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lunedì 29 luglio 2013

Il fine di questo blog



Quando ho aperto questo blog ho cercato di dare delle indicazioni su quale sarebbe stato il suo fine. Mi sembra bene ricordarlo in modo più chiaro, affinché chi lo legge possa intervenire più costruttivamente possibile.

Il blog non pensa ad una categoria specifica di persone: tutti coloro che vogliono capire qualcosa di più sulla liturgia o dialogare sui principi tradizionali della stessa sono benvenuti. L'importante è mantenere un rapporto cordiale e rispettoso.

Il fine del blog è cercare d'esaminare i principi tradizionali della liturgia ma questo non significa che si restringe ad un ambito: la liturgia romana nella sua forma postridentina. Esamina i suddetti principi anche in altri contesti quali quello bizantino o quello di altri riti tradizionali. In quest'indagine si capisce che i principi fondamentali sono ovunque e sempre gli stessi, il che da senso e consistenza al discorso che stiamo facendo conducendo il lettore lungo un percorso.

Non è, dunque, fine del blog concentrarsi sui problemi liturgici che può avere una Chiesa in particolare, come quella Cattolica, condannare persone ed ergersi a giudici (anche se, lo confesso, a volte ci si addolora nel vedere certi limiti). Non è neppure fine del blog fare pubblicità a movimenti o associazioni che paiono essere la "soluzione" ai problemi suddetti. Ci sono molti altri blog e siti che fanno questo lavoro, non sempre nel migliore dei modi. Qui esiste l'osservazione, fatta nel modo più razionale e freddo possibile, di una o più situazioni, il domandarsi se, sulla base dei principi tradizionali, esiste un senso e un fondamento e cercare di capire quale può essere il movente di realtà non tradizionali.

Mi pare importante ricordare questi punti fondamentali per non far deviare il dialogo con i lettori verso direzioni che non sono quelle che mi prefiggo, lettori che ringrazio sempre con vivo cuore per la loro presenza, fedeltà e capacità di collaborare inserendo commenti sempre appropriati alle discussioni presentate.

11 commenti:

  1. Proprio per questo il suo blog è interessante, offre cose che altri blog non offrono. È particolarmente intrigante poi una visone di insieme che abbraccia non solo il rito romano post tridentino, ma anche gli altri riti, sconosciuti tanto ai cattolici "normali", quanto ai "tradizionalisti". Continui su questa linea. Dio la benedica!

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  2. Comunque chiedo scusa se posso aver dato fastidio. Su internet purtroppo mancando l'approccio immediato è difficile capire veramente quello che certe persone intendono. Non volevo fare alcuna propaganda, figuriamoci. Ho iniziato a discorrere più ampiamente quando ho visto che lei aveva frainteso. Io infatti non faccio parte di alcun gruppo o associazione, essendo solo un ragazzo. Volevo solo condividere con una persona che stimo, qualcosa che mi ha fatto un gran bene spirituale. Ci ho pensato anche per quel suo commento sui preti che non hanno cura dei simboli. Questo mi ha fatto pensare a quella riflessione sul simbolismo che è molto illuminante. Purtroppo io che sono giovane (non dico che Lei sia vecchio, non fraintenda!) ho due grandi difetti: sono pieno di entusiasmo e sono prolisso. Mi piace parlare. Figuriamoci di cose che mi entusiasmano! È naturale che questo non venga capito da dietro uno schermo digitale. Questo è il limite di internet.
    Ecco ci tenevo a scusarmi se in quella discussione sono andato fuori tema e ho dato l'impressione sbagliata di un propagandista zelota che vuole far passare il suo gruppo per la panacea per tutti i mali. Io non appartengo a nessun gruppo.
    Ecco ci tenevo a scusarmi, perché mi dispiacerebbe molto aver dato una cattiva impressione ad una persona che stimo.
    Questo commento è diretto a lei, dato che legge tutti i commenti, quindi può pure non pubblicarlo.
    Chiedo quindi scusa se sono stato eccessivo nei modi o nei toni.
    Dio la benedica!

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  3. Non ha dato fastidio, ci mancherebbe altro! Voglio tuttavia ricordare i fini di questo mio lavoro a tutti perché è facile essere equivocati da chiunque. Non parteggio necessariamente per la cosiddetta "massa tridentina" ma certamente non sostengo i cosiddetti "riti moderni", che mi paiono un'amalgama tra comprensibili necessità pastorali e mentalità secolarizzate.
    Mi addoloro a dover scrivere in modo tranciante, a volte, ma sinceramente non vedo altra prospettiva in chi riduce, in Occidente, la liturgia sempre più ad un momento ludico. Ne avrò modo di parlare in uno dei prossimi post.

