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domenica 15 settembre 2013

Una lettera aperta

Franesco di Assisi cerca di convertire il Sultano Al Malik Al Kamil

Sono rimasto abbastanza impressionato dalla "parresìa" con la quale un sacerdote cattolico della diocesi di Parigi ha redatto questa lettera all'attuale papa. Anche se non c'entra molto con il blog la pubblico volentieri perché fa molto riflettere e m'indica, senza dubbio, che la direzione impressa dalle gerarchie cattoliche non è affatto identica a quella riscontrabile alla sua base. A cosa (o a chi) obbediscono, dunque, queste gerarchie? Lascio la domanda senza risposta ma questo significa anche - per quanto riguarda il blog - che ogni cambio forzato della liturgia in Occidente non rispecchia necessariamente il volere del popolo. Si trattano, dunque, di variazioni volute a prescindere dalla pietà tradizionale della Chiesa e questo potrebbe porre dei pesanti problemi di legittimità. Lo avevo ampiamente sospettato!

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Santissimo Padre,

Sia lodato il nostro Signore Gesù Cristo, che vi ha dato la missione di guidare la sua Chiesa!

Permettetemi in nome d'inumerevoli persone scioccate dalla vostra lettera ai musulmani in occasione dell' Id al-Fitr [1] e, in virtù del canone 212 § 3 [2], di condividere con lei le riflessioni di questa lettera aperta.

Salutando con "grande piacere" i musulmani in occasione del Ramadan, tempo considerato speso "al digiuno, alla preghiera e all'elemosina", lei sembra ignorare che il digiuno del Ramadan è tale che "la spesa media di una famiglia che lo pratica aumenta del 30 %" [3], che l'elemosina musulmana è destinata ai soli musulmani bisognosi e che la preghiera musulmana consiste nel rifiutare cinque volte al giorno la fede nella Trinità e in Gesù Cristo, chiedendo la grazia di non seguire il percorso degli smarriti ossia dei cristiani ... Inoltre, durante il Ramadan, aumenta la criminalità in modo vetiginoso [4]. C'è veramente, in queste pratiche, qualche motivo possibile d'elogio?

La sua lettera afferma che dobbiamo avere stima per i musulmani e "soprattutto per i loro capi religiosi" ma non si dice a qual titolo. Dal momento che si sta parlando di loro come di musulmani, ne consegue che la stima è anche per l'Islam. Ora cos'è l'Islam per un cristiano se, dal momento che "nega il Padre e il Figlio" (1 Gv 2, 22), si presenta come uno dei più potenti Anticristo che vi siano, in numero e in violenza (Ap 20, 7-10)? Come possiamo stimare sia Cristo sia ciò che gli si oppone?

Il suo messaggio fa poi notare che "le dimensioni della famiglia e della società sono particolarmente importanti per i musulmani in questo periodo" di Ramadan, ma quel che non dice è che il Ramadan serve da forte mezzo di condizionamento sociale, di oppressione, di sottomissione al totalitarismo islamico, in breve di negazionte totale del rispetto da lei evocato... Così l'articolo 222 del Codice penale marocchino recita: "Chiunque, noto per la sua appartenenza alla religione musulmana, rompe ostentatamente il digiuno in un luogo pubblico durante il periodo del Ramadan, senza motivi consentiti da questa religione, è punito con la reclusione da uno a sei mesi e da una multa". E si tratta del moderato Marocco...

Che tipo di "paralleli" riesce a trovare tra "la dimensione della famiglia e della società musulmana" e "la fede e la pratica cristiana", dal momento che lo stato della famiglia musulmana prevede la poligamia (Corano 4, 3, 33, 49; 52, 59), il ripudio (Corano 2, 230), l'inferiorità ontologica e giuridica delle donne (Corano 4, 38; 2, 282; 4, 11), la possibilità per il marito di picchiare la moglie (Corano 4, 34), ecc.? Quali analogie ci possono essere tra la società musulmana costruita per la gloria dell'Unico e che, di fatto, non può tollerare l'alterità o la libertà né, di conseguenza, distinguere le sfere religiose e spirituali dal resto? "Tra noi e voi è inimicizia e l'odio per sempre fino a quando non crederete nel solo Allah!" (Corano 60, 4). Quali analogie con la società cristiana, costruita per la gloria di Dio Uno e Trino che promuove il rispetto delle legittime differenze? Piuttosto, per “parallelo”, non si dovrebbe comprendere quanto non si assomiglia e si accosta ma quanto, al contrario, non si avvicina assolutamente? Non è evidente solo in questo caso la chiarezza della sua dichiarazione?

Lei propone ai suoi interlocutori di riflettere su "la promozione del rispetto reciproco attraverso l'educazione", suggerendo che essi condividono con lei gli stessi valori di umanità, di "rispetto reciproco". Ma non è questo il caso. Per un musulmano, non è la natura umana a far da riferimento e neppure il bene conoscibile dalla ragione: l' uomo e il suo bene non sono quello a cui si appella il Corano. Il Corano insegna ai musulmani che i cristiani, perché cristiani, "sono impurità" (Corano 9, 28) , "il peggio del creato" (Corano 98, 6 ), "i più vili degli animali" (Corano 8,22; cfr. 8,55) [5] ... Perché l'Islam è la vera religione (Corano 2, 208; 3, 19; 85), che dominerà su tutte le altre, per sradicarle completamente (Corano 2, 193 ); coloro che non sono musulmani possono essere solo pervertiti e maledetti (Corano 3, 10, 82, 110; 4, 48, 56, 76, 91; 71, 44 ; 9, 17,34; 11, 14; 13, 15, 33; 14.30 , 16,28-9; 18, 103-6; 21, 98; 22, 19-22, 55; 25, 21; 33, 64; 40, 63; 48,13), che i musulmani devono combattere costantemente (Corano 61, 4,10-2; 8, 40; 2, 193) con l'inganno (Corano 3, 54; 4, 142; 8, 30; 86,16), il terrore (Corano 3,151; 8, 12, 60; 33, 26; 59, 2), e tutti i tipi di punizione (Corano 5, 33; 8, 65; 9, 9, 29, 12; 25, 77), come la decapitazione (Corano 8, 12 Corano 47, 4) o la crocifissione (Corano 5, 33) per eliminare (Corano 2, 193; 8, 39; 9, 5, 111, 123; 47, 4) e infine distruggere (Corano 2, 191; 4, 89, 91; 6, 45; 9, 5, 30, 36, 73; 33, 60-2: 66, 9). "O voi che credete! Combattete a morte gli increduli che sono presso voi e che trovino in voi crudeltà ..." (Corano 9, 124) "Che Allah li maledica!" (Corano 9, 30 cfr. 31, 51; 4, 48) …

Santo Padre si può mai dimenticare, quando ci si rivolge a dei musulmani, che non possono riferirsi al di fuori del Corano? Lei si appella "al rispetto per ogni persona [...] Prima di tutto per la sua vita, per l'integrità fisica, per la sua dignità con i diritti derivanti, per la sua reputazione, il suo patrimonio, la sua identità etnica e culturale, le sue idee e le sue scelte politiche". Non può influenzare le disposizioni date da Allah, che sono immutabili, e ho elencato alcune tra esse. Ma se noi rispettiamo “le idee altrui e le scelte politiche”, come ci possiamo, allora, opporre alla lapidazione, all'amputazione e a ogni sorta di altre pratiche abominevoli comandate dalla Sharia? Il suo bel discorso non può smuovere i musulmani che non hanno lezioni da imparare da noi, essendo "impurità" (Corano 9, 28). E se, nonostante tutto, le applauderanno come hanno fatto in Italia, è perché la politica della Santa Sede serve notevolmente ai loro interessi facendo passare la loro religione come rispettabile agli occhi del mondo, pensando che porti a considerare i valori universali da lei preconizzati ... Le applaudiranno fintanto che saranno, come in Italia, una minoranza. Ma quando essi non lo saranno più, succederà quanto accade ovunque sono maggioranza: ogni gruppo non musulmano dovrà scomparire (Corano 9,1; 47, 4; 61, 4; ecc.) o pagare la jyzaia per acquistare il diritto di sopravvivere (Corano 9, 29). Lei non può ignorare tutto questo ma come può, nascondendolo agli occhi del mondo, promuovere l'espansione dell'Islam davanti ad innocenti o ingenui così abusati? Forse lei osserva i complimenti che le sono stati inviati come segno di fecondità del suo atteggiamento? Allora lei ignora il principio della takyia che comanda di baciare la mano che il musulmano non può tagliare (Corano 3, 28; 16, 106). Ma che valgono tali scambi di cortesia? San Paolo non ha detto: "Se cerco di piacere agli uomini, non sarò servitore di Cristo" (Gal 1, 10)? Gesù ha dichiarato maledetti coloro che sono oggetto di venerazione da parte di tutti (Lc 6, 26). Ma se i vostri nemici naturali la lodano, chi non la loderà? La missione della Chiesa è d'insegnare le buone maniere per vivere in società? San Giovanni Battista sarebbe morto se avesse semplicemente voluto augurare una bella festa a Erode? Forse dirà che non c'è paragone con Erode, perché Erode viveva nel peccato e che era dovere di un profeta denunciare il peccato?

Ma se ogni cristiano è divenuto un profeta, il giorno del suo battesimo, e se il peccato è non credere in Gesù, Figlio di Dio, Salvatore (Gv 16, 9), ciò di cui precisamente si fa gloria l' Islam, come potrebbe un cristiano non denunciare il peccato che è l'Islam e chiamare alla conversione "in ogni occasione opportuna e non opportuna" (2 Tm 4, 2)? Dal momento che lo scopo dell'Islam è quello di sostituire il Cristianesimo che avrebbe pervertito la rivelazione del puro monoteismo con la fede nella Santa Trinità, poiché Gesù non è Dio, non sarebbe né morto né resuscitato, non ci sarebbe stata alcuna redenzione e la sua missione si sarebbe ridotta a nulla, perché non denunciare l'Islam come l'Impostore preconizzato (Mt 24, 4; 11, 24) e il predatore per eccellenza della Chiesa? Invece di cacciare il lupo, la diplomazia vaticana dà l'impressione di preferire il nutrimento delle adulazioni, non vedendo che questo aspetta solo d'essere ben nutrito per fare quanto fa ovunque è divenuto sufficientemente forte e vigoroso. C'è bisogno di ricordare i cristiani martiri che vivono in Egitto, in Pakistan e ovunque l'Islam è al potere? Come può, la Santa Sede, assumersi la responsabilità di avallare l'Islam presentandolo come un agnello, mentre è un lupo travestito da agnello? Ad Akita, la Vergine Maria ci ha avvertito: "Il diavolo s'introdurrà nella Chiesa perché è piena di gente che accetta compromessi"...

Santo Padre, come può la sua lettera affermare che "in particolare tra cristiani e musulmani, siamo chiamati a rispettare la religione dell'altro, i suoi insegnamenti, i suoi simboli e valori"? Come possiamo rispettare l'Islam, che continuamente bestemmia la Santa Trinità e nostro Signore Gesù Cristo, accusando la Chiesa di aver falsificato il Vangelo e cercando di sostituirla (Ap 12, 4)? Quanto ha scritto sant'Ireneo Contro le eresie San Giovanni Damasceno Sulle eresie in cui si riscontrano "le molte assurdità risibili riportate nel Corano", San Tommaso d'Aquino, con la sua Summa contro i Gentili e tutti i santi che si sono impegnati a criticare le false religioni non erano allora dei veri cristiani, se oggi ne condannate retroattivamente le azioni come quelle di qualche raro apologeta contemporaneo?

Dall'ambito di cooperazione tra ragione e fede, così incoraggiato da Benedetto XVI, si dovrebbe escludere il fatto religioso? Se si segue il suo appello espresso dalla sua lettera, Santo Padre, bisogna allora chiedere con l'Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) [6], la condanna in tutto il mondo per qualsiasi critica all'Islam, e quindi cooperare con l'OIC a diffondere l'Islam che insegna, ripeto, la corruzione del Cristianesimo che verrà sostituito dall'Islam ... Perché in collaborazione con l'OIC si dovrebbe mettere in un museo l'apologetica cristiana?

