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lunedì 30 dicembre 2013

Le versioni bibliche sono davvero equivalenti?

Come dovrebbe essere noto, la liturgia cristiana è intrisa di Sacra Scrittura e la trasmette. Perfino una liturgia come quella bizantina, così ricca di composizioni ecclesiastiche, ha in realtà infiniti riferimenti biblici e, negli stessi tropari, si possono rinvenire molte citazioni tratte dalla Bibbia o, più specificamente, dal libro dei salmi.
Il canone biblico (= la sequanza dei libri biblici) si assestò piuttosto tardi, nella Chiesa. Quando ciò avvenne, l'Oriente cristiano sancì la cosiddetta Bibbia dei LXX come normativa per l'antico Testamento, una Bibbia che la tradizione vorrebbe scritta in greco da 70 sapienti ebrei d'epoca ellenistica. 
In Occidente la "Vetus latina" (o più versioni latine) cercavano di tradurre meglio che potevano la Bibbia dei LXX. San Girolamo non ne era soddisfatto e vi pose mano. Ispirandosi anche alle versioni ebraiche, compose la cosiddetta Volgata, versione che, seppur riadattata in epoche successive, rimarrà normativa in Occidente. Per quanto la versione girolomitana subisse alcune variazioni rispetto a quanto la precedeva, davanti al Salterio il santo dovette fare i conti con la consuetudine delle Chiese occidentali: i salmi erano molto praticati nelle liturgie e sarebbe parsa una violenza inferta ai fedeli modificarli imponendo qualcosa di nuovo (allora c'era una delicatezza che oggi ci sognamo anche perché le Chiese erano ancora libere di rigettare le decisioni dall'alto, se queste non corrispondevano allo spirito ecclesiale tradizionale!). Girolamo apportò qualche ritocco ai salmi ma, di fatto, non li fece variare dalla versione latina precedente che si appoggiava, a sua volta, alla versione greca dei LXX.

In questo post ho voluto fare un esperimento che propongo ai miei attenti lettori: ho preso come esempio una parte del salmo 9 (salmo 10 del testo ebraico Masoretico) sia nel greco dei LXX (con traduzione italiana), sia nel latino della volgata (con traduzione dell'abate Ricciotti ma aggiornata alla lingua attuale). E' da notare che tra i due testi non esistono discrepanze degne di rilievo.

Entrambi sembrano piuttosto ruvidi ma hanno una forza particolare e giungono a comunicare certi concetti con più immediatezza. È lo stile antico!

Le versioni attuali, invece, sono decisamente un'altra cosa, per quanto usino un italiano ben più raffinato. C'è un motivo o una serie di motivi a spiegazione di ciò. I biblisti attuali ritengono che la Bibbia dei LXX non sia molto affidabile e si rifanno al cosiddetto testo Masoretico, un testo ebraico redatto qualche tempo dopo l'avvento del  Cristianesimo. I cristiani si servivano delle profezie messianiche della LXX per indicare nel Cristo il compimento della rivelazione divina, quella rivelazione disattesa dagli ebrei che non hanno accolto in lui il Messia ma, anzi!, lo hanno condannato. Le scuole rabbiniche non poco infastidite da queste asserzioni sconfessarono la LXX sulla quale facevano facilmente leva i cristiani e redassero il testo Masoretico della Bibbia che forniva molti meno appigli per l'apologetica cristiana. I biblisti cattolici ritengono il testo Masoretico più antico della LXX ma su questo non tutti gli studiosi sono concordi, tanto più che il più antico manoscritto del testo Masoretico è datato attorno al mille d.C.!
Le scuole bibliche occidentali si rifanno massivamente al testo Masoretico ed è pure a partire da quest'ultimo che è stata redatta la cosiddetta Bibbia di Gerusalemme (nella versione della conferenza episcopale italiana). Non è dunque un caso notare come le variazioni testuali tra questa versione e le due versioni antiche (greca e latina) inizino ad essere più consistenti.
La versione TILC (traduzione interconfessionale in lingua corrente) compie un passo uleriore, differenziando più marcatamente il testo. 