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  4. Certo, ha ragione. È bene che un blog segua il focus sul quale ha deciso di concentrarsi. Ci vuole uno sguardo più specifico sulla liturgia, che spieghi la sua ragione d'essere. Uno dei problemi secondo me è che si è voluto abolire o far cadere in disuso tutto ciò che non è Messa. E così niente più feste patronali, niente momenti extra liturgici vari, niente più tradizioni popolari. Allora poi ne si sente la mancanza, e si inserisce tutto nella messa. Non so bene come esprimermi, ma ho quest'idea da un po' di tempo. Lei è d'accordo (se sono riuscito a farmi capire!)?

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    1. Questo credo si veda anche nel cambio del lezionario. Non si cantano più gli uffici? Allora si finisce inevitabilmente per non leggerli più nemmeno (tranne eccezioni di monaci e preti), e le uniche letture bibliche diventano quelle ascoltate a messa. Allora è necessario stravolgere l'ordine secolare delle letture (dettato anche dal principio "repetita iuvant", in quanto il ciclo più breve fissava meglio nella mente degli ascoltatori le letture) per poter leggere più Bibbia (mi fa pensare anche al Sola Scriptura protestante). Ecco quindi il ciclo di tre anni e le letture dell'antica testamento (le quali lei spiego in un post che non vengono lette ad esempio nella liturgia bizantina).
      Comunque riflettere sulle letture mi ha fatto venire delle domande in mente. Ad esempio, quando le letture venivan cantate in latino, sicuramente veniva percepito di più come esse fossero Parola di Dio, ma il popolo come capiva? Come potevano avere valore didattico se non potevano essere capite? E poi nell'omelia come ci si organizzava? Anziché spiegare una lettura ascoltata si raccontava l'intera narrazione?
      Scusi le tante domande ma sono totalmente ignorante su certe cose.

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    2. Da quando la lingua liturgica inziò a non essere capita, il clero cercò di parafrasare almeno il vangelo nell'omelia. Nella primissima fase della riforma liturgica cattolica si faceva seguire al vangelo in latino quello letto in italiano. Poi il secondo sostituì il primo.

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  5. Carissimo,

    La ringrazio per il contributo. Certo, l'Occidente è ormai un grande focolaio di banalità liturgiche.
    Che sofferenza!

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    1. Sopra le nuvole il sole continua a splendere!

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  6. Su questo sito web http://www.asiweb.biz/popian/ di padre Linus ( sacerdote romeno convertito dall'ortodossia al cattolicesimo ) c'è, al titolo "liturgia teologia" uno spunto interessante riguardo l'evoluzionismo teologico-liturgico del mondo papista nelle prime 50 pagine.
    Si ritiene che la liturgia tridentina sia un degradamento della liturgia puramente sacerdotale del mondo ortodosso per dar spazio ad un tipo di preghiera tipicamente cavalleresca per poi giungere con l'attualità ad una celebrazione di tipo puramente borghese seguendo quindi una classificazione secondo le "caste" e tipi umani ad essi correlati.
    Che ne pensa?

    Daouda

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    1. Tendenzialmente sono diffidente davanti al clero di questo tipo anche se non conosco e non posso giudicare questo specifico prete. Di fatto non appartenendo né al rito latino né alla Chiesa ortodossa, questo tipo di clero si ritaglia una identità "ibrida" che non sa né dell'uno, né dell'altro per non soggiacere ai doveri che ne deriverebbero.
      La sua teoria (che forse non è affatto sua) è interessante ma non sarei così radicale. Se è vero che la liturgia latina romano-cattolica ha subito le influenze della società (si pensi ad esempio alle messe "private", che fanno un poco pensare ad un certo intimismo individualista del XIX secolo), è pur sempre vero che, nella sua essenza, non era dissimile dalla liturgia medioevale e, in ultima istanza, da una liturgia patristica. Il canone della Messa, ad esempio, è rimasto invariato lungo i secoli, prima dell'individualismo ottocentesco, prima dell'epoca cavalleresca medioevale! La liturgia ortodossa, poi, non è "puramente sacerdotale" ma è un'azione di sacerdote e popolo assieme, al punto che, in certi momenti, il sacerdote si assenta (per preparare i paramenti o per stabilire altre cose inerenti alla liturgia) e quest'ultima continua! Davanti a queste affermazioni un poco squilibrate ci andrei, dunque, un attimo cauto!

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    2. Grazie

      Daouda

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