Se è vero che non si può seminare tra le spine (Mt 13, 2-9), ma che le si deve prima estirpare per iniziare a seminare, è pure vero che non si può iniziare ad annunziare la Buona Novella della salvezza ad un'anima musulmana per quant'è stata vaccinata e immunizzata sin dalla prima infanzia contro la fede cristiana (Corano 5, 72; 9, 113; 98, 6...) riempiendola di pregiudizi, calunnie e ogni genere di falsità sul Cristianesimo. Bisogna, dunque, necessariamente cominciare a criticare l'Islam "i suoi insegnamenti, simboli e valori" per distruggere in sé le falsità che lo rendono nemico del Cristianesimo. San Paolo non chiede solo di usare "le armi di difesa della giustizia", ma anche "le armi offensive" (2 Cor 6, 7). Dove sono queste ultime nella vita della Chiesa di oggi?

Oh, certo, associarsi alla gioia di brave persone ignoranti della volontà di Dio augurando loro un felice Ramadan non può sembrare una cosa brutta in sé, esattamente come pensava san Pietro quando legittimava le usanze ebraiche ... nella paura dei "proto-musulmani" ossia dei Nazareni ebrei! Ma san Paolo lo ha corretto davanti a tutti mostrando che aveva cose più importanti da fare che cercare di piacere a dei falsi fratelli (Gal 24, 11-14; 2 Cor 11, 26; Corano 21, 93; 60, 4, ecc). Se Paolo ha ragione come si può dire che non dobbiamo criticare "la religione degli altri, i suoi insegnamenti, i suoi simboli e valori"? Non volendo criticare l'Islam, la sua lettera giustifica anche i vescovi che vanno alla cerimonia di posa della prima pietra di una moschea. Quanto essi fanno è, pure nel loro caso, una questione di cortesia nel desiderio di piacere a tutti e favorire la pace civile.

Domani, quando i loro fedeli saranno divenuti musulmani, diranno che fu il loro vescovo che, invece di conservarli nel Cristianesimo, ha loro mostrato la via verso la moschea... E potranno dire pure la stessa cosa nei riguardi della Santa Sede, poiché avranno imparato a non pensare il vero sull'Islam ma ad onorarlo come buono e rispettabile in sé...

La sua lettera giustifica i suoi auguri di buon Ramadam dicendo: "È chiaro che quando mostriamo rispetto per la religione degli altri o quando gli offriamo i nostri migliori auguri in occasione di una festa religiosa, cerchiamo semplicemente di partecipare alla sua gioia senza che si tratti, pertanto, di fare riferimento al contenuto delle sue convinzioni religiose". Come rallegrarsi di una gioia che glorifica l'Islam?L'atteggiamento da lei preconizzato, Santo Padre, si accorda a quello comandato da Gesù: "Il vostro parlare sia 'sì sì', 'no no': il resto viene dal maligno" (Mt 5, 37)? E anche se si potesse credere di non peccare, augurando un felice Ramadan, a causa di una restrizione mentale che nega il legame tra Islam e Ramadan (una negazione indicante che questo comportamento pone ancora dei problemi), questo si accorda con la carità pastorale che vuole da un pastore l'attenzione di come un suo gesto sia compreso dai suoi interlocutori? In effetti cosa possono pensare i musulmani quando ci sentono augurare loro un felice Ramadan, se non che siamo idioti, incomprensibilmente ottusi, certamente maledetti da Allah, nel non divenire noi stessi musulmani dal momento che riconosciamo la loro religione non solo come un bene (poiché in grado di infondere loro la gioia da noi augurata), ma certamente superiore al Cristianesimo (poiché viene dopo di esso). Oppure possono pensare che siamo ipocriti non osando dire loro in faccia cosa pensiamo della loro religione il che equivale a riconoscere che abbiamo paura di loro come se fossero già i nostri padroni? Possono avere una diversa interpretazione se pensano da musulmani?

Molti musulmani mi hanno espresso la loro gioia poiché lei onora la loro religione. Come potranno mai convertirsi se la Chiesa li incoraggia a praticare l'Islam? Come può la Santa Sede annunciare la falsità dell'Islam e il dovere di abbandonarlo per salvarsi ricevendo il santo battesimo? Tutto ciò non favorisce il relativismo religioso per il quale le differenze tra le religioni sono poco importanti mentre sarebbe importante quanto vi è di buono nell'uomo che si salverebbe indipendentemente dalle religioni?

I primi cristiani si rifiutarono di partecipare alle cerimonie civili dell'Impero romano in cui avrebbero dovuto bruciare dell'incenso davanti ad una statua dell'imperatore, rito apparentemente assai lodevole in quanto promuoveva la convivenza e l'unità di popoli diversi e di molte grandi religioni dell'Impero romano. I primi cristiani, per i quali l'unicità della Signoria di Gesù era più importante di qualsiasi realtà di questo mondo, pure della stima dei loro stessi concittadini, hanno preferito firmare con il loro sangue l'originalità del loro messaggio. 

E se amiamo il prossimo, qualunque sia, musulmani compresi, in quanto membri come noi della specie umana, voluta e amata da tutta l'eternità da Dio  redenta con il Sangue dell'Agnello senza macchia, Gesù ci ha insegnato a negare ogni legame umano che si oppone al suo amore (Mt 12, 46-50; 23, 31; Lc 9, 59-62; 14, 26; Gv 10, 34; 15,25). Con quale fraternità quindi si potrebbe chiamare "fratelli" i musulmani (veda la sua dichiarazione del 29.03.2013)? C'è una fratellanza che trascende tutte le cose umane tra cui quella della comunione con Cristo, respinta dall'Islam, e che potrebbe essere la sola importante? La volontà di Dio è che crediamo in Cristo (Gv 6, 29), che "non riconosciamo alcun altro nella carne" (2 Cor 5, 16).

Forse la diplomazia vaticana pensa che, tacendo su cos'è l'Islam, salverà la vita dei poveri cristiani nei paesi musulmani? No, l'Islam continuerà a perseguitarli (cfr. Gv 16, 2) e ancora di più se non vede alcuna obiezione a ciò poiché quella è la sua ragion d'essere (Corano 9, 30). Questi cristiani, come tutti i cristiani, non si aspettano, piuttosto, che lei ricordi loro che tale è l'eredità di ogni discepolo di Cristo, quella d'essere perseguitato in suo nome (Mt 16, 24; Mc 13, 13; Gv 15, 20) e che è una grazia grandissima di cui ci si deve rallegrare? Gesù ci ha comandato di non temere i tormenti delle persecuzioni (Lc 12, 4) e, ai fratelli perseguitati per la nostra fede, di rallegrasi nell'ottava beatitudine (Mt 5, 11-12). Questa gioia non è forse la migliore testimonianza?

Quale miglior servizio possiamo dare ai musulmani devoti quando non abbiamo paura di morire, dal momento che loro sono certi di andare a godere delle Uri che Allah ha promesso loro quale ricompensa per i loro crimini? Quale miglior servizio se non dare loro la vita per amore di Dio e la salvezza del prossimo?

La sua lettera fa riferimento alla testimonianza di san Francesco ma non dice che San Francesco ha inviato dei fratelli per evangelizzare il Marocco, sapendo che molto probabilmente sarebbero stati martirizzati, quanto effettivamente successe. Non dice che s'impegnò lui stesso ad evangelizzare il sultano Al Malik Al Kamil [7]. La carità denuncia la menzogna e chiama alla conversione.

Santissimo Padre, facciamo molta fatica a trovare nel suo messaggio ai musulmani l'eco della carità di san
Paolo che comanda: "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele?" (2 Cor 6,14-15), o quelle del dolce San Giovanni di non accogliere alcuno che rigetti la Fede cattolica, di non salutarlo neppure sotto pena di partecipare alle sue "cattive azioni" (2 Gv 7, 11) ... Salutando i mussulmani in occasione del Ramadan, non si partecipa alle loro opere malvagie? Chi odia, oggi, perfino una veste contaminata dalla carne (cfr. Gd 23)? La dottrina degli Apostoli non è più attuale?

Sì, il Concilio Vaticano II chiama i cristiani a dimenticare il passato, ma questo non può significare altro che dimenticare ogni risentimento alle violenze e ingiustizie subite nei secoli dai cristiani e, ciò che ci interessa, inflitte loro dai musulmani. Dimenticare il passato non significa condannarsi a rivivere gli stessi mali di allora? Senza avere una memoria ci potrà essere ancora un'identità? Senza una memoria, potremmo avere ancora un futuro?

Santissimo Padre, lei ha letto la Lettera aperta di Magdi Cristiano Allam, [8] ex musulmano battezzato da Papa Benedetto XVI nel 2006, che ha annunciato di lasciare la Chiesa a causa del suo compromesso con l'islamizzazione dell'Occidente? Questa lettera è un terribile tuono nel cielo davanti alla tiepidezza e la codardìa della Chiesa e dovrebbe essere un grande monito per noi!

Santissimo Padre, poiché la diplomazia non è coperta dal carisma dell'infallibilità e il suo messaggio ai musulmani in occasione della fine del Ramadan non è un atto magisteriale, io prendo la libertà di criticarlo apertamente e rispettosamente (can. 212 § 3). Sicuramente lei ha considerato che prima di parlare di "teologia" con i musulmani, era necessario disporre il loro cuore insegnando il dovere, per quanto elementare, di rispettare gli altri. Volevo dirle che ci sembra che un tale insegnamento dev'essere fatto senza alcun riferimento all'Islam, al fine di evitare qualsiasi ambiguità al riguardo. Perché non in occasione del primo dell'anno o a Natale? 

Non fu certamente senza ragione che Benedetto XVI sciolse il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e trasferì i suoi poteri al Pontificio Consiglio della Cultura ... 

Detto questo, rinnovo il mio impegno di fedeltà alla Cattedra di San Pietro, nella fede nel suo infallibile magistero, desiderando vedere fare lo stesso da parte di tutti i cattolici scossi nella loro fede per il suo messaggio ai musulmani in occasione della fine del Ramadan.

Don Guy Pagès


Fonte:

http://www.riposte-catholique.fr/riposte-catholique-blog/tribune/leglise-et-les-musulmans-une-lettre-ouverte-de-labbe-guy-pages-au-pape-francois?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+Riposte-catholique+%28Riposte-catholique%29&utm_content=Yahoo%21+Mail

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NOTE

 2)  "In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità della persona" [Can. 212 § 3].




5) "Così come escrementi, urina, carne, vino" precisa l'ayatollah Khomeny, in Principi politici, filosofici, sociali e religiosi, Éditions Libres Hallier, Paris, 1979.



