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mercoledì 4 settembre 2013

Alcuni problemi cattolici...


Un lettore mi scrive:

Secondo lei cosa si dovrebbe fare? 
Mettiamo che in futuro (volesse il Cielo!) venga eletto papa un sacerdote tradizionale. Cosa dovrebbe fare: sconfessare i documenti conciliari (che hanno dato l'input a tutta la rivoluzione che vediamo?) dovrebbe imporre dall'altro la liturgia antica? Ma come potrebbe "abrogare" i documenti del Concilio? Il Papa in teoria può farlo? Concretamente se al posto di Francesco ci fosse un sacerdote tradizionale, in questa miserevole e difficile situazione cosa potrebbe fare, con tutta l'opposizione clericale che potrebbe fare un immenso scisma? Sarebbe difficile abrogare ad esempio il Novus Ordo, non sarebbe diciamo opportuno, perché verrebbe visto come un'imposizione etc. So che tutte queste nostre ipotesi e ragionamenti ipotetici non servono a nulla concretamente, dato che noi laici non possiamo farci nulla, ma perlomeno queste ipotesi potrebbero magari edificarci o aiutarci a farci comprendere di più la realtà.

Il giovane lettore che mi scrive, vedendo nel cattolicesimo attuale tutta una serie di mal funzionamenti e contraddizioni, pone questa raffica di domande, sollecitato dalle mie riflessioni che cercano, al contrario, di porre delle basi coerenti e in continuità sostanziale con la tradizione antica.
Le sue domande possono essere quelle di un qualsiasi lettore cattolico con sensibilità tradizionale.
Spiace dirlo ma, purtroppo, sono domande ingenue.
Forse si poteva iniziare a farle all'indomani della morte di Giovanni XXIII o all'inizio del pontificato di Paolo VI. Oggi la situazione è cambiata e, mano a mano che il tempo passa, è in continuo cambiamento. Francamente temo sia una situazione sostanzialmente alla deriva.
Oggi nel mondo cattolico si può pressapoco dire che:

- 1/10 ha una sensibilità prossima a quella del mio lettore, 
- 6/10 sono piuttosto indifferenti a tutto e abbastanza avversi a qualsiasi imposizione, 
- 3/10 sono fiermente avversi alla sensibilità tradizionale e paladini del nuovo in quanto nuovo o comunque di un nuovo in rottura col passato.

Con una composizione così anomala com'è possibile fare leva sul principio di autorità per "imporre" qualsiasi cosa? Se il papa attuale ha la fama che ha, ciò è principalmente dovuto non tanto alla sua decantata simpatia quanto al fatto che risulta simile a quei 9/10 che compongono la maggioranza del cattolicesimo attuale.
E se il papa precedente risultava antipatico questo derivava proprio dallo stesso fatto ma rovesciato: i 9/10 del cattolicesimo di fatto non lo amavano sentendolo estraneo a sé. Gli stessi suoi timidi tentativi d'instaurare qualcosa di tradizionale, parallelamente a quanto esiste e senza minimamente toccare quanto c'è, ha generato un'onda di mal celato fastidio, in qualcuno pure di terrore.
Un prete mi diceva chiaramente: "Se questo papa tedesco m'impone di celebrare la messa antica io lascio il sacerdozio". Penso non fosse affatto l'unico a pensarlo.
Le dimissioni del papa tedesco (secondo diversi imposte) hanno finalmente allontanato questo spettro e con esso pure la "riforma della riforma" del rito moderno cattolico...

Il problema di fondo, a mio modesto avviso, non è, come dissi, una questione di latino o di lingua vernacolare. Il problema è che qui si sta instaurando un cattolicesimo completamente nuovo dimentico non solo delle sue radici antiche (che lo assimilerebbero meglio al mondo ortodosso) ma anche di quelle moderne; un cattolicesimo indifferente all'oggettività della verità e al senso della tradizione (1). Se dall'alto giunge ancora qualche insegnamento è come un seme che cade in un deserto: i 9/10 non sono in grado di farlo fruttificare e non gl' interessa proprio.
E poi che senso ha decantare che Cristo è il redentore del mondo quando lo stesso clero che lo afferma pone di fatto azioni che rivelano un agnosticismo pratico? Quest'affermazione, in un contesto che non la supporta, non è che un fantasma retorico!

