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lunedì 9 giugno 2014

L'8 per mille...


Ho ricevuto un invito a dare l'8 per mille, giusto ieri sera nella mia e-mail personale. Ho risposto così:  

«Grazie per le sue informazioni, tuttavia non gradisco assolutamente questo genere di inviti. Fintanto che non ricevo un elenco dettagliato di come sono ripartite le spese e di come finiscono i nostri soldi in mano a questi signori, non darò nulla né voglio ricevere alcun invito a dare loro il mio contributo pecuniario. Quanto è riportato nel volantino, che invita a dare il proprio 8 per mille, non è per nulla un elenco con importi di spese*. Parla di parrocchie (so che alcune non esistono da anni, qualcun'altra sembra non sia mai stata creata ma si continuano a riportare in certi documenti ufficiali) e di tante altre attività di cui non sono affatto certo che siano attive. Perché si devono riportare notizie non vere? Non essendoci affatto gli importi, tutto questo si basa sulla fiducia. Che fiducia dare a presentazioni in cui si mescolano cose vere e cose presunte o pompate? Ora è tempo di non dare più fiducia per non rimanere delusi alla radice (la qual cosa ha un impatto pesante pure sulla propria fede). Ecco perché non do nulla. E se si esige chiarezza finanziaria dallo Stato, perché la Chiesa dovrebbe esserne esente? In nome di quali privilegi?
Grazie ancora per la sua comprensione».

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* Un'organizzazione seria, qualsiasi essa sia, ha sempre un bilancio con entrate ed uscite. Se, da un certo punto in poi, riceve delle donazioni o dei versamenti regolari (come l'8 per mille alle Chiese) non può non mostrare queste cifre o il suo bilancio precedente. Nel caso in cui non lo fa potrebbe prendere in giro i suoi fedeli (dai quali riceve i soldi) e potrebbe essere un puro sistema feudale di sfruttamento in cui qualcuno o più di qualcuno intasca a beneficio suo e di eventuali suoi cortigiani. Sarebbe ora di capirlo e di agire conseguentemente).

19 commenti:

  1. Padre Paisios del Monte Athos raccomandava: "Non date soldi alle organizzazioni ma direttamente alle persone bisognose!".
    Il monaco che era pure un veggente sapeva bene che i ladri sono ovunque, pure nelle organizzazioni religiose.
    Evitare di dare loro dei soldi è il minimo che si possa fare.

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  2. Una decina d'anni fa di ritorno dal monte Athos, stavo passando a Venezia. Ero felice del mio recente viaggio. Ad un certo punto, lungo una calle, incontro un prelato ortodosso di mia conoscenza che, con fare molto nervoso e scattoso, stava percorrendo la medesima calle in senso opposto. "Sono stato nell'Athos", gli dissi raggiante. Sapete che risposta mi diede costui? "Nell'Athos hanno soldi, in Grecia hanno soldi!". Quindi quello che faceva la "felicità" di quei monaci erano i soldi???
    Queste sono le "lezioni" che si ricevono da certo clero che, come ogni altra Chiesa, ora chiede anche lui il suo bell' 8 per mille....
    È fesso chi glielo dà!

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  3. Se c'è una cosa che mi scandalizza profondamente non è tanto il fatto che certo clero ha debolezze sessuali (a meno che non vi sia un crimine) quanto che è avido in una maniera che a noi comuni mortali risulta essere incomprensibile.
    Ricordo qualche tempo fa che un sacerdote mi invitò a due battesimi che si tennero nella sua parrocchia. Alla fine dei battesimi aveva il viso luminoso: stringeva tra le due mani biglietti da 100 (avrà avuto 600 euro, almeno).
    "Tieni, devi godere anche tu!", mi disse cercando un biglietto tra le sue tasche.
    "Non esiste proprio, non voglio nulla!" ribattei io.
    Mi mise in mano a forza... 5 euro!
    Mi sprofondò dall'umiliazione e il peggio è che non se ne rese neppure conto..
    Potrei raccontare molti fatti analoghi ma correrei il rischio di essere accusato di spettegolare.
    Capite bene, ora, che non ho alcun affidamento verso un certo tipo di clero e che, piuttosto, ritengo il loro operato dannoso per la fede personale?
    Queste cose sono paragonabili a uno che parla di continenza e purezza sessuale e poi è noto praticare tutto il contrario....
    Dio esiste, ma sta da tutta un'altra parte, lontano da questa gente sconvolta dalle proprie passioni!