7) http://www.eleves.ens.fr/aumonerie/numeros_en_ligne/careme02/seneve008.html

8) http://www.ilgiornale.it/news/interni/bersani-ora-basta-899699.html

67 commenti:

  1. Io nn condivido in nulla simili discettazioni, la cui maggior parte è frutto di pregiudizi. Inoltre perché non manifesta le stesse perplessità nei confronti degli ebrei? Riconoscono forse essi la Divinità del Cristo etc. Inoltre proprio un prete francese va ascrivere queste cose al Papa: mentre si interroga sull'acqua calda nelle scuole appendono la Carta della Laicità... Invece di fare l'esegeta coranico della mera lettera, cosa in cui gli ignoranti si dilettano (e lo dice il Corano stesso!) si preoccupasse delle anime che vengono traviate da altre forze che con Dio, che sia Unico e Trino o solo Unico hanno ben poco a fare! Questi espressi qui sono problemi di chi resta alla superficie delle cose
    e di Dottrina ne capisce ben poco. Se poi si preoccupasse di scoprire perché un cristiano si converte all'Islam si renderebbe conto che lo fa perché l'Islam ancora permette che la religione pervada e guidi tutti i momenti della vita di un fedele e di una comunità. La comunità cristiana affidata a questo prete permette tutto ciò? Io scommetto di no! Evidentemente preti del genere preferiscono il laicismo alla radicalità spirituale dell'Islam.
    Pantocrator

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    1. Una religione la si accosta osservando attentamente i suoi libri sacri. Personalmente credo che questo sacerdote qualcosa ne sappia anche se offre una sua lettura che però io non disprezzerei (se osserviamo cosa fanno gli estremisti e non solo quelli!). La radicalità spirituale è una cosa sulla quale concordo ma, attenzione!, anche l'impero bizantino era un impero teocratico ma permetteva ai latini e agli ebrei di vivere nella stessa Costantinopoli. Verso la fine del XIV secolo iniziava pure a permettere l'esistenza di moschee (e la città non era ancora stata presa). Questo tipo di radicalismo bizantino si sposava con un certo pluralismo, cosa che non si attua nei mondi rigorosamente islamici e non si attuava neppure nei mondi rigorosamente latini (non dimentichiamo che nello stato Pontificio nel 1850 chi non andava a messa rischiava pure la galera!).
      La differenza tra il radicalismo cristiano (inteso nel senso migliore) e il fanatismo (che combatte ogni differenza) è la stessa che passa tra la prassi tollerante dell'impero bizantino e quella intollerante di certi stati arabi.
      Ognuno è libero di scegliere quanto gli sta meglio ma, personalmente, credo che la prassi bizantina abbia molto da insegnare ancora oggi in chi si schiera rigorosamente e legnosamente in ogni genere di "ismo" ideologico.

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    2. Sono perfettamente d'accordo con l'affermazione che una religione si impara a conoscere leggendo i suoi libri sacri, cosa che evidentmente Bergoglio non si è ricordato di fare....

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    3. No, perché qui non è importante la questione religiosa, in quanto tale, ma le "buone relazioni", ossia la diplomazia che affonda le radici, a sua volta, in una logica PRETTAMENTE MONDANA. Peccato che chi segua tutto questo ritenga tali comportamenti come "religiosi" e sia stimolato ad imitarli. In realtà di religioso hanno ben poco...
      Il nostro mondo è malato:
      - o abbraccia la religione per ammazzare il prossimo,
      - o ritiene la religione qualcosa di così vago da metterci dentro tutto e anche il suo contrario.
      Ben pochi associano ad una sana integralità religiosa una buona capacità di vivere in un mondo pluralistico come il nostro!

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    4. @Pantocrator gli Ebrei non predicano la distruzione degli "infedeli", va beh, lasciamo perdere, tanto inutile parlare con i sordi.

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    5. No, caro Pantocrator, il sordo è lei e, detto questo, non si alteri e cerchi di capire. Il Cristianesimo si ritiene la vera religione perché ritiene che Cristo sia l'unica vera porta per il Cielo. Abbassare Cristo a puro profeta (nell'Islam) a puro uomo saggio (negli umanesimi filosofici) o a simbolo intercambiabile per qualsiasi altra religione, significa traviare il Cristianesimo. Chiunque fa così ha, nella tradizione e dalla bocca dei padri, parole di fuoco (controlli i testi, per favore!).
      Che poi ci siano fanatici che ammazzano in nome della religione, questo lo vediamo ovunque. Ma, da quel che mi consta, nel testo rivelato del Nuovo Testamento, non c'è scritto di ammazzare qualcuno se non ha la medesima fede dei cristiani, semmai DI FARGLIELO NOTARE (cosa che Bergoglio non fa) e, nel caso peggiore, DI NON AVERCI A CHE FARE (controlli anche qui i testi).
      E qui faccio una domandina biricchina: le risulta, a lei, che nel testo rivelato per gli islamici, il Corano, si predichi di ammazzare gli infedeli? Se fosse così la critica si rivolta veramente perché qui non è solo una questione di intemperanza umana (presente in tutti e in tutti i tempi) ma di un dato scritturistico a fondamento di una religione. Il che, fosse così, mi fa veramente molta molta specie!!!!
      Per quanto riguarda gli ebrei, è vero che non predicano la distruzione degli infedeli. Ma noi, rispetto a loro, in quanto osservanti, siamo dei semplici "goim", ossia gente in qualche modo inferiore. L'ebreo è tale non per conversione ma per sangue. (Controlliamo i testi normativi!). Il cristiano non è tale per sangue ma per conversione. Nel primo caso c'è l'esaltazione di una etnìa in nome di Dio. Nel secondo no.
      Anche questo è un dato che a me risulta essere abbastanza problematico.
      (Per favore non continuiamo più questa discussione in questa sede)

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  2. finalmente un religioso cattolico degno di tale nome che critica a dovere e giustamente le insulsaggini di questo falso papa

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    1. Neppure a me non sta molto simpatico questo papa che ritengo di formazione telogica molto raffazzonata e pressapochistica. La prego, però, di averne rispetto anche se compie degli atti che, sinceramente, mi fanno molto interrogare.

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    2. No, non credo che la formazione teologica di Bergoglio sia raffazzonata o pressapochistica... temo che sia la tipica formazione gesuitica, votata alla conservazione totale ed unica della cattedra pontificia.
      Ora, in questi ultimi anni si sono evidenziate nella Chiesa di Roma tendenze teologiche diversissime tra loro, che Ratzinger non era sostanzialmente in grado di contenere all'interno della chiesa e di farle convivere nella quotidianità .
      Bergoglio sta provando a riunificare, con la pratica quotidiana della legge dell'amore queste diverse e spesso contradditorie dottrine.
      Ma proprio perchè contradditorie, da un punto di vista logico e teologico sono incompatibili, e non solo tra loro, ma anche nei confronti delle altre religioni.
      E' chiaro che mostrarsi così amico dell'Islam può procurare molti appoggi al tentativo ,da parte dei gesuiti , di arrivare ad una vaticanizzazione di Gerusalemme, vecchio progetto così caro ad alcuni pontefici precedenti ,e, in particolre al gesuita cardinal Martini ,che, per un certo periodo , era anche andato a vivere a Gerusalemme.

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    3. Non sono così convinto della buona formazione teologica bergogliana. Se avesse una buona formazione saprebbe anche dove fermarsi, cosa che non mi sembra si realizzi in lui! In realtà quello che prevale, come ho sopra ricordato, è l'atteggiamento diplomatico. Solo che, come ha bene evidenziato, gli opposti non si possono unire. Tanto per fare un esempio: potranno mai accordarsi "lefebvriani" e neocatecumenali?
      Sarebbe dunque sano tornare ad un vero atteggiamento di fede ma oramai è umanamente quasi impossibile, almeno in questo contesto!

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  3. Era ora che qualche cattolico si svegli e vede in quale mano e la nostra chiesa,invece di adorarlo. Invece di accusare noi che siamo eretici ,quando il vero eretico e il papa e chi lo segue e lo applauda onorandolo e applaudirlo. Lui e il falso profeta . Complimenti a chi ha scritto

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  4. Vorrei far notare che il sacerdote parigino, pur mostrando le incongruenze e gli errori che nascono dall'atteggiamento papale, ha sempre mantenuto uno stile rispettoso. Ci sono dei modi di contestare che anche quando partono con piena ragione finiscono nel torto. Mai spegnere il lucignolo fumigante!

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  5. Complimenti a voi e a don Pagès. L`abbiamo versata parzialmente dall`italiano allo spagnolo e pubblicata in

    http://in-exspectatione.blogspot.com.ar/2013/09/lo-cortes-que-quita-lo-valiente.html

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  6. Questo è il pericolo insito in queste manifestazioni e che invece mi trovano d'accordo in queste cose con questo Papa e contro questo prete: queste sparate offrono solo il fianco al fanatismo ed ai pregiudizi più beceri e non fanno altro che compiere il gioco dei 36 stratagemmi: si indica il pericolo nell'Islam ed intanto appendono la Carta della Laicità che la mette in quel posto a cristiani ed islamici. Difatti io consiglio a questo prete di rileggersi San Bernardo di Chiaravalle per quanto riguarda la "Guerra Santa" e San Tommaso d'Aquino, visto che lo cita, sull'inferiorità ontologica della donna! E ora sì che i cattolici si sveglino!

    Pantocrator

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    1. Io per principio non voglio essere contro nessuno se non contro certi errori che inveleniscono la mente e i cuori. Premesso questo, prendiamo a mente fredda i testi-base di una religione e ragioniamoci su. Se un testo incita alla violenza (che sia cristiano, ebraico o mussulmano poco importa) ci sarà sempre qualcuno che, in buona fede, si sentirà incitato in quel senso. Certamente dipende da persona a persona ma tutti noi sappiamo che intere società (anche cristiane) hanno applicato letteralmente certi precetti scritturistici (biblici o coranici) con oppressioni e violenze che ne sono seguite.
      Erano certamente delle società interamente tradizionali (ed è questo che affascina me e anche lei) ma pagavano un conto non sempre leggero, applicando la religiosità in un senso ben poco carismatico e assai legale (della serie: chi va contro la legge paga).

      Non ho postato il testo di questo sacerdote parigino perché sono necessariamente d'accordo con tutto quanto afferma ma per indicare che non è affatto facile, oggi, creare una convivenza tra realtà differenti e sottilmente (o apertamente) antagoniste.

      Saper sposare la tradizione e una visione tradizionale (con tutto quello che di sociale essa comporti) con la possibilità di dare "casa" anche ad altri è la sfida odierna che, viste molte premesse, forse non riusciremo a compiere. Il destino umano è quello di far prevalere alla razionalità il sentimento e, nel caso peggiore, il fondamentalismo ottuso. E su questo non possiamo e non dobbiamo MAI essere ingenui!
      Di conseguenza non dobbiamo prendere alla leggera quanto questo sacerdote indica. Questa è la mia umile opinione.

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  7. Per me il problema non è la convivenza, la quale è sempre stata un problema. Chi ha relegato gli ebrei nei ghetti? Eppure nello Stato Pontificio ad esempio l'usura era vietata, e chi la praticava? Gli Ebrei!
    Il problema non è la convivenza tra religioni che si stanno secolarizzando ma la convivenza di una minima parvenza del sacro nella vita dell'uomo con una vera e propria contro-spiritualità!
    Ignoranti vi sono tra cristiani e musulmani così come spirituali di un profondità eccelsa. Interventi del genere che sono pura demagogia travestita d'altro, seppure in buona fede, non fanno che focalizzare l'attenzione da una parte per permettere l'attacco dall'altra. In Francia il disastro sociale è totale: matrimoni gay, ateismo dilagante, una branca della Massoneria più relativista, un progetto educativo che mira ad inculcare fin dalla tenere età che non esiste differenza di genere, usurpando alla famiglia il compito di educare e formare i figli tramite la scuola dell'obbligo, reato di omofobia con tanto di arresto e sanzione. E che trova di meglio questo prete: soffiare sul fuoco dell'odio religioso (e, come vede da certi interventi che ha suscitato pure qui sul suo blog!) che funzionano subito! Io gli consiglio invece di andare a battersi il petto in chiesa come fece il pubblicano perché se la situazione è quella che ho descritto (e lo sfido questo chierico a negarlo) si prenda pure le sue responsabilità come pastore, perché il problema è ben altro!

    Pantocrator

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  8. Gentile Pantocrator,
    io non sono a favore dell'odio religioso (lungi da me!) ma insisto molto sul fatto che NON BISOGNA ESSERE INGENUI. L'intervento papale - me lo permetta! - non era affatto opportuno.
    Se ci si appella alla tradizione non lo si fa per discriminare il prossimo ma per porre un argine, un limite tra quello che un capo religioso può e deve dire e quanto non può e non deve dire.
    Non giudico sul fatto che una religione differente dalla mia possa, in qualche modo a me ignoto, dare cose positive a chi la pratica (questo è affare di Dio e di quel praticante).
    Ma sono d'accordo con questo sacerdote quando dice che il papa di Roma ha superato, e di molto!, quanto gli era consentito fare.