I 9/10, quest'ampia base, stanno di fatto trascinando tutto il cattolicesimo in una nuova realtà, impensata fino ad alcuni decenni fà.
Quello che mi ha stupito è che, la mia opinione è condivisa pure da qualche semplice cattolico praticante, nonostante parta da altri punti di vista e abbia  molte meno informazioni di me.

Non sono d'accordo con il mio lettore quando dice che "noi laici non possiamo farci nulla". Ognuno dal canto suo fà qualcosa se coltiva quant'è positivo. Non si tratta di andare a contestare in piazza. Si tratta di espandere una corretta mentalità, nei limiti e nelle possibilità consentite ad ognuno, o almeno di viverla. In questo modo almeno in certi ambienti, forse, la tendenza si rovescerà. E se altri correranno in una direzione opposta e dispersiva la responsabilità, alla fine, sarà unicamente loro.

Credo che, alla fine, non è personalmente importante se sta nascendo un nuovo cattolicesimo (cosa che di fatto accade) ma se si è nella linea della tradizione che ci pone in comunione con i testimoni antichi della fede. Solo da qui si può vedere cosa fare e come comportarsi.

__________

1) Lo stesso papa Ratzinger, passato per molto conservatore, nel dialogo con i "lefebvriani" sottolineava che nella tradizione l'elemento importante non è tanto il contenuto oggettivo del messaggio, come si diceva fino a poco tempo fà, ma la continua presenza del soggetto che lo trasmette. Non è importante dire, ad esempio, che Dio è uno e trino ma è importante che esista una realtà ecclesiale che afferma una confessione di fede.

Tuttavia, questo cambio di prospettiva può armonizzare anche i contrari: se è più importante il soggetto che trasmette, oggi si può tranquillamente dire il contrario di ieri in nome della tradizione e non sentire alcuna contraddizione. Ma se, viceversa, è importante l'oggettività del contenuto, la situazione si rovescia! Questo cambio di prospettiva - che sta alla base dell'identità di una Chiesa intera - sinceramente mi sgomenta e continua a darmi la prova che il Cattolicesimo si sta preparando per essere qualcosa di totalmente nuovo, fatte salve le solite apparenze esterne.

16 commenti:

  1. Condivido integralmente il contenuto dell'articolo, ma vorrei aggiungere un commento in merito al pensiero di Benedetto XVI, che è stato molto discusso, ed anche ampiamente criticato, in ambienti tradizionali.
    Non ho, ovviamente, la pretesa di esserne interprete; cerco solo di illustrare la lettura che ne ho dato io, consapevole che essa lettura vale ben poco.
    A me pare che il riferimento all'identità del soggetto-Chiesa (il Papa parlava "dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino". Si tratta del noto discorso alla Curia Romana del 22 dicembre 2005) sia stato inteso esso stesso in senso soggettivistico, dimenticando, però, non solo il riferfimento al fatto che si tratta di un Ente donato dal Signore (cioè di un Soggeto che non si dà da sé le proprie caratteristiche - e che, pertanto, non può nemmeno autonomamente alterarle) ma, soprattutto, che la permanenza del soggetto, della sua stessa identità, consiste nella stabilità degli elementi costitutivi di quell'identità. Ora, per la Chiesa, gli elementi costitutivi della propria identità non sono sociologici o storico-contingenti (come vorrebbe, appunto, una lettura soggettivistica dell'immagine usata dal Papa), ma consistono nella fede, oggetto della rivelazione (nonché, a mio avviso, nel culto, anch'esso inteso come oggettivamente donato - rivelato - dal Signore): sicché affermare la permanenza dell'unico soggetto-Chiesa (sempre lo stesso attraverso il tempo) significa affermare la permanenza oggettiva del messaggio, vale a dire della fede (quae creditur) e del culto (e quindi, affermare perennemente - per restare all'esempio usato nel testo - la verità del Dio Uno e Trino, intesa eodem sensu eademque sententia; nonché l'ininterrotta continuità delle medesime forme liturgiche). Per cui non stupisce che il Papa autore dell'affermazione sulla permanente identità del soggetto-Chiesa sia lo stesso che ha donato alla Chiesa il Summorum Pontificum.
    Naturalmente, è ben possibile affermare sia che la permanenza del soggetto-Chiesa, implicante necessariamente l'immutabilità dell'oggetto-fede, debba trovare riscontro anche nella permanenza e nella continuità visibile degli elementi sociologici e storico-contingenti che quel soggetto ha via via assunto nel tempo (sicché, al contrario, la loro distruzione mette perlomeno a rischio la percezione della stabilità dei contenuti); sia che il discorso del Papa si prestasse ad un facile fraintendimento, attesa l'impostazione fortemente soggettivistica della stragrande maggioranza degli interpreti. Ma, come ripeto, il fraintendimento è possibile, a mio parere, solo se si parte da un'idea errata degli elementi costituivi dell'identità dell'unico soggetto-Chiesa menzionato da Benedetto XVI.
    Marco Sgroi