Sono cosciente che, nel corso dei secoli, ai manoscritti biblici possono essere state fatte delle interpolazioni, per distrazioni, incompetenze o, in qualche caso, mala fede. Non esistendo la stampa, si riproducevano codici nuovi da altri usati o particolarmente usurati e l'interpretazione non era sempre facile. Tuttavia è giusto affermare che, se vi fosse stata qualche mancanza nella riproduzione, vi era pure una severa tradizione testuale: i libri biblici venivano trasmessi lettera per lettera, seguendo, in ultima istanza, l'antico metodo sinagogale: il testo non può essere variato ma veniva addirittura imparato a memoria. Neppure uno iota doveva essere trascurato e questo è ricordato dallo stesso Cristo in un famoso passo evangelico!
In particolar modo, che il libro dei salmi (o buona parte di esso) venisse imparato a memoria è esperienza normale ancor oggi in un monastero benedettino tradizionale. La liturgia antica tradizionale - a differenza di quelle di composizione moderna - favorisce la mnemonizzazione dei testi!

L'antichità era, dunque, alla rassegna della fedeltà, per quanto l'umana fragilità lo permettesse.
Non così mi pare oggi. L'ultima versione da me considerata (la TILC) mi fa emergere parecchi dubbi: non mi pare, infatti, che questa possa rivendicare una "maggiore fedeltà" a qualche manoscritto. Mi sembra, piuttosto, che per cercare d'essere "comprensibile" e accettata il più possibile a più persone possibili (anche di confessione diversa), abbia la libertà d'introdurre variazioni ad usum delphini.

Nelle traduzioni dal greco e dal latino notiamo che i traduttori hanno cercato addirittura di ricalcare lo stile dei testi di riferimento (si noti l'uso massiccio della congiunzione "e" che riprende la sintassi semitica tradotta con et in latino e κα in greco). Invece, nelle traduzioni attuali si riscontra una sempre maggiore libertà interpretativa con il rischio d'inserire vere e proprie interpolazioni a proprio piacimento.

D'altra parte, se in Occidente oramai anche le liturgie sono modellate "a proprio piacimento" perché non lo dovrebbe essere la Sacra Scrittura? Questo è veramente lo spirito dei nostri tempi e la filologia e la storia, a volte, ci rimettono le penne!

La maggioranza dei cristiani, ignari di quanto avviene nella "stanza dei bottoni" (= nelle scuole bibliche e liturgiche), accettano senza battere ciglio quanto si pubblicizza come "migliore" e "più fedele".

Io, invece, voglio verificarlo e, osservando alcuni fatti solari, mi sento obbligato a dire almeno questo:  le versioni bibliche non sono sempre equivalenti e, soprattutto oggi, tendono ad essere qualcos'altro rispetto a quelle antiche, a dispetto delle maggiori capacità e possibilità filologiche attualmente presenti.
______________

TESTI A CONFRONTO

Iniziamo dal testo dei LXX in greco e da quello della volgata in latino con le loro rispettive traduzioni.
Chi vuole passare direttamente al confronto tra questi due testi tradotti e i due attuali (Gerusalemme-CEI; TILC) può saltare questa parte.


La tabella sottostante riporta in parallelo le 4 versioni bibliche in lingua italiana. 






