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giovedì 16 gennaio 2014

Una preghiera sempre meno personale...

Inizio questo post in modo un poco singolare. Qualche ora fa è apparso alla mia mente un interessante parallelo tra due idee che desidero condividere. 

L'immagine con cui si apre questo post è una cabina telefonica. Vedendola forse diamo per scontato  alcune cose che, viceversa, sono importanti: una cabina è fatta per custodire il dialogo di una persona con un'altra, oltre che, ovviamente, per non disturbarla dai rumori esterni. 

Questo bisogno di custodia era tipico di un mondo che, ahimé, ci lasciamo sempre più alle spalle, un mondo in cui era socialmente radicata un'acquisizione che ritengo tutt'ora valida.
Quest'acquisizione è formata da due aspetti: 

1) in una persona c'è un profilo pubblico (quello che può condividere con tutti o con la maggioranza delle persone);

2) c'è pure un profilo personale (quello che condivide solo con pochi, se non con pochissimi o con solo se stesso).
L'immagine esterna della cabina telefonica impone immediatamente il secondo aspetto: chi è esterno ad essa è escluso dalla condivisione di alcuni messaggi.

Con la rapidissima diffusione del telefono cellulare è avvenuta una piccola "rivoluzione" sociale: la netta divisione tra profilo personale e pubblico è saltata nella maggioranza dei casi. Ben pochi sono coloro che usano il cellulare telefonando a bassa voce! In questo modo, i messaggi personali (o personalissimi!) vengono resi noti a tutti, che lo si voglia o meno.

Questo crollo del diaframma tra profilo personale e pubblico lo si è notato molto tempo prima anche nella moda, laddove parti quasi intime del corpo umano erano messe a nudo, sotto gli occhi di tutti.

Pare che la società sia pian piano trascinata in una direzione dove, quant'è personale, non può più rimanere isolato. La cosa addirittura "piace" agli svaporati perché accarezza il loro narcisismo. Essi non si accorgono dell'ultima logica conseguenza di questo: l'abolizione totale di uno spazio individuale custodito. Infatti, si parla sempre più di violazione di dati personali e quanto si scrive su internet può benissimo essere monitorato da centri a noi ignoti, non solo per indagini pubblicitarie...

Considerando cosa avviene nella Chiesa, trovo un parallelo curioso con questo fenomeno ma anche un'altra cosa: sembra che in essa questo processo di "demolizione" del profilo personale sia avvenuto addiritura prima rispetto alla società, come se in essa alcuni responsabili collaborassero con chi ha interesse a cambiare determinati consolidati costumi sociali per un più efficace controllo dei singoli.

Un esempio lampante. La riforma della messa nel mondo cattolico ha praticamente abolito le preghiere "segrete", quelle preghiere, cioè, che venivano recitate dal sacerdote  quasi in silenzio. 


Viceversa nella messa tradizionale esistono due chiarissimi piani: 

  1. il dialogo del sacerdote con i fedeli e con Dio (preghiere ad alta voce). Corrisponde pressapoco al "profilo pubblico" sopra descritto ed è la preghiera condivisa; 
  2. il dialogo del solo sacerdote con Dio (preghiere a bassa voce). Corrisponde pressapoco al "profilo personale" ed è la  preghiera personale.

Questo secondo piano, poi, sembra addirittura seguire meglio la raccomandazione di Cristo nel modo in cui si deve autenticamente pregare.
Questa divisione non è propria alla sola antica messa cattolica ma ad ogni liturgia tradizionale: si pensi alle preci sacerdotali del lucernario nel vespro bizantino, recitate pure queste sottovoce mentre il cantore recita il salmo 103.

Nel mondo cattolico, con l'abolizione delle preci "segrete", tutto è stato livellato ad un solo livello: quello pubblico, come se fosse indispensabile essere sentiti da tutti in ogni momento, come se la preghiera rivolta in primis verso Dio debba essere intesa da tutti per poter salire a Lui ed essere efficace. Con tutta la prudenza del caso, noto in queste abolizioni una rabbrividente superficialità se non altro perché aprono sempre più il campo al bisogno di apparire (che è in sé un atteggiamento mondanissimo), alla pura fenomenologia che può bellamente dimenticare l'essenza spirituale.

Vi scorgo pure quanto sta avvenendo oggi in altri campi della nostra società.

Se vi si pensa attentamente, non è un caso che un movimento di tipo settario del mondo Cattolico pratichi le confessioni "pubbliche" dove un singolo, davanti a tutti, deve sciorinare le sue colpe individuali, anche pesanti. E non è neppure un caso che i responsabili del cattolicesimo non facciano nulla per correggere questa situazione.
Certo al di fuori di quelle cerchie molti ancora non hanno questa prassi ma l'esempio del movimento indica senz'altro una tendenza significativa, soprattutto in considerazione di quanto esposto.

Infatti anche qui si vede la medesima situazione: la cancellazione di uno spazio individuale, in cui si può esercitare la peculiarità espressiva del singolo.

Temo che pure con questi fenomeni, di cui forse inconsapevolmente si sono fatti alfieri e precursori alcuni riformatori cattolici, l'intera società stia lentamente scivolando in un'ulteriore massificazione e omologazione.

