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domenica 15 settembre 2013

L'ateo contro il "Filioque"


La dottrina del "Filioque", come alcuni sapranno, riguarda la processione dello Spirito Santo. Per processione s'intende la provenienza dell'essere della terza persona della Trinità divina. Da dove proviene (nel suo essere Persona) lo Spirito Santo? Chi lo fa esistere? Il Padre, si diceva anticamente e si continua a dire nelle Chiese ortodosse. Il Padre e il Figlio s'iniziò a dire da una certa epoca in poi in Occidente o, dal Padre attraverso il Figlio. Quest'ultima spiegazione, contestata nell'Oriente cristiano, è detta "Filioque", dal latino ex Patre Filioque procedit: [lo Spirito] procede dal Padre e dal Figlio.

Questa dottrina da un certo periodo in poi scantenò forti polemiche anche e soprattutto perché dietro ad essa c'era una contrapposizione politica tra Occidente e Oriente. L'Occidente, in un certo senso, è nato politicamente grazie alla dottrina del "Filioque". D'altra parte in Occidente si ha sempre sostenuto, appoggiandosi alla dottrina trinitaria agostiniana, la legittimità di questa addizione.

In questo blog non entro in merito alle questioni strettamente teologiche (pur potendolo fare) ma, attraverso questo fatto, voglio segnalare quanto segue.

Alcuni anni fà nel web notai il blog di un signore che si diceva ateo e che, stranamente, s'impegnava nella confutazione del "Filioque". Cosa assai singolare: se una persona è atea perché deve discettare su questioni teologiche trinitarie? La sua teoria era pressapoco questa: la Chiesa romana sapeva di andare contro la tradizione antica ma lo fece ugualmente. La cattiva fede, avuta allora, non ha fatto che aumentare nel tempo per cui è passata da errore ad errore. L'ateo era, dunque, a modo suo pure un apologeta!

Come si poteva spiegare la sua posizione? Passata la prima meraviglia capii che gli successe. Questo signore era un italiano che, dal Cattolicesimo, era passato alla Chiesa ortodossa, sollecitato da un prete ortodosso della sua stessa nazionalità. Il passaggio da una Chiesa all'altra si era motivato con una specie di amara contrapposizione. Il prete che lo condusse nel nuovo ovile, d'altronde, per mancanza di formazione e di sensibilità umana e spirituale, alimentò in lui questo "sport del contrapporsi". Il laico, non avendo avuto da questo prete basi più solide per fondare la sua fede, finì per abbandonarlo divenendo ateo. Forse non aveva neppure visto in lui un grande esempio cristiano...
Da ateo protestò contro il "Filioque".

La singolare vicenda c'insegna alcune interessanti cose:

a) Prescindendo dal fatto di chi abbandona il Cattolicesimo, non ha alcun senso abbracciare una fede per un motivo esclusivamente negativo. Uno non entra in una casa perché odia altre case ma perché, eventualmente, in quella casa ha trovato del cibo che lo sostenta veramente.

b) L'influenza del clero, nel bene e nel male, è veramente forte! Se ci sono persone che sono in grado di edificare, ve ne sono altre che, più o meno giocando con la vita altrui, seminano disastri. È, molto probabilmente, il caso del prete in questione.

c) Laici e preti oggi sono generalmente molto fragili. Di qui strane storie e traversìe che continuano a succedere.

Devo purtroppo sottolineare che, in ambienti ortodossi e in ambienti cattolici (per quel che ne so), ci sono molte strane situazioni, dal punto di vista umano, sia tra clero sia tra laici.

La funzione di questo blog è quella di evidenziare i tesori dell'indivisa tradizione cristiana ma, incidentalmente, anche quella di mettere in guardia le persone: i nostri sono tempi di diffusa fragilità. È necessario essere "prudenti come serpenti" e non essere affatto ingenui.

Il fatto che uno sia prete (cattolico o ortodosso da questo punto di vista non ha importanza) o che si dichiari un fedele attivo e "testimone" - responsabile di riviste recenti o cessate, di movimenti o associazioni di varia "testimonianza" - non significa automaticamente qualcosa di necessariamente positivo.

So di laici che si servono della fede (cattolica o ortodossa) per mire e scopi unicamente personali, esattamente come un certo tipo di clero. Essi usano gli altri e non si rendono minimamente conto di quanto sono egoisti e narcisi! 

Qui, prima di esserci problemi religiosi, ci sono profondi e serissimi problemi umani! La religione, d'altronde, è sempre stata creduta un "trampolino di lancio" da psicopatici e iperproblematici...

Se non si sta attenti a questo (oggi tutt'altro che raro), si perderà il tesoro della tradizione e della fede (contenuto in vasi di argilla) finendo, ognuno a suo modo, a fare la fine dell' "ateo contro il Filioque".


8 commenti:

  1. Non solo le controversie dottrinali nel seno del Cristianesimo sono strumentalizzate per mire diverse dal ricercare la Verità ma pure quelle tra religioni. Abbiamo avuto recentemente il caso di del "Cristiano" Magdi Allam...

    Pantocrator

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  2. Non ci facciamo mancare nulla! ;-)

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  3. Eh proprio nulla. Ormai la religione è semplicemente una sorta di "punto di vista" sociologico, se non alla pari, persino inferiore ai tanti altri.

