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lunedì 3 marzo 2014

Discorsi di padre Paisios

Padre Paisios fu monaco atonita.
È ritenuto una persona particolarmente carismatica.
Pochi anni prima della sua morte (1994) un monaco cattolico lo venne a trovare e tra i due si tenne un colloquio sul futuro dell'Europa. Riporto il dialogo come è stato registrato.


Paisios: "Oggi la situazione delle Chiese è molto grave. Non lo capiscono, ma è così. Ci aspettano molte prove. Fra pochi anni ci sarà una grande prova: i pii saranno duramente provati; ma durerà poco, per fortuna; poi non ci sarà più nemmeno un infedele. L'Europa diventerà una grande potenza, avrà un capo ebreo; non solo, ma cercheranno anche un capo spirituale per avere più forza e sarà il papa, il quale metterà assieme tutti, cattolici, protestanti, figli del diavolo (è una setta americana presente pure in Grecia), mussulmani... Li metterà insieme lasciando a ciascuno libertà... Viviamo in tempi di Apocalisse, siamo come al tempo di Noè; lo prendevano in giro... Oggi nessuno ci crede, ma siamo al colmo. I pii avranno grandi prove, ma il tempo sarà breve. Queste cose sono chiaramente annunciate da Ezechiele e Zaccaria....".

- "Padre, lei crede che il papa possa giungere a questo punto?".

Paisios: "Certo, avverrà questo. Ci sarà una grande catastrofe, ma poi tempo di pace e più nessun infedele, anche gli ebrei si convertiranno. Fra poco succederà questo. Voi come vi comporterete quando il papa farà così?".

- "Il nostro superiore dice che se il papa non segue l'evangelo non lo si può seguire...".

Paisios: "L'unione verrà, ma prima avremo la tribolazione e la catastrofe. Noi intanto dobbiamo mirare in alto, sì, la pietà...".

"Anche qui in Grecia alcuni preti vogliono vestire come la gente del mondo o le monache avere la veste più corta o a mezza manica... Una volta è venuto un prete, l'ho portato fuori vicino all'ulivo e ho tolto tutte le foglie dell'ulivo e gli ho detto: Sta ora a vedere che ne sarà di quell'ulivo! È come se si cava un sasso da un muro di una casa. Lì per lì non succede niente, ma pian piano entra acqua esce un sasso dopo l'altro e infine la casa va in rovina".
....
"L'apocalisse parla chiaro... parla di anticristo e di Babilonia, che è Roma".

- "Padre, sono d'accordo con quanto lei pensa, ma sul fatto della grande prova che verrà fra pochi anni, non capisco bene....".

Paisios: "Non dico fra 2-3 anni esattamente, ma certamente presto presto, siamo al colmo, al tempo di Noè...".

- "... Poi per il papa, lei crede che giunga a questo punto? Il nostro superiore dice che, a parte tutto il peccato,  è vescovo di Roma: noi crediamo nella sua benedizione".

Paisios: "Certo è capo, è vescovo, non vi dico di fare insurrezioni, ma la verità non si può camuffare... Se mio padre è ubriaco o audultero, non posso passarlo sotto silenzio. Bisogna cercare le vie dello Spirito per aiutarlo a capire, ma con pietà: come, se e quando Dio lo vuole... Non ci si può nascondere che c'è molta massoneria e sionismo a Roma, c'è grande corruzione, c'è la mentalità del mondo... Guarda, lo crederesti che il patriarca Atenagora era un massone? Nemmeno io lo credevo, ma mi hanno portato i documenti con i suoi gradi di massone e i certificati della pensione che recepiva come massone. Non dobbiamo insorgere, ma servire la verità e non piegarci al mondo... La Chiesa non è la barca personale di qualcuno, né del papa, né del patriarca, né del vescovo. Nessuno può far tacere lo Spirito nella Chiesa, nei fedeli. Dovremo patire molto, ma sarà breve la prova e poi non ci sarà più ateo o incredulo... questa è una grande consolazione".

Cronache dal monte Athos, Valleripa 1986, pp. 237-243.

