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martedì 25 febbraio 2014

Orientarsi....

Oggi la confusione regna sovrana, soprattutto in ambito religioso. Solo uno spirito grossolano o totalmente disinformato può non rendersene conto. Se poi qualcuno è in cattiva fede, ossia conosce l'ordine della Chiesa ma gli va bene questo andazzo irregolare, la sua situazione personale è addirittura peggiore.


Ebbene, facciamo finta d'esserci persi in una regione sconosciuta, molto lontano dalla propria casa e dalla propria patria. 
Qui s'impongono alcune brevi riflessioni.


1) Perché, una volta persi, sentiamo il bisogno di "tornare indietro"? Evidentemente perché, dentro di noi, c'è il bisogno di recuperare quello che fa parte della nostra storia, di quello per cui noi siamo noi e non qualsiasi altro. Abbiamo bisogno di tornare a quello che sentiamo essere la nostra vera vita.
Nella condizione dello smarrito può esserci qualcuno che ci dice: "Non tornare indietro, quello a cui pensi non esiste più e non ha senso, è morto e passato. Alla fine tutto è uguale a tutto". 
Davanti a queste parole, sappiamo, con il cuore, che non è così! La mente viene ingannata ma il cuore no! Il luogo che ci ha visti crescere non potrà mai essere identico ad un altro, non potrà mai non esistere, dal momento che esiste almeno in noi! Sappiamo che chi ci dice queste cose mente sapendo di mentire. È un essere spudorato.


Applicazione al campo religioso: quando un sacerdote o un laico "religioso" ci dicono che guardare alle nostre radici, alla coerenza e alla tradizione cristiana non ha senso, che tutto è uguale a tutto, che non si può più tornare indietro... ebbene mentono sapendo di mentire poiché quello che caratterizza l'esperienza umana non si può dissociare da quello che caratterizza l'esperienza religiosa! Perché, allora, gli crediamo?


2) Da smarriti, abbiamo bisogno di sapere in che regione sconosciuta siamo, abbiamo bisogno di una carta geografica o di costruirne una (fu la prima cosa che fecero gli esploratori del XVI secolo), abbiamo bisogno d'una bussola per sapere in che direzione stiamo andando o, al più, seguire le coordinate geografiche con il sorgere o il tramonto del sole, con la posizione delle stelle.
Se qualcuno ci raggiunge e inizia a dirci: "Lasciate perdere le carte e le bussole, sono inutili. Fidatevi di chi vi dice ora bianco ora nero, a seconda delle convenienze o delle simpatie", voi cosa penserete? Sicuramente che vi sta ingannando.


Applicazione al campo religioso: quando un sacerdote o un laico "religioso" ci dicono che non ha senso la nostra ricerca nei testi del passato (i santi Padri, i teologi, i documenti della Chiesa) e che conviene affidarsi a quello che dicono varie autorità anche se si contraddicono (ieri alcune autorità religiose cattoliche condannavano il simpatizzante di fedi non cristiane perché  consideravano quest'ultime erronee e morte, oggi le stesse autorità esaltano il simpatizzante di queste fedi, considerate viventi e sorgente di autentica conoscenza per il cristiano), perché pensiamo che dicono cose assolutamente giuste e non c'ingannano? Non è strano questo capovolgimento totale di giudizi?
Perché continuiamo ad avere fiducia di queste stesse autorità nel momento in cui oscurano il passato del Cristianesimo e se ne vergognano? Non parlo di situazioni in cui si esercitò un abuso di potere ma di situazioni in cui la dottrina veniva chiaramente esposta, definita, non edulcorata, sfumata, messa da parte in favore di un puro umanitarismo buonista...