    Il problema evidente in tutto questo è che il relativismo - di cui Ratzinger denunciava la dittatura - è divenuto prassi comune anche nella Chiesa di Roma (seppur camuffato ed edulcorato e qui il prete parigino svela bene tale ipocrisia).
    E' per un certo relativismo umanista che si fanno certe esternazioni.

    Qui non si tratta di lanciare una crociata contro mussulmani o quant'altro (per quanto tra loro ci siano evidentemente persone molto anticristiane). Qui si tratta di rispettare prima di tutto il proprio giardino, la propria identità che fa riferimento ad una Rivelazione (vi si crede o no???).

    Ecco è esattamente questo il punto più importante!
    Che poi all'esterno delle religioni ci sia una società che, alla sua maniera, porta acqua al mulino del relativismo che tutto dissolve, su questo non ci piove ma è anche un altro discorso.

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    1. Attenzione : se noi aderiamo, in modo maturo e cosciente alla fede cristiana, è perchè riteniamo tale fede autentica, cioè vera. Nel nostro tempo non esistono costrizioni esterne che ci obbligano ad aderire ad essa per paura ... ebbene, secondo la nostra Bibbia cristiana, nel Nuovo Testamento, se non mi sbaglio, in una delle lettere di Giovanni è vietato accogliere nella propia casa o, adirittura rivolgere il saluto a colui che ti propone una diversa dottrina... e questo è il nostro libro sacro...

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    2. Esattamente!
      E se, per gentilezza, noi accogliamo in casa gente straniera, con questo non dobbiamo permetterci di portare minimamente acqua al mulino dell'altro.
      Nella questione degli idolotiti san Paolo ricordava: "Mangiare carne dedicata agli idoli non è peccato ma se io, mangiandola, scandalizzo un fratello non lo farò in eterno!". Ecco cosa si dimentica il vescovo di Roma, per quanto l'indiretto credito che da all'Islam in quanto tale, non sia cosa affatto veniale!

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  9. Anche questo prete ha superato di gran lunga quanto gli era consentito fare almeno perché, il Papa perlomeno ha il potere di fare ciò che ha fatto, ed io non ne constato la gravità, dottrinalmente non ha né aggiunto né tolto nulla, anzi come dimostrano tutte le reazioni della plebaglia e della tanto considerata pubblica opinione è andato "controcorrente".
    Perché è diventata "pubblica" altrimenti una lettera di tal guisa? E' Cristiano sfruttare le occasioni solo per mettere il proprio pensiero davanti al resto? Il Papa è pur sempre un superiore gerarchico, piaccia o non piaccia ciò che fa. Virtù cristiana è obbedire non certo contrastare e pure pubblicamente!
    Questa degli auguri e' una cosa che viene fatta da anni, si sono svegliati solo ora questi preti di "campagna"? Ha avuto risonanza solo perchè a questo Papa viene data. Vengono fatti gli stessi auguri e dette con identica formalità le stesse cose ad ebrei ed anche che mi ricordi agli indù in occasione di momenti forti ed importanti per le loro dottrine, basta spulciare il sito del Vaticano... Quindi francamente non c'è niente di nuovo sotto il sole... mi pare il solito al lupo al lupo gridato per niente. Si sbandiera sempre lo spauracchio del relativismo religioso, il quale sinceramente non si capisce né dove comincia né dove finisce né in che cosa consiste, ma quello che avanza porta invece in tutt'altra direzione. Mi spiego meglio: iniziare la lettera con affermazioni tipo che le spese delle famiglie durante il Ramadan aumentano del 30% (embè? Durante il Natale non spendiamo di più... e in cosa poi!!! E' un momento di preghiera, digiuno ma anche di festa, come dovrebbe e ripeto DOVREBBE essere ed era ad esempio la Quaresima!), che aumenta la criminalità... ma per favore...trovi di meglio se vuole dire qualcosa. Ho sempre detto che gli islamici in apologetica ormai asfaltano anche chi come un prete, dovrebbe avere una saldezza dottrinale più profonda che questa demagogia da telegiornale che ne dimostra l'inconsistenza. Difatti, basta schiaffare a questi in faccia le parole di San Bernardo e di S. Tommaso e.... non sanno che dire perché ormai a malapena le conoscono!


    Pantocrator

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    1. Devo purtroppo dissentire da diverse sue affermazioni.

      Il papa non ha un potere assoluto. E' nel posto in cui è semplicemente per salvaguardare e diffondere la fede SOLO PER LA QUALE ha il potere che ha. La cortesia umana è cosa richiesta a tutti e in tutti i livelli. Ma ci sono delle cose davanti alle quali ci si deve fermare non fosse altro perché potrebbero porre in ombra - soprattutto tra i semplici - le proprie convinzioni di fede.

      Il Vaticano, in quanto Stato, si comporta in modo mondano. Come il presidente americano fa gli auguri ai vari presidenti per le festività laiche o religiose delle loro nazioni, così fa il Vaticano. Questo a me, personalmente, ha sempre creato un problema, poiché il Vaticano è una strana commistione di mondo e religione, sacro e profano.
      Tuttavia quando il papa, in quanto capo religioso (e non capo di stato) fa delle esternazioni diplomatiche questo diviene semplicemente relativismo, o porta acqua al relativismo stesso (= la mia fede è solo per me ma è valida anche la tua ai miei occhi).

      Ne cosegue che Virtù cristiana è obbedire alla tradizione e ai capi che la servono. Se un capo non serve alla tradizione si pone fuori di essa e la disobbedienza dei sottomessi non è solo possibile ma è doverosa. Parlo, ovviamente, in materia grave o in situazioni di contestabile ambiguità come quella qui in oggetto.

      Il discorso è sempre e solo uno solo: crediamo alla Rivelazione, in Dio uno o Trino, oppure ci va bene qualsiasi fede basta che abbia un'aurea tradizionale e ci pare che difenda la società tradizionalmente?

      In base alla tradizione cristiana la seconda opzione non è affatto possibile, se si accetta, appunto, tale tradizione, altrimenti si deve fare un'altra scelta.

      In tutto c'è il primato della Rivelazione cristiana, senza che questo significhi predicare delle crociate o ammazzare il prossimo (come si fa in chiunque abbia una lettura fondamentalistica dei libri sacri, e questo è innegabile e succede ANCHE IN QUESTO MOMENTO che scriviamo!!).

      Non si deve essere INGENUI, lo dico e lo ripeto.

      Alla fine: c'interessa la rivelazione cristiana o ci paiono più "interessanti" altre "rivelazioni" solo perché si dichiarano custodi di una morale sociale?

      Se ci poniamo nel primo interesse allora possiamo anche capire cosa dice questo prete (anche se non concordiamo sul suo stile o su qualche sua affermazione).

      Se ci poniamo sul secondo interesse allora non possiamo che sentirci irritati quando, sulla linea di san Giovanni Damasceno, questo prete definisce l'Islam con la parola "eresia" o, peggio, "anticristo".

      Il resto è letteratura! ;-)

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    2. Pantocrator afferma nella prima riga del suo intervento che questo prete ha superato di gran lunga ciò che gli era consentito di fare...
      Evidentemente nessuno ha mai insegnato a Pntocrator che la Chiesa, ovvero il corpo di Cristo è composta da molti e che molti hano il dovere di intervenire, ciascuno a suo modo e ciascuno secondo le proprie conoscenze e competenze... ovvero tutti hanno l'obbligo di testimoniare la loro fede. Anche andando controcorrente, se ciò si rivela essere necessario .
      Perchè poi chiamare plebaglia coloro che dissentono dalla parole di Bergoglio ? Non siamo forse tutti fratelli in Cristo ? o il popolo di Dio è composto solo da Bergoglio e da Pantocrator ?

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    3. Ho già risposto esaurientemente a questo e penso che non vale la pena insistervi altrimenti le persone si radicalizzano e pensano che vi sia qualcosa contro di loro personalmente. La Chiesa è una comunione con Dio. La sottomissione avviene solo in vista di Dio e della verità rivelata. Tutto il resto dev'essere verificato, venisse pure da autorità unane "supreme"! Purtroppo questo principio ecclesiale antico e tradizionale è stato oscurato da un falso concetto di obbedienza "cieca passiva e assoluta". Quest'obbedienza non è mai stata evangelica ed ecclesiale!
      Probabilmente Pantocrator non ha chiaro questo concetto o, pur avendolo, cerca di tirare il discorso in suo favore esaltando quanto fa l'attuale papa e che a me sembra quanto meno opinabile in quanto ho segnalato...

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  10. Ho sempre insistito che la tradizione viene PRIMA dell'AUTORITA', fondandone la ragione e la legittimità, e ora lei mi rovescia il tutto (ponendo l'AUTORITA' prima della TRADIZIONE quando difende l'autorità del papa in quanto autorità senza riferimento ad una tradizione da rispettare)?

    Forse l'influenza autoreferenziale e soggettivistica del mondo attuale è talmente forte che le mie piccole parole non possono fare nulla! E comunque mi pare molto singolare questo atteggiamento in chi dice di amare le tradizioni.

    Mi consenta di dirlo francamente ma molto cordialmente!

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  11. Le affermazioni di Pantocrator sembrano derivare da una lettura di Ren Guénon. Ora questa lettura è anche utile, ma non esente da errori, soprattutto verso il Cristianesimo.

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    1. Ne ho infatti pure io l'impressione. A me questo non fa affatto problema, l'importante è mostrare chiaramente le proprie simpatie senza assolutizzare la propria posizione come fosse l'unica possibile e, in nome di quella, non riuscire più a comprendere gli altri.

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    2. Ecco che vengono fuori i giudizi: ho semplicemente anche "letto" Ibn Arabi, El Hallaj, Al Jilani, Al Bistami o anche AL Allawi, un sufi che è molto interessante per le sue posizioni... e ho fatto qualche giro in paesi islamici conoscendo persone e parlando anche con loro, quindi mi permetto semplicemente di non utilizzare i soliti pregiudizi e luoghi comuni sull'Islam che rasentano in certe espressioni il livello dell'osteria.

      Pantocrator

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    3. Patocrator, a me sta bene che tu abbia letto queste cose e che le compartecipi qui. Non è questo che mi crea problema. Il problema mi nasce nel momento in cui tu mi affermassi "Credere nell'Uno e credere nella Trinità è la stessa cosa" poiché, anche dal punto di vista prettamente artistico, credere nell'Uno, secondo l'Islam, ha fatto nascere un'arte completamente diversa da quella cristiana che crede al Cristo Dio che si è incarnato. Ne è stata riprova il mio ultimo viaggio con uno storico dell'arte il quale notava una profonda differenza tra Santa Sofia di Costantinopoli e la Moschea blu. I due edifici per quanto apparentemente simili gli infondevano una sensazione totalmente diversa! Questi non sono pregiudizi sono VIE DIFFERENTI nelle quali corrono le due fedi che sono e restano DIVERSE! Quindi non possiamo parificare quanto non è parificabile, per favore!

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    4. Sig. Pietro, non facciamo il gioco delle tre carte: Dio è Unico e Trino, non solo "Trino", San Massimo Confessore la chiama TriUnità... La Rivelazione è anche adattamento di tempi e di luoghi: nemmeno per gli Ebrei è concepibile un Dio "Trino" o l'"Incarnazione", così come la raffigurazione artistica antropomorfa per i popoli semitici è sempre stata un divieto. Non è questione di parificazione delle fedi ma di "sondarle" con un certo distacco, per farsi capire, una metodologia alla Mircea Eliade. Io comprendo bene cosa lei intende ma le cerco di mostrare il rovescio della medaglia, non mi interessa prendere "simpatia" per qualcuno e l'altro è il male del mondo. Resto Cristiano comunque e non mi sento certo di relativizzare nulla nè di affermare nulla su Dio, nè che l'Islam e Cristianesimo siano la stessa cosa!
      Certe semplificazioni eccessive e populistiche sono degne visto chi si permette persino di dare le etichette sulle "letture", a cui risponderei volentieri "ma chi ti conosce?" da ...."La Padania".
      Stia attento che con l'argomento Islam è facile seminare odio e farsi prendere dall'"ideologia" religiosa che con la Fede hanno poco a che fare!