VARIAZIONI SIGNIFICATIVE

  • Versetto 24 TILC: "Il malvagio... intasca guadagni". Questa interpolazione non mi pare giustificata da nulla, tanto più che non è affatto presente nelle altre tre versioni. Allora chiunque "intasca guadagni" è un malvagio?
  • Versetto 24 CEI: compare un avaro che non si nota nelle altre versioni.
  • Versetto 25. Mentre per i LXX il peccatore esaspera Dio, nella volgata si ribella a Dio. (Unica discrepanza tra le due antiche versioni)
  • Versetto 28: si noti come la versione dei LXX e della Volgata abbiano un sapore più antico rispetto a quelle recenti. In questo modo di dire è riportata meglio la mentalità semitica, rispetto alle nuove traduzioni.
  • Versetti 30, 31: il testo tradotto dalla volgata è molto più efficace rispetto alle nuove traduzioni in lingua raffinata e corrente.
  • Versetto 34: il si levi la tua mano, espressione semitica, viene reso - e appiattito - nell'italiano corrente della TILC come colpisci.
  • Versetto 35: Nella TILC scompare il termine peccatore (o empio) e resta solo quello di malvagio. Che nell'italiano corrente infastidisca il termine "peccatore"?
  • Versetto 36: stessa considerazione come nel versetto precedente solo che in questo caso ci rimette le penne il termine peccato (o empietà) sostituito dal generico termine male nella TILC.
  • Versetto 37: il linguaggio semitico è forte e ha una mentalità che a volte l'uomo attuale stenta ad accettare. Ma qui si tratta solo di essere fedeli ai testi antichi. Le traduzioni antiche (LXX e volgata) dicono che le genti lontane dalla terra di Dio periscono. Le traduzioni attuali (CEI-TILC) si limitano a dire che spariscono. Non è la stessa cosa ma è un eufemismo per non scandalizzare i benpensanti! Questo eufemismo sfoca la chiarezza del testo antico. Non ho alcun dubbio a pensare che, a monte della stessa LXX, si ragionasse in termini di "morte" degli infedeli, non di semplice loro "sparizione". Perciò i testi attuali tendono a tradire quella precisione filologica che LXX e volgata avevano.
  • Versetto 39: nelle traduzioni antiche ci si augura che l'uomo non si inorgoglisca. In quelle attuali che non incuta più terrore. Non è la stessa cosa!



CONCLUSIONE

Se, prendendo un salmo a caso ed esaminando  pochi suoi versetti abbiamo notato queste variazioni, alcune delle quali effettivamente discutibili, cosa non potremo notare se facciamo un parallelo di tutta la Bibbia nelle 4 versioni?

Per questo, per essere molto concreto, consiglio di non praticare i testi attuali. Tra le Bibbie tradotte in italiano, e abbastanza affidabili, mi pare d'individuare la Nuova Riveduta che, almeno, si riferisce al testo greco della Bibbia. La Bibbia dei LXX non è disponibile in lingua italiana (mentre lo è in lingua francese). L'unica versione della LXX in italiano (redatta verso gli anni '60 da Aristide Brunello a Piana degli Albanesi) non è per nulla affidabile poiché di fatto è un ibrido con la Volgata. L'ultima versione italiana della Volgata è quella dell'abate Ricciotti attorno agli anni '40 del XX sec. (editrice Salani). Il suo italiano è purtroppo talmente desueto che, per riportarlo in questo esempio, l'ho dovuto attualizzare ma senza  mutare in nulla la fedeltà alla volgata.

Nei testi della liturgia bizantina da me riportati in altri post, il testo biblico è, ovviamente, quello dei LXX. Per questo in un prossimo futuro sarà prevista una pubblicazione con il salterio tradotto dai LXX (alcuni tentativi attuali non sono soddisfacenti).

Dovessi redigere un salterio ordinato nelle ore canoniche secondo lo schema benedettino, utilizzerei la traduzione attualizzata del Ricciotti.





17 commenti:

  1. esiste su internet una traduzione del nuovo testamento dalla vulgata
    http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/2013/12/il-nuovo-testamento-commentato-dal-p.html

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  2. Questa traduzione è già qualcosa ma è insufficiente quando si pensa che non esiste un'intera Bibbia tradotta dalla Volgata e dai LXX (in lingua attuale), mentre in paesi culturalmente più stimolanti del nostro (come la Francia) la si trova.
    Il fatto è che in Francia è più facile non essere sottomessi alle smanie dispotiche di certe scuole liturgiche e bibliche che, nel bel Paese, dominano la stampa religiosa!
    D'altronde se ci si accontenta di poco si finisce tranquillamente per divenire religiosamente anemici!

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  3. Vi segnalo che la LXX è in via di pubblicazione per i tipi di Morcelliana. Ad oggi sono disponibili il Pentateuco http://www.morcelliana.it/or4/or?uid=morcelliana.main.index&oid=64103&uidx_30=MORCELLIANAshop.main.productdetail&idproduct=1318 e i Libri Poetici http://www.morcelliana.it/or4/or?uid=morcelliana.main.index&oid=64103&uidx_30=MORCELLIANAshop.main.productdetail&idproduct=1425 entrambi un po' cari per il lettore comune ma almeno qualcosa si muove!
    Per EDB poi c'è quest'esapla dei Salmi http://www.dehoniane.it/edb/cat_dettaglio.php/Canti-di-lode-dei-Padri-I-/?ISBN=82067
    Ho controllato l'esempio da voi riportato e mi sembra in linea con i vostri rilievi. Preciso però che non sono un esperto.

