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venerdì 6 giugno 2014

Il mistero della Chiesa


Nel caso in alto, la Chiesa nasce da Dio e torna a Dio; nel caso sotto, 
la chiesa nasce dall'uomo (con una idea di Dio) e va solo all'uomo.
Il primo caso è la Chiesa evangelica, il secondo è l'istituzione puramente umana e secolare.

Se dovessimo chiedere alle persone comuni di formulare una domanda sulla prima e più importante cosa che desiderano dalla Chiesa, sono sicuro che le richieste maggiori saranno di tipo esclusivamente contingente e mondano:

- che sia più aperta e inclusiva;
- che sia più accogliente;
- che sia più solidale con le classi più povere, ecc.

Questo tipo di richieste indicano in modo evidente su quale piano è posta la Chiesa: un piano secolare. Va di suo, che qui non guardiamo alla radice della nostra vita (Dio) ma al nostro bisogno individuale se non egoistico. Altro orizzonte non c'è se non quello puramente umano, giusto o sbagliato che sia.

Tuttavia se l'istituzione della Chiesa obbedisse a questi criteri, non si capisce bene perché la tradizione le attribuisce la nascita il giorno di Pentecoste.
La Pentecoste, infatti, è l'apertura del mondo celeste sul mondo terreno, la comunicazione del secondo con il primo.
Se l'istituzione della Chiesa è legata all'evento della Pentecoste, se ne trae che ad essa è affidata la comunicazione con il mondo celeste e che, nel suo seno, avviene questo stesso evento carismatico.
Il compito della Chiesa non è, dunque, tanto quello di risolvere le contraddizioni e le ingiustizie del mondo (che continuano ad esserci per la libertà con la quale l'uomo agisce), quanto di mantenere una porta aperta per il cielo.

Stando così le cose, alla domanda "cosa desideri dalla Chiesa?", si dovrebbe rispondere: "Che mi metta in contatto con Dio!". Qui guardiamo a quanto "irriga" la radice della nostra vita e ci obbliga ad uscire dal nostro "giardino individuale".

Esiste questa risposta? Forse solo in una ben minima percentuale tra le persone, dal momento che si pensa, in modo implicito, che la Chiesa attorno a noi non sia affatto capace di mettere in contatto i suoi credenti con Dio (ammesso se ne ammetta l'esistenza). C'è chi lo crede davvero e lo dice! Io stesso ne sono convinto, almeno riguardo ad alcuni ambienti ecclesiali che reputo spiritualmente impotenti.
Ecco, allora, che l'evento evangelico della Pentecoste diviene la bella storia di un evento morto e sepolto. 
Lo stesso Spirito santo, è qualcosa di cui non si capisce bene la funzione e l'azione (poichè tutto nasce e finisce nell'umano). Lo Spirito santo diviene un'espressione folcloristico-religiosa e qualche sacerdote arriva pure a definirlo "la coscienza dell'uomo". Non si potrebbe esprimere meglio quest'implosione del divino nel solo umano!


In questo schema si vede chiaramente che ogni azione sul mondo, nell'impostazione cristiana tradizionale, avviene indirettamente. 
E' questo che valuta molto il monachesimo nella vita della Chiesa. 
Tutto il contrario avviene oggi in cui siamo nel secondo esempio con la negazione de facto del monachesimo.


Al contrario, l'evento della Pentecoste è il mistero stesso della Chiesa (poiché è una realtà divina che vive nascosta in lei), la sua identità più profonda che non si fa scalfire dai rivolgimenti della storia poiché è metastorica, pur pulsando nella storia.
Se la Chiesa non nasce e non porta alla Pentecoste non serve alla ragione principale per la quale è stata istituita.
Ma perché questo inizi ad avvenire, è indispensabile non aver rotto la tradizione apostolica stabilita da una retta fede e da una retta prassi cristiana.
Laddove è avvenuta questa rottura, non ci si può aspettare altro che la Chiesa si occupi di affari sociali e mondani o divenga una dispensatrice di consolazioni puramente psicologiche, seppur in nome di Dio. Ultimamente, la Chiesa è divenuta promotrice pure di divertimenti, spettacoli, danze e canzoni...

La maggioranza dei nostri cristiani conosce esattamente questo tipo di Chiesa, una Chiesa oramai totalmente slegata dal suo stesso evento fondativo: la Pentecoste!

Solo in ambiti in cui lo Spirito santo - attore della Pentecoste - è ritenuto il vero motore della Chiesa, è possibile riconoscerlo presente e vivo. Altrove, tutto inizierà e finirà nell'uomo, come in una qualsiasi altra istituzione puramente umana...



17 commenti:

  1. Caro Pietro il mio grazie è semplicemente dovuto al tuo lavoro ed alla tua dedizione. Dio ci guarda e ci essenzia, due cose incapibili in sé stesse!
    Scrivi in prossimità della pentecose. Cosa, cosa è realmente questo tuttoSanto Spirito che corrobora l'uomo e dichiara Dio, per noi occidentali, che guardiamo alla divina triade come ad un'endiade?

    Penso spesso all'abate Ischerione.

