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sabato 28 settembre 2013

I cori nelle messe tipo Amanda Lear...








Il noto cantautore catanese Franco Battiato rilasciò nel 2002 un'intervista nella trasmissione televisiva "Cocktail d'amore". Quest'intervista è presente anche su youtube. L'intervistatrice era Amanda Lear, anche lei nota al grande pubblico per il suo  impegno nella disco music degli anni '70 e, forse, per le sue incredibili avventure sentimentali pubblicate in tutti i rotocalchi mondani.
Proprio all'inizio dell'intervista, Amanda Lear non resiste alla tentazione di porre una prima domanda su una canzone del catanese che la evoca: Magic Shop. In questa canzone si scrive:

E i giorni di digiuno e di silenzio
per fare i cori nelle messe tipo Amanda Lear...

La spumeggiante Amanda confessa di non aver mai capito il significato di questa frase e ne chiede spiegazione.
Battiato, sul quale in questa sede non vogliamo dare un giudizio religioso, ha maggior intuito spirituale della sua intervistatrice e le confessa che le canzoni della star sono un'espressione tipicamente mondana, quindi inadatte ad essere eseguite in una chiesa. Il cantautore dice testualmente:

... all'epoca [di questa mia canzone] c'era, e continua ancora oggi, quel brutto vizietto di far cantare nelle chiese con modelli che appartengono alla musica leggera; quindi la liturgia viene, come dire, un po' devastata...

Questo passo dell'intervista è interessante perché rivela alcune cose importanti, anche se può parere di poco conto.

Innanzitutto questa: chi vive mondanamente non può mai capire perché si possa, in qualche modo, ironizzare per la presenza di "canzoni tipo Amanda Lear" in una chiesa. È come vivere sull'altra faccia della luna e non poter mai guardare la terra. Non si potrà mai capire chi riesce a guardare il nostro pianeta!

Battiato, in questo, ha qualche elemento spirituale in più, una maggiore sensibilità, anche se ha un percorso individuale ben diverso da quello di un cristiano tradizionale. A Battiato è chiaro che il sacro non può e non dev'essere mescolato col profano. Viceversa, chi vive nel profano può anche pensarci anni ma non gli sarà mai chiaro. 

Il persistere della musica e dei canti profani nelle chiese occidentali (addirittura con note esotiche di balli balinesi com'è successo recentemente nella cattedrale cattolica di Torino) si spiega: la maggioranza che li vuole, li approva e li anima ha una sensibilità spirituale da Amanda Lear, neppure da Battiato (il che, dati i tempi, sarebbe già molto)!

Inoltre, c'è da aggiungere che lo stesso cantautore catanese non ha idee molto chiare su tale fatto. Le canzoni e i canti mondani in chiesa non sono solo un semplice "brutto vizietto" come lui e alcuni tradizionalisti potrebbero dire. Sono supportate da tutta una mentalità generale, da un orientamento di spiriti che è modellato mondanamente. Il "brutto vizietto" è qualcosa che come viene, così può passare, se non trova un supporto adeguato sul quale radicarsi e fiorire.

In Occidente non siamo davanti ad una semplice situazione momentanea, davanti ad un "brutto vizietto", ma ad una radicatissima convinzione mondana con la quale si vive, si pensa e si opera nella Chiesa. In questa Chiesa ci sono sempre più Amanda Lear che Battiato. I santi (quelli veri) sono da tutta un'altra parte, molto distanti dallo stesso Battiato, figuriamoci da Amanda Lear!

Ma questo è un problema sul quale i pastori non si animano, anzi!, manco lo vedono.
Di conseguenza la liturgia occidentale non può che continuare la sua corsa verso il basso tra applausi di persone compiaciute e gongolanti ...



4 commenti:

  1. Il problema però è questo: quando ti trovi il papa, il vescovo, i confratelli e amici sacerdoti, quelli che ti devono guidare, quelli che hanno curato la tua formazione, e il popolo nella sua quasi totalità che all'unisono chiedono Amanda Lear in liturgia, che fai? Non ti viene forze il dubbio che forze forze sei proprio tu a sbagliarti? che forze non è come dici, come pensi, come credi? Io personalmente ho in me questo combattimento!!!! Per coerenza che dovrei fare, ritirarmi in solitudine in un eremo e lì celebrare come Dio comanda? La situazione è un problema, e non di poco conto!!!! E non credo che il Summorum risolva il problema!!! Perché la questione liturgica è solo la punta di un monte molto più alto e possente e scosceso e periglioso di quanto si creda!!!

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    1. Posso capire la questione personale e psicologica ma la Chiesa non è la fotografia di un istante presente e neppure, in quell'istante, di tutte le persone che la potrebbero comporre. La Chiesa è una realtà che attraversa i tempi e per coglierne veramente lo spirito lo si deve fare attraverso i tempi. E' quanto cerco di suggerire attraverso questo blog.

      Perché parlo di "tradizione" liturgica se non per rivelare che esiste qualcosa che viene donato da spiriti illuminati, quasi come una rivelazione, e poi tramandato di generazione in generazione? Questo qualcosa non è una semplice serie di ordinamenti o di gusti ma tutto un "sentire" che si attua solo a determinate CONDIZIONI.

      Quando queste condizioni a partire da una generazione di uomini non ci sono più è nata la rottura da quella tradizione. Che preti, vescovi e papi possano convincere del contrario non serve a nulla! La rottura si è consumata! Le parole, infatti, restano parole ma i fatti che imprimono direzioni differenti, sono fatti!

      Dico questo perché è particolarmente utile per distinguere le ronzanti chiacchiere con le quali si voglino quadrare i cerchi e cerchiare i quadrati dalla realtà che fa vedere un cerchio come cerchio e un quadrato come quadrato.

      A questo punto fatta pulizia nella mente e vista la realtà semplicemente PER QUELLO CHE E' uno fa le sue scelte.
      Magari può continuare come prima, non potendo realmente fare nulla.

      L'importante, però, è ammettere la realtà cosa che oggi è già molto difficile fare.

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  2. Però, non credo che non si possa proprio fare nulla in assoluto. Padre Seraphim Rose - un americano convertito al cristianesimo ortodosso, divenuto monaco e morto santamente - aveva trovato un modo tutto suo per riavvicinare la gioventù abituata al rock a gusti musicali più naturali. Resta comunque un fatto reale: Seraphim Rose non viveva in un contesto liturgico deragliato ma in una realtà classica che gli offriva strumenti adatti per la sua elevazione in modo che, a sua volta, poteva elevare gli altri.
    Qui da noi è tutto veramente difficile. Ma Dio abita anche nei deserti. E non vi è deserto peggiore di quello provocato dall'uomo..

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  3. C'è da sottolineare un ulteriore fatto: Amanda Lear oltre a non avere alcun talento vocale è pure stonata... Battiato ha avuto un'intuizione molto sottile.... per sottolineare la mediocrità di tale canti e della mentalità che vi sta alle spalle.

    Pantocrator
    Pantocraotr

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