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    1. Esiste il "Salterio dei Padri" (o qualcosa del genere per la editrice EDB, se non vado in errore. Ce l'ho nella mia biblioteca in terza o quarta fila e mi scoccia buttare giù un po' di libri per controllare).
      Questo salterio che vuole essere assolutamente tradizionale ha però le sue pecche. Tra queste evita COSTANTEMENTE di citare il termine "chiesa" (dal greco ekklesia, adunanza) laddove ricorre preferendo il termine vago di assemblea!
      Le traduzioni attuali, in genere, hanno una ideologia simile: tutto quello che va verso il Cristianesimo (anche se era attestato prima del Cristianesimo) è da evitare. Si preferiscono termini vaghi o giudaizzanti, anche contro la più palese evidenza!

      Per quanto riguarda la pubblicazione della LXX speriamo non sia una nuova "Bibbia Brunello" nella quale, come dicevo, si mescolava la volgata con la LXX per non creare problemi con i "latini" e ricevere facilmente l'imprimatur.

      Cosa sia la "Bibbia Brunello", sconosciuta come tutte le pubblicazioni (per niente pubblicizzate) di Piana degli Albanesi, lo mostrerò nel prossimo post.

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  4. Per Stefano. Non vorrei sbagliarmi, ma qualche tempo fa mi è giunta la notizia che la traduzione della LXX per la Morcelliana fosse stata sospesa a tempo da destinarsi. Ora con i problemi di fondi dell'editoria mi sa che la cosa è ancora più difficile da realizzarsi!

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  5. Il volume III (il secondo uscito finora) è datato luglio 2013 ma non è stato sicuramente distribuito nelle librerie prima di novembre 2013. È passato più di un'anno tra primo e secondo volume ma per un'opera del genere non lo trovo molto strano. Il commento di Rashi al Pentateuco di Marietti non è ancora completo oggi dopo decenni.

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    1. Caro Stefano,

      non vorrei essere malevolo ma penso che la LXX per gran parte del mondo cattolico (e anche per chi la edita) sia più che altro uno sfizio culturale, non un libro al quale attingere per alimentare la fede e la pietà personali.

      Oggi la cosiddetta spiritualità non è affatto un tessuto connettivo tra le varie discipline teologiche e, quando c'è, è spesso impazzita!.

      I vari settori della teologia sono più o meno disarticolati tra loro e a volte quel che dice un docente viene contraddetto da un altro.

      A livello pratico il Cristianesimo diventa al più una questione di "doveri morali" o meglio sociali (bisogna "mostrare" che si è presenti!) con l'inevitabile evaporazione della causa principale per cui la Chiesa esiste.

      Il clero oggi è formato in questa temperie dissociata, ed è giocoforza che dica nero a chi chiede nero e bianco a chi chiede bianco. Il relativismo la fa da padrone e non c'è da meravigliarsi che i laici prefericano uno stile da bettola piuttosto che uno stile ascetico, in un prelato. Io stesso ad un docente di seminario ho chiesto: "Ma non vi rendete conto che formate gente dissociata?" Costui non potendo dire niente è stato zitto.

      Questo spiega gran parte delle cose in Occidente e spiega anche perché certi commenti si attendono ancora dopo dieci anni!

      L'Oriente cristiano inizia sempre più ad essere affascinato da questo brutto andazzo, purtroppo..

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  6. Pietro, innanzitutto buon anno. Che dire se non che tristemente concordo con quanto da lei detto. Ne approfitto per chiederle se è reperibile un'edizione elettronica della Bibbia Martini. Ne ho trovata una versione PDF ma è poco utilizzabile.

