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sabato 24 agosto 2013

Oriente e Occidente cristiano: quale possibilità di incontro?





Ultimamente sono rimbalzate nel web queste parole dell'attuale papa di Roma:

“Nelle Chiese ortodosse, hanno conservato quella pristina liturgia, tanto bella. Noi abbiamo perso un po’ il senso dell’adorazione. Loro lo conservano, loro lodano Dio, loro adorano Dio, cantano, il tempo non conta. Il centro è Dio, e questa è una ricchezza che vorrei dire in questa occasione in cui Lei mi fa questa domanda. Una volta, parlando della Chiesa occidentale, dell’Europa occidentale, soprattutto la Chiesa più cresciuta, mi hanno detto questa frase: “Lux ex oriente, ex occidente luxus. Il consumismo, il benessere, ci hanno fatto tanto male. Invece voi conservate questa bellezza di Dio al centro, la referenza. Quando si legge Dostoevskij - io credo che per tutti noi deve essere un autore da leggere e rileggere, perché ha una saggezza - si percepisce qual è l’anima russa, l’anima orientale. È una cosa che ci farà tanto bene. Abbiamo bisogno di questo rinnovamento, di questa aria fresca dell’Oriente, di questa luce dell’Oriente. Giovanni Paolo II lo aveva scritto nella sua Lettera. Ma tante volte il luxus dell’Occidente ci fa perdere l’orizzonte. Non so, mi viene questo di dire. Grazie” (1).

È evidentemente un discorso fatto “a mano”, improvvisato. Questo discorso apre una serie di domande alle quali fornisco rapide risposte.

  • Cosa chiederebbero le Chiese ortodosse alla cristianità occidentale?

A mio avviso non chiedono di essere lodate in questo modo. Chiedono che l'Occidente ritrovi la sua via, la sua tradizione. “Siate sempre più dei buoni cattolici”, diceva padre Paisios del Monte Athos il quale non era affatto ignaro dei problemi occidentali. Nella misura in cui uno cerca di essere così, ritrova un equilibrio antico perso in favore di mille altre questioni moderne. Ritrovado l'equilibrio antico ritrova anche la base per una vera intesa.

  • Cosa potrebbe fare il papa di Roma?

Ridare sacralità al culto cristiano del Cattolicesimo, prima di tutto.

  • È quanto sta facendo?

Pare proprio di no: egli non dimostra affatto di amare le forme classiche (2). In molti siti tradizionali si è sottolineato come nella liturgia eviti costantemente i segni di ossequio che, invece, riserva ampiamente alle persone. Nella liturgia non si inginocchia ma lo fa, e fino a terra, quando deve baciare i piedi alle persone (giovedì santo, messa in Coena Domini).

  • Siamo dunque sulla via di un raggiungimento tra le due principali confessioni cristiane?

Non lo credo affatto! Le proposizioni papali rimangono unicamente puro flatus vocis. Alle belle parole, dunque, non corrisponde affatto una realtà e pare esistere una paradossale dicotomia tra questo dire e il fare. Il mondo ortodosso può veramente ritenere affidabile chi ha questa dicotomia?

  • Che questo papato, sotto questo profilo, sia qualcosa di puramente formale e non essenziale?

Lo sembrerebbe. Il futuro ce ne darà eventuale ulteriore conferma.

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1) Cfr. http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-conferenza-stampa_it.html

2) Questo atteggiamento è comune in coloro che dicono di amare l'Oriente cristiano. Si osservi, ad esempio, la comunità di Bose: grandi esternazioni in favore della liturgia orientale, della Chiesa ortodossa, della sua spiritualità e poi, a livello pratico, estremo fastidio per il culto classico cattolico come se quest'ultimo fosse un ostacolo all'Oriente. È, invece, un elemento che potrebbe avvicinarlo, com'è stato dimostrato dall'apprezzamento del Patriarca di Mosca al reinserimento della liturgia tradizionale latina operato da Benedetto XVI. Ma chi ha in odio le proprie tradizioni come può REALMENTE essere considerato interlocutore affidabile per l'Oriente?

4 commenti:

  1. Condivido sostanzialmente quanto Lei dice; comunque penso che l'avvicinamento tra l'oriente e l'occidente ha gli ostacoli più gravi non tanto nella liturgia ma nelle differenze nella visione sul Papato, sulla struttura della Chiesa e sui dogmi proclamati nel mondo cattolico nei secoli recenti.

    D'altra parte, anch'io mi ho reso conto da qualche anno di questo approccio paradossale verso la liturgia: lodiamo la tradizione liturgica bizantina, ma poi attacchiamo quella che è più nostra, cioé quella latina. (Mi permetta di illustrarlo con una vicenda personale: l'anno scorso, mentre studiavo a Venezia, ho portato i miei genitori alla Messa antica a S. Simon Piccolo. Nei mesi seguenti, mia mamma disse sempre che la celebrazione fu veramente preziosa, ma al contempo che in Spagna dovrei adattarmi al Nouus Ordo, perché era "la cosa nostra") A volte mi chiedo se dietro questo non ci sarà qualche disposizione di tipo psicologico, anziché spirituale.

    Kyrie eleison

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  2. Il fatto è che, sotto sotto, la nostra gente ha un non so che di iconoclasta: si entra in una chiesa orientale e si dice "bello, bello!", poi nella propria chiesa non si fa nulla per elevare il clima, anzi!, si applaude (in qualche caso si balla), si fa spettacolo...
    Ora diciamocelo francamente: se un ortodosso vede tutto questo cosa potrà mai pensare? Io credo che pensa "mi prendono in giro!" anche se non lo dice.

    Il fatto che il Patriarcato Ecumenico e altre gerarchie orodosse girino in Vaticano non significa affatto interesse teologico o liturgico da parte loro. So per certo che hanno un senso di repellenza davanti a certi stili liturgici cattolici (e come dargliene torto?). Ci girano per interessi di ordine mondano che il Vaticano propone loro in cambio di accordi di politica ecclesiastica ("Tu non disturbarmi nei miei territori e io in cambio ti faccio questo favore").

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  3. Secondo me non si tratta tanto di contraddizione, quanto di ipocrisia. Di propaganda per farsi belli agli occhi orientali e dei "tradizionalisti" nostrani, per celare quello che veramente si pensa della Tradizione e della Liturgia.

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  4. Il fatto è che... come si dice in napoletano "ca' nisciun è fess", nel senso che si comprende sempre più che questa gestione è camaleontesca. Ricordo Giovanni Paolo II: paramenti da messa sempre più brutti ma quando andò in Romania immediatamente gli misero cose classiche e bizantineggianti! Dove sta l'anima vera di una persona? Nei continui cambiamenti per compiacere chi ha di fronte? Ecco il problema!

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