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lunedì 24 febbraio 2014

"Segni dei tempi"

I problemi che attanagliano il Cristianesimo odierno nascono prevalentemente dall'essere stato abbassato, adeguato alla mentalità corrente, trasformato in una filosofia più o meno buonista. Questi problemi derivano dall'aver reso la Sacra Scrittura un libro da leggersi in modo razionalistico: i miracoli sarebbero dei modi di dire, tutto sarebbe facilmente demitizzabile, nessuno deve più inquietarsi. 
Lo svilimento della liturgia ne è il logico risultato.
La posizione tradizionale propria alla Chiesa è, invece, in un versante totalmente diverso.
La notiamo in queste pagine scritte da un monaco atonita nel 1986: padre Paisios (*).
Il monaco, vissuto santamente, prende in esame un'iniziativa che allora pareva essere una novità (oggi questo esperimento è in fase avanzata di applicazione): segnare non solo le merci ma pure le persone con un sistema o un microchip nel quale c'è il codice "666". Questo microchip all'inizio appartiene ad una nuova carta d'identità, poi si prevede che venga immesso sotto la pelle di ogni persona.
Personalmente non so cosa ci riserverà il futuro, per quanto mi renda conto che i segni e i simboli, come il "666", non sono per nulla trascurati da parte di forti gruppi di potere mondiale! Mentre noi non ci diamo che pochissimo peso, questi gruppi ci credono e li usano. Mentre questi gruppi non cambiano il loro sistema simbolico (orientato per affermare ed espandere il loro potere), i cristiani - particolarmente in Occidente - non credono ai simboli al punto che disprezzano le liturgie tradizionali che li usano e trasformano le loro messe in feste paesane.
Viceversa, la stessa massoneria ha rituali fortemente simbolici.
Padre Paisios non fa troppi giri di parole e troppe giustificazioni.

Con in mano la Bibbia identifica subito il "666" come segno anticristico e lo dice, ridicolizzando coloro che lo ritengono irrilevante. La storia della salvezza prosegue il suo corso, nel tempo, ma pure l'opposizione ad essa da parte del Nemico, opposizione che non viene mai meno. Tutto questo per Paissios non è un mito ma una realtà che si svolge ora. 

Se rimarremo stupiti dal suo modo di argomentare, se qualcuno lo rifiuterà ritenendolo esagerato o fanatico, è solo perché siamo stati talmente anemizzati da credere che il nostro modo di pensare è quello giusto. Il nostro Cristianesimo si è traviato quando è divenuto zucchero a velo per tutti! Viceversa nel vangelo Cristo non parla di zucchero ma di sale che può far male sulle ferite ma sana. E se questo sale perde sapore, aggiunge, verrà calpestato. Porsi nella prospettiva di Cristo impone necessariamente tutto un altro ordine di valori e di valutazioni. È questo che mi preme sottolineare. 

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Padre Paisios l'atonita
"Segni dei tempi"

Dopo la tempesta demoniaca,
il divino sole arriverà.

Dietro allo spirito mondano della “libertà” odierna, dietro alla mancanza di rispetto verso la Chiesa di Cristo, verso chi ci precede nell'età (genitori e insegnanti) e verso chi ha timore di Dio, è nascosta schiavitù spirituale, ansia e anarchia che conducono il mondo in un vicolo cieco, alla rovina mentale e fisica.

Perciò dietro al perfetto sistema di sicurezza informatica, “scheda di servizi” (1), si nasconde una dittatura globale, un asservimento all’Anticristo: “Inoltre obbligò tutti [...] a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei” (Ap 13, 16-18).
Sant’Andrea di Cesarea, scrive quanto segue: “Per quanto riguarda il nome dell’infame Anticristo, il significato preciso del numero come altre cose scritte a lui relative, il tempo e l’esperienza lo rivelerà ai santi; […] ma la grazia divina non ha permesso che il nome del distruttore fosse scritto nel libro divino; cercando di scoprirlo si possono affermare molte cose”(2).

Stranamente, però, pure molte persone spirituali, oltre a dare proprie strane interpretazioni, temono come i mondani questo sistema di controllo globale, invece di preoccuparsi spiritualmente aiutando i cristiani e infondendo loro una sana inquietudine,  forza nella fede e facendo loro sperimentare la divina consolazione.