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  2. Ringrazio per la sua precisazione insistendo, tuttavia, sull'ambiguità del riferimento "soggetto-Chiesa" quando viene molto calcata a discapito della "oggettività del contenuto di fede". Questo è stato registrato nel dialogo con i cosiddetti lefebvriani e si può ritenere proprio perché nel campo delle scelte concrete la Chiesa del Vaticano II deve necessariamente avere un orientamento diverso se non opposto a quella del XIX secolo (notamente presente in Pio IX). Lo deve avere senza essere accusata di contraddizione, ovviamente!
    Detto questo non voglio entrare in queste questioni (questo blog non è dedicato a questo!) perché per quanto se ne dirimano dettagliatamente gli elementi, il contesto non cambia essendo un contesto di profondo disorientamento e indifferentismo sia a livello laicale che clericale.

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  3. Ciao! Mi è stato segnalato il tuo blog e in particolare questo post da un commentatore sul blog comune Croce-via.

    http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2013/09/04/contro-il-circolo-vizioso-critica-agli-argomenti-sullobbedienza-di-marco-bongi/comment-page-1/#comment-140

    Mi permetto due osservazioni, nello spirito di dialogo che contraddistingue il blog in cui scrivo e che mi sembra contraddistingua anche la tua persona. Mi sembra a volte che la tua lettura dei fatti soffra di semplicismo di stampo tradizionalista.
    Ad esempio quando scrivi che:
    - 1/10 ha una sensibilità prossima a quella del mio lettore,
    - 6/10 sono piuttosto indifferenti a tutto e abbastanza avversi a qualsiasi imposizione,
    - 3/10 sono fiermente avversi alla sensibilità tradizionale e paladini del nuovo in quanto nuovo o comunque di un nuovo in rottura col passato.


    mi chiedo dove collochi noi autori del blog Croce-via, dove collochi Benedetto XVI papa emerito (scusa se è poco), i papi precedenti che parlavano di continuità, dove collochi mons. Livi o Carradori o Padre Augé o dove collochi tutte le persone che sono realmente interessate ad una analisi del Magistero nella continuità.

    Ancora. Quando scrivi: Lo stesso papa Ratzinger, passato per molto conservatore, nel dialogo con i "lefebvriani" sottolineava che nella tradizione l'elemento importante non è tanto il contenuto oggettivo del messaggio, come si diceva fino a poco tempo fà, ma la continua presenza del soggetto che lo trasmette.
    mi piacerebbe che tu fornissi la fonte precisa di questa affermazione perché se fosse davvero questa l'unica interpretazione delle parole di Ratzinger, questo sarebbe la sconfessione del Magistero in quanto tale.

    Tu porti questo esempio: Non è importante dire, ad esempio, che Dio è uno e trino ma è importante che esista una realtà ecclesiale che afferma una confessione di fede.
    Come dire che la Chiesa può dire tutto e il suo contrario perché l'importante è che sussista la Chiesa.
    Ma questa è una baggianata colossale poiché l'autorità della Chiesa è autoreferenziale E COERENTE con la propria autoreferenzialità. Se crolla la coerenza, crolla anche l'autorità stessa! Il Dio cristiano può tutto tranne l'assurdo. E la Chiesa dovrebbe potere l'assurdo?! Assurdo. :)
    Questo non cattolicesimo. Questo è semplicemente un assurdo, e l'assurdo è nulla.
    Se il Papa avesse detto questo sarebbe in piena eresia, PIENA, e sarebbe stato pure assurdo, cioè avrebbe annunciato il nulla.
    E' impossibile, credimi.