Per una sintetica biografia e una breve sintesi del pensiero di padre Paisios vedi la voce Paisios da me in gran parte arricchita.

13 commenti:

  1. salve signor pietro allora anche atenagora era massone? possibile ma anche paolo vi?allora la sede papale di roma è vacante ?fabio

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    1. I grandi capi religiosi sembrano persone eccezionali... In realtà sono persone prese nella morsa di molti interessi mondani e più o meno colluse con interessi poco chiari, come quelli che potrebbero essere coltivati in centri occulti.
      Sì pare che Atenagora fosse massone come molti capi ecclesiastici ortodossi e soprattutto cattolici.
      Per questo si sta coltivando una specie di "gnosi religiosa" che ha poco di evangelico. Se ci si muovesse evangelicamente, i capi religiosi si confronterebbero su quelle che sono le questioni dogmatiche, come si faceva un tempo.
      Oggi le questioni dogmatiche sono divenute d'un colpo poco importanti, quello che è essenziale è la pratica di carità tra le Chiese e soprattutto promuovere un'unità che ha sempre più qualcosa di sincretistico. Ecco, questo non viene dal cristianesimo ma è senz'altro coltivato da altri (non cristiani) e importato al suo interno.
      (Ecco cosa significa che Paolo VI ha preso in giro Atenagora e viceversa).
      Forti iniezioni di queste teorie hanno portato a congressi piuttosto sincretistici come quelli di Assisi. Come mai le Chiese storiche fino a 50 anni fa non lo avrebbero tollerato e oggi lo promuovono? Non è forse perché qualcuno li sta "lavorando" da diverso tempo in una direzione che prescinde dalla loro autentica identità?
      Ecco perché ci sono capi religiosi massoni, come dice padre Paisios e non c'è solo questo!
      Però se il cristianesimo fosse questione solo umana avremo ragione di temere.
      Siccome non è affatto così abbiamo ragione di avere l'ottimismo dell'asceta atonita, succeda quel che succeda (e siamo solo agli inizi).
      Sursum corda!

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  2. Quanto mancano al giorno d'oggi voci fuori dal coro come quelle del Padre Paisios...

    Pantocrator

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    1. Qualcuno c'è ancora ma stia certo che non ci saranno su di lui le luci dei riflettori e tanto meno dedicheranno un settimanale alla sua unica persona! Stiamo vedendo cose veramente assurde...

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  3. E' presumibile pure che rifuggano come la peste le luci dei riflettori...

    Pantocrator

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    1. Infatti! E questo mostra qual'è la differenza tra le persone spirituali (che fuggono i riflettori) e quelli che si fingono spirituali (che cercano i riflettori a tutti i costi e permettono pure setttimanali su di loro).... E' logico che nella civiltà della plastica ci siano pure persone di plastica e persone convinte di mangiare cose genuine mentre mangiano plastica!

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    2. Io credo forse che rifuggano i riflettori perché essi sono sfociati in empietà...daouda

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    3. Gli asceti che seguono Cristo (siano essi nel mondo o in monastero) fuggono la notorietà perché li costringe a guardare a loro stessi, non al cammino che porta a Cristo.
      Più uno è dentro la sequela di Cristo più fugge riflettori, notorietà, rotocalchi e, se questi lo inseguono, fa di tutto per far perdere le sue tracce. Non potendolo, rampogna severamente quelli che lo vogliono esaltare.
      È quello che in buona sostanza faceva pure padre Paisios, soprattutto quando lo fotografavano: aveva in orrore le macchine fotografiche e laddove lasciava fare era solo per non intristire troppo i suoi ospiti.

      Questo comportamento ha una logica perfetta: è come se un funanbolo, invece di stare attento al percorso che compie sulla fune, iniziasse a guardarsi attorno o guardarsi riflesso in qualche specchio posto da qualche parte. Cadrebbe!
      L'asceta ha la coscienza del funanbolo, non così chi asceta non è.