Se riprendiamo la metafora della bussola e della carta è come se queste autorità ci dicessero: "Lascia perdere questa carta, è troppo chiara; butta via  questa bussola, è troppo precisa. Oggi non si fa più così per orientarsi: si va a simpatie. Se vedo una persona simpatica in quella direzione vado per di là, se ne vedo un'altra in una direzione opposta vado all'opposto. Ovunque c'è della verità e ogni verità equivale ad un'altra: se uno ti dice che il nord è il sud ha ragione, se un altro ti dice che il sud è l'est ha pure ragione!".
Come mai non ci faremo imbrogliare da questi discorsi insensati nel caso dell'orientamento geografico e lo facciamo ampiamente nell'orientamento religioso? Non proviamo un poco di vergogna a farci umiliare così mentre nelle cose umane correremo per via di avvocati solo per una piccola mancanza di rispetto?

La verità è che quelli che riescono a vederci un po' chiaramente sono ben pochi e sono forse considerati come dei tontarelli. La maggioranza non se ne fa pensiero (forse perché, alla fine, non gliene frega nulla della fede e della Chiesa).

Costoro non sospettano neppure lontanamente che oggi chi alimenta la confusione e l'apostasia religiosa non sono i "nemici" della Chiesa ma... molti dei loro stessi capi!

Quindi per riprendere l'analogia della bussola e della cartina geografica, nella Chiesa ci possono essere diverse tendenze:

a) Tendenza sfacciatamente mondana: "Lasciate perdere bussola e cartina sono cose vecchie; siate spontanei e seguite gli stimoli della vostra coscienza o del mondo".
Qui gli scritti della tradizione ecclesiastica se non sono proprio buttati via stanno in soffitta con le cose stantie e sotto un notevole strato di polvere.

b) Tendenza mondana mascherata: "Sì, bussola e carta sono cose interessanti ma oggi bisogna anche saperne fare a meno. Non dico che si devono buttare via ma, in gran parte, queste sono cose che dicono poco oggi".
Qui gli scritti della tradizione ecclesiastica sono stati spulciati, ma molto raramente. Si preferiscono i loisirs della modernità: divertimenti, svaghi, gite con i quali attrarre la gente.

c) Tendenza ingannatoria: "Dobbiamo trarre aspirazione da bussola e carta ma non leggervi quello che dicono bensì altro".
Gli scritti della tradizione ecclesiastica vengono avvelenati e si fa dire alla Scrittura quello che essa non ha mai detto.

All'estremo opposto c'è un'altra tendenza sostenuta da pochissimi:

d) Tendenza integrista: "Quanto è stato scritto nella cartina è estremamente vero. Se la realtà ci smentisce è la cartina che dev'essere seguita, non la realtà".

Qui i testi religiosi sono considerati in modo massimalista senza tenere conto che ci dev'essere comunque una interpretazione che però non significa la loro negazione.
Trattati così, tali scritti vengono idolatrati.

Pochi sembrano, invece, accorgersi di questa:

e) Posizione corretta: "Si segue bussola e carta. Se nel frattempo qualcosa nella realtà è cambiato lo si annota nella carta ma questo non significa certo che Parigi diventa Roma e Roma si trasferisce in Scandinavia".

I testi della tradizione cristiana hanno bisogno di essere sempre integrati ed arricchiti ma questo non significa che debbano essere abbandonati o rinnegati. Oggi possiamo conoscere di più riguardo alla psicologia umana e avere un approccio più articolato del quale tenere conto. Ma questo non significa che ascesi, peccato e grazia sono cose vecchie o inutili. L'intelligenza spirituale si deve sempre associare all'intelligenza del momento presente. Questo, d'altronde, è sempre stato l'atteggiamento dei maggiori luminari nella storia del Cristianesimo.

L'esempio della bussola e della carta ci mostra chiaramente un tale disorientamento al punto da poter tranquillamente affermare che oggi - in campo religioso - è in atto una vera e propria perversione delle intelligenze che segue, d'altronde,  alla perversione degli spiriti, già ampiamente diffusa.