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    1. Conoscendo la preparazione di Benedetto XVI credo che il senso sia ben altro. Benedetto XVI sta dicendo una sacrosanta verità: fu Gesù stesso a dare a Pietro il potere di sciogliere e legare in Terra e la trasmissione (questo significa Tradizione). L'oggetto della fede può anche essere incompreso (e oggi lo è, vista l'ignoranza dottrinale del Popolo di Dio ma non solo) ma vi sarà sempre la possibilità di rivitalizzarlo, sempre vi saranno uomini capaci di farlo. La Presenza del soggetto è lo Spirito Santo, quelle che vengono trasmesse non sono parole e concetti ma è lo Spirito che travalica il tempo e lo spazio e permane superando le contingenze cronologiche. Se la Tradizione viene interrotta resta solo la lettera, e la lettera uccide e quindi è sempre necessario un soggetto "qualificato" a trasmettere. Difatti i tradizionalisti sono dei meri "collezionisti" da museo.

      Pantocrator

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    2. Il pensiero di Benedetto XVI se per certi versi è tradizionalmente cattolico, per altri ha alcune problematicità. D'altra parte non è mai stato un estimatore del pensiero tomista, si è ricavato un suo alveo personale, come molti teologi del post concilio vat. II.
      Questi crinali personali sono tentativi di un nuovo discorso ma a volte peccano di tutte quelle problematiche che sono tipiche della nostra cultura.

      Il soggetto ecclesialmente qualificato per trasmettere la tradizione non è tanto e puramente istituzionale (come viene fatto osservare da Pantocrator) ma dev'essere istituzionale e carismatico assieme. Infatti il fatto di avere una carica istituzionale non è in sé garanzia di un rinnovamento e rinverdimento della tradizione!

      I tradizionalisti fanno come meglio riescono e, con gli elementi in loro possesso, agiscono come meglio capiscono. In questo blog ho criticato spesso il tradizional-ISMO ma non mi sento di dichiararli inutili o sicuramente museali.
      A volte di fronte a chi ha smantellato ogni sano concetto di tradizione e vive improvvisandosi è molto meglio il semplice tradizionalista in attesa che qualche anima realmente carismatica possa ridare vigore e forza a quegli aspetti di tradizione che lui ha custodito.

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  4. Un bell'intervento passionale di cui mi compiaccio.
    Devo però fare osservare alcuni punti indispensabili perché ci possiamo un poco capire:

    a) questo blog non può di sua natura analizzare infinitesimamente tutte le varie nuances con le quali è composto il mondo cattolico. Si limita, quindi, ad osservare i punti salienti, quelli che finiscono per influenzare TUTTO un movimento e una Chiesa.

    b) Lo stesso primo punto l' 1/10 a cui mi riferisco, dovrebbe essere suddiviso in molti rigagnoli: i tradizionali, i conservatori, i tradizionalisti, i "lefebvriani", le varie "obbedienze" sedevacantiste.... Facciamo un post o facciamo un'enciclopedia?

    c) Le analisi da me prese possono peccare di sommarietà, per vari motivi dovuti anche e non solo alla struttura del blog, ma MAI di errore. Quando considero che nel mondo cattolico vige un soggettivismo imperante con il quale tutto si legge e si piega questo è un dato di fatto: il mondo protestante ha finalmente raggiunto buona parte del mondo cattolico!

    d) La questione "magistero-tradizione" è una questione delicata e ha riguardato il dialogo con i lefebvriani. Ne ha fatta una buona conferenza l'abbé Gleize a Parigi (ero presente a quella conferenza). La visione tradizionalista su queste cose non è da prendere sottogamba e ci andrei piano prima di dire che sono cose risibili.
    D'altra parte il fatto che molte risoluzioni cattoliche attuali siano opposte a quelle assunte da Pio IX (tanto per fare un esempio) si possono assumere se si considera che nel magistero c'è un aspetto soggettivo che è libero di affermare se stesso in barba pure a quanto è stato detto fino a ieri. Questi sono dati di fatto sui quali non possiamo svicolare.
    Se poi a questo aspetto soggettivo del magistero si aggiunge la tendenza odierna a relativizzare tutto, il gioco è fatto e anche il dogma della trinità (come da esempio da me posto) potrà essere RE-interpretato (cosa che di fatto avviene in molti contesti).

    e) L'autorità della Chiesa è referenziale alla RIVELAZIONE non a se stessa e la Rivelazione rimane sempre su un piano assai superiore alla prima. Se diciamo che l'autorità è AUTOREFERENZIALE innalziamo l'interpretazione di supporto alla Rivelazione (che cattolicamente si chiama "magistero") allo stesso piano della Rivelazione il che, questo sì, è assurdo. Non che nella storia non ci sia stato chi ne abbia avuto tentazione: nel basso medioevo alcuni canonisti osannarono talmente l'autorità papale da dichiarare che il papa, se lo vuole, può riscrivere tutti i vangeli come lui desidera! Spero non vogliamo imitarli!

