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sabato 5 aprile 2014

Gli "OGM spirituali"

Crocefissione in una rappresentazione attuale:
il violento contrasto cromatico indica tragedia, 

disperazione e dolorismo. 
Questo non è cristianeismo!
Credo che tutti sappiamo cosa siano gli OGM, se non altro per le polemiche che si sono sollevate a proposito della loro applicazione nel campo dei prodotti alimentari. Lo ricordo: gli OGM sono organismi geneticamente modificati, somiglianti in tutto ai prodotti naturali ma con modifiche tali da non renderli identici al prodotto disponibile in natura. Questa non identità potrebbe minacciare la stessa salute umana e animale. Di qui le polemiche sul loro utilizzo.
Ebbene, qualcosa di molto simile si può rinvenire anche nel campo spirituale.

In effetti l'uomo, modificando le caratteristiche della materia della quale lui stesso è composto, ha da tempo modificato parallelamente, anche se non se ne è sempre reso conto, le caratteristiche della realtà spirituale, cosa  evanescente o poco concreta solo per animi ciechi.

Infatti la realtà spirituale modificata incide, a sua volta, nella realtà materiale. È l'insegnamento biblico della disobbedienza di Adamo a Dio. Il protoplasta, disobbedendo, ha trascinato tutto il creato assieme a lui, in una condizione di sofferenza e morte. È quanto sperimentiamo oggi davanti ad un uomo spiritualmente elevato: solleva noi stessi e il mondo materiale che lo circonda. Viceversa, un uomo deviato abbrutisce tutti e tutto al solo contatto con la sua persona. 
È stato giustamente detto che la radice della crisi ecologica è, effettivamente, una crisi spirituale dell'uomo...
L'impatto concreto lo notiamo anche nel mondo della Chiesa in Occidente, così massivamente invaso dal secolarismo e da concezioni a lei totalmente estrenee ma che ora sembrano farne intima parte.

Osserviamo un piccolo particolare: l'arte ecclesiastica. Oggi in ogni luogo geografico esistono chiese "aggiornate" con opere d'arte che non hanno nulla di positivamente spirituale ma infondono un senso di disorientamento (se va bene), o un senso di disperazione (se va proprio male). 

Qualche giorno fa ho visto a Caserta vecchia, in una chiesa antica giusto dietro la cattedrale, una tela che rappresentava un crocefisso. In realtà più che un crocefisso era rappresentato qualcosa di simile ad un ortaggio (sembrava un intreccio di asparagi) messo in croce... Immagino che nessuno abbia protestato per tanto scempio. 
Al nord Italia, penso a Muggia, hanno sostituito le immagini di pietà di certe edicole cittadine con "opere d'arte" che non hanno nulla di sacro. Anche qui nessuno, immagino, abbia protestato. Dal nord al sud Italia abbiamo molti esempi simili. All'estero è pure peggio. Nessuno o quasi protesta...

Questa abulia raggiunge livelli veramente preoccupanti. Ricordo un fatto abbastanza inquietante, accaduto a Venezia, in una comunità religiosa, diversi anni fa. Quella comunità, tutta composta di anziani (quindi da loro ci si aspetterebbe un'impostazione piuttosto tradizionale), aveva affidato la cura dell'organo settecentesco ad un personaggio molto particolare. Le rare volte che passavo in quella chiesa, sentivo quest'organista suonare musiche molto cupe, per nulla elevanti. Dopo qualche tempo, attraverso un insieme di fatti, venni a sapere che costui aveva inciso in Slovenia un disco di musica satanica e collaborava ad iniziative similari (evidentemente per soldi e un po' per passione, visto la "qualità" di musica da esso prodotta). Ebbene neppure qui nessuno si accorse di nulla e a questo tipo di "fedeli  senz'anima" questo repertorio andava bene. Neppure quando il superiore religioso fu avvisato successe nulla. Siamo ancora davanti ad una comunità con i sensi spirituali funzionanti? Direi proprio di no! Questa è gente spiritualmente morta, non si può dire diversamente, esattamente come quella che s'intratteneva in una cappella ferroviaria appena visitata da alcuni fanatici, imbrattata di volantini blasfemi e semi spenta. Fui solo io ad accorgermene! Tale fenomeno di "morte spirituale" (poiché qui non è solo "insensibilità spirituale") è purtroppo ampiamente diffuso e, si badi bene, non è solo in gente lontana dalla pratica religiosa ma soprattutto in quelli che in chiesa ci vanno pure spesso. Viene dunque da pensare che questo tipo di Chiesa non è in grado di vivificarli interiormente!
Tuttavia se qualcuno entrasse nella casa di questi abulici e iniziasse a spostare le cose o a mettergli oggetti strani in giro, costoro reagirebbero ben vivamente!