      Pantocrator

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    5. Non sto giocando alle tre carte e lei lo sa bene! Insistere sulla trinità significa insistere su un aspetto che alcuni metterebbero volentieri tra parentesi, davanti ad ebrei e islamici. Ovvio che Dio è pure uno ma non si può confessare il vero Dio solo come uno ma anche come trino, se si accetta la rivelazione Cristiana.
      Dal momento che non seguo i livelli de "La Padania" ma i padri della Chiesa mi è chiaro tutto questo e non amo che vi si giochi su.

      Parlare chiaro non è seminare odio: i diritti di Cristo ci sono, eccome, il problema è che noi li abbiamo sostituiti con i diritti dell'individuo e questo pure lei lo sa bene. E siccome l'individuo cambia di umore e di volontà spesso, pure questi cambieranno.

      La fede ha le sue esigenze. O le si ottempera e allora si è nell'alveo della tradizione o non le si ottempera allora si è fuori.

      Detto ciò e bene informato sulle cose, uno è libero di fare le sue scelte e di prendersi le sue responsabilità.

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    6. Non fraintenda: il livello della Padania è quello che si riscontra in certi interventi che lei ha ospitato qui e che non hanno alcun appiglio dottrinale nè dimostrano la benchè minima capacità di averlo! La Fede ha le sue esigenze anche in questo o no????
      Serve anche poco dire a parole che Dio sia Trino, Unico, Unico e Trino, Duale o quel che si voglia ma non si ha la benchè minima idea di ciò che si dice! Mi perdoni se insisto, ma se la Fede ha le sue esigenze, le ha anche per un musulmano, dal suo punto di vista! Quello che voglio intendere è l'atteggiamento con cui porsi: i Padri Gesuiti che andarono in Cina secondo me sono l'esempio migliore, giusto per togliersi un attimo dall'ambito dell'Islam che facilmente agita... Non è solo questione di Islam ecco!
      I diritti di Cristo inoltre non ce li stanno togliendo i musulmani...

      Pantocrator

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    7. Vedo che il discorso si protrae. Qui sono liberi di scrivere anche quelli della "Padania" anche se non mi stanno simpatici per il fatto di essere troppo grezzi. Eppure anche sant'Agostino non aveva trascurato i grezzi del suo tempo nel suo De catechizandis rudibus!

      Quello che è importante, quando ci si confronta-incontra con una realtà diversa da sé è non venir meno nelle cose essenziali!

      Viceversa il problema odierno è quello di fare un' "insalata russa" di tutto. Questa è la cultura odierna che oltre al pressapochismo e agli estrmismi non creano affatto un buon servizio alla tradizione cristiana.

      Ecco perché NON E' OPPORTUNO un discorso tipo Bergoglio!!! Porta volente-nolente acqua al mulino dell'indifferentismo!

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    8. Sig. Pietro, come è inopportuno il discorso di Bergoglio altrettanto lo è quello di codesto prete! Mi dica che lei che razza di confronto incontro è formulare accuse di eresia, chiedere se i Padri fossero c.....i etc.? Questo è il livello che si raggiunge con certe esternazioni e niente di più! Mi dica sinceramente se in altri contesti del suo blog lei concederebbe spazio a simili turpiloqui che non hanno alcuna consistenza! Se il Cristianesimo diventa semplicemente essere un ultras... dalla padella si finisce nella brace. L'insalata russa c'è sia da una parte che dall'altra, mi creda, lo dico sinceramente.

      Pantocrator

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    9. L'aperturismo del papa, se non fosse realmente eccessivo, non avrebbe creato una reazione uguale e contraria. Un eccesso chiama sempre un altro eccesso, come le forze che in fisica agiscono a coppie e MAI isolatamente!

      Questo, però, non significa che le cose affermate dal prete parigino siano tutte false, anzi! Esiste una versione dell'Islam (letteralistica e fanatizzata) che è proprio quella descritta da lui.

      D'altronde se ci si appoggia ad un testo che è tale - ritenuto tutto parola dettata da Dio - non potremo non avere lungo la storia eccessi che questa stessa parola determina!

      Il cristianesimo non dev'essere "ultras" ma ci sono state in tutte le epoche applicazioni "ultras", anche nell'Islam, e ce ne sono pure oggi. Lo vogliamo negare? In nome di cosa e per difendere chi?

      Chi vuole essere cristiano deve avere un'adesione integrale (non integralistica) alla dottrina cristiana e, se lo fa, si rende benissimo conto da solo che certe cose non gli sono consentite (gli irenismi papali).

      L'adesione integrale fa i santi, quello che oggi si vuole essere sempre di meno perché non si crede più.

      Quest'adesione integrale - temo - fa paura pure a lei. Di qui questa reazione scandalizzata verso chi fa un discorso chiaro come il prete parigino, reazione che io, guarda caso, non ho (pur non concordando totalmente al suo discorso).

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  12. Il problema non è tra Tradizione e Autorità in quanto il Papa non ha affatto posto per nulla la questione in questi termini nè io capisco perchè vada posta così,non ha proferito "eresie" ma si cerca semplicemente di strumentalizzare le sue parole per portare l'acqua al proprio mulino. Il sultano che ascoltò la predicazione di San Fancesco lo trattò cordialmente e con rispetto e non fu certo accusato di relativismo etc.
    Cioè, cerchiamo di vedere le cose con calma ed obbiettivo distacco per quello che sono: il Papa ha fatto un augurio per la fine del Ramadan e basta... non mi pare che se faccia la stessa cosa per la Pesah ebraica sia per questo relativista de facto! Non mi pare che abbia posto in pericolo il deposito della Fede nè che per questo Cristianesimo ed Islam diventino in un sol colpo la stessa cosa nè, leggendo il suo discorso lo si intravede minimamente. Prima di muovere accuse bisogna almeno avere gli elementi concreti per provare che l'Autorità in questo specifico caso sia contro la Tradizione... ed io altrettanto francamente non li vedo proprio. Sono i soliti processi alle "intenzioni" che di cristiano hanno poco, la solita giustizia mediatica in cui subito si agitano i forconi ma che al momento dei fatti si scioglie come cera al sole. In più le dirò, che almeno in Francia, gli unici ch hanno coraggio sono quelli della Manif pour tous che scrivono poco e fanno qualcosa di concreto. Inolte gli unici ad aver detto qualcosa contro la carta della laicità sonpo stati i musulmani, ai cattolici evidentemente sta bene così... il problema sono i musulmani! Beh allora se il problema è questo io propongo di ricominciare a pregare in chiesa durante la Liturgia affinchè si convertano i perfidi ebrei!

    Pantocrator

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    1. Gentile Pantocrator,
      forse non ci capiamo. Il papa non pone la questione "tradizione-autorità" perché, oome già detto in altri interventi, si sente, a suo modo, più pastore che teologo. Questo lo poniamo noi perché ci aiuta nelle nostre analisi: quanto fa un papa (o un semplice vescovo) si pone sulla linea della tradizione o ne prescinde sempre più? E' questa la domanda che ci poniamo sapendo bene che la sua funzione è unicamente per servire la tradizione non per una pura questione di "buone relazioni sociali" (come dice giustissimamente il prete francese).
      Il sultano potrà anche aver ascoltato san Francesco poi però ha fatto quello che ha voluto ed è certo che Francesco lo voleva convertire, non confermare nell'Islam! Francesco non era certo relativista, cosa che oggi invece siamo un po' tutti...

      Vede, in sé quanto ha fatto il papa sembra poco. In realtà si pone in una serie di atti che, forse ispirati da persone tutt'altro che cristiane, sottolineano il puro umanismo a scapito delle esigenze della rivelazione.
      Si pone un atto umanistico oggi e tutti dicono "va beh non è nulla", se ne pone un'altro domani e tutti ripetono la stessa cosa. Al millesimo atto umanistico, pian piano e dolcemente, tutti sono divenuti umanisti e hanno dimenticato le basi del Cristianesimo.
      Se vogliamo questo vi arriveremo, anzi vi siamo già arrivati!

      Farebbero la stessa cosa i culturi dell'Islam? Non penso proprio! E perché lo dobbiamo fare noi? Vede, questo non significa essere scortesi (io non lo voglio assolutamente essere) ma significa che ci sono delle priorità, se si segue una Rivelazione, priorità con le quali si nota il "funzionamento" o l' "inceppamento" di un sistema, di una Chiesa, di una gerarchia e perfino di un papa!

      Queste non sono accuse o processi alle intenzioni. Questo è il normale funzionamento di una Chiesa, che fintanto che è tale, riconosce o meno se i suoi vari elementi sono in sintonia tra loro.

      Prima di ogni valore umano, nel Cristianesimo, c'è il valore della Rivelazione. Il salmista non dice "o Dio insegnami i miei diritti" ma "o Dio insegnami i tuoi decreti".

      Se ci situiamo nel solco della tradizione cristiana dobbiamo accettare questo altrimenti siamo liberi di essere in altre realtà. L'importante è essere chiari prima di tutto con se stessi!

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  13. Il Papa non può andare contro la Tradizione, anzi contro Dio, come si fa quando egli stesso incoraggia la pratica di una religione falsa.

    E questa è proprio la questione fondamentale: il problema dell'islam non è che sia più o meno violento, oppure che persegui più o meno i cristiani (pur essendo anche questo importante), ma soprattutto che è una FALSA religione. Se non lasciamo questo chiaro, non potremo andare oltre. Poiché l'islam si allontana dalla Rivelazione, e così tradisce Dio stesso, la sua possibile "sacralità" non serve a nulla, se non a portare le anime nell'Inferno.

    E cosa c'entra qui il laicismo? Forse la soluzione ad esso sarebbe incoraggiare la difussione dell'islam? Ambedue sono "fedi" nemiche di quella cristiana, che è la sola vera, quindi tutte e due devono essere combatute, e se il Papa stesso loda una religione falsa e nemica (con questo non voglio dire che dobbiamo andare in crociata, o ataccare ogni maomettano), noi cristiani abbiamo il dovere di gridare che la Verità è in pericolo ("se loro tacciono, parleranno le pietre").

    Comunque, queste dichiarazioni dell'attuale Papa non sono niente, se le confrontiamo con la terrificate cerimonia di Assisi di due anni fa, con Benedetto XVI. È veramente da riflettere (e piangere!) come il Papato stesso sta diventando il migliore alleato di pagani ed eretici.

    Kyrie eleison

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    1. Il fatto è che alla figura sacrale del sacerdote si è sovrapposta sempre più una figura mondana. La disaffezione del sacro (che io vedo palese nell'antipatia bergogliana di inginocchiarsi, per fare un solo esempio ma che è difussisima nel clero cattolico) ha determinato tutto il resto.
      Cosa prevale oggi? Una sensibilità prettamente umanistica che coltiva esclusivamente valori umani oscurando ogni riferimento rivelato.
      Se una persona inizia ad avere dubbi sul comportamento di questo papa (che è evidentemente umanisticissimo) non è affatto vista bene da chi si muove con concezioni identicamente umanistiche.

      La storia è comunque vecchia: già nel XIV secolo, a Costantinopoli, si ripeteva questo confronto e questa difficoltà di dialogo tra i sostenitori di unc certo tipo di umanesimo (Gregorios Akyndinos) e i sostenitori della tradizione ascetico-monastica che poi affondava le sue radici nella Rivelazione cristiana (Gregorios Palamas).

