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domenica 23 marzo 2014

Il sacro Crisma tra Oriente e Occidente


Un momento della preparazione
del santo Myron (Photos by N.Manginas)
In questo post si prende in considerazione il rito con il quale si consacra il Crisma in Oriente e in Occidente. Il Crisma (o Myron) è dell'olio di oliva arricchito di essenze profumate e consacrato per essere utilizzato in alcuni sacramenti.

Verso il Myron c'è un particolare rispetto. Per l'Oriente porta le stesse energie trinitarie, per l'Occidente veicola la santificazione dello Spirito santo.

A monte delle due consacrazioni c'è certamente un concetto un po' differente di grazia divina (è noto che il concetto tomista non è esattamente quello della teologia ortodossa) ma è anche vero che i riti antichi hanno, come spesse volte abbiamo detto, una base comune.

La base comune facilmente individuabile in entrambi i riti è quella di considerare il Crisma in un modo quasi personale, come si vedrà nel commento al rito bizantino del libretto in visione.


Un momento della consacrazione del Crisma nel rito latino romano antico

Questo, è pure tradotto nel rito del Pontificale Romanum (fino al 1962) con il saluto dei sacri ministri: "Ave, sanctum chrisma!".

Questa modalità quasi paradossale, eppure altamente eloquente, è stata soppressa nei riti latini seguenti e con essa anche gli esorcismi sulla materia dell'olio. Nel rito bizantino, in luogo di un esorcismo, ci si limita a benedire l'olio e ogni cosa atta a prepararlo, durante i primi giorni della settimana santa.







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Composizione del santo Myron
(nella consuetudine costantinopolitana)

Tra le sostanze che compongono il santo Myron, alcune devono dapprima essere bollite mentre altre sono mescolate alle prime senz'alcuna preparazione particolare.
(Si noti che questi dati ci derivano dal XIX secolo e che, nel frattempo, un certo numero di sostanze sono divenute introvabili).

A. Sostanze da far bollire:

1. Olio d'oliva puro: 899 kg; 2. vino rosso “astringente”: 256 kg; 3. Acqua di fiori d'arancio (quella del citrus vulgaris o melangolo) della migliore qualità: 32 libbre; 4. acqua di rosa: 40 libbre; 5. mastic (dal pistacia lentiscus): 20 libbre; 6. benzoino amigdaloide: 20 libbre; 7. arnomum (cissus vitiginea?): 6 libbre; 8. legno d'aloe (agallocco o aloe delle Barbados): 4 libbre; 9. pepe lungo (piper longum): 4 libbre e mezza; 10. noce moscata (della myristica officinalis): 6 libbre; 11. foglia d'India (folium indicum, malabathrum): una libbra e mezza; 12. xylocassia o radice d'angelica di Boemia o dei giardini: 4 libbre; 13. storace liquido (dal liquidambar orientalis o dallo styrax officinalis): 4 libbre; 14. mirra pura (dal balsamodendron myrrha): 12 libbre; 15. pepe nero (piper nigrum): 10 libbre; 16. canna odorosa o schoenanthus (canna della Mecca o paglia della Kaaba, da non confodersi con la canna ordinaria): 4 libbre; 17. legno di balsamo (dell'amyris gileadensis, balsamo della Mecca o di Giudea): una libbra e mezza; 18. calamo aromatico (acorus calamus): 6 libbre; 19. iris di Firenze: 12 libbre; 20. scalarea o imperatora (baccharis, gnaphalium sanguineum o zafferano?): 6 libbre; 21. aristolochia lunga (aristolochia longa o rotunda): una libbra e mezza; 22. frutto dell'albero del balsamo (pepe a coda): 4 libbre; 23. giunco odorato (cyperus rotundus): 6 libbre; 24. bacche di mirto: 2 libbre; 25. nardo celtico (valeriana celtica): 4 libbre; 26. cassia nera (cassia fisula) oppure cascarilla (croton eluteria): 4 libbre; 27. frutto del ben (glans unguentaria); una libbra e mezza; 28. piccolo cardamomo: 6 libbre; 29. garofano: 12 libbre; 30. cannella: 12 libbre; 31. asaro europeo o nardo selvatico: 6 libbre; 32. macis (= arilloide che copre i semi di moscata): 4 libbre; 33. trementina di Venezia (tratta dal larice): 14 libbre; 34. pece bianca (tratta dal peccio o abete rosso): 28 libbre; 35. amolo, detto anche mirabolano o marusticano (myrobalan) delle Indie: 4 libbre; 36. maggiorana: 4 libbre; 37. ladanum: 20 libbre; 38. nardo indiano (spica): 4 libbre ; 39. incenso (libanos) bianco: 20 libbre; 40. zenzero bianco: 12 libbre; 41. zenzero selvatico (zerneb, curcuma zenimbet): 5 libbre; 42. fieno greco (trigonella foenum-graecum): 4 libbre; 43. enula (inula campana): 4 libbre.