22 commenti:

  1. Perché in gran parte del mondo cattolico sono disprezzate la tradizione e le liturgie tradizionali? Semplice: sono bussole e carte che mostrerebbero lo smarrimento della maggioranza, smarrimento che NON SI PUO' ammettere!
    Ma quest'atteggiamento non potrebbe celare una certa.... schiavitù alla mezogna?

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  2. DIfatti è stato invertito l'orientamento stesso della Liturgia: non è mica stato fatto per caso...

    Pantocrator

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    1. No, infatti! È la cosa fa specie se si pensa che, poco prima di quest'avvenimento, la massa NON CHIEDEVA questo tipo di riforma ma solo alcune élites d' "illuminati"... Il popolo, oramai abituato a seguire muto i chierici - in questo il periodo postridentino è stato negativissimo perché ha abituato i laici ad essere perfettamente passivi - ha chinato una volta di più il capo...

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  3. Il problema è neppure che i chierici seguono muti la Verità come inscritta nella Tradizione: il periodo postridentino era dovuto proprio al fatto che dando ad una massa (ed era ben più ristretta di quella attuale!) la Sacra Scrittura se la sono reinterpretata a modo loro, idem è accaduto per la Liturgia. La "massa" non può far altro che meramente "reagire" a degli "stimoli" che vengono abilmente e sottilmente inculcati da chi li sa manipolare con maestria.

    Pantocrator

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    1. La Scrittura, infatti, dev'essere interpretata alla luce delle interpretazioni che ne ha dato la Chiesa ma anche qui non in modo indiscriminato: le interpretazioni condivise dal maggior numero di autorità possibile, nel maggior torno temporale possibile!
      Questa è l'interpretazione ecclesiale, non individualistica.
      Sennonché con la cultura individualistica varata dal rinascimento in poi, e con l'estremizzazione di questa nel periodo postmoderno, abbiamo tutto il contrario.
      Invece di tornare a ricollegarsi nella tradizione, oggi si segue l'andazzo pur di tenere unite le persone (che però finiscono per essere ognuna per conto loro e non collegate alla Chiesa).
      Chi fa una lettura tradizionale una lectio divina, oramai non è che una minoranza....

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  4. Che, nella cosiddetta chiesa di Roma si sia perduta col passar degli anni la consapevolezza che la fede è una e che fedi diverse tra loro non possono coesistere perchè porterebbero alla frammentazione della chiesa una ed alla conseguente formazione di varie chiese contrapposte tra loro, è un fatto certo.

    Quello che però non dobbiamo dimenticare, di fronte a questo andazzo è che il nemico è sempre a caccia di chi divorare... e tutti ricordiamo la famosa frase che il capolavoro di Satana è quello di far credere nella sua non esistenza.

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    1. Nel cattolicesimo postmoderno si è totalmente sfocata la confessione della fede UNA. Questo perché di fatto esiste un diffusissimo relativismo dogmatico. Ad esempio, l'idea che, nel dialogo con i cosiddetti "lefebvriani", si privilegiasse l'aspetto pratico mettendo in totale secondo piano la discussione teologica, significa esattamente questo. Purtroppo con l'attuale papa (assai debole dogmaticamente) questa tendenza si rafforzerà notevolmente. Assisteremo alla nascita e all'affermarsi di una Chiesa sempre più adogmatica, se non nella teoria almeno nella pratica.
      Per questo tutte le "novità" che si fanno oggi nel passato non sarebbero neppure state pensate.
      Non perché nel passato fossero limitati e oggi sono divenuti tutti furbi.
      Ma perché nel passato si dava fede al vincolo stabilito dalla dottrina, cosa che oggi non significa quasi più nulla ...