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  4. Risposte
    1. Tutto è stato detto ed è desolante.
      Per questo diffido dei chierici e della cultura (in senso lato) che hanno creato attorno a loro. Il monachesimo se fosse sano, in Occidente, sarebbe una voce profetica. Invece anche lui è stirato verso il basso.
      In Oriente per fortuna ci sono ancora centri pulsanti. Un monaco anni fa' mi disse: "La casa [ossia la Chiesa] è piena di ladri. Ma se i ladri accorrono così numerosi vuol dire che c'è un tesoro". Lo stesso monaco dopo qualche anno aggiunse: "Stanno ammazzando la Chiesa ma essa... vive!!".
      Frasi enigmatiche a chi non conosce lo stato di una parte di chierici in Oriente (che scopiazzano l'andazzo occidentale).
      Poi ho ben capito CHI erano i ladri e CHI assassinava il cuore della Chiesa: quelli che bisognerebbe mandare a zappare!
      E infatti, guarda caso!, essi odiano il monachesimo e quando vestono di abiti monastici sembrano pagliaccetti: quei vestiti non sono per loro!

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    2. L'estate scorsa ho fatto un ritiro di 5 giorni in un eremo camaldolese. Sin dalla prima ora non vedo monaci, ma solo persone in abiti civili. E donne! Ne chiedo il motivo; queste aperture dell'eremo al gentil sesso e a tutti sono dovute, così mi dissero, alle richieste pastorali del vescovo che ha deciso così. Imparo dopo un giorno a distinguere i monaci dagli ospiti, poiché i monaci (solo) durante le preghiere comuni e la Messa in Chiesa indossano la tonaca bianca sopra agli abiti. Durante un'omelia ascolto un elogio alla danza flashmob dei vescovi alla GMG di Rio, capolavoro di umiltà a detta del padre. All'ultimo giorno ricevo consigli sull'offerta da fare, viene fatto un paragone tra i servizi offerti a quelli dei bed&breakfast dei dintorni, circa 40 € al giorno. Ho fatto un'offerta secondo le mie disponibilità, naturalmente, visto che teoricamente non mi trovavo in vacanza in un hotel. Non credo ci tornerò.
      ps: al monte Athos non mi hanno chiesto UN centesimo.

      nikolaus

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    3. Caro Nikolaus, io fuggo come la peste certe comunità religiose decadenti e decadute.
      Che lasciano nell'animo? Solo imbarazzo e fastidio!
      Un vescovo che forza una comunità religiosa ad andare contro i suoi stessi fondamenti, una comunità che accetta di buon grado di andarvi... sono proprio pazzi e me ne dolgo assai per loro!
      Purtroppo il fenomeno è assai diffuso e il monachesimo nella nostra pensisola è in stato di avanzato degrado. Magari ci sono realtà che cercano ancora di tenere come possono ma pure in quelle (ricordo le benedettine del lago di Orta) ci sono segni di contrasti all'interno della comunità che un visitatore attento non può non cogliere.
      Io stesso, grande estimatore del monachesimo benedettino, oramai preferisco andare in Oriente dove il livello di degrado non è ancora così forte, almeno in certe realtà monastiche.
      E poi, mi dica, come aiutare queste realtà religiose? Non possiamo fare nulla, sono destinate a decadere ulteriormente!
      Se uno li vuole aiutare è meglio che non li vizi con regali e soldi. Io, come vede, evito pure di dare l' 8 per mille, nonostante sia una persona piuttosto generosa, come carattere.
      Il fatto è che non posso più tollerare persone (che siano ortodossi residenti in Italia o cattolici) che sono tutti una vetrina, un'apparente "testimonianza" dietro alla quale c'è solo un animo secolarizzato, follemente innamorato di se stesso in modo, oserei dire, "masturbatorio"! E, mi creda, sono ben lungi dall'esagerare...

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    4. In base alla legge che ha istituito l'8 per mille, anche se un contribuente non firma per nessuna delle "chiese" elencate nel foglio allegato al modulo della denuncia dei redditi, il suo 8 per mille viene attribuito alle organizzazioni partecipanti alla spartizione in proporzione alle scelte effettuate dagli altri contribuenti...