Rimango perplesso! Tutti questi eventi non li impensieriscono? Perché non esaminano, almeno una volta, le interpretazioni delle loro menti? E, se così facendo, agevolano il piano dell’Anticristo sul sigillo, com'è possibile che riescano a trascinare alla perdizione ancora altre anime? Ecco cosa intende il versetto dell'Apocalisse quando dice: “… per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti”.

Saranno ingannati coloro che interpretano con la mente tutte queste cose (3).

E mentre i segni sembrano chiari, “la bestia” di Bruxelles, con il 666, ha risucchiato quasi tutti i paesi nel computer. La scheda, il documento d’identità, l’“introduzione del sigillo”, che cosa dimostrano? Purtroppo dalla radio possiamo sapere solo che tempo farà.

Che cosa ci dirà allora Cristo?: “Ipocriti, sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?” (Mt 16, 3).

Così, perché possano malignamente avanzare nel “sistema di controllo globale”, dopo la scheda e il documento d’identità, si dirà continuamente attraverso la tv, che, qualcuno potrebbe rubare la scheda di un altro sottraendogli denaro dalla banca. D’altra parte, pubblicizzeranno il “sistema perfetto”, il sigillo con il 666, il nome dell’anticristo, sulla mano o sulla fronte inciso a raggi laser, invisibile esteriormente.

Purtroppo, ancora una volta, alcuni “colti” cercheranno di “fasciare” i propri figli spirituali come dei bambini, fingendo di proteggerli da queste preoccupazioni. “Non c’è da temere, non è nulla, è sufficiente credere interiormente!”. Così, mentre vediamo l’apostolo Pietro rinnegare Cristo esteriormente – e questo fu un vero rinnego –, essi rifiutano il Santo sigillo di Cristo ricevuto nel Santo Battesimo, “Sigillo del dono dello Spirito Santo”, accettando il sigillo dell’anticristo. Dicono così che [nonostante tutto] hanno in loro Cristo!

Tale logica, purtroppo, esisteva anche in alcuni “colti” ai tempi dei santi martiri. Questi cercavano di modificare il pensiero dei candidati al martirio, come riporta Basilio il Grande nel suo discorso al martire Gordios: “… molti diventavano assurdi cercando di convincere il martire a rinnegare solo con parole ma mantenendo la fede nell’anima con retta disposizione interiore, perché Dio non presta attenzione al linguaggio e osserva solo l’anima. Invece il martire Gordios fu irremovibile e rispose: «Nessuna lingua fatta da Cristo tollera pronunciare una parola contro il proprio Creatore… Non illudetevi, nessuno può deridere Dio. Egli ci giudica dalla nostra bocca. Ci rende giustizia e ci condanna attraverso le nostre parole» ”.

Inoltre, durante il regno di Decio, veniva chiesto con un decreto che la gente confessasse la religione dei pagani. Chi, tra i cristiani, lo dichiarava e sacrificava agli idoli, prendeva un certificato e veniva risparmiato dal martirio. I negatori di Cristo non erano solo questi, ma pure chi dava soldi ai pagani della commissione, ottenendo così un certificato senza dover rinnegare apertamente. Erano i cosiddetti “portatori di libello”. La nostra Chiesa li considerava apostati-caduti.

Abbiamo tanti esempi, come il miracolo di San Teodoro, che celebriamo ogni anno nel sabato della prima settimana di Quaresima: “Giuliano l’Apostata, sapendo che i Cristiani purificavano la prima settimana della Quaresima con il digiuno, motivo per cui la chiamiamo “settimana pura”, fece in modo che fossero posti sul mercato solo cibi segretamente contaminati col sangue di sacrifici idolatrici, perché i cristiani si contaminassero. Però, per divina volontà, il martire Teodoro apparve in sogno all’allora arcivescovo di Costantinopoli Eudossio rivelandogli l’accaduto e ordinandogli di radunare subito i fedeli la mattina del lunedì per impedir loro di acquisire quei cibi suggerendo loro di nutrirsi, in alternativa, con quanto era semplicemente a loro disposizione, i kolliva… Così lo scopo dell’apostata fu annullato e il pio popolo rimase incontaminato…” (4).

Astenersi dai sacrifici agli idoli è una regola dei santi Apostoli.: “… Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani… si ordini [ai cristiani] di astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati e dal sangue…” (Cfr. At 15, 29).