B. Sostanze da mescolare alle precedenti dopo la loro bollitura:

44. olio di cannella di Ceylan: una libbra e mezza; 45. olio di violacciocca: una libbra e mezza; 46. olio di noce moscata spessa (burro di moscata): 3 libbre; 47. balsamo della Mecca: 14 libbre; 48. olio di rose: 642 grammi; 49. olio di macis: 67 gr.; 50. olio di limone: 225 gr.; 51. olio di balsamo (carpobalsamon): 112 gr.; 52. olio di maggiorana: 115 gr.; 53. olio di alloro, 225 gr.; 54. olio di rosmarino: 112 gr.; 55. olio di lavanda: 112 gr.; 56. muschio di Cina o muschio Tonkin: 128 gr.; 57. ambra grigia o vera: 208 gr.


Bibl. GUILLAUME DENIS (a cura di), Grand Euchologe et Arkhiératikon, Diaconie Apostolique, Parma 1992.

9 commenti:

  1. Ecco un altro bel lavoro di traduzione che consente di rendersi conto di certe cose con i testi sotto i propri occhi!
    Si noti come la consacrazione nel rito latino (1962) inizi con i termini "Te igitur" come il canone romano di consacrazione dell'Eucarestia.
    Se non si fa riferimento ai testi originali tutte queste sfumature si perdono....
    D'altra parte nel rito bizantino, il rito di consacrazione è circondato dai tropari della festa di Pentecoste: il Myron è pieno di energie pneumatiche!

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  2. Ricordo sempre con commozione le celebrazioni della messa crismale a cui potei partecipare nella mia adolescenza. Leggendo il post mi è tornato in mente che molti sacerdoti che giungevano in cattedrale dai paesi o dalle parrocchie di periferia guidando l'auto, si facevano accompagnare da un chirichetto o da un altro parrocchiano di fiducia che, al rientro dalla celebrazione, reggeva i santi oli fino alla parrocchia. Così come ricordo che nelle chiese antiche era sempre presente un tabernacolo per la custodia dei santi oli. La considerazione personale del crisma, di cui sopra!

    Eugenio

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  3. Ovviamente anche di questo libretto sul Myron nel Patriarcato ecumenico sarà possibile averne copia stampata, fra un mese pressapoco.

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  4. Mi rallegro della prossima pubblicazione! Infatti non conoscevo neanche questo rito!

    Ho un dubbio sulla pubblicazione: poiché ho visto che ha fatto lo sforzo di creare un documento simile con il rito nella liturgia romana (quella del '62, non son sicuro se in quella tradizionale il rito era uguale), mi chiedo se ha pensato forse a includerlo pure nel volumetto, per esempio come una sorta di appendice.

    Kyrie eleison

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    1. No, non è mia intenzione integrare in un solo volume i due riti anche perché, per quanto riguarda il rito romano (1962), questa è solo una parte della consacrazione degli olii. Il rito romano tradizionale per quanto non molto praticato ha uno stuolo di ammiratori. Pensassero loro a fare un lavoro analogo al mio per il rito latino!

      Qui ho voluto fare una semplice integrazione per mostrare un parallelo tra i due riti. Nulla più.

      Non ho dubbi che lei non conoscesse il rito di consacrazione del Myron. Il rito greco in Italia ha pochi reali conoscitori (forse si contano sulle dita di una sola mano!) e pochissimi si preoccupano di diffonderlo in modo conveniente.

      Come già detto, esiste qualche greco che fa delle traduzioni di semplici preghiere ma i prodotti sono assolutamente scadenti.

      Costui fa parte di quei greci attuali che, oltre a non avere buona conoscenza del greco bizantino (la qual cosa è abbastanza grave per un greco che vanta di voler tradurre testi liturgici!) non si rendono affatto conto che tradurre in italiano non significa fare una traduzione da "Google-translator". L'Italiano, oltre ad avere una grammatica diversa, ha una sintassi, un ordine nel disporre i termini, ben differente da quello di un greco!

      Questo è tutt'altro che scontato, al punto che greci che vivono da decenni sul suolo italiano NON LO HANNO ANCORA CAPITO!