    f) VORREI RICORDARE che questo blog solo estemporaneamente tocca i problemi del cattolicesimo e SOLO in quanto questi intaccano il concetto sano di "tradizione liturgica" al quale mi riferisco dedicando questo blog.
    Fare una trattazione estenuante ed infinita sugli infiniti problemi cattolici, quindi, mi pare fuori luogo (oltre al fatto di annoiarmi a morte!) :-D

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    1. Grazie della risposta Pietro!
      ci sono alcune cose che andrebbero trattate in modo più rigoroso da me e convengo che la risposta che ti ho dato pecca di ingenua passionalità (cui mi riconosci pregi e io ne riconosco i difetti ^_^).
      Ci sono alcune cose che comunque non ritengo giuste (ad esempio l'idea che Pio IX intedesse l'esatto opposto di Giovanni Paolo II), ma avremo modo di trattarle sul blog Croce-via che è in teoria è nato proprio per mettere sul tavolo queste problematiche.
      Se ti capiterà di passare sarai il benvenuto, intanto mi permetto di linkarti nei siti interessanti da "monitorare". :)

      Grazie ancora e buon cammino! :)

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    2. Forse ci passerò, forse no.
      Ho per lunghissimi anni ascoltato tutte le campane e, da un certo punto in poi, non ho più voglia di riascoltare cose già sentite: con tutto il rispetto, ma mi sembrerebbe di tornare sui banchi di scuola!
      Non che mi senta arrivato (tutti devono perfezionarsi) ma almeno sulle cose basilari non ho molto bisogno di essere istruito.
      Personalmente mi sembra piuttosto difficile (a meno di non fare veri e propri contorsionistmi mentali) porre le risoluzioni di Pio IX a fianco a quanto intendono gli ultimi papi. Esiste un SENSO IMMEDIATO nei testi che non è possibile annullare per cercare a tutti i costi armonizzazioni ben poco credibili.

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  5. salve signor pietro penso che il papa emerito avrebbe potuto far di più,ma non l ha fatto ,lo scisma c è già perchè il potere del papa ,grazie alla collegialità non c è più,i vescovi hanno osteggiato il summorum pontificum enelle loro diocesi fanno quello che gli pare . benedetto xvi ha liberalizzato il messale del 1962 ,ma pubblicamente non l ha celebrato,e non ne ha favorito l uso ,anzi ha relativizzato con il nuovo .comunque c è un modernismo imperante vedi papa francesco che invita musulmani li chiama fratelli, ebrei e non credenti,il vangelo ci dice non si può servire a due padroni,cosa ne pensa?la ringrazio
    fabio

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    1. Avrebbe potutto fare di più, ma per indole e per possibilità oggettive non gli è stato possibile farlo!
      Non parlerei di scisma nel mondo cattolico ma di tanti scismi più o meno evidenti, più o meno sommersi.
      Comprendo benissimo che il contesto sociale e culturale odierno è molto diversificato, rispetto a quello di una società compatta e uniforme (fino a 70 anni fa circa). Ma mi chiedo: quando il Cristianesimo è apparso non era forse "peggio"?
      Il fatto di aver paura di "parlare chiaro" non indica solo una tattica diplomatica mondana (oramai imperante) ma una probabilissima disaffezione alla fede e alle esigenze della stessa.

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  6. No..non era peggio. Quando il Cristianesimo apparve il senso del Sacro sebbene decaduto e degradato come nel paganesimo non era certo praticamente scomparso come al giorno d'oggi!

    Pantocrator

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    1. Sì in questo senso oggi è peggio, molto peggio!!

      Le librerie paoline stanno vendendo un segnalibro con l'immagine di papa Francesco affacciato alla loggia della basilica vaticana. Giusto sopra qualche riga del suo primo discorso. Non si nomina né Dio né Cristo e non c'è NESSUNA DIFFERENZA con un messaggio filantropico massonico.
      In questo senso è veramente ABISSALMENTE PEGGIO. Che senso ha appartenere ad una Chiesa così?

      Ma oggi, nonostante tutto, dal punto di vista puramente mondano il Cristianesimo ha le sue strutture e la sua diffusione che anticamente non aveva. Può fare leva su una base che anticamente non esisteva. Eppure anticamente, per quanto sparuto, il Cristianesimo non aveva paura di mettersi in antagonismo con tutti, oggi, per quanto diffuso, in Occidente ha calato le braghe e parla come gli ALTRI vogliono. Ne è prova quel terribile segnalibro diffuso dalle paoline che sintetizza meglio di tutto quanto sto dicendo.