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    2. Lei dice : di fatto esiste un diffusissimo relativismo dogmatico... questo è vero. Ma il probema non è tanto quello della diffusione del relativismo dogmatico, quanto della mancanza di consapevolezza di trovarsi a vivere in questa situazione. Se il popolo è consapevole che l'aria o l'acqua del luogo in cui vive è inquinata si dà da fare, a volte perfino in modo eccessivo arrivando a cortei, blocchi stradali e quant'altro per mettere il mondo intero al corrente della iniqua situazione in cui si è chiamati a vivere. Ma del relativismo dogmatico non importa nulla a nessuno.
      O meglio si ha paura di parlare di dogmi perchè l'atteggiamento del popolo verso i dogmi è lo stesso di quello di Renzo di fronte all'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria. La teoria è greve, pesante e quindi è meglio starne lontani perchè quella teoria ha permesso tutte le brutture che si imputano alla chiesa di roma e che, il popolo ne è certo, Cristo non avrebbe voluto.

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    3. Il relativismo dogmatico è visto come cosa negativa solo da chi ha compreso l'essenzialità di confessare Cristo come Dio, tanto per fare un esempio. Abbiamo visto, anche se in modo non sistematico, che aver scoronato Cristo della divinità (come avviene de facto) soggiaccia in molte liturgie violentate del mondo cattolico. Se non è essenziale confessare questo (e altri dogmi) e tutto diventa relativo, immediatamente la liturgia precipita da livello celeste ad un livello di "parlamento terrestre". E siamo esattamente qui!
      Quello che molti tradizionalisti non capiscono (e non vogliono capire) è che la liturgia ritrova il suo giusto equilibrio solo se si riprende a lottare contro il relativismo dogmatico.
      Relativismo dogmatico è, come lei giustamente dice, nutrirsi di cibo avvelenato con l'idea che tanto tutti i tipi di cibo sono buoni.
      Forse l'equivoco nasce dal fatto che la gente fa l'equivalenza "lotta per il dogma=persecuzione religiosa" come di fatto è avvenuto in alcuni secoli. Ma la persecuzione religiosa, oramai condannata, ha portato automaticamente a ritenere la lotta per il dogma qualcosa di inutile. Questo tipo di equivalenze sono possibili solo in una mente grossolana e ignorante dei fatti spirituali, cosa che oramai riguarda pure ampi strati del clero.
      E' come se vietare la condanna a morte significasse automaticamente vietare la diffusione di cibo avvelenato. Solo una persona seriamente problematica può arrivare a sostenere tutto questo! Ma oggi siamo proprio qui, purtroppo!
      Quello che è chiaro ed evidente sul piano mondano non lo è affatto sul piano spirituale al punto che si sostengono risoluzioni CONTRO il piano spirituale stesso!

      Così, l'indifferenza al relativismo dogmatico è oramai segno di una indifferenza al Cristo dei Vangeli, scambiato e ridotto a qualcuno d'inoffensivo che giustifica qualsiasi cosa e addormenta le coscienze. "Chi sono io per giudicare?", dice infatti qualche guida "spirituale" odierna!!!

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    4. Sono d'accordo con lei nel pensare che il primo punto del relativismo dogmatico, quello che ci conduce all'arianesimo del XXI secolo, è quello di negare nei fatti la divinità di Cristo. Ma a questo si è arrivati rincorrendo alcuni gruppi protestanti che, mancando della linfa vitale, hanno, di fatto, nel corso dei secoli fatto decadere il messaggio originario. Alcuni sembra siano arrivati a negare i miracoli, che pure, in tutta la Bibbia sono ampiamente presenti, altri sembra che accettino l'Ultima Cena, ma neghino la resurrezione, perchè Dio può risorgere, ma un uomo, un semplice uomo certamente no.
      Un battesimo di una chiesa protestante pur tradizionale quale l'Anglicana è un semplice atto commemorativo, elegante nella commemorazione, ma diverso da quelli organizzati da fraternità ortodosse...
      Per il resto ci risentiremo presto.

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    5. Non a caso queste sono comunità cristiane eretiche. Si può essere gentili quanto si vuole con essi ma l'eresia c'è e non si può negare, purtroppo!