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  14. Io non comprendo più questo modo di vedere. Star lì a sostenere noi siamo la Verità voi no..
    L'Islam c'è, è inutile girarsi dall'altra parte con opposizioni tautologiche ed apodittiche, che sia falso, vero, meno vero, più o meno falso... e gli islamici identicamente dall'altra parte che dicono noi siamo la vera religione... mi pare questa la posizione più umanistica invece e pure scadente nell'ideologia.
    San Francesco invece, quando si rese conto che non avrebbe convertito nessuno, è tornato a fare ciò che era nella sua predisposizione spirituale, perchè gli è stato evidente che non era ciò che doveva ne poteva fare.
    Ibn Arabi, il Sommo Maestro del Sufismo, uno spirituale profondo così recita nel suo "la Sapienza dei Profeti" commentando il passo coranico "V'è qualcosa che non celebri la Sua lode":
    Il pronome nella frase "v'è qualcosa che non celebri la sua lode", si riferisce in una certa visuale alla cosa medesima, vale a dire la creatura loda con ciò che essa è. Questo è analogo a quanto dicevamo del credente, ossia egli loda la Divinità conforme al suo credo e vi si connette così lui stesso; ora ogni atto torna al suo autore, di modo che il credente loda se stesso, come l'opera loda il suo artista, qualunque perfezione e qualunque manchevolezza essa manifesti ricadendo sul suo autore. Parimenti la Divinità in quanto conforme al credo è creata da chi si concentra su di essa, ed è la sua opera. Lodando quello in cui crede, il credente loda la sua anima, e per questo condanna un credo diverso dal suo; se fosse equo non lo farebbe; però chi è fermo in una particolare adorazione, ignora necessariamente la verità intrinseca di altre religioni, appunto perchè il suo credo in Dio implica una negazione di altre forme di fede. Se conoscesse il significato delle parole di Junayd "il colore dell'acqua è quello del suo recipiente", ammetterebbe la validità di ogni credo, e riconoscerebbe Dio in qualsiasi forma e i qualsiasi oggetto di fede. Il fatto è che costui non ha la conoscenza di Dio ma poggia unicamente sull'opinione, di cui parla la sentenza divina. "Io mi conformo all'opinione che il mio servo ha di me", cioè Io mi manifesto al mio adoratore solamente nella forma del suo credo; che egli quindi, se vuole, generalizza o determina. La Divinità conforme al credo è quella che può essere definita, ed è il Dio che il cuore del credente può contenere (secondo la sentenza parola divina: "Né i cieli né la terra mi possono contenermi, ma il cuore del mio servo fedele mi contiene). Difatti la Divinità assoluta non può essere contenuta da alcuna cosa, dal momento che è l'Essenza stessa delle cose e la propria Essenza; non si dice di un essere qualsiasi che contenga se stesso; d'altronde non si dice nemmeno il contrario. Comprendi dunque! Dio - sia glorificato - dice la verità, ed è Lui a condurre sulla dritta via.
    Non facciamo di Dio una sorta di "ideologia da stadio"!

    Pantocrator

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    1. Caro Pantocrator, quanto dici è interessante ma c'è un "ma"!

      Nessuno più dei monaci esicasti sapeva bene la trascendenza di tutto e il fatto che il Dio assoluto alla fine trascende pure l'essere stesso e la nozione di essere. Nessuno più dello stesso Dionigi sapeva che Dio non può essere contenuto da alcun ragionamento e forma umana ed è precisamente QUESTO ad aver determinato la sua teologia apofatica.

      Questi mistici e questa tradizione bizantina sanno benissimo i giochi della psiche umana e il bisogno di creare "fantasmi" o "idoli" della divinità abbassandola a concetti umani e a ragionamenti con i quali si dichiara il falso e il vero. Per questo essi, alla pura speculazione, preferivano la cura del cuore!

      Eppure gli stessi che affermavano questo, affermavano anche la veridicità della Rivelazione manifestata da Cristo, non relativizzavano il Vangelo!

      Partire dalla Rivelazione e tornare sempre ad essa è un moto ciclico che avviene in una Chiesa sana con il quale si verifica tutto e niente si da per scontato!

      Al di sopra delle mie affermazioni logiche e razionali e delle sue, c'è una rivelazione divina manifestata da Cristo: "Chi crede in me....". la Chiesa, non ha fatto altro che dichiararla vera, appoggiandosi sull'automanifestazione di Cristo: "Io sono la VIA la VERITA' la VITA". Non siamo noi ad avere la verità in tasca, è la verità di Dio, manifesta in Cristo ad essersi dichiarata come tale.

      Se, viceversa, noi ci poniamo AL DI SOPRA di questa Rivelazione, iniziamo a separare le cose: la Chiesa dal vangelo, gli uomini da Dio, la prassi dalla teoria. Rimaniamo solo noi al centro di tutto: ecco l'umanismo oggi in voga!

      La tradizione sufica alla quale ha fatto riferimento potrebbe avere molti lumi di verità. I padri della Chiesa dichiarano che Dio ha inviato un angelo in ogni nazione per rivelare loro delle verità. Su questo non discuto. Ma gli stessi padri che dichiarano questo battono all'inverosimile sul fatto di credere alla Trinità contro chi la negava.
      Così, quando una tradizione non cristiana giunge al punto da svuotare non il nostro semplice pensiero sul Cristianesmo ma la tradizione cristiana stessa, allora qui nasce un grosso problema.

      Alla fine sono due le cose:
      - o c'è il primato di Cristo su tutte le cose
      - o Cristo è un semplice simbolo intercambiabile con molte altre cose.

      Il primo caso riguarda il Cristianesimo, il secondo no, anche se questo secondo oggi si trova abbastanza diffuso nello stesso Cattolicesimo!

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    2. Vede che pian piano si comincia a ragionare.... Nessuna tradizione non cristiana può svuotare nè riempire nulla e non c'è alcun pericolo in questo senso. Lo può fare solo nelle teste vuote ma sono pur sempre quelle degli uomini, e gli spirituali questo lo sanno bene!
      Per questo a me questo prete petulante non dice assolutamente nulla! Come pure, e bene ha visto dal linguaggio e dai tipi di espressione che vengono usati, quale sia l'"intelletto" di chi si agita per queste cose: gente di poca fede!

      Pantocrator

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    3. Preciso che non sto iniziando a ragionare ora, dal momento che queste cose le ho sempre pensate. Forse sto iniziando a farmi capire ora, il che è un poco differente.

      Nessuna tradizione non cristiana può svuotare nulla del Cristianesimo, questo è giusto. Ma abbiamo a che fare con uomini non con santi e gli uomini sono fragili. In questo senso si deve custodire la fragilità di se stessi e del proprio prossimo.
      Per questo mi pare molto opportuna l'iniziativa di questo prete anche se, lei e forse qualcun altro, si potrebbe scandalizzare e pensare sia un fomentare all'odio.

      Ho spesso ripetuto che non si deve essere ingenui né verso gli "altri" (non cristiani) né verso se stessi e il proprio prossimo (crisiano). Se lei scorre le pagine di certi padri della Chiesa vi noterà la stessa "verve" di questo prete parigino. Eppure gli stessi padri, in altre opere, potrebbero piacerle assai.

      Perché questa differenza se non tenendo conto che costoro, in qualità di pastori, devono pure custodire il gregge?

      Il contemplativo oltre ad essere un uomo in armonia con l'umanità e il cosmo (cosa che pure a lei piace) è un guerriero contro l'errore (cosa che a lei non piace) proprio perché sa che viviamo in un mondo fragile. Lui, infatti, non è ingenuo!

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    4. E' proprio questo che non ho mai riscontrato nei Padri: la "verve" di questo prete! Nessun Padre ha mai avuto tale mancanza di rispetto (poteva scrivere in privato non le pare?) per il Papa, nemmeno San Francesco che aveva a che fare con un Pontefice sospettato di simonia! E questo già per me indica tutto!
      Io la vedo all'inverso: scandalizza il contrario di ciò che sembra denunciare il prete, mentre, come si può constatare, la demagogia ed il populismo trovano subito vento per le proprie vele! Si sta denunciando qualcosa che non esiste proprio, sono tutti pronti, ipocriti e non, ad alzare gli scudi appena si pronuncia Islam! Io mi chiedo perchè? Perchè è una "fede" falsa? Ma mi faccia il piacere chi trova questo pretesto, che manco conosce la sua di Fede e parte lancia in resta contro l'"altro"!!! E questo vale sia per Cristiani che per i muslim!
      Custodire le pecore da cosa? Si stanno forse convertendo all'Islam? Ma chi? Dove? Si sta "islamizzando" il Cattolicesimo? Da quando e come?
      E' un pericolo che non ha alcun fondamento, è inconsistente, se non, come le sto facendo notare ma finisce en passant, distrarre invece da dove sta arrivando il vero attacco... L'ingenuo è chi cade in queste trappole! L'unico pericolo dell'Islam è che invece mette a nudo quando scandalosamente l'Occidente di fronte ad una visione tradizionale della Legge di Dio che è ancora presente nell'Islam sia nudo!!!! Eh si', digiunano per 1 mese di fila che scandalo! La Quaresima ormai a che cosa è ridotta???? Il precetto è la pallida ombra di ciò che era! Digiuniamo, se proprio possibile e senza "impegnarci" troppo, per carità..., hanno un concetto ancora vivo di famiglia e fanno figli, interrompono il lavoro per pregare (è più sacro Dio o mammona??? Eh...eppure due padroni Nostro Signore ci ha ben che avvisato che non si possono servire!, è ben verificabile la presenza della "comunità", (nel Cattolicesimo solo se si fa parte dei vari gruppetti alcuni magari palesemente eretici ma si sa non è questo ciò che conta!). Se io scorro le pagine dei Padri, caro sig. Pietro, trovo che l'Islam sia più vicino a quei concetti ed a quel modo di interpretare e rendere attuale la Parola di Dio che il Cattolicesimo che mi trovo di fronte degli occhi!!!!!! Dove sta quindi l'"errore"? Se devo essere sincero nemmeno a me piacciono le parole del Papa ma evito di esprimermi, San Giovanni Climaco fa presente che seppur si vedesse il Padre spirituale compiere le fornicazioni più abominevoli bisogna astenersi dal giudizio... Cosa che il nostro buon prete si è ben che guardato dal fare!
      Per cui torno a ripetere: a me l'Islam non fa alcuna paura, non mi intimidisce, non mi agita, non mi angoscia, non mi fa venire nè complessi di superiorità, nè di inferiorità.

      Pantocrator

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    5. Quanto di buono ha l'Islam (il digiuno, la pratica della preghiera, l'elemosina e via dicendo) l'ha imparato dal Cristianesimo. Pure il modo di pregare - prostrato - l'ha imparato dal Cristianesimo!!!
      Se nel frattempo il Cristianesimo si è secolarizzato ed eretizzato (parlo di gran parte del Cristianesimo occidentale), questo è un altro paio di maniche!

      Io non guardo all'esempio che mi da l'Islam. Io in quanto cristiano guardo all'esempio e alla testimonianza che mi danno i santi Padri e qualche raro cristiano che ancora pratica (soprattutto nel cristianesimo ortodosso).

      Lì, nel cristianesimo orientale, ci sono peccatori come in Occidente ma la tradizione non è morta e chi vuole praticare diviene di esempio per tutti. Un nome soltato: il monaco Paisios del monte Athos.

      Vede qual'è la differenza tra me e lei? Con rispetto parlando, io vedo il male in Occidente come lei ma non guardo all'Islam, guardo alla mia tradizione e guardo a quelle parti di Chiesa in cui ancora c'è della vita (anche in Occidente, di qui l'esistenza di questo blog).

      Lei, invece, polemizza anche giustamente contro quelli che danno aria alla bocca e manco sanno i comandamenti (per fare un esempio) ma subito si volge all'Islam o comunque in altre realtà.

      Non la voglio né biasimare né ridicolizzare ma semplicemente descrivo cosa succede, indice anche di una tendenza, di un'attrazione (esattamente come io ho la mia).

      Per quanto riguarda le pagine "di fuoco" dei padri, evidentemente non ha presente il fatto che anticamente quello che si pensava si diceva, a differenza della nostra moderna falsa cortesia! E di pagine dure ce ne sono eccome!

      Il papa dell'epoca di san Francesco non appariva al santo eretico, anche se magari era molto rilassato. Questa è la ragione precisa per cui non lo accusava. Ma quando un prelato (non parlo necessariamente di un papa) cadeva nell'eresia, il minimo che gli potesse capitare è che fosse destituito.