Malgrado quanto ho citato, purtroppo si sentono dire un cumulo di sciocchezze, da parte di alcuni moderni “colti”. Ad esempio uno dice: “Accetterò il documento d’identità con il 666, sovrapponendogli una Croce”. Un altro dice: “Accetterò il sigillo sulla testa con il 666 sovrapponendo ad esso una Croce…”. Continuano dicendo cose simili, credendo che giungeranno a santificarsi in questo modo, mentre tali cose sono inganni.

Solo le cose che accettano la santificazione si santificano come l’acqua: essa riceve la benedizione e diventa acqua santa. L’urina non accoglie la santificazione.

La pietra diventa pane attraverso il miracolo. Le feci non accolgono la santificazione.

Pertanto, il diavolo, l’anticristo, quando si trova con il suo simbolo, nel nostro documento d’identità, nella nostra mano o nelle nostre teste, queste non si santificano sovrapponendoci una Croce.

Riceviamo il potere della preziosa Croce, del simbolo sacro, della santa Grazia di Cristo solo quando ci basta il santo sigillo del Battesimo, con cui rinneghiamo Satana e ci uniamo a Cristo, accogliendo questo stesso santo sigillo, “Sigillo del dono dello Spirito Santo”.

Cristo ci dia la nostra buona illuminazione. Amìn.

Monte Athos, Kellìon di Koutloumousi “Panagùda”, Sabato della I settimana dei digiuni, 1987.

Con molto dolore e amore di Cristo,
Monaco Paisios

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(*) Anche chi, per sua convinzione, non fa riferimento all'Oriente cristiano, non può restare indifferente al pensiero di p. Paisios.
  1. Padre Paisios si riferisce all’iniziativa di chi vuole diffondere un sistema di controllo-censimento attraverso l'imposizione di un codice o di un chip sottocutaneo che ha, guarda caso, il numero "666" che nel libro dell'Apocalisse è associato al numero della bestia. Paisios non da poca importanza a queste cose e le legge nella loro immediata evidenza poiché da fede alla Scrittura senza relativizzarla.
  2. S. Andrea di Cesarea, Spiegazione dell’Apocalisse di Giovanni, cap. XXXVIII, pp. 341-42.
  3. Dietro a quest'affermazione si cela qualcosa di profondo: chi interpreta le Scritture in modo razionalistico (oggi lo fa la quasi totalità del Cristianesimo in Occidente) cade nell'inganno poiché finisce per non farle più parlare per il presente e le confina nel passato (con il metodo razionalistico si cerca il contesto storico, quello a cui l'agiografo pensava mentre scriveva, ecc. Si conclude dando per implicito che molte delle cose narrate sono passate e non dicono gran che per l'oggi). In questo modo, i cristiani si concedono quello che un tempo si sarebbero certamente proibiti e finiscono per cadere nell'errore. È quanto succede oggi, con la giustificazione di un clero che vede la vita cristiana troppo umanamente e razionalisticamente, distorcendola e rendendo mute le Scritture. L'esatto contrario di quanto fa Paisios!
  4. Grande Orologion, p. 446.

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    In questo file pdf (scaricabile) si ha pure il testo autografo originale di p. Paisios




2 commenti:

  1. Se i simboli anticristici espressi nella Bibbia non hanno alcun valore, perché i grandi centri di potere li usano? Ecco una domanda alla quale i grandi "sapienti" del Cattolicesimo non sanno rispondere. Diversi tra loro, d'altronde, hanno una grande responsabilità: quella d'aver ridotto tale confessione Cristiana una semplice filosofia antropocentrica animata da una "spiritualità" di tipo sociologico.
    E mentre i riti massonici conservano tutto il loro apparato simbolico, la maggioranza dei preti cattolici ha repellenza alla simbologia della liturgia tradizionale fino al punto che, in una diocesi italiana del nord-est, la curia ha inviato ad un diacono un rimprovero scritto per aver usato, per l'ordinazione diaconale, un camice tradizionale. Questa è gente che si è bevuta il cervello!

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  2. Lo scritto del Padre è di una lucidità sconcertante. A dire queste cose ci sentirà dire come nel detto del S. Antonio Abate dai pazzi di essere pazzo ma è la pura verità. I prodromi dell'insediamento del regno dell'Anticristo ci sono tutti ma si avanza come ciechi verso il baratro ad una velocità sempre maggiore.

    Pantocrator

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