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  5. E' altresì grave il fatto che fenomeni di tipo spiritistico nel mondo attuale, vengano considerati come fenomeni di tipo soprannaturale e diano luogo a torme di falsi "fedeli", o meglio di pseudo fedeli solo attenti ai fenomeni straordinari e meravigliosi, senza considarare da dove vengano e dove ci vogliano portare. Nella frammentazione di questi pseudo messaggi soprannaturali c'è un orientamento autentico a favore della fede o viene ad essere sovrapposta una nuova pseudo fede alla fede autentica ?

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    1. Ad un accecato (spiritualmente) puoi fargli credere di tutto; perfino che il sole è verde!
      Perché meravigliarsi?

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  6. Veniamo poi al punto in cui si afferma il fatto che la Scrittura possa venir interpretata dal popolo a modo suo.
    Personalmente non vedrei questo come il male maggiore : il problema autentico è, a mio modesto avviso un'altro. E' il fatto che la sacra scrittura non viene vista come base della diffusione della fede, ma viene spesso ignorata e trascurata anche da coloro che voi indicate come chierici.
    A questo proposito c'è da fare una curiosa osservazione : uno dei vaticanisti, quello che scrive su venerdì di repubblica, vaticanista che ho motivo di credere essere un sacerdote, avendolo visto in televisione vestito da sacerdote e chiamato da colleghi meno dotti come Padre, tal Filippo di Giacomo se ricordo bene fa nei suoi scritti questa affermazione : afferma che i cosiddetti movimenti che tanto hanno prosperato sia sotto Woitila che sotto Ratzinger avevano la curiosa caratteristica di riuscire a far consacrare sacerdoti molti giovani senza che il loro cursus studiorum fosse tradizionale. Ovvero, passando da un movimento si poteva riuscire ad essere sacerdoti senza una solida proparazione scritturistica alle spalle. Questo Di Giacomo si rallegra attualmente perchè il Bergoglio sembra seriamente intenzionato ad impedire dette consacrazioni veloci, pretendendo dai giovani che desiderano diventare sacerdoti l'intero curricolo di studi.

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    1. Sinceramente avrei ben poco da rallegrarmi sia per quanto riguarda il "prima" sia per quanto riguarda il "poi": anche con un curriculum completo di studi, la tendenza generale di questo "neo-clero" non cambia, essendo di tipo razionalistico.
      Poi sinceramente mi chiedo che tipo di stimolo in senso positivo è in grado di dare il papa argentino: lo vedo troppo preso dal fatto di piacere al mondo. Vuole maggior completezza negli studi, lui. Ma la completezza imporrebbe l'amore per le tradizioni, non la diffidenza o il ritenere le stesse (vedasi le tradizioni liturgiche) una "strana moda" nella quale "alcuni sono caduti" (vedasi l'incontro avuto con i vescovi Cechi).
      Sarebbe ora di finirla di guardare sempre a cosa dice e cosa fa costui. Guardiamo alla testimonianza data nei secoli da uomini di fede, alla tradizione dei padri e degli asceti e, se riusciremo a viverne anche un frammento, saremo detti grandi,

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    2. Ha ragione, dottor Pietro.. ma se guardiamo nell'orticello ortodosso non le sembra che le consacrazioni di strani personaggi solo perchè inseriti in una qualche organizzazione politica, e quindi ben ammanigliati, come si suol dire, anche se in contrasto con i santi canoni, siano da considerarsi al livello di una catastrofe ? Ho scoperto ieri che l'idraulico che mi aveva cambiato una volta l'autoclave è diventato sacerdote... sono ancora sotto shoch...se teniamo conto che i canoni proibiscono al sacerdote di fare commercio (da qualche parte c'è), ed anche di conoscere l'intero salterio mi sembra che in questo caso le prescrizioni non siano rispettate. C'è da aggiungere che, oggi come oggi, non credo sia giusto consacrare sacerdote chi evade sistematicamente ogni forma di tassa o imposta che dir si vovoglia. Non aveva detto Qualcuno di dare a Cesare quel che è di cesare e a Dio quel che è di Dio ?