    Pantocrator

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  4. comunque , con tutti questi punti di vista, sociologici, teologici, controversie ecc...ci facciamo tanti ragionamenti e non ci accorgiamo che il problema siamo proprio noi...e così facendo ci allontaniamo da DIO e si sa l'uomo senza Dio non può salvarsi........Sono proprio quello che vediamo che accade nel mondo giorno per giorno. Se rimaniamo insensibili su quello che vediamo
    come possono credere gli atei a Dio che non vedono? Alzate gli occhi al cielo non teneteli bassi sulla terra...Pace e Bene

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  5. Vorrei invitare chiunque CORDIALMENTE a non ragionare in maniera raffazzonata e pressapochistica (come pare faccia Bergoglio). Vi prego di ragionare bene prima di scrivermi perché se mi fate troppa tristezza saro' costretto a non pubblicare i vostri interventi ai quali, in realtà, tengo.

    Il problema siamo noi, dice il mio anonimo amico.
    Sì, lo siamo sempre stati. Per questo non solleviamo lo sguardo al cielo.
    Ma come si fa a sollevare lo sguardo al cielo? Conservando, amando, e curando il dono di Dio, la Rivelazione che si esprime pure in quella forma più approfondita di catechesi che si chiama TEOLOGIA.
    Sin dai suoi inizi la Chiesa faceva telogia nelle sue catechesi! Questo per sollevare lo sguardo al cielo all'uomo e non chiuderlo in se stesso (in semplici ragionamenti umani, psicologici e sociologici).

    Senza Dio l'uomo non puo' salvarsi. Corretto.
    Ma come puo' avvicinarsi a Dio questo uomo se nessuno glielo annuncia correttamente? La teologia è innanzitutto un aiuto per l'annuncio di Dio.

    In questo senso dissento totalmente da chi, come mi sembra lei, mi confonde la teologia (quella vera) con un semplice PUNTO DI VISTA, un ragionamento, una controversia, una sociologia. Queste confusioni (oserei dire bergogliane) non le posso sopportare e mi perdoni per la mia chiarezza che non ha nulla di personale verso di lei!

    Alzare gli occhi al cielo significa fare come facevano gli apostoli e i loro successori: pregare, amare e predicare. E predicando necessariamente si deve dire cosa è vero e cosa non lo è in base alla rivelazione (non ai nostri punti di vista).
    La Chiesa NON HA MAI CONOSCIUTO ALTRE VIE per alzare gli occhi al cielo: preghiera amore sincero, predicazione (catechesi e teologia).

    Non buttiamo via la teologia con l'idea che non serva, che sia un ragionamento puramente umano e che divida dagli altri.
    Questi sono ragionamenti mondani, non della Chiesa (anche se sono penetrati terribilmente nella Chiesa al punto da fuorviare la maggioranza!).

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  6. Caro fratello Pietro, ti do del "tu" perché in Cristo siamo uniti dallo stesso Amore. Non era mia intenzione sottovalutare la Teologia o le altre cose scritte sopra, me ne guarderei bene dal giudicare, semplicemente era un mio pensiero in generale, che secondo me, alle volte noi Cristiani andiamo troppo a ragionare su questioni a su avvenimenti che accadono nella vita di ogni giorno. Quando invece dovremmo fare secondo il vero "Maestro" non disperarci troppo perché ogni giorno ha le sue amarezze e difficoltà, su questo punto sono d'accordo con te...nell'alzare gli occhi al cielo, pregare, amare e predicare. Però non dimentichiamoci che la Chiesa ha bisogno anche di "Marta" insieme con Maria... Pace e Bene

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  7. Esatto. Ma una Marta che non ha lo sguardo di Dio, che muove le mani e ragiona solo umanamente, non puo' che sentirsi rimproverare da Cristo: "Marta, Marta, tu ti affaccendi per molte cose ma UNA SOLA è necessaria!".
    Vede, il mondo cattolico ha in grandissima parte perso il cosiddetto "sguardo soprannaturale" che si ha vivendo il vangelo, pregando, amando la tradizione.
    Al posto di vivere il vangelo, si mettono opere unicamente sociali.
    Al posto della preghiera si cerca la felicità umana.
    Al posto della tradizione si mette il proprio ragionamento: "Non abbiamo bisogno di educazione", diceva una canzone dei Pink Floyd. Oggi nessuno vuole imparare, tantomeno dalla Chiesa!

    Con questi presupposti, che genere di Marta abbiamo? Una persona che non è Cristo e non porta a Cristo. No, caro anonimo, non me ne faccio nulla di tutto questo anche se fosse lo stesso Bergoglio a propormelo (cosa che, per altro, fa)!

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  8. Caro, Pietro non possiamo essere tutti occhio, o tutti mano o tutti piede ecc...non te li devo certo ricordare io le lettere di S. Paolo, noto che sei un fratello molto ferrato sul senso di appartenenza alla Chiesa. Ma c'è anche una Virtù portante nella vita Cristiana, che è "L'Obbedienza" mi pare di capire che alcune persone fanno fatica prendere questa direzione...Io sono una persona che non leggo per niente, leggo solo la Parola di Dio quotidianamente alla S.Messa, e mi sforzo di evangelizzare nella vita quotidiana parlare di Gesù e di portare alla conoscenza la Verità della vita ai Cristiani non praticanti che vivono nell'inganno mondano. Questa ultima cosa per me è quella che Gesù ci rimprovera quando dice: "una cosa sola è necessaria."

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