      In Italia non è possibile fare referendum sulle leggi fiscali, ma su questa legge probabilmente sì. Infatti nei referendum che erano stati proposti lo scorso anno (forse ricordate i 6 referendum sulla giustizia) c'era anche l'abolizione di questa spartizione di quella parte dell'8 per mille che non era stata sottoscritta dai contribuenti. Ho firmato tutti i referendum, anche quelli che mi facevano rabbrividire nella speranza che la torta dell'8 per mille fosse ridotta; ma, come sapete, nessuno dei referendum proposti è stato accolto.

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    5. Il fatto è che in Italia se uno è disonesto ed entra in "circoli privilegiati" (Chiesa - politica) può rubare senza essere toccato come potrebbe essere toccato un cittadino comune.
      Cos'è questo sistema dell'8 per mille se non una forma di furto perpetrato a chi non vi vuole contribuire?
      In linea teorica io non sono contro al fatto che una persona sostenga la sua Chiesa. E' una cosa che ritengo giusta.
      Ma COME AIUTARE dei chierici viziati, che amano andare al ristorante quasi ogni giorno, che cacciano a pedate la gente dalla chiesa (se hanno la luna storta), che si sentono dei super-man quando in realtà hanno problemi psicologici, che si comportano dispoticamente e non hanno il minimo senso di umiltà.... (e potrei continuare)????
      La Chiesa è una fraternità dove chi è a capo serve come un padre, a volte togliendosi il boccone di bocca, come succedeva nelle famiglie povere un tempo. Oggi, invece, chi è capo e chi lo circonda toglie il boccone di bocca ai piccoli, levando loro la gioia di credere in Dio, poiché in chiese ammnistrate da gente così o ci si dispera o si ride come alle comiche (per non piangere) ...

      Lei capisce che l'unica vera medicina sarebbe quella di togliere loro i soldi, almeno capiscono che la vita non è quello che pensano loro! Ma se viviamo in uno Stato che promuove le situazioni mafiose - volente o nolente - questo non succederà.

      Tempo fa mi avvicinai in certi ambienti ecclesiastici (che per decenza evito di identificare). Il maggior responsabile di essi, un giorno disse: "Brindiamo ai fessi che ci fanno vivere bene perché credono alla favola del Cristo". Sembra incredibile ma questa frase uscì proprio dalla bocca di un vescovo! Certo non sono tutti chiari come era costui (che è/era la punta emergente di un iceberg). Ma certi chierici tendono tutti verso questa direzione!

      L'unica cosa è evitare questi ambienti ecclesiastici malati.

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  5. Ah, per la cronaca, la persona che mi ha inviato (a mezzanotte di domenica) l'invito a contribuire con l'otto per mille e alla quale ho inviato il testo di questo post, non mi ha risposto. Lo immaginavo, d'altronde!

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  6. Pietro carissimo. La seguo e apprezzo i suoi scritti. Volevo chiederLe, perché da solo non riesco a darmi una risposta, il perché del disastro che ha investito la Grecia... O meglio, e vengo al mio pensiero: un paese che dice di vivere con radicalità la Fede cristiana nella professione Ortodossa, come può pervenire ad un simile disastro? Spesso penso al fiorente e serio monachesimo che si vive in Grecia e d'altro canto guardando alle immagini che riesco a ricevere del paese, e alle chiacchere che scambio con un amico greco che studia a Roma non riesco a venirne a capo... Spero possa aiutarmi nella riflessione e non leggere il quesito come una provocazione. Grazie, e che Dio benedica la Sua opera.

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  7. Caro Martino, la sua non è una provocazione ma una sacrosanta verità!

    Forse conosco la Grecia, dal punto di vista religioso, un pochino più di lei. La gente è generalmene semplice, religiosamente parlando, ossia quelli che vanno in chiesa tendono ad affidarsi ma non sono affatto stupidi: sanno che alcuni imbroglioni stanno in mezzo a loro (a volte con tanto di stola o corona episcopale) e stanno attenti!

    Da loro come da noi è in atto un vero e proprio "crollo antropologico", ossia le persone che fino ai nostri nonni avevano un poco di robustezza psicologica (= sapevano affrontare le difficoltà della vita), oggi sono sempre più eteree e inconsistenti. La gente non ama il sacrificio e vuole fare tanti soldi con poca o nessuna fatica. Cerca, allora, le strade migliori. Per qualcuno queste strade sono diventare prete (e in Grecia diversi preti stanno finanziariamente molto bene!).

    Esiste ancora qualche personalità di spicco ma in un mare di persone disorientate e secolarizzate (in Grecia il secolarismo si è imposto in un arco di anni molto minore rispetto a noi e, per certi versi, con maggiore radicalità).