      Per questo oggi osserviamo l'esatto contrario!
      Preti di ogni ordine e grado corrono dietro le macchine fotografiche, si emozionano davanti ai loro ritratti (una malattia del genere l'ho vista pure nel patriarca Bartolomeo, ahimé!), si elettrizzano se il mondo parla di loro o dedica loro dei rotocalchi o dei libri ...

      Ecco, questo non è affatto buon indice e mostra che la persona è forse più innamorata di se stessa che di Cristo. E se una guida spirituale è innamorata più di se stessa che di Cristo, sono disastri pesanti per i poveri che la seguono perché non è più trasparenza di Cristo ma delle sue passioni...

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  4. Salve Signor Pietro. Anche se non mi faccio sentire da un po' di tempo leggo sempre i suoi articoli, so anche che rispose ad un mio commento in un post, al quale quando avrò più tempo risponderò, non mi piace infatti arronzare le cose, farle solo a metà. Ho letto il testo che lei trascrive in forma più estesa qui: http://tradizione.oodegr.com/tradizione_index/insegnamenti/incontripaisios.htm
    Sono rimasto tuttavia confuso verso la fine del dialogo. Le spiego, lei dice che non dobbiamo fuggire le questioni dogmatiche,e eques fa è senza dubbio una questione importante, per lo meno per me. Le trascrivo la parte:

    – “Padre, se capisco bene, per vivere nella pienezza del Cristo dovremmo farci battezzare e divenire ortodossi...”. Paisios: “Sì... voi ora siete in uno stato d’inquietudine [anesychìa]. Spesse volte mi hanno chiesto se i mussulmani, i cattolici, i protestanti vanno all’inferno o si salvano. Io rispondo che la salvezza è nelle mani di Dio e solo Lui sa. Ma certo se uno si mostra desideroso del Cristo e della Chiesa io non posso negargli la verità e aiutarlo in ciò che desidera.»

    Il mio dubbio è: padre Paisios è un santo, almeno questo mi sembra di capire. In pratica padre Paisios da quanto ho capito dice che per giungere al pleroma della comunione con Dio dobbiamo convertirci alla Chiesa ortodossa. Se Paisios è un santo, i santi di sicuro non dicono sciocchezze su temi così importanti, né dicono eresie o cose erronee, altrimenti non sarebbero più santi. Ergo deve essere vero, se Paisios è santo, che noi cattolici dobbiamo farci ortodossi per essere in piena comunione con Dio. Tuttavia, è qui il problema si estende più in generale alle varie epoche, sia l'Ortodossia orientale che il Cattolicesimo hanno e hanno avuto i loro santi, che in teoria non dovrebbero sbagliare. Come è possibile che un santo dica una cosa ed un altro ne dica una opposta e contraria? Abbiamo, e ciò amare in maniera evidente, grandi santi qui in Occidente che hanno detto che è necessario essere in comunione col Papa Vicario di Cristo per stare nella comunione dei santi. Insomma, tra le tanti voci che dicono cose diverse, chi dobbiamo seguire?
    Mi scusi se scrivo cose che sono in conflitto con la sua politica di parlare solo della base comune a cattolicesimo e ortodossia anziché discutere delle controversie, ma sono questioni importanti che non posso ignorare.
    Pax in Christo

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  5. Capisco perfettamente quello che vuole dire e infatti è molto importante.
    Tuttavia lei tralascia un aspetto: padre Paisios al religioso cattolico disse "Siate buoni cattolici" intendendo con ciò che il fatto di esserlo "meglio possibile" avvicina già a Dio.
    Padre Paisios non era per nulla ingenuo. Nonostante la sua formazione elementare aveva un profondo senso delle realtà soprannaturali e, vedendo la posizione di una persona, era in grado di trovare il percorso migliore per lei affinché si avvicinasse a Dio. Al religioso cattolico di cui ho riportato qualche passo, diceva, appunto, di "essere un buon cattolico". Nello stesso tempo, però, diceva che come cattolico si poteva essere in uno stato di inquietudine spirituale.
    Come negarlo, soprattutto oggi, in cui si nota il mondo cattolico "imbarcare acqua" come un Titanic che affonda??