Suor Cristina fenomeno mondiale: oltre 12 milioni di click su You Tube

Ebbene questo popolo inerte, muto, insensibile alla pietà antica (che forse non conosce più) si sveglia solo in occasioni ben poco tradizionali, applaudendo fino a spellarsi le mani a fenomeni singolari come il papa argentino, la suora canterina e realtà similari. 

Non siamo, qui, di fronte a veri e propri "OGM spirituali"? Mi spiego: quando l'orientamento degli spiriti non si volge più all'interiorità e alla pietà che la nutre, è normale che si volga al suo contrario, all'esteriorità e all'apparenza spettacolare, ad un attivismo di opere unicamente esteriori, a quanto di "originale" accende la fantasia e la fa volare. Ecco quanto definirei come "OGM spirituale", ossia  come "realtà pseudo-religiosa". Che questa "pseudo-religiosità" possa, poi, finire in una vera e propria "anti-religiosità" il passo è breve!

Questo processo, in verità, l'ho iniziato a notare anche in certi manufatti ad apparente servizio della pietà. Mi riferisco a certe statue di santi che inquietano assai poiché sono fatte con una fedeltà fisica così alta da sembrare statue da museo delle cere, uomini mummificati. L'impatto colpisce molto la fantasia, la psiche, la curiosità forse morbosa di qualcuno, piuttosto che  sollecitare positivamente lo spirito (1). 
Se la statua materializza in uno spazio fisico delimitato l'immagine di un uomo, svuotandola di ogni simbolicità indispensabile a far sì che l'immagine sia sacra (2), una statua di questo tipo va ben oltre imprimendo qualcosa di contrario ad una positività spirituale.
Una mia recente visita ad un negozio di arte sacra di Benevento me ne ha dato un ampio e stucchevole campionario. Mi chiedo: perché solo io prendo paura dinnanzi a questi manufatti che di sacro, ossia di trascendente, non hanno nulla e alla maggioranza vanno tranquillissimamente "bene"? Non ci troviamo anche qui dinnanzi ad un fenomeno di "OGM spirituale" ampiamente assunto dalla massa? Lo chiedo come salutare provocazione!

Che oggi sia avvenuto un profondo cambiamento nel modo di considerare e vivere la religiosità è un dato di fatto. Ma questo non è prodotto solo di questo ultimo cinquantennio. È certo, però, che attorno ai primi anni sessanta e verso la fine degli anni '50 del XX secolo, è avvenuto un ulteriore crollo verso il basso. Ne ho avuto la sensazione visitando la cattedrale di Benevento. Questa cattedrale - totalmente ricostruita verso gli anni '50 perché completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale - ha un presbiterio che incute timore, non apre alla sensazione del trascendente. È un ambiente freddo, con elementi decorativi oscuri (questo spazio ha qualcosa di carcerario), ulteriormente oscurato dalle colonne di marmo nero del ciborio che sovrasta l'altare. Osservo: si possono mai scegliere delle colonne di marmo nero in un luogo in cui si dovrebbe celebrare la luce del Dio-uomo risorto? Si possono mai scegliere elementi da incutere un rigore carcerario? Eppure diversi sosterrebbero che qui siamo ancora in un'architettura tutto sommato tradizionale. Ma è cristianamente tradizionale sentire del freddo nell'anima osservando tutto ciò, nonostante certe cromie di fondo piuttosto calde? È un freddo simile a quello che si ha visitando un sacrario cimiteriale ai caduti...

Una visione del presbiterio della cattedrale di Benevento

Questa scelta architettonica e artistica mi ha fatto venire in mente un'arte di transizione - come quella esistente tra un'epoca e un'altra - annunciante incosciamente "novità future" che non sono tardate a manifestarsi nel mondo cattolico in modo dirompente.

Solo un animo che conosce una virile e autentica pietà può comprendere quanto tutto questo sia lontano dall'antica tradizione cristiana: l'albero lo si riconosce dai frutti che offre. Una volta di più è urgente riprendere la pratica spirituale, soprattutto oggi in cui ovunque il clero pare non conoscerla quasi più o, forse, non ci crede affatto (e i laici meno del clero).
Solo così si capirà che ovunque siamo circondati da "OGM spirituali"!

