto-medioevale e quello della chiesa rinascimentale latina) è il progressivo oscuramento della mistica e, in particolare, di autori come Dionigi l'Areopagita. L'allontanamento da quest'ultimo o il suo travisamento hanno contribuito ad avere un impatto pratico anche nella disposizione del santuario.
      Queste cose, che possono essere campo di studio e di evidenza tra pochi studiosi, sono totalmente trascurate e ignorate nelle cosiddette "scienze teologiche", eppure contribuiscono a spiegare in modo interessane i rivolgimenti che ci sono stati nei secoli passati e che, si badi bene!, non sono stati pochi, anche se avvenivano in contesti in cui prevaleva il senso di continuità, contrariamente ad oggi.

      Piccolo appunto tecnico: può capitare che sistemo un post del blog a più riprese e quindi a volte testo e foto possono parzialmente cambiare.

      Elimina
    2. La chiesa attuale di Aquileia è del Mille e di presbiterii romanici così rialzati è facile trovarli, infatti venivano costruiti sopra la cripta. Mi viene in mente Sesto al Reghena, o S.Zemo a Verona o la cattedrale di Parma e chissà quanti altri. Non si tratta però di chiese paleo cristiane in senso stretto ma romaniche.

      Elimina
  2. Tracce di antiche iconostasi si trovano abbastanza di frequente in chiese, per così dire, fuori mano.

    Mi viene in mente la particolare balaustra del Santuario di Soviore, sopra Monterosso, nelle 5 terre. Poteva essere sia un sostegno per un'iconostasi, sia per un tendaggio. Esiste un sito www.soviore.it, ma la balaustra si vede poco. Peccato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto le foto ma, sinceramente, quella chiesa è stata talmente stravolta dalla moda barocca che dell'antico rimane assai poco. Si può solo immaginare. Contrariamente a ciò la chiesa che io propongo ad esempio ha, ancora oggi, la struttura antica al suo interno e i rimaneggiamenti non l'hanno stravolta.

      Elimina
  3. grazie Pietro per la ricostruzione. Quando l'ho visitata due anni fa immaginavo che doveva essere stata bellissima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego. Ho fatto questa ricostruzione perché è piuttosto raro trovare cose del genere per il periodo romanico e medioevale.

      Vorrei però osservare che il canone della "bellezza" è solo uno dei canoni che ispiravano l'uomo medioevale. Prima della "bellezza" c'erano molti altri criteri importanti (e che a noi sfuggono). Uno di questi era il rapporto del tempio con il credente, dal momento che il tempio era ritenuto essere quasi un essere vivente. L'interazione della simbolica del tempio con il fedele era una cosa anche più importante della semplice bellezza.

      Dico questo non certo per polemica ma per indicare che noi postmoderni vediamo le cose (inevitabilmente!) con i nostri occhiali quando invece è necessario mettersi nei panni degli uomini di allora che, certo!, per quanto riguarda le cose sacre ci capivano molto più di noi.

      Elimina
  4. C'è un altro particolare da non dimenticare: la chiesa di Muggia Vecchia è orientata ed inoltre è in luogo che oltre ad essere suggestivo, in cui vi sono tracce di antichi insediamenti, segno che nemmeno i luoghi su cui venivano edificate le chiese antiche erano scelti "a caso" ma era frutto di una conoscenza sacra della geografia.

    Pantocrator

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dovrebbe essere risaputo agli studiosi di liturgia. Di fatto non lo sanno e non se ne curano perché non si dà alcun peso alla simbolica nella liturgia. E questo difetto (si badi bene!) esisteva anche nella cosiddetta Chiesa "post-tridentina" che, materialmente, ereditava e trasmetteva (con alcune cesure) la liturgia dalla Chiesa medioevale ma, generalmente, si limitava ad eseguire il rito nella sua espressione esteriore per obbedire alla legge ecclesiastica (così si diceva).

      Aver trascurato la simbolica (senza collegarla ad una forte spiritualità come avveniva nelle mistagogie patristiche) ha gettato - volente o no - le fondamenta ad un formalismo liturgico che è stato definitivamente divelto dopo il concilio vaticano II. Al suo posto oggi esiste uno spontaneismo che lascia lo spazio a molte difformità (o deformità) antitradizionali: il vento del secolo spira forte nella liturgia!

      In questo senso dissento da quel gruppo che ritiene l'inizio di certi problemi nel cattolicesimo solo a partire da cinquant'anni a questa parte.

      Elimina
    2. Peter.
      Rubrics were pretty clear a few hundred years before Trent also, and not just after. Look at the Missals of the various religious Orders.

      Elimina
  5. Lo Spirito del Concilio che Benedetto XVI ha fortemente criticato (anche se mediaticamente è sempre stato fatto passare poco) perchè effettivamente i documenti conciliari non dicono ciò che gli vien fatto dire. Esso non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco, ma la china è stata intrapresa già nel XII-XIV con quella che, con un certo senso pure di parodia ed ironia, viene chiamata "Rinascenza" mentre invece è una vera e propria morte. Quando lo Spirito non anima più il corpo esso è un cadavere.

    Pantocrator

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo spirito umanistico va bene in ambiti differenti da quelli ecclesiali che sono essenzialmente teoantropocentrici.

      Quando al posto dell'equilibrio calcedonese (l'umano nel divino) si fa entrare lo spirito umanistico, come di fatto è iniziato ad accadere, come dici, già verso il XII-XIV secolo, avviene uno sconvolgimento.

      Oggi il mondo cattolico è quasi interamente umanistico ma, come un drogato assuefatto alla droga, non se ne rende conto. Qualche volta qualcuno si accorge che c'è qualcosa che "non va" ma, non avendo grandi chances, ritorna nella sua letargìa primigenia o diviene semplicemente agnostico.

      Oggi la Chiesa, come con l'arianesimo, è quasi totalmente umanistica ma ancora non si risveglia per rendersi conto di com'è messa. I pifferai magici (chierici o laici che siano) continuano a dire che tutto va bene! Essi, per di più, insistono ad accentuare questo umanesimo (parlando con ragionamenti sempre più "umani" e sempre meno evangelici) perché rincorrono il plauso del mondo che ragiona umanisticamente come loro.

      Che ce ne facciamo di papi, patriarchi, vescovi, preti e laici così??? Creano solo un inutile e dannoso rumore, confondono le acque, disperdono le anime generose, confondono quelle in cerca di cose genuine....

      Chi si sottrae da questo umanesimo selvaggio scopre il volto pulito della Chiesa, un volto certamente esigente (poiché la strada che "mena" in Paradiso non è cosparsa da rose e fiori) ma vero. Ed è questo quel che conta. La liturgia occidentale, oggi, proprio perché umanistica è diventata "molle e dolcificata", ma questo non porta a nulla se non ad un ulteriore addormentamento delle coscienze...

      Elimina
  6. Dimmi, qualè orientamento di questa chiesa? cioè, quando il Sacerdote celebrava, verso l'altare, era anche verso oriente?

    RispondiElimina
  7. Sì, il presbiterio dovrebbe essere orientato ad est.

    RispondiElimina

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.