      Lei dice che non è il caso di Bergoglio. Beh, mi sembra che questo papa, quando era arcivescovo di Buenos Aires, abbia festeggiato Pesah con gli ebrei. Esiste un canone della Chiesa antica (ancora valido nelle Chiese ortodosse) in base al quale un cristiano che celebra la Pasqua ebraica viene estromesso dalla comunità e, se chierico, destituito dal suo stato sacerdotale.

      Con queste basi, cosa avrebbero mai detto anticamente sul papa attuale di Roma? Peste e corna, immagino!!

      Noi da bravi moderni siamo gentili e, in un certo senso, facciamo bene. A mio avviso è gentile pure questo prete che lei tanto accusa. Se legge con maggiore attenzione quanto lui dice, vedrà che critica gli atteggiamenti MAI la persona del papa verso il quale si rivolge con grande gentilezza!

      E se noi non siamo più liberi di chiedere ragione delle cose, pure con lodevole "parrisìa", allora a cosa si riduce la Chiesa? A un cimitero muto di morti! E' questo che vuole? Beh non sarà MAI!

      In verità io penso che a lei scotti molto il fatto che, papale papale, questo prete, che ha vissuto in paesi islamici, abbia chiuso la porta in faccia all'Islam in questa maniera quando lei, al contrario, lo stima assai.

      Ha dunque toccato un suo personale nervo scoperto. La ragione di tanto parlare nasce unicamente da qui.

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    6. No, mi spiace ma non è corretto interpretare il pensiero degli altri in modo strumentale. Glielo sintetizzo in due parole: se come dice il prete, un augurio per la fine del Ramadan sembra scuotere la fede dei poveri cristiani, significa che non sanno nemmeno dove stia di casa! E ciò che avvenga sia per il Ramadan, che per la Pesah o per la festa dell'Unità e ci metta pure quello che vuole. Io non "guardo" all'Islam ovvero al limite sto di guardare all'Islam come esempio di ciò che è una visione ancora tradizionale ma che anche lì oramai comincia a scricchiolare. Questo prete può chiudere quanto vuole la porta all'Islam tanto dalla casa di Dio che gli è stata affidata lo Spirito ne è già uscito da tempo... Può inveire quindi quanto vuole contro il Profeta Muhammad, contro il Ramadan, contro il Corano, contro il Papa... A me questo prete non dice niente infonde solo tristezza, rilegga bene cosa dice, io vi trovo le stesse identiche parole che sento in bocca agli atei materialisti, gli stessi concetti, le stesse visioni. E lo Spirito Santo dove sta?
      La ragione di tanto parlare nasce tutta da qui... Mi pare solo che venga strumentalizzato e basta da ognuno per portare acqua al proprio mulino.... Perché allora non suggerisce a questo prete di farsi un giro per le comunità Neocatecumenali in cui si festeggia la Pesah ebraica ogni benedetto sabbath? Sa perché non la farà? Perché è più facile ed a-la-mode utilizzare la demagogia anti-islamica chea vedere i veri problemi. Non ha toccato alcun nervo scoperto, semmai è il contrario. Prima bisogna pulire l'interno del bicchiere.

      Pantocrator
      Pantocrator

      Pantocrator

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    7. Guardi che quanto sottolineo sono realtà, non cose che m'invento io. L'indomani del convegno di Assisi (la riunione ecumenica voluta da Giovanni Paolo II) c'erano suore che dicevano: "Il papa ci ha fatto capire la bontà di tutte le religioni", e lo dicevano in modo indifferentistico, non nel senso che ho indicato evocando i padri della Chiesa (il verbo ha seminato qualcosa di buono in ogni nazione). Come loro chissà quanti altri!

      I cristiani non sanno dove sta di casa la fede. Questo è spesso vero. Se lo sapessero, però, insorgerebbero 1000, 10.000, 100.000 contro certi irenismi papali e al papa non resterebbe altro che abdicare e ritirarsi in un convento (come ha fatto Ratzinger ma per pressioni di gente tutt'altro che di fede!).

      Nella Bibbia si dice che Dio è amore (e che i credenti devono come lui amare) ma si dice pure che Dio è un Dio "geloso" fino ad affermare che "tutti gli dei delle genti sono demoni" (salmo 95).

      Ora, che questo abbia fondato il fanatismo religioso e l'uccisione degli "altri" è una cosa deprecabile. Ma che questo debba fondare un sano esclusivismo del Cristianesimo rispetto a tutto il resto, su questo NON CI PIOVE. Lo vediamo pure dall'atteggiamento degli stessi Padri della Chiesa che giungono a qualche estremismo esecrabile (sant'Ambrogio contro gli ebrei, san Cirillo contro i pagani) ma che per la maggioranza predicano l'esclusivismo che non accetta di certo le mode papali odierne.

      E qui tutta la Chiesa non ha MAI negato che i Padri fossero animati dallo Spirito Santo e che fossero la voce più autentica della coscienza ecclesiale. Se fossero VERAMENTE SEGUITI nel Cattolicesimo, non ci sarebbero queste mode secolarizzanti (il che, per converso, indica che non sono affatto seguiti: il Cattolicesimo ha fatto scisma, per lo più, dalla Chiesa dei Padri!).

      Non è questione di polemizzare contro l'Islam. E' questione che ogni aperturismo ingiustificato (che sia verso l'Islam, verso l'ebraismo, verso il buddismo o altro) è tradizionalmente TOTALMENTE INFONDATO: "Il nostro Dio è un Dio GELOSO".

      Se si vuole essere cristiani bisogna sintonizzarsi qui. Diversamente, si faccia pure un'altra scelta.

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  15. Quindi i santi padri sono degli emeriti coglioni?

    daouda

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    1. Pregherei di non usare vocabolario da bettola. La prossima volta non pubblico un intervento con questi termini!

      Dobbiamo aver rispetto per chi non comprende certe cose, ben sapendo che noi siamo impotenti a comprenderne mille altre.
      Premesso questo, il dialogo può continuare.

      La patristica e le posizioni dei santi padri non possono essere comprese, nel loro "integralismo", se non ci si muove dal loro punto di vista, cosa che oggi è generalissima e della quale non ci si deve meravigliare! Nel mondo Cattolico i santi Padri sono venerati e sono considerati come riferimento reale solo da una minima parte di persone.

      Il mondo Cattolico, soprattutto oggi, corre il rischio reale di essersi realmente staccato non solo dai concetti ma anche dall'esperienza religiosa dei Padri. Di qui non ci dobbiamo meravigliare se essi sono oramai i "grandi incompresi"!

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    2. Concordo e mi scuso per l'esternazione che ho avuto.

      daouda

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  16. Pantocrator scrive: "Custodire le pecore da cosa? Si stanno forse convertendo all'Islam? Ma chi? Dove? Si sta "islamizzando" il Cattolicesimo? Da quando e come? E' un pericolo che non ha alcun fondamento, è inconsistente..."


    Per quanto riguarda il fatto che l'Islam non è un "pericolo" io ci andrei molto piano. E' vero che nulla può contro la verità rivelata da Cristo ma può tutto contro le persone disarmate o che si lasciano facilmente influenzare o che, ancora, guardano a lui come ad un esempio di moralità davanti al nostro mondo immorale.
    Anticamente TUTTA L'AFRICA DEL NORD un tempo cristiana è divenuta mussulmana. Le zone dell'impero bizantino (l'Anatolia) un tempo cristiane ora sono mussulmane. Oggi se, da un lato, alcuni mussulmani divengono cristiani, vi sono diversi cristiani che divengono mussulmani. Ci sono molti studi in tal senso! Ripeto: non bisogna essere INGENUI né, tanto meno, negare certi fenomeni in atto!

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    1. E tutto l'Occidente che era Cristiano è diventato ATEO Sig. Pietro e questo mi riguarda non queste sciocchezze false e pretestuose che il prete che lei cerca di perorare presenta! Io non sto "difendendo" l'Islam né mi interessa, semplicemente non mi fa alcuna paura né mi fa venire alcuna angoscia. Se certi fenomeni sono in "atto" è perché è il Cristianesimo che retrocede non perché l'Islam "avanza" questo è quello che cerco di far capire inutilmente. Chi ha progettato (perché nulla come ormai crede la maggior parte delle persone che de facto è atea avviene per caso) questa massiccia immigrazione islamica l'ha potuta realizzare perché l'Occidente non ha nulla di realmente tradizionale da contrapporre. Se l'Occidente fosse Cristiano mai un'immigrazione del genere sarebbe stata possibile. Anticamente le Americhe o il Centro Africa erano animiste, tolteche etc... e sono diventate cristiane... guardiamo a ciò che abbiamo davanti agli occhi ora, senza vagheggiare di un Cristianesimo "ideale" in cui Cristo è al centro della vita e della società degli uomini. Le conversioni di cristiani all'Islam sono ininfluenti, sono talmente irrisorie che fanno ridere i polli se si cerca di presentarlo come un pericolo sia nel presente che nel futuro. Sono solo spauracchi inventati di sana pianta.
      L'Islam semplicemente fa paura perché tocca abbandonare i vizi e la presunte "libertà" atee e materialiste a cui tanti cristiani si sono affezionati, preti compresi! Le donne con il velo... dopo ormai un secolo di vanità e lussuria.... fanno paura sì, e che paura! Questi sono gli unici "pericoli" dell'Islam! Allora ecco che atei e cristiani vanno d'accordo sì... per difendere solo la propria ipocrisia ed intanto chi sa gestire queste situazioni sa che il dividi et impera funziona sempre! Aveva ragione Nostro Signore a chiedere se quando tornerà troverà la Fede, perché se ora basta questo per farsela addosso e mettersi a frignare come fa questo prete... Che il Signore abbia misericordia di pastori del genere!

      Pantocrator

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    2. Se il Cristianesimo retrocede non è GUARDANDO ALL'ISLAM o al buddismo o ad altro che lo facciamo risorgere ma semplicemente guardando a Cristo. Ora Cristo fa grazia anche agli IMMORALISSIMI poiché la sua dottrina non è una dottrina per moralizzare la società ma per aprire ad essa un orizzonte divino in seguito al quale "vieni e seguimi" la persona esce dai suoi limiti e peccati.
      Rovesciare la cosa facendo come fine la moralizzazione (tasto su cui batte infinitamente l'islam) significa non capirci nulla e porsi sul livello di chi, di fatto, rende la religione qualcosa di piatto.

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    3. Ma chi guarda all'Islam o al buddhismo o allo shintoismo o che? Lei ne conosce qualcuno? Io non ne conosce nessuno! Sanno solo dire con il classico linguaggio da osteria le solite cose lette e sentite... Non sanno nemmeno che cosa siano...
      Cristo fa la Grazia a chi la accoglie e accetta di accoglierla non solamente perché dice Signore Signore! Il fine non è certo la moralizzazione essa è solo una conseguenza, se si vuol ridurre l'Islam ad una "morale" significa non aver capito proprio nulla.

      Pantocrator

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    4. Sì, io ho conosciuto gente che dal Cattolicesimo è divenuta islamica (e fanaticamente, per giunta!) e ho conosciuto gente che frequentava le realtà induiste (recendosi in India) credendoci fermamente. Anche in quest'ultimo caso si trattava di persone cattoliche. A me, quindi, non la si da da bere perché non sono ingenuo. So per certo che la gente se vuole o ritiene più opportuno è in grado, da un momento all'altro, di voltare le spalle pure alla propria religione nativa.
      L'Islam non sarà certo solo la predicazione di una società più morale ma a cosa si riduce spesso quando viene "volgarizzato" dai più? A questo! Ricordo benissimo qualcuno che, divenuto islamico, mi postava nella mia posta elettronica la pubblicità dell'Islam, in traduzione italiana. Si trattava di discorsi di qualche imam o sceicco (non ricordo bene) in cui si esaltava l'Islam come qualcosa in grado di "moralizzare" la realtà sociale. Anche qui non parlo per sentito dire ma per aver visto e vissuto.
      Se poi, perché uno non lo accetta, rifiuta il mio discorso (molto moderato) o il discorso del prete parigino (papale papale) allora è un altro conto.