__________

1) Questo fenomeno, purtroppo, è abbastanza datato. Ricordo in una comunità di pie suorine, a Roma, una superiora che mi presentò un "bambin Gesù" appartenuto al cardinal Carlo Confalonieri, allora decano del Sacro Collegio. La religiosa con una punta di orgoglio mi disse che quel pupattolino aveva "capelli veri". Non riuscii a trattenere una mia naturale repulsione e mi sfuggì un'espressione schifata, il che dispiacque alle pie donne. Queste cose, in realtà, oltre ad infervorare la fantasia (cosa per nulla positiva nella vita spirituale) possono scivolare in un pericoloso feticismo, come notai accadere anche in un sacerdote appartenuto alla Fraternità sacerdotale san Pio X e la cui pagina facebook, oggi, pare una vetrina di antiquariato religioso.

2) Questa è la ragione principale per cui, nell'Oriente bizantino, le statue non sono mai entrate nelle chiese. La rappresentazione artistica di un santo, infatti, richiede di suo non solo un ritratto fisico dello stesso (il che si può fare sia in forma di statua sia in forma grafica) ma, soprattutto, la sua fisionomia spirituale, cosa che in sé non è rappresentabile artisticamente e lo si può far intuire solo con un'arte fortemente simbolica. La statua, di suo, dovendo racchiudere e rappresentare la persona nella sola fisicità è impotente a mostrare la vibrazione spirituale di una persona. Nel caso di un santo, poi, la statua lo materializza tutto sulla terra; è questo il significato della rappresentazione statuaria. Viceversa un'iconografia si rappresenta come "finestra del Cielo" poiché rappresenta il santo in forma grafica e simbolica quale presenza spirituale qui, ma affacciato da una "realtà Altra", quindi fisicamente non possedibile, circondabile, misurabile. La sua trascendenza è, allora, chiaramente mostrata! In questo tipo di rappresentazione simbolica grafica si preserva l'equilibrio "umano-divino", "spirituale-corporale" del Cristianesimo, laddove una pura rappresentazione materiale (dunque statuaria) lo inclina decisamente verso la pura materialità con la tendenza a far equivocare lo spirituale nello psicologistico e in un pietismo di marca molto molle e romantica, quand'anche non sensuale. Si veda, ad esempio, la critica artistica sull'estasi di santa Teresa del Bernini, un eloquentissimo e geniale manufatto statuario di epoca barocca.


8 commenti:

  1. Condivido in pieno. Le file si assottigliano ogni giorno di più

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  2. Le statue erano prassi nel tempio pagano, del resto la storia del popolo ebraico insegna che ogni volta che fecero statue erano decaduti nell'idolatria. Sarebbe spiritualmente un bene allontanarsi da cose del genere in quanto figure come il Damasceno che mantenevano una consapevolezza di tutto ciò non si vedono da un bel po' di tempo. Il divieto semitico di utilizzare immagini nel culto nell'ebraismo e nell'islam alla fine si rivela più lungimirante. La decadenza idolatrica odierna è talmente evidente che negarla è stoltezza pura ed è un peccato poichè la ricchezza teologica dell'icona è realmente universale.

    Pantocrator

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  3. Poi a ridicolo di tutto e misconoscendo quanto sopra, i capi religiosi pensano di poter UNIRE le Chiese, ossia dichiarare che una Chiesa (alterata teologicamente e spiritualmente) dovrebbe essere intercambiabile con un'altra (non ancora alterata).
    E' come se un'associazione di medici dichiarasse che tra il malato e il sano non esiste differenza alcuna....
    Siamo proprio alla frutta!

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  4. Chi potrà salvarsi? daouda

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    1. Ciò che non è possibile agli uomini è possibile a Dio, si trova scritto nel Vangelo.

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    2. Sicuramente. Eppure mi sembra che sia più facile che si salvi un miscredente vittima dell'oggi che un credente viziato dai propri desideri ed ideologie riguardo Dio e la sua Chiesa...parafrasando gli apostoli riguardo il matrimonio si potrebbe dire che non conviene essere cristiani.

      Daouda

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    3. Un credente ha meno scusanti, questo è certo. Ma non è che, allora, uno ha carta bianca per "tornare indietro". Più che "non conviene", io direi che non ha senso essere cristiani eretici (nel senso etimologico del termine, ossia di quelli che prendono pezzettini di verità e rifiutano tutto il resto). Poiché molto cristianesimo attuale è eretico e questo è un fatto.
      Poi, guarda caso!, i più eretici sono proprio quelli che si credono delle cattedre di verità o vengono detti tali.
      Ma questo, pare, essere il teatro della vita anche in altri campi della realtà, non solo nella Chiesa.
      Cerchiamo comunque di non fare discorsi troppo "umani" con una logica che alla fine non porta a nulla se non allo svuotamento e alla disperazione. San Giovanni direbbe che o si ama o non si ama Dio. Un uomo è nato per amare e non per amare a metà o amare per niente. A seconda di come risponde fa la sua felicità o no.

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