    Questo significa che i vescovi - volenti o dolenti - hanno incamerato del clero fragile e in alcuni casi indegno, senza farsene troppo scrupolo. D'altronde, il peggio del clericalismo cattolico è andato a finire in certi ambienti ecclesiastici greci: ogni vescovo è papa in casa sua.

    Il problema, infatti, è un modo piuttosto egocentrico di gestire la chiesa, in cui alcuni vescovi fanno come dei satrapi narcisi con la loro corte. A questo punto il rischio che questa gente viva sulle spalle del Vangelo (e non a servizio del Vangelo) può essere molto forte.
    Non dico che tutti sono così ma nella mia esperienza HO VISTO gente così.

    Per giunta, chi si comporta in questo modo nella sua testa fa una equivalenza che oggidì è letteralmente assurda: uomo greco=patriota=cristiano ortodosso. In realtà ho visto molti greci assai poco patrioti e per nulla cristiano ortodossi!!!

    E succede che gente così, profondamente ignorante e molto vanitosa, voglia puntare ad incarichi ecclesiastici a volte riuscendoci proprio perché si presentano come "persone ideali" per il loro vescovo in cerca di piaggerie, quando non sono altro che dei furbacchioni cortigiani. Qualcuno di costoro è una vera e propria serpe coltivata nel seno episcopale...

    Nei monasteri la storia è diversa, almeno in quelli che funzionano, perché l'abate, o igumeno, sta bene attento a chi mette in monastero, quello che dovrebbe fare pure un vescovo, d'altronde!!
    In un monastero se si fa monaco un essere capriccioso, vanitoso, che mette zizzania e a cui gli pesa pregare e lavorare, stia pur certo che nell'arco di poco tempo fa implodere la vita religiosa! Diverrà la classica mela bacata tra mele buone.

    L'igumeno, per questo, sta molto più attento di un vescovo se non altro perché, a differenza del vescovo, si tiene il monaco nella sua stessa casa!

    Questa realtà fa in modo che alcuni monasteri finiscano per essere dei punti di riferimento molto migliori rispetto a certe parrocchie il cui prete non è altro che un "ufficiale statale" del sacro a cui pesa pure confessare, a volte!

    Dico questo conoscendo e amando particolarmente la Grecia, bene inteso!
    I fenomeni di secolarismo selvaggio finiranno per rovinare certi ambienti ecclesiastici anche lì.

    Ma in Grecia, per fortuna, non esiste relativismo e distruzione dogmatica e liturgica come esiste in Occidente. Dirò di più: se la fragilità umana greca è comune con la nostra, in Grecia distruggere la liturgia e disprezzare il dogma è ancora letteralmente IMPENSABILE.

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    1. Caro Pietro è forse il caso che chiarisca, er cercare più apporfonditamente dele risposte, al concetto di potestà sacra nell'ortodossia.
      In occidente difatti questo è spiegabile visto che questa dipende direttamente dal Papa ,e ciò fà difatti del Papa ipso facto anche un sovrano.
      E' strano però che ciò accada in oriente per quanto il Fanar , assumendo la giurisdizione sui romei, da patriarcato ecumenico, sotto gli islamici abbia fatto un po' lo stesso.
      C'è il medesimo errore, dell'istituizione in sé, o questa concezione teologica è abusiva in oriente? D'atronde ogni misfatto deriva da un'ignoranza ( non per attenuarne la colpa, ci mancherebbe )...

      daouda

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    2. Tanto per iniziare nel mondo ortodosso non esiste quel concetto fortemente giuridico, tipico del nostro mondo (= la potestà sacra implica pure la divisione tra potere d'ordine e potere di giurisdizione; il primo appartiene al sacramento, il secondo al vescovo o al papa che lo trasmette al prete appena ordinato).
      Nell'Ortodossia quello che è fondamentale è il ruolo del vescovo, vero e proprio capo della sua Chiesa, poiché in Oriente la Chiesa cattolica coincide con la Chiesa locale, quest'ultima non ne è una sua semplice parte in comunione con un centro super-eminente come nel Cattolicesimo.
      Il vescovo è dunque "papa" a casa sua ma secondo la ecclesiologia già espressa a suo tempo da sant'Ireneo di Lione.
      Il Fanar (anche per non morire, poiché Costantinopoli ha solo qualche migliaio di fedeli) fa leva sul suo ruolo ecumenico e rivendica una potestà di giurisdizione universale temperata, però, dall'ecclesiologia ortodossa (per cui un vescovo non può mai essere sottovalutato in casa sua).
      Ciononostante, Costantinopoli nell'ambito della sua giurisdizione rivendica, ad esempio, il diritto di approvare o meno le ordinazioni sacerdotali di un vescovo (cosa che non succede neppure nel Cattolicesimo), poiché tende a "papizzare" a suo modo. Ma gli va male perché non di rado ha contestazioni (dai russi, soprattutto).
      Costantinopoli, in effetti, tende a cadere nell'errore di considerare la sua istituzione per se stessa ma è un errore che nasce dalla disperazione di cercare a tutti i costi di sopravvivere.

