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sabato 8 febbraio 2014

La liturgia patriarcale a Madison Square (New York)



Propongo questo post per far riflettere i lettori su alcuni punti a mio avviso importanti. Premetto che non sono un estimatore di liturgie con grandi numeri (grandi cori, grandi assemblee...). Personalmente credo che una liturgia intima con poche persone sia in grado di giungere molto più in profondità. Inoltre non amo affatto le liturgie negli stadi (Madison Square ha dimensioni tali da essere qualcosa di simile) perché tendono a spettacolarizzare qualcosa che è e deve restare intimo e spirituale. 
Detto ciò invito i lettori a dare un occhio a questo video perché, nonostante alcuni limiti, la soluzione ottenuta riesce a salvare alcune essenzialità a mio avviso perse nelle grandi adunanze liturgiche del mondo cattolico dove la messa si riduce in gran parte a kermesse
Nel video (che riprende la Divina Liturgia o messa bizantina) si nota come l'assemblea, pur essendo assai numerosa, non viene illuminata. È illuminata solo la zona che simboleggia il santuario e il grande coro perché legga nei suoi spartiti le parti da cantare. Il coro canta polifonicamente accompagnato con l'organo. Questo non piace ai puristi del canto bizantino ma è senz'altro una mano tesa in direzione di chi è abituato a sentire i canti ecclesiali all' "occidentale"; segno questo della flessuosità liturgica del mondo bizantino, il quale pur essendo flessuoso non scade mai nel cattivo gusto quando si attiene ai canoni tradizionali. La liturgia, pur con adattamenti nella lingua del popolo, rimane sempre ad un alto livello. Non esiste teatralità, nonostante la magniloquenza dell'occasione. Tutto questo insegna come, rimanendo vincolati ai moduli tradizionali, sia possibile adattarsi anche a determinate circostanze senza snaturare la liturgia. Basterebbe volerlo.

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