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giovedì 24 aprile 2014

L'Inno Cherubico


L'inno cherubico si canta durante la Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo (la cosiddetta "messa bizantina") al momento dell'offertorio, ossia quando vengono presentati il pane e il vino. Questo momento comprende una piccola preparazione, una piccola processione nella chiesa (il cosiddetto "grande ingresso") e, finalmente, la riposizione di quelle che diverranno le specie eucaristiche sull'altare.
Il canto è un vibrante invito ai fedeli di "deporre ogni preoccupazione mondana". Non si deve più essere distratti da cose che non c'entrano nulla con la Liturgia, poiché il Re è invisibilmente presente, "scortato da angeliche schiere"!
Il coro che commenta con il canto il testo dell'inno esegue una melodia complessa, molto neumatica. Ad un certo punto, arricchisce il canto con i cosiddetti "terirem" ossia con ulteriori melismi per estendersi in ulteriore tempo. Questo succedeva soprattutto durante le liturgie della chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli, nelle solennità in cui presenziava l'imperatore.
Oggi il canto non dura più di 10 minuti in tutto ma, ugualmente, è sempre melismatico e molto interiore: imprime una forte ascensione verticale poiché si crede che nella Liturgia, soprattutto da questo momento, vi sia la presenza divina.
Una prospettiva senz'altro differente da quella che constatiamo attorno a noi, nel mondo cristiano a noi circostante.




2 commenti:

  1. Ho scoperto per caso questo inno proprio poche settimane fa...da allora l'ho ascoltato spesso, a casa non nel corso di una liturgia, però è verissimo che "spinge in alto"..quasi fisicamente senti il bisogno di fare un respiro più profondo in alcune parti..

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    Risposte
    1. Se la liturgia non dovesse "spingere in alto" che liturgia sarebbe?
      È una domanda che non ricorre neppure nell'anticamera del cervello di parecchi liturgisti attuali i quali hanno contribuito a far nascere una liturgia sintetica, puro prodotto della ragione umana, che spinge l'uomo in orizzontale (con qualche pia aspirazione idealistica).
      Se nella liturgia che "spinge in alto" si può ravvisare l'immagine di un aereo che spicca il volo e s'immerge nell'atmosfera, nella liturgia modern(ista) si può ravvisare l'immagine di un aereo che per quanto corra indefinitamente sulla pista non sale mai. È la triste percezione che ho avuto in parecchie (per non dire moltissime) parrocchie cattoliche odierne.

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