      Detto ciò non si deve dimenticare che quello che ecclesiologicamente è fondamentale nel mondo ortodosso, al di là del ruolo primaziale del vescovo locale, è la personalità carismatica di alcuni suoi fedeli, monaci soprattutto, i quali sono in grado d’illuminare un sistema che, altrimenti non meno del mondo cattolico, potrebbe esaurirsi in una semplice formalità.

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    3. Carissimo,
      La ringrazio della risposta. Dell'Occidente, dell'Italia e della terra di cui sono originario, la Sicilia, meglio non parlare. Siamo al disastro, ma non vorrei passare per catastrofista. In me coltivo seriamente o almeno cerco di farlo, la speranza della Resurrezione. Speranza che è certezza. Per il resto prego e contribuisco per quanto posso, studiando.

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  8. Esimio Direttore, in molti pensiamo che un po' di cura dimagrante ai boriosi e grassi uffici della CEI possa giovare per la salute ... Forse un poco di astinenza dal cibo potrebbe finalmente rivolgere lo sguardo di quei burocrati verso la Croce da cui viene la nostra salvezza ( quella Croce e quegli Altari che hanno disprezzato e ridicolarizzato .., spendendo somme ingenti).
    Scritto questo mi viene in mente che la carestia potrebbe colpire anche i miei parroci , che mi ssolvono dai miei peccati, e che , cosa ancor peggiore, tanti edifici di culto che i nostri padri hanno elevavto alla gloria di Dio potrebbero essere ridotti in macerie o peggio ancora trasfiormati in mercati o in moschee ...
    Quindi , caro Redattore, da un verso ammiro la cura dietetica che reputo sacrosanta, ma dall'altro verso mi preoccupa perchè l'amore che nutro in cuore per i sacerdoti locali e per gli edifici di culto ha il sopravvento.
    Buona giornata

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    1. Gentile Andrea,
      il mio discorso è molto generico perché io non penso solo al mondo cattolico, dal momento che conosco piuttosto bene anche qualche altro mondo cristiano... Il fatto è che ci troviamo davanti alla miseria del cuore umano: qualsiasi uomo, se ha a disposizione cifre consistenti, inizia ad essere tentato e dimentica il bene comune. Il dilemma che lei nutre è anche il mio. Ma, nel mio specifico caso, io applico quanto consigliava padre Paisios: "Dare soldi direttamente ai bisognosi". Purtroppo sono sempre esistiti e sempre esisteranno quelli che, con i soldi della Chiesa, finiscono pure per comperare case e appartamenti a parenti e ruffiani (o ruffiane),,,.

      Mi è stato da poco riferito il caso - accaduto all'estero - di una persona pia che aveva trovato 100.000 euro per il restauro di una chiesa che ne aveva bisogno. Aveva dato questi soldi ad un importante centro ecclesiastico sperando che i lavori si avviassero. Atteso qualche anno e visto che nulla si faceva, iniziò a chiederne ragione. Gli fu risposto: "Dovevi darci 200.000 euro, 50.000 li avremo messi per il restauro e il restante ci sarebbero serviti per i bisogni della nostra istituzione". Da notarsi che quell'istituzione - che ho visitato - è assolutamente lussuosa, quindi non pare avere problemi finanziari...
      Vede, se le cose stanno anche così, come vuole che ne veniamo fuori?

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    2. L'indigenza materiale non dovrebbe mai preoccupare un cristiano. Il cristiano dovrebbe preoccuparsi seriamente solo dell'indigenza spirituale che, nei nostri tempi, è elevatissima, inversamente proporzionale al benessere materiale di certe Chiese!

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  9. Qui si può scaricare il rendiconto CEI http://www.8xmille.it/Rendiconto

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