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giovedì 17 aprile 2014

Venerdì Santo







8 commenti:

  1. Neanche un pelo di molle romanticismo in questo canto perfettamente ascetico che, nonostante ciò, ha una straordinaria capacità di trafiggere il cuore e di creare un'autentica atmosfera sacra!
    Il canto fissa immobili davanti al dramma dell'Uomo-Dio con gran pathos... Tutto il resto è polvere!
    Si noti che nonostante il dramma non si indulge più di tanto sui dolori e l'antifona si chiude gettando lo sguardo sulla resurrezione. È per questo che l'iconografia di Cristo in croce non è mai drammatica o esasperata: il Re dorme in attesa del risveglio!

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  2. Mi pare fosse Sant'Agostino che diceva che una lacrima versata meditando sulla Passione vale più di un anno di digiuno o di un pellegrinaggio a Gerusalemme....
    In questo periodo mi son riletti tutti e 4 i vangeli e in questio giorno ho riletto la parti dall'Ultima Cena in poi....cercando di raffigurarmi le varie scene....le lacrime non sono arrivate, ma quel che mi ero riproposto l'ho fatto...

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    1. Dissociare la passione dalla resurrezione è un errore fatale perché ci ferma nella prima e tende a staccarla dalla seconda. Non lo dico per lei ma perché è una tendenza abbastanza diffusa negli uomini pii che osservano solo le sofferenze di Cristo.
      Questa "moda" inizia pressapoco alla fine del Medioevo (e viene sentita come una vera e propria "novità") e con l'umanesimo si radica ancor più.
      Invece i testi antichi (particolarmente quelli bizantini) non fanno altro che associare le due cose. Perfino gli stessi enkòmia (che mi ero proposto di pubblicare ma che non riesco a fare), ossia i canti funebri per la processione del Cristo morto, sono un intreccio tra la passione di Cristo e la sua resurrezione di cui la passione è l'anticamera.
      Questo significa che la passione e la morte di Cristo sono, in definitiva, svuotate dalla tragicità o da un senso quasi di disperazione (che si nota chiarissimo nelle crocefissioni dell'arte moderna!).

      Per quanto la riguarda, mi complimento per i suoi pensieri.
      Non chieda, tuttavia, di piangere perché le lacrime di chi è alle prime armi in queste cose, sono solo sentimentali ossia sono lacrime romantiche, non lacrime ascetiche. Queste ultime sì, sono dono di Dio ma giungono dopo moltissimo lavoro e preparazione!
      Le lacrime ascetiche sono cosa ben differente dalle lacrime sentimentali con le quali, in un certo senso, possiamo prendere piacere da noi stessi. Mentre le lacrime sentimentali sono comandate da noi quelle ascetiche no.

      E, d'altronde, non penso che sant'Agostino si riferisse a lacrime sentimentali. I romanticismi ce li siamo inventati noi, nelle cose religiose, ma questa è la decadenza della spiritualità (equivocata con situazioni psicologiche), non la vera spiritualità!
      La vera spiritualità evita in tutti i modi di mettere se stessi al centro o di cercare piacere in quello che si fa.

      Per questo non bisogna mai chiedere segni particolari o straordinari.
      Marciare nel silenzio e nel poco che si ha. Solo così si cresce perché si impara ad essere umili.
      Se altre "spiritualità" dicono il contrario meglio non seguirle!

      Questo che dico non è farina del mio sacco, né avrei alcuna autorità per dirlo (basandomi su me stesso) ma è quanto è sempre stato consigliato da uomini prudenti e di profondità spirituale.

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  3. Piccola riflessione:

    via crucis al colosseo con il papa trasmessa dalla tv.
    Provo una sensazione di fastidiosa artefazione sentendo le persone che leggono le riflessioni e le parti evangeliche loro assegnate. Mi chiedo: ma le persone normali parlano così?

    Preferisco non entrare negli argomenti meditati (che magari ci noto qualcosa che non va o un'ulteriore accellerazione all'antropocentrismo) ma non riesco a non sentire (perché giunge fino a me) la voce di questi appiccicosi lettori.
    Noto che rispetto agli anni passati sono ancor più "azzimati" nel modo in cui spiccicano le parole dalla bocca.

    Mi sembrano attori scadenti di una telenovela e m'infondono una forte sensazione di artefazione, come se plastificassero anche il vangelo stesso che leggono.

    No, mangiare plastica non mi va.

    Cambio canale o spengo la tv che è meglio!

    Buona Pasqua!

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  4. Condivido entrambi i post, specie del primo cercherò di farne davvero tesoro.
    Buona Pasqua anche a lei e ancora complimenti per il lavoro....a me può darmi del tu visto che ho poco più di trent anni :)

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  5. Riflettendo ancora sul suo post...è vero, spesso ci si rapporta alla Passione come se fosse un dramma umano e niente di più...una tragedia greca o un pezzo teatrale....mentre siamo o dovremmo essere nel campo del Sacro e dello Spirituale...
    Ma senza guide valide è difficile andare oltre il sentimentalismo, c'è quello... più sta storia della Resurrezione alla quale bisogna vedere quanti credono realmente..al massimo c'è una vaga speranza, un vago bisogno di aiuto tipo la vecchina che va in parrocchia a dire il rosario perchè così le è stato insegnato...
    Un modo vero di rapportarsi alla Passione o di accostarsi alla Verità non è facile da trovare, un modo per il quale sentiamo dentro,con tutti gli organi , coi sensi naturali e con quelli soprannaturali, che ci stiamo avvicinando...ma solo così "conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi"

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    1. Anch'io ho "recriminato" a lungo per la mancanza di guide profonde e serie. Ma recriminare non serve a nulla. Se osservi certi siti "super cattolici" sono sempre lì a protestare come bambini piangenti perché vogliono il latte! Invece si tratta di gente adulta che può prendersi il latte da sola e dubito fortemente (dal loro livore) che lo sappiano fare!

      Nel concreto si tratta di iniziare a pregare, a credere e a praticare in modo tradizionale senza aspettare che qualcuno dall'alto si converta e spinga i laici a farlo.

      Se si aspetta che i cosiddetti "grandi" inizino ad essere profondi (ossia a convertirsi) faremo a tempo a morire e non avremo fatto altro che battere i pugni sul tavolo... Che diremo poi? "Non ho fatto nulla ma non è colpa mia?". Non ti pare la parabola del servo ingrato a cui viene tolto anche il poco che ha?

      Buona Pasqua!

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  6. Si è vero....la situazione è quella che è , non ci sono molti margini di ottimismo, però almeno uno potrà dire di averci provato, di non aver lasciato nulla di intentato...

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