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  17. In verità, non riesco a capire la motivazione di Pantocrator nel difendere l'islam: come ha detto il signor Pietro, la soluzione ai problemi del cristianesimo non è guardare all'islam (proprio perché la sua dottrina è FALSA, non conformandosi alla divina Rivelazione data da Dio e custodita dalla Chiesa), ma guardare alla nostra Tradizione, e soprattutto ai santi Padri.

    Non c'è il pericolo, davvero? Certo è che le conversioni non sono ancora molto numerose, ma non meno certo è che la presenza islamica, grazie all'immigrazione (e vi prego, non prendete questo como un attacco contro gli immigranti), sta diventando più e più forte. E qua, in Spagna, non cessano di proliferari i gruppi che richiamano il ricupero di Al-Andalus (gruppi sostenuti, non credo che per caso, proprio dalle formazioni politiche di sinistra). In Cataluña ci sono perfino ampie aree dove la sola legge è ormai la sharia.

    (Non posso non immaginare cosa penserebbero di questo argomento sant'Eulogio e gli altri martiri di Córdoba, nel IX secolo, né le generazioni di spagnoli che per otto secoli lottarono per espulsare dalla Spagna la religione islamica; come direbbe il sr. Pietro, anche a me hanno toccato un nervo)

    Kyrie eleison

    PS: non farò più commenti in questo post, perché ho il timore di che il dibattito diventi ciò che in spagnolo chiamiamo un "diálogo de besugos".

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    1. Lì in Spagna lei non si preoccupa dal deserto spirituale lasciato invece dai cristiani? Se ora è possibile per i gay sposarsi e tutte le belle amenità che accadono in tal senso è colpa degli immigrati? E' meglio la sharia che non permette certo queste cose oppure la legge degli uomini?

      Pantocrator

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    2. Infatti è con questa logica che la società diviene mussulmana.
      Il primo passo è indebolirla moralmente. Il secondo passo è screditare la Chiesa. Il terzo passo è aprire un'alternativa che, in chi gli è sensibile, non può che esercitare un certo fascino.

      Ma qual'è il fine della Chiesa? Quello di moralizzare la società o quello di dare altre cose?
      Nel mondo pagano c'erano molte religioni, alcune realmente MORALISSIME. Sarebbe servito il Cristianesimo?? In questo senso no assolutamente!

      Se il Cristianesimo si è imposto, dunque, non è per moralizzare la società ma perché portava in sé qualcosa di unico che altri non potevano portare. E' esattamente per questo "unicum" che, come conseguenza, le persone divenivano morali ma il suo fine, è bene RIBADIRLO, non era direttamente moralizzare!

      Se non si ha in mente questo non si ha capito il Cristianesimo e, di conseguenza, lo si appiattisce ad una funzione unicamente orizzontale com'è quella della moralizzazione.

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  18. La cosa è semplicissima:

    1) o si guarda a Cristo e ogni elemento di verità (sia nell'islam sia ovunque) lo si prende per lodare Lui e confermarsi sempre di più in lui. (Questa è la sola vera possibilità cristiana).

    2) o si guarda agli elementi di verità sparsi, indipendentemente da Cristo, e li si ritiene validi per loro stessi, come se non fossero emanazione di Cristo.

    In questo secondo caso, si dirà che l'Islam è buono per se stesso, il Buddismo per se stesso e il Cristianesimo per se stesso ma che sopra di queste religioni non c'è nulla che indichi la VERITA' incarnata particolarmente in uno di loro.

    Questo è indifferentismo (tutto e bene = niente è assoluto)

    Ma c'è anche una terza via: quella di partire da un bene trovato in una religione (l'Islam, il Buddismo, ecc.) per poi pian piano integrarsi e riconoscersi solo in essa e vedere in lei il BENE in assoluto.

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    1. Sig. Pietro, la questione non è questa e non capisco perché ogni volta si debba cadere in queste banalità... Il problema è che non si guarda né a Cristo né a nessun elemento di verità presente ne qui, né là, né sopra! E' per questo che Le sto dicendo che l'Islam non è proprio di alcun pericolo...

      Pantocrator

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    2. Quanto sto dicendo sono banalità, dunque. Me ne rattristo assai e non per me stesso ma perché pare che con lei stia perdendo tempo!

      In tutto questo difficile discorso le sto mostrando che l'esclusivismo cristiano è qualcosa che appartiene al Cristianesimo e alla fede in Cristo. Chi vi aderisce non può non averlo e regolare, di conseguenza, i suoi gesti e le sue parole! Io non sono d'accordo con lei che chi è animato da esclusivismo debba necessariamente essere indifferente a Cristo e animato da semplice "odio contro il diverso".

      So il caso del famoso mons. Lefebvre (tradizionalista cattolico) il quale aveva per amico un mussulmano che si recò ai suoi funerali. Io stesso ho per amico un mussulmano ma non per questo penso che l'Islam sia una cosa buona in sé, nonostante vi si possano trovare elementi positivi.

      Questo discorso mi pare strumentale per togliere al Cristianesimo la sua peculiarità. Sarebbe come togliere dal corpo umano i globuli bianchi (attivi nella difesa dell'organismo) e pensare che così il corpo viva ugualmente e sia, anzi!, più sano di prima.
      Mi spiace ma questa è pura follia! Chi pensa così vuole senza dubbio il male al Cristianesimo (anche se non se ne rende conto)!

      Che poi vi siano di quelli che, senza'alcuna vera fede religiosa, amano polemizzare contro i diversi da loro (ebrei, comunisti, islamici, gay, zingari, ecc.) questo è sempre esistito e non fa parte assolutamente di quanto sto dicendo. E' semplicemente un altro discorso! Quindi non mescoliamo le cose, per favore!

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    3. Inoltre, pensare che il prete parigino, perché ha il coraggio di dire quel che pensa, non abbia fede vera in Cristo, mi pare qualcosa di assolutamente non giustificato (che ne sappiamo noi?), teso solo a screditare tutto il suo discorso dalle fondamenta.

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  19. Messaggio per Pantocrator

    Sto continuando a ricevere suoi messaggi che per ora non pubblico.
    Temo, infatti, che su quest'argomento stiamo girando in tondo il che non porta alcun progresso al dialogo e fa correre il rischio di estremizzare il discorso.
    Inoltre la discussione sta divenendo un confronto piutttosto sterile unicamente tra due persone, me e lei, e mi sembra che si stia monopolizzando un poco troppo questo spazio.
    Quant'è stato detto fino ad ora, mi sembra, abbia esposto ampiamente le posizioni di entrambi. Continuare non fa altro che ripeterci e stancarci nonché stancare qualcuno che potrebbe leggerci. Prendo quindi una sosta di riposo e di riflessione.

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  20. Concordo certamente. Purtroppo credo venga monopolizzato perché in generale, oltre al turpiloquio, si sappia poco cosa dire in merito vista l'ormai perniciosa mancanza di conoscenza dottrinale del "Cristiano" che si dichiara tale. In ogni caso spero, pur nella divergenza di visione, non vi sia nulla di "personale".

    Christian

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    1. Non vi è mai stato qualcosa di personale. Non fa parte del mio stile scendere sul personale. Qui stiamo cercando di capirci su un argomento senz'altro complesso e che solleva non poca emotività.
      C'è chi si mantiene su una linea molto prudenziale come me, sapendo che gli uomini sono prima di tutto fragili e sanno farsi del male facilmente.
      C'è chi si muove senza timori e ritiene le prudenze cose poco giustificate e, forse, reali mancanze di fede.
      Ciononostante non si creano e non si devono creare due partiti in combattimento tra loro.

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  21. Il cosidetto perennialismo è condannato dagli stessi islamici ed è considerato da vari loro sapienti come kufr.

    Gesù il Cristo NON E' UN AVATAR di Buddhi ossia Mahat, ma è Ishwara stesso che si è fatto carne. Chiarito questo , e compreso che il cristianesimo non è venuto ad edificare una società tradizionale ma ad APRIRE UNA VIA VIVENTE per l'umanità degradata che non ha più accesso al cielo, a tutta l'umanità, non solo agli arya ( che sarebbe tra l'altro l'accusa di Celso a cui mirabilmente risponde Origene ) è inutile chiedersi se le altre religioni siano valide o no. Tutto è valido come insegna Paolo, ma non tutto giova.

    Per quanto ogni tradizione possa avere la sua validità parziale e relativa , ogni cosa che esiste è per definizione gerarchizzabile e tra le religioni il cristianesimo è l'unica vera, integrale ed efficiente per necessità intrinseca.

    E' chiaro quindi il perché l'azione di Satana e dei suoi accoliti dovesse scagliarsi contro l'ecumene cristiana con tutta la sua veemenza. D'altronde sappiamo tutti che siamo destinati a tornare nelle catacombe, questo era scritto.

    p.s. Guénon afferma vere e proprie idiozie sul cristianesimo e ne mina direttamente la realtà.Come quando fu costretto a rettificare sul buddismo, ugualmente dovrebbe valere per tutto quel che concerne la sua descrizione del cristianesimo.

    p.p.s Concordo sul fatto che non sia affatto un caso che l'Islam sia appoggiato dalla sinistra internazionale in occidente, come faceva giustamente notare Ἰουστινιανός.

    daouda

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  22. Quello che manca, a livello generale, è un ordine mentale e spirituale nell'osservare le questioni religiose.
    Se questo manca e si osserva il Cristianesimo molto umanamente, si idealizza un'età dell'oro (in cui vive la società tradizionale) e si pensa che il fine della religione sia quello di costituire questa società.
    In realtà il fine del Cristianesimo è solo quello d'instaurare la comunione dell'Uomo con Dio, così ben indicata nella seconda persona della Trinità Uomo-Dio.
    Ogni istanza umana, quindi, è subordinata a questo.

    Oggi non avviene così. Una delle ultime azioni dell'attuale papa, ad esempio, è stata quella di scrivere una lettera ad un Imam egiziano manifestando la sua personale stima all'Islam e agli islamici. Il papa, dunque, continua nella sua linea umanisticissima dove si confonde sempre più la questione religiosa con la questione diplomatica e mondana.

    Parlando da religioso e significativo capo del Cristianesimo, avrebbe dovuto esporre la sua preoccupazione per la pace, augurando il bene dell'umanità (mussulmana compresa). Avrebbe potuto auspicare all'intera umanità di "aprire le porte a Cristo", unica vera base di pace e di comunione con Dio.
    Non avrebbe mai potuto, però, manifestare la sua "personale stima" all'Islam e ai mussulmani, dal momento che, così facendo, promuove nei più un certo indifferentismo religioso.

    Siamo alle solite, a quanto abbiamo già discusso in questi post: il diplomatico ha sostituito il religioso, l'attenzione a "quelli di fuori" ha sostituito l'attenzione paterna a "quelli di dentro".

    Su questo, ovviamente, non ci sono affatto dubbi! Cosa avrebbero detto i padri della Chiesa e le generazioni di testimoni che ci hanno preceduto almeno fino a 70 anni fa? Per loro sarebbe risultato letteralmente INCONCEPIBILE!

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    1. A commento, p. Hani Bakhoum, segretario del Patriarcato di Alessandria dei copti cattolici, in una dichiarazione all’agenzia Fides (19/9), ha dichiarato: «La lettera di Papa Francesco all'Imam al-Tayyeb è un modo di esprimere il profondo sentimento di stima e affetto che la Chiesa cattolica, la Santa Sede e il papa hanno nei confronti di tutti i musulmani e in particolare di al-Azhar, che è l'istituzione più rappresentativa dell'islam sunnita moderato. Sicuramente questa lettera aiuterà col tempo a mettere da parte ogni incomprensione e anche a riprendere il dialogo bilaterale con la Santa Sede».

      http://www.adistaonline.it/?op=articolo&id=53152

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