      E si badi bene che non è solo una questione di gusto personale bergogliano ma di linee strutturali di fondo di tutto un mondo ecclesiastico!

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    2. Riguardo alla seconda parte del messaggio di Fabio nel blog evito di riferirmi direttamente a papa Bergoglio perché andrei fuori tema. Lo faccio in queste note.
      Ci tengo a dire che non appartengo assolutamente ai fans che, sbracciati entusiasti e sudaticci, si sgolano per questo papa o per chiunque altro possa essere idolatrato.

      Lo vedo come una personalità assolutamente ordinaria, a tratti molto piccina, con una ottima capacità comunicativa e delle buone intenzioni di far pulizia in quell'organismo pieno di problemi che si chiama Vaticano.

      Teologicamente e liturgicamente, purtroppo, è un disastro e, non a caso, attrae il plauso di coloro che concepiscono il Cristianesimo come una festa continua su un livello non di approfondita coscienza cristiana ma di puro impegno sociale.

      E' l'uomo "indice" di una variazione sostanziale del Cattolicesimo. Personalmente ogni volta che ci penso non posso non sentire un dolore interiore, un'infinita e inconsolabile tristezza.
      Povero Cattolicesimo!

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  7. Precisazione pre Ministrel

    Lei mi dice: "dove collochi noi autori del blog Croce-via, dove collochi Benedetto XVI papa emerito (scusa se è poco), i papi precedenti che parlavano di continuità...".
    Tendo a collocarli tra i conservatori (sui quali non parlo e non a caso).
    Il conservatore è come colui che dipinge l'esterno della casa pensando che così l'interno si sistemi da solo. Il conservatore pensa di mantenere la tradizione per il semplice fatto di parlarne e non si rende conto che, forze molto più attive e operanti, lo stanno spazzando via. Il conservatore ama illudersi.
    E' un discorso duro, me ne rendo conto. Ma illudersi su questi temi è una cosa fatale!

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  8. Il punto focale è che è una civiltà intera, quella occidentale, che sta affondando e con essa sta trascinando buona parte del resto del mondo. La società stessa non è più minimamente "Cristiana" (l'Europa lo rifiuta pubblicamente di riconoscere, persino nelle radici, che è una realtà innegabile), non esiste più il senso del Sacro, non esiste una forma della società che sia a modello delle realtà celesti, siamo nel pieno di un regno della quantità. Una volta perso di vista il Principio che è Uno si soggiace al molteplice ed alle forze che esso scatena. La società di oggi è il segno della demonia delle masse in cui prendono il sopravvento forze negative (mi sovvengono le rivelazioni della Emmerich quando il popolo chiede che Gesù venga crocifisso) e la religione, specie poi così secolarizzata, riesce sempre meno a tenerle a freno.

    Pantocrator

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    1. La secolarizzazione è un albero il cui virgulto e radici si sono sviluppati in tempi a noi lontani. Dapprima nelle classi colte (anche ecclesiastiche!) poi, pian piano, in strati sempre più ampi della società. Oggi, in ultimo, si espande e tutto invade.
      Mi sembra molto ipocrita (per dir poco) il far di certi ecclesiastici che vanno cianciando del cattivo mondo secolarizzato e se ne fanno vittime.
      A ben osservare è dal nucleo del popolo cristiano - anche da loro! - che è nata la disaffezione verso il Verbo. Basta solo pensare a cosa è successo lungo la storia! Oggi semplicemente si raccoglie quanto da secoli si è seminato. Il cosiddetto bene - che ugualmente non è mancato - non è stato così sufficiente a pulire e fermare la corruzione dilagante. La dissacrazione del culto cristiano è solo una pura conseguenza a questo ordine di cose.

      Sabato sera, notando stranamente la cattedrale aperta, ho voluto metterci il naso dentro. In quel momento stavano facendo delle preghiere dei fedeli (per la pace) con quel solito stile (da me indicato in un post precedente) tutto narcisistico: "NOI non siamo capaci... NOI non facciamo giustizia... NOI non rendiamo il bene a tempo debito....".
      "Ma qui si prega Dio o si fa autoanalisi psicoterapeutica?", ho detto a mezza voce. Immediatamente ho guadagnato la via di uscita: LA LIBERAZIONE da tanta insulsaggine!

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