Noto, infine, che tutto ciò è divenuto una moda per cui anche in liturgie tradizionali (come quelle del mondo ortodosso) le preghiere da dirsi silenziosamente oramai si fanno sempre più ad alta voce perché i fedeli le intendano.
Evidentemente chi un tempo ha stabilito che certe preghiere sono da eseguirsi silenziosamente non aveva il bisogno attuale di chi, facendosi udire anche quando non dovrebbe, colpisce gli astanti. 

Un tempo era chiaro che si avrebbe dovuto "colpire" solo Dio per essere da Lui esauditi. Oggi è sempre meno chiara la raccomandazione di Cristo: "Cercate prima il regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in conseguenza". Così questo e altro contribuiscono ad abbassare la qualità generale. Conseguentemente, molti ambienti di  Chiesa non si propongono più come un solido appoggio davanti ad un mondo che cambia e, forse inconsapevolmente, ne accellerano la mutazione...


P. S. Importante precisazione.

Vorrei precisare che nella liturgia tradizionale si mantiene un perfetto equilibrio tra la dimensione sociale della preghiera e quella personale. 

Infatti, la persona compone, sì, la Chiesa in quanto membro di un corpo, ma non viene meno nella sua personale individualità! Anche per questo si sottolinea la differenza tra la persona del sacerdote e quella di tutti gli altri con preghiere che costui recita a bassa voce: nella sua persona egli è mediatore-sacerdote tra il popolo e Dio.

Gli altri non lo sono come lui e, infatti, logicamente non dovrebbero sentire alcune sue preghiere, non dovrebbero condividere alcuni suoi spazi (che dire delle "singolari" realtà in cui in una chiesa non esiste più il presbiterio e i laici leggono il vangelo quand'anche non "concelebrino"?).



L'abolizione del piano personale (abolendo le preghiere silenziose) e l'appiattimento nella sola dimensione pubblica. inclina inevitabilmente ad una confusione del rapporto tra persona e comunità. Allora la persona o diviene elemento impersonale della comunità (realtà ideologico-settaria) o, come in certe realtà protestanti, fa Chiesa e comunità per se stesso (realtà individualistica). Socialmente questi atteggiamenti si traducono o in un "comunismo radicale" alla Pol Pot o in un individualismo sfrenato e senza veri rapporti col prossimo.

Se non ci sono più preghiere silenziose del sacerdote, è inevitabile che vi siano luoghi in cui alcuni fedeli recitano pure le "parti" del prete. È chiarissimo, qui, che le funzioni si sono confuse! Il ruolo personale si confonde fino all'indistinzione con il ruolo altrui.


Contro tale fatto è inutile invocare discorsi teorici in cui si pensa che nulla sia cambiato! È inutile prendere in giro se stessi se la teoria va in una direzione e la pratica in tutta un'altra.


Vedete: qui non è celato un semplice attentato all'identità sacerdotale. Qui a monte c'è prima di tutto la confusione tra quanto distingue la persona (ossia i suoi elementi propri e non condivisibili) e quanto si condivide nella comunità (ossia gli elementi che il singolo mette in comune).


In altre parole, sembra che nella mens di alcuni riformatori liturgici che hanno ideato certe innovazioni, esista un concetto poco realistico di uomo ma, in compenso, molto ideologico!




4 commenti:

  1. Ci sono momenti per pregare insieme e quelli per pregare con "summissa voce" anche se si è da soli.....ora è tutto confuso e proiettato , sparato fuori.....in generale non solo in Chiesa....
    Una volta ti dicevano "esprimi un desiderio ma non dirlo" ora se non lo fai sapere a mezzo mondo sembra che il desiderio non valga nulla...

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    1. La confusione non è mai casuale ma VOLUTA perché si tratta di manipolare, in un modo o in un altro, le persone.

      Il sacerdozio è stato manipolato e in effetti le scelte nell'architettura ecclesiastica e nella liturgia indicano una vera e propria manipolazione. Ora questo tipo di manipolazione, osservata attentamente, è problematica perché intacca pure il giusto equilibrio tra singolo e comunità.
      Una volta di più noto che solo il recupero della tradizione può ridare alla Chiesa il suo giusto equilibrio e il suo reale mordente. Ma temo che tale recuper costerà lacrime e sangue: nessuno è disposto a fare nulla!

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  2. In altre parole, sembra che nella mens di alcuni riformatori liturgici che hanno ideato certe innovazioni, esista un concetto poco realistico di uomo ma, in compenso, molto ideologico!

    quest'ideologia non si chiama forse comunismo, detto anche marxismoleninismo ?
    Rosa

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    1. Diversi settori del cattolicesimo riformistico avevno quest'orientamento, infatti. Quello che fu un mio parroco diceva fieramente: "Sono marxista, progressista!". D'altra parte i primi anni '70 avevano questa ubriacatura e molte cose uscite in quel periodo ebbero quel marchio. Quello che stupisce è che oggi - in nome di uno strano concetto sacrale (strano perché applicato solo qui) - non si vedono certe riforme per quel che sono (ossia piuttosto ispirate dalle illusioni di un certo tempo) e si continua a crederle intangibili...

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