      A maggior ragione altri greci che fanno tradurre (o traducono) in lingue occidentali facendo un calco perfetto dalla loro lingua. I risultati sono disastrosi!
      Per questo libretto sul Myron ho dovuto "riscrivere" il capitolo fatto da un metropolita del Fanar che, tradotto in inglese, faceva letteralmente pena tanto era pieno di ridondanze retoriche (che le lingue occidentali non sopportano). Sintatticamente non era neppure ordinatissimo. Scriveva, ad esempio, "santo santuario", una ridondanza praticamente ridicola per la nostra lingua (come per le lingue occidentali). Inoltre per la nostra lingua una tal espressione è addirittura cacofonica...

      Riguardo ai greci che traducono in Italia sono ben lungi dall'esagerare: so di un caso di chi "traduce" preghiere e testi spirituali che ha pubblicato la vita di un santo monaco traducendola dal francese. Ma manco quello è stato buono di fare!

      Oltre a non aver avvertito la casa editrice del testo originale (facendoli sorprendere non certo positivamente), ha tradotto "argent" (soldi) con il termine "argento". Non è un errore da poco e non si può neppur dire che è stata una svista poiché di sviste simili le sue opere sono piene...

      Sì, costoro fanno traduzioni da "Google-translator", un poco come se un negoziante, invece di vendere prodotti freschi, rifilasse frutta e verdura scaduta alla clientela: non sono affidabili!

      Purtroppo essi non si rendono conto perché hanno un concetto infinitamente alto di sè (e non vogliono assolutamente esser messi in discussione e anzi disprezzano chi potrebbe aiutarli): pensano di arrivare sulla cima dell'Everest come se fossero galline che credono di volare sbattendo le loro alucce. Sono casi umani ben noti a chi li ha davvero conosciuti...

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  5. Ho una seroe di domande: intanto, cosa si intende per 'presenza reale dello Spirito Santo?
    Poi, perché nel rito latino il cuore della consacrazione è costituito da un esorcismo, modalità che non esiste nel rito greco?

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    1. Quando una persona è a contatto con una realtà vivente sente che sta dinnanzi ad una presenza viva (o reale) di qualcuno o qualcosa. La presenza reale di Dio in un sacramento indica che la sua vita è presente attraverso quel sacramento, attraverso il veicolo di una materia santificata.
      Il fine non è prenderla e adorarla ma assumerla in sé. Nessuno pensa di venerare le pillole dell'aspirina o di contemplarle (per fare giusto un esempio) ma di assumerle per stare bene. Questo spiega perché in Oriente, nonostante si creda alla presenza reale di Cristo nell'Eucarestia, non è mai nata l'adorazione eucaristica. (E, d'altronde, anche in Occidente l'adorazione eucaristica al di fuori della Messa è esistita solo a partire dal secondo medioevo, per contrastare chi negava la presenza reale).
      La presenza reale dello Spirito Santo significa che la presenza di Dio, in quanto energia vivificante, è presente in un sacramento per vivificare ed accendere nel fedele determinate caratteristiche. Se queste caratteristiche non si accendono, bisogna seriamente domandarsi se qualcosa non sia andato storto...
      Era una domanda che si poneva anche san Simeone il Nuovo teologo nell'XI secolo.
      Lo stesso si direbbe oggi di un'aspirina che non cura il mal di testa!
      E, d'altronde, se lei mi fa questa domanda vuol dire che è completamente all'oscuro di cosa sia la presenza dello Spirito Santo in un sacramento. Il problema è che gran parte della Cristianità non lo sa e questo è proprio drammatico; non lo sanno esperienzialmente, capisce? E' come se la gente non sapesse affatto che l'aspirina cura dal mal di testa! A quel punto un altro potrebbe legittimamente dire: "Ma che ci stanno a fare le case farmaceutiche?".
      Io parallelamente direi: "Ma che ci sta a fare una Chiesa?". Ecco il dramma attuale!

      Riguardo alla seconda domanda, il cuore della consacrazione del Crisma nel riuale latino, non è l'esorcismo che è semmai una preparazione. E' generalmente la preghiera del prefazio e quanto segue.
      Nella consuetudine greca si usa benedire il Myron e questo è già in sé un piccolo esorcismo dal momento che la benedizione serve a fugare dalla materia dell'olio eventuali influenze del Maligno.
      Ma, come nel rituale latino, il cuore della consacrazione non è affatto questo poiché pure la benedizione è una semplice preparazione alla consacrazione che avviene il giovedì santo. Spero di essere stato chiaro.

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  6. ma c'e' qualcuno che conosce la composizione del Crisma? quali aromi e balsami vengono aggiunti all'olio ed in che percentuale?

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    1. Ho aggiunto la pagina con i componenti del santo Myron. E' presente sia qui sia nella piccola brochure che riporta i riti di consacrazione del Myron stesso.

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