    Nel mondo cattolico ci sono stati santi che effettivamente sottolineavano l'importanza di essere cattolici. Non dimentichi che un santo è prima di tutto fedele alle sue scelte ed è leale!

    Quel che è necessario è andare a fondo di tutto! Io stesso dinnanzi al disorientamento montante di un mio parente (a causa delle strane cose che dice e fa il papa argentino) l'ho invitato ad andare oltre: la confusione attuale può essere provvidenziale nella misura in cui si va a fondo delle cose, si cerca una base più profonda per la propria fede in Cristo.
    Quello che conta prima di tutto è, infatti, la fede in Cristo, roccia ferma sulla quale si costruisce la Chiesa. E qui, se la persona è nella difficoltà e nella confusione chieda aiuto nella preghiera. Questo aiuterà a chiarire le cose pian piano.

    Infatti neppure l'ingenua idea che passando al mondo ortodosso si risolvono i propri problemi automaticamente può funzionare: nel mondo ortodosso non ci saranno problemi dogmatici o liturgici ma ci sono tutti i problemi umani presenti nel cattolicesimo e, in un certo senso, pure qualcuno in più!

    Un cattolico deve capire che il papa, in fondo, è nella posizione in cui è solamente per aiutare a confermare nella fede in Cristo. Il giorno in cui non aiutasse più non deve essere seguito, esattamente come non deve essere seguito un patriarca ortodosso.
    E su questo, direi, sono d'accordo tutti, cattolici e ortodossi.
    Nella Chiesa papi e patriarchi non sono un fine ma un semplice mezzo. Quando non aiutano più diventano di impiccio, non di riferimento!
    Ecco, almeno in un certo senso, la lezione di padre Paisios che sicuramente mette più a fuoco la lealtà di quei santi cattolici alla gerarchia in un tempo in cui questa prestava più adesione alle verità basilari di fede, rispetto ad oggi.

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  6. L'Europa diventerà una grande potenza, avrà un capo ebreo; non solo, ma cercheranno anche un capo spirituale per avere più forza e sarà il papa, il quale metterà assieme tutti, cattolici, protestanti, figli del diavolo (è una setta americana presente pure in Grecia), mussulmani... Li metterà insieme lasciando a ciascuno libertà...  (p. Paisios)

    "Chi dovrebbe sacrificarsi nel pontificato: occultando il proprio “io” perché risplenda il Successore di Pietro, il Vicario di Cristo, immola invece il pontificato per rendere omaggio a se stesso.«Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte» (Gv. 13, 38).La vanità per niente francescana di Francesco traspare dalla cura che egli mette nel cercare di non apparire scomodo e amico del Crocifisso, di Colui che il mondo ha rifiutato. No! Francesco non vuole la Croce, vuole la gloria!Per questo è presente tra le personalità più onorate: non s’era mai visto un papa tanto amato dai comunisti, dagli abortisti, dagli atei, dai gay, dagli ecologisti e persino…, incredibile!, dai rockettari satanisti. Francesco è apprezzato all’unanimità come raramente è accaduto."

    Da http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV768_Don-Cristovau_Un_anno_con_Francesco.html

    Noto una affinità sconcertante tra questi due brani e ne sono molto addolorato. Il Cristo crocifisso e risorto ci protegga!

    Eugenio

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    1. Sempre a livello simbolico forse saprà che in Grecia si dice che il "666", numero che nell'Apocalisse indica la Bestia, si scrive "χχσ" tre chi e una sigma per significare una frase Χριστός χωρίς σταυρό, ossia "Cristo senza croce".
      L'Anticristo sarà in tutto come Cristo e molto amato da tutti. Ma lo si riconoscerà perché "non vorrà la croce" che caratterizza il Cristianesimo.
      Direi che a livello simbolico quasi ... ci siamo!!!
      Vede quanti addormentati non se ne accorgerebbero???

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  7. Conoscevo una interpretazione simile: Χριστός Ξένος Σταυρού. Temevo di fare una ragionamento troppo ardito ma lei mi ha confermato per iscritto ciò che pensavo ma non avevo avuto il coraggio di scrivere.
    Grazie

    Eugenio

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