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    1. La questione biblica è complessa! La Bibbia Martini in pdf non ha il testo utilizzabile per la ricerca perché è una composizione di immagini (un poco come il mio Prosefchitarion e la Bibbia Brunello di cui sto mettendo on line qualcosa). Il problema di questo testo è il suo desuetissimo italiano.
      Se hai pazienza trovi on line la volgata tradotta dall'abate Ricciotti in pdf ma con testo sensibile (ossia ne puoi fare la ricerca). E' da quella che io ho preso il testo per il salmo 9, seppur aggiornandolo. Questa Bibbia, almeno, è del 1940 o giù di lì, non del 1700!
      Per trovarla basta cliccare su google dopo aver scritto "download Bibbia Ricciotti" e o prima o poi trovi il server. Attento, però, perché con alcuni link non combini nulla (qualcuno ti chiede pure il numero della carta di credito!). Poi ne trovi uno - ora non ricordo più qual'è - che ti fa attendere due ore e 40 min. Alla fine, però, ti dà il file.

      La Bibbia Brunello traduce la LXX, sì, ma con aggiustamenti in direzione della Volgata, laddove ci sono passi che non si accordano facilmente. Sono tutti testi che devono essere considerati con i loro testi di riferimento latini o greci.

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  7. però leggevo che molti ortodossi attaccano la Vulgata di San Girolamo, considerandola quasi eretica rispetto alla LXX, sostenendo che anche questa viene da un testo giudaico manipolato per negare la Divinità di Gesù.

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    1. Lungo la storia sono avvenute proprio tantissime cose ed è realmente complesso cercare di fare luce su tutto. In questo blog ho deciso di seguire una linea: far risaltare gli aspetti uniformi o molto similari della tradizione antica (latina e greca) per mostrare come oggi ci siamo allontanati vistosamente dalle NOSTRE STESSE RADICI.
      Che un tempo ci fossero screzi tra Oriente e Occidente è normale, come è normale che ci fossero screzi tra le scuole teologiche di Alessandria e Antiochia. Questo fa parte della vita e del tentativo di rimanere quanto più fedeli possibile al messaggio evangelico.
      Eppero' se osserviamo gli screzi di allora e li paragoniamo a quello che succede oggi sono come il raffreddore paragonato al cancro maligno. Non dico che il raffreddore non è niente (dà anche quello il suo fastidio) ma non è minimamente paragonabile, per fortuna!, al cancro maligno!
      Ecco perché evito di entrare in merito agli screzi antichi (che in parte lei mi rileva). Oggi in Occidente hanno reso impraticabile il terreno per costuire la casa e noi discutiamo ancora se il pavimento dovrà essere in pietra o in legno? Pensiamo al terreno prima di tutto e poi vediamo il resto!

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    2. Per questo ho mostrato la similarietà della LXX con la Volgata e nel Salterio questa è altissima!

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  8. Post molto interessante su un tema su cui non avevo mai riflettuto..
    Sempre parlando di versioni: potrebbe darmi un'idea su una buona traduzione della Summa di San Tommaso d'Aquino?
    Grazie mille!

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    1. Qualsiasi biblioteca religiosa abbastanza completa ha la Summa edita dallo Studio domenicano. Quella dovrebbe essere una buona traduzione, fatta pressapoco tra gli anni '80 e '90 del XX sec.

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  9. Che traduzione veniva usata per la lettura del vangelo prima del concilio vatic. ? Ricordo che mi affascinava lo stile alto,nobile di parole desuete,che nessuno usava,ma che tutti capivano

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    1. C'erano delle versioni in lingua italiana proclamate da "lezionari italiani" di cui pure io posseggo una copia. Tuttavia la scelta della lingua non è una cosa sulla quale possiamo giocare. Capisco l'uso di una lingua un poco nobile, non da mercato, ma non può neppure essere così alta da parere desueta. Diverrebbe ridicola.

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  10. Buon giorno, ho autopubblicato il libro dal titolo: Vangelo con le Annotazioni della Bibbia cattolica Martini Revisionato secondo la lingua italiana corrente ed in un unico volume leggibile
    Per chi fosse interessato lo può trovare al seguente link:
    http://www.lulu.com/shop/http://www.lulu.com/shop/gianluca-schiavone/vangelo-con-le-annotazioni-della-bibbia-cattolica-martini-revisionato-secondo-la-lingua-italiana-corrente-ed-in-un-unico-volume-leggibile/paperback/product-22264519.html

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