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    3. Prescindendo dal caso singolo che lei mi indica, so bene - non perché lo cerchi ma perché me lo vengono a dire - che succede nella Chiesa ortodossa in Italia (nelle sue varie giurisdizioni).

      È un completo disastro!
      Non di rado fanno preti persone che un tempo non avrebbero neppure potuto aprire le porte della chiesa e suonare le campane e credono di avere degli autentici "campioni di fede"!

      Certi personaggi, poi, non hanno scrupoli morali e lo dico sapendo bene quel che dico. Se poi glielo fai notare personalmente - perché in certi termini è giusta una certa "correzione fraterna" - ti minacciano di denuncia! Non vogliono cambiare al punto che sono cose da piangere!

      Ma probabilmente è questo che ci meritiamo, dal momento che neppure noi siamo quello che dovremo essere...

      Il livello del clero in Italia (che sia cattolico o ortodosso) è molto basso, eccezion fatta per casi singoli che però rimangono isolati (e fanno bene!): mai mescolarsi con certi personaggi!

      La differenza tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica non sta nella qualità del clero, che alla fine siamo lì: ci si può imbattere in ladri, puttanieri, vanesi, effemminati, invidiosi, sfruttatori, super-narcisi e disonesti in entrambe le confessioni. (La "casa" è piena di "ladri", mi dicevano nel monte Athos, per indicare lo stato pietoso, dal punto di vista umano, dell'Ortodossia).

      La differenza sta nella base: il mondo ortodosso non ha ancora intaccato né liturgia, né ordinamento ecclesiastico per complessi d'inferiorità nei riguardi del mondo moderno. Alcuni non sono ancora riusciti a "convincerli" a offuscare le basi simboliche per fare di loro (come succede nel Cattolicesimo) una Chiesa nella quale ci si vergogna del proprio passato liturgico e dogmatico.

      E questo mi sembra essere già una grande cosa.

      Detto ciò, però, è cristianamente giusto pregare per costoro ma senza illudersi troppo: umanamente parlando, non è che una pietra possa smettere di essere tale e divenire una zolletta di zucchero da un giorno ad un altro e non si può neppure credere che una persona con forti limiti spirituali e intellettuali possa divenire un luminare di scienza e un falco spirituale!

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  7. Testimonianza data nei secoli da uomini di fede.... sì, ma dobbiamo ricordarci che la chiesa cosiddetta docente ha, nei secoli, fatto molto per impedire la diffusione della Scrittura. Lucio Coco, che uno dei più accaniti diffusori dell'autentico messaggio cristiano ha curato, qualche anno fa per Qiqajon, una piccola antologia dal titolo "L'atto del leggere", dove, nell'introduzione racconta come molti , nei secoli, si adoperarono per raccogliere e proteggere i testi antichi. Ma andiamo avanti. Nel 1300 la chiesa però cercò di imdire la lettura privata della Bibbia, tanto che, martin Lutero de secoli dopo, venne visto come un pericoloso rivoluzionario perchè cercava di restaurare la tradizione antica. Certo, era stato anche colpito dalla corruzione romana, ma bisognava estirpare la corruzione, non impedire al popolo la lettura.

