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martedì 10 settembre 2013

Gli operai

Operai di una ditta di campane nei primi anni del '900.

Un'altra piccola favoletta ci indica, a suo modo, la condizione presente delle Chiese. Anche qui abbiamo tre casi.

Il primo caso ci presenta una ditta artigiana con operai esperti dediti al loro lavoro. In questa ditta non ci sono molte distrazioni e quanto si produce è di qualità, grazie anche ad ottimi strumenti e alla capacità di chi li utilizza, capacità tramandata da generazioni.

Il secondo caso ci presenta una ditta di operai esperti ma svogliati. C'è chi compie il suo lavoro ma è una minoranza. Gli altri perdono il loro tempo chiacchierando e fumando in prossimità dell'uscita dello stabilimento. Tuttavia, per quanto molti non abbiano voglia di lavorare, gli strumenti sono ancora in buono stato e la capacità di usarli c'è ancora. Qui è ancora possibile cambiare le cose in meglio!

Il terzo caso ci presenta una ditta di operai svogliati e incapaci. Qualcuno cerca di compiere il lavoro ma con grande fatica: gli strumenti sono in pessimo stato e nessuno si ricorda il modo migliore di utilizzarli. Per giunta ci sono alcuni che, oltre a non ricordare come si lavora, s'inventano modi alternativi e controproducenti di lavorare. In definitiva essi hanno perso la loro dignità e identità di lavoratori. Qui è quasi impossibile cambiare le cose in meglio, dal momento che si disprezza il modo autentico di lavorare.

Per uscir di metafora e tornare alla realtà odierna delle Chiese l'applicazione è chiara.
Il primo caso riguarda quella Chiesa che ha conservato le tradizioni apostoliche ed ecclesiastiche che aiutano ad incarnare il vangelo. Grazie a questo non ci sono molte distrazioni (affascinazioni per il mondo) e l'opera compiuta è eccellente. Anche l'intesa e l'armonia tra gli "operai" è buona.

Il secondo caso riguarda quella Chiesa che, pur conservando le tradizioni apostoliche ed ecclesiastiche, inizia ad essere erosa dal fascino mondano. Chi la osserva da fuori la critica per la presenza di "perditempo" e di "parassiti" ma a costoro sfugge la sostanza: in cuor suo questa Chiesa è ancora sana e non vi è alcuno, al suo interno, che contesti le sue tradizioni, nonostante i rapporti tra gli "operai" non siano sempre eccellenti.

Il terzo caso riguarda una chiesa che ha perso il senso delle tradizioni apostoliche ed ecclesiastiche  (per lei sono cose "vecchie") ed oramai è praticamente tutta dedita ad uno stile mondano. Non volendo ricordare le tradizioni, in essa molti inventano qualcosa di nuovo con grande pubblicità e plauso di chi sta fuori: nuove liturgie, nuove preghiere, nuove teologie... In questo modo, se esiste ancora qualche volenteroso, la qualità della sua opera viene inevitabilmente abbassata se non azzerata. Questa chiesa, come il terzo caso della ditta, ha un fermento molto superficiale che la fa credere viva (e attrae gli ingenui) ma, in realtà, è prossima alla rovina.
Tra i suoi "operai" esistono molte fazioni e divisioni: è una casa divisa in se stessa!

Il mondo europeo occidentale ha conosciuto il primo genere di Chiesa, poi il secondo. In questi  tempi sta conoscendo il terzo. 

4 commenti:

  1. E mica solo la Chiesa lo sta conoscendo: arte e artigiano hanno la stessa radice ed il loro significato è realmente spirituale di modo che niente so sottrae al Principio da cui tutto deriva.
    Giusto una piccola osservazione: San Giuseppe era un artigiano.

    Pantocrator

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    1. E così tutto si ricollega... Si noti che nel terzo caso ho scritto "chiesa" con la "c" minuscola e non è stata una svista!

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  2. Proprio ieri il Santo Padre ha "sdoganato" il primato della coscienza sopra tutte le cose, tra il plauso dei relativisti e del mondo.
    Io mi sento sempre più disperso, se le nuove teologie arrivano dall'alto, non vedo speranza neanche per quei pochi "operai volenterosi" rimasti.,,

    nikolaus

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    1. Il "gioco" di questo papa consiste nell'ammiccare verso chiunque sta fuori dalla Chiesa per mostrare la sua democracità. Di qui il ricordo del primato della coscienza che, ovviamente, sarà tirato in senso relativista da chi gli sta bene farlo.
      In realtà la coscienza dev'essere bene informata, non disinformata o obnubilata, per essere un punto di riferimento.
      Ci si può sentire dispersi solo se, in una Chiesa, si pone il primato dell'Autorità sopra il primato della Tradizione. In questo caso ci si sente dispersi. Nel caso contrario invece la Tradizione smentisce quell'autorità che la relativizza o la nega.

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