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    1. Io sono convinto che Martin Lutero fosse l'ultimo che, nella Chiesa cattolica, cercasse di riportare le cose ad un equilibrio come era anticamente, almeno all'inizio della sua contestazione.
      Nella sua epoca la Chiesa si era totalmente clericalizzata. Lui ha cercato di ricordare che nella Chiesa non ci sono solo i chierici.
      Lo stesso dicasi per la Scrittura che, nell'alto Medioevo faceva parte della ruminatio dei monaci (che in gran parte non erano preti) e che poi viene praticamente proibita.
      Detto ciò, però, la cura di Lutero si è manifestata come il contrapporre ad un'esagerazione un'altra esagerazione sfociata poi nell'eresia (nel momento in cui si è contrapposto all'ordine tradizionale rifiutando il sacerdozio e rifiutando la lettura della Bibbia seguendo il sensus Ecclesiae per mettere al centro il criterio individualistico).
      In questo modo Lutero è stato fondatore di una nuova Chiesa o meglio confessione cristiana.
      Una confessione cristiana nuova nasce nel momento in cui si crea una cesura, più o meno marcata, con il proprio passato e questo sta succedendo anche ai nostri giorni...

      Dunque il LUOGO della lettura della Bibbia non è nel proprio privato e con il proprio individualismo ma NELLA CHIESA e nella linea del "sentire cum ecclesia". Ovvio che dinnanzi alla distorsione luterana (nata da una ragione anche condivisibile) la Chiesa tridentina si è arroccata terrorizzata in tutta un'altra direzione, esasperando quella tendenza a sottrarre la Scrittura ai laici che la caratterizzava anche prima del periodo tridentino e questo a causa di interpretazioni non di rado fuorvianti.
      La tradizione antica è senz'altro leggere la Scrittura (e che facevano i Padri?) ma nella linea e nel cammino della Chiesa, cosa che invece Lutero non ha fatto, purtroppo...

      Ultimo appunto.
      I Padri ruminavano la Scrittura e con essa istruivano il popolo. Ma il popolo, non dimentichiamolo!, non aveva a disposizione la Scrittura come dall'invenzione della stampa in poi. La Scrittura era dunque letta nei centri monastici e con i criteri dell'Auctoritas Patrum. I movimenti ereticali del basso medioevo si appellavano anche loro alla Scrittura (si pensi ai poverelli e al pauperismo) in modo da denudare una Chiesa gerarchica piuttosto corrotta e rilassata. Di qui la reazione gerarchica che alla fine ha colpito la possibilità di nutrirsi alla Scrittura. Comunque sia, una certa diffidenza alle interpretazioni "libere" e alla discussione religiosa senza alcun metodo ecclesiastico la notiamo anche nei Padri e non si può certo dire che avessero torto!

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  8. Ma appunto per questo: un'eccessiva volgarizzazione della Sacra Scrittura non rappresenta proprio il dare le perle ai cani ed ai porci?
    Lutero è proprio l'esempio lampante di come la superbia possa prendere il sopravvento e del rischio insito in un approccio senza una guida ed una direzione: la Scrittura nutre con lo Spirito non con la lettera. Il confronto con i Padri è un po' fuorviante in quanto essi erano inseriti in un percorso ed un contesto ben preciso, di disciplina ascetica, di contemplazione, di preghiera, di distacco dal mondo ed era certo vivo a quel tempo il senso del Sacro e di cosa esso significhi. Di certo a quei tempi la Sacra Scrittura non era certo un libro di carta stampata che si può reperire in libreria in mezzo a tonnellate di immondizia quasi come fosse parte integrante di essa. Molte delle cose più belle che ci sono giunte dai Padri sono proprio le Omelie che aprivano al senso dell'illimitato e del Divino, quale è lo scopo della Parola di Dio. La Chiesa corrotta e rilassata poi la si potrebbe incontrare in ogni momento. Se vi sono periodi di eccessiva clericalizzazione pure oggi che viene dato eccessivo spazio al laicato al punto di aver voluto persino togliere il senso del presbiterio in chiesa, il rimedio non è stato certo migliore del male.

    Pantocrator

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    1. In realtà quanto ci circonda è almeno avvelenato. In molti casi eretico. Questa è la realtà.

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  9. E mica solo la Chiesa... Almeno fino a qualche secolo fa riusciva a far da argine a questo andazzo oggi siamo al caos a tutti i livelli

    Pantocrator

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