    Potresti dirci qualcosa sul clero uxorato e sul matrimonio ?

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    1. Clero uxorato e matrimonio sono argomenti duri per chi osserva il Cristianesimo solo nel suo profilodi "regole morali" da seguire. In realtà su questi temi ho sviluppato tutta una serie di riflessioni. Solo il monaco è chiamato ad essere "come gli angeli". Tutti gli altri sono chiamati a vivere nel loro stato umano (la carne non si disprezza!) ma in modo ordinato verso lo spirituale (quindi non con quella ipervalutazione della sessualità odierna). Questi sono i principi di fondo che regolano lo stato matrimoniale. Non so se oggi, parlando di matrimonio, si dice che dev'essere "ordinato per lo spirituale", questo mi sfugge, ma temo di no! Chi è monaco appartiene, sotto questo solo profilo, ad un'altra categoria. Chi non è monaco non deve e non può fare come se fosse monaco! Sarebbe un radicale controsenso.

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    2. Nell'Ortodossia pero' la vocazione monastica è universale, mi vengono in mente le parole sul "monachesimo interiorizzato" di Evdokimov o, in Occidente, di Don Divo Barsotti. Naturalmente vissuta in modo diverso a seconda del proprio stato di vita.

      In ogni caso in Occidente la figura del monaco è svalutata dalla maggior parte dei laici. La frase che sento più spesso è: "ma perché chiudersi tra quattro mura mentre c'è così tanto bisogno fuori?". E quasi sempre è inutile mettersi a discutere...

      nikolaus

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    3. Il monaco è per la Chiesa come l'anima è per il corpo.
      Che corpo è quello senz'anima?
      E che Chiesa è quella senza monachesmimo (realmente funzionante)?
      La risposta è immediatamente evidente,
      Che sia addirittura inutile discutere con certi personaggi (assai numerosi oramai) dimostra la gravità in cui si trova il Cattolicesimo odierno.
      Dico spesso che, umanamente parlando, non c'è alcuna speranza. Se qualcosa rimarrà, saranno piccoli centri in cui l'anima non è stata ancora venduta per la "minestra di lenticchie" della notorietà mondana e per essere incensati dai centri di potere del mondo.
      D'altronde questi piccoli centri cristiani devono sfidare non tanto l'indifferenza di chi è fuori dalla Chiesa, quanto l'ostracismo dei capi della Chiesa che, in realtà, si vergognano realmente di loro...

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    4. "Non so se oggi, parlando di matrimonio, si dice che dev'essere "ordinato per lo spirituale", questo mi sfugge, ma temo di no!"
      Credo che non se ne possa parlare, dato che non si parla neppure del fatto che il matrimonio è ordinato alla procreazione. Se si capisce la sessualità come finalizzata (con un fine primario e solo poi i vari fini secondari), si capirà anche che ha un ruolo nel matrimonio ma non preponderante (diceva della sua "ipervalutazione") e del resto nemmeno del tipo sine qua non; tant'è che tale ruolo non è costante durante tutta la vita coniugale, anzi è destinato ad avere fine - "c'è un tempo per ogni cosa" - anche se rimane il matrimonio. Credo che solo la sessualità "ordinata", desiderata con la comprensione della sua finalità e non fine a se stessa, possa essere come dice lei "ordinata per lo spirituale". Grato di un suo commento.
      PM

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    5. "C'è un tempo per ogni cosa". Questa è una frase sapiente che evita di farci attaccare ad un unico aspetto della vita poiché le cose cambiano! La sessualità ha senz'altro il suo ruolo nella vita di una persona - dal momento che ha un aspetto eminentemente dialogico, per usare un certo vocabolario - ma non dev'essere assolutizzata, resa fine se stessa o vissuta come fosse una droga (siamo a questi livelli oggi). Dal sesso inteso come orientamento non ne possiamo prescindere ma, ciononostante, possiamo vivere in modo astinente. L'astinenza dai cibi e l'astinenza in questo campo è necessaria in vista dello spirituale: solo elevandosi si distaccano le forze dell'anima da quanto è terreno e si è pronti per afferrare le realtà spirituali. Direi che questo è il quadro di fondo ed è ovvio che, pure gli sposati, vi si dovrebbero attenere, se sono cristiani.
      Purtroppo una Chiesa che ha ridotto il digiuno eucaristico ad una burla (un'ora prima della comunione), come può essere convincente il giorno in cui dovesse parlare di astinenza sessuale? E i fatti (anche deleteri in certo clero) parlano in senso contrario, purtroppo!

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  2. Articolo che coglie il punto nodale.

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    1. Trovo molto grave che i responsabili di una Chiesa, invece di sottolineare l'aspetto trascendente quindi spirituale della Chiesa stessa, seguano la sensibilità della massa che la appiattisce ad un'organizzazione filantropica mondiale.
      La stessa pubblicità per l'8 per mille segue questo andazzo. Ma, allora, che differenza esiste tra la Chiesa e una organizzazione massonica che, lo sappiamo!, può essere pure molto ma molto filantropica?

      In realtà questi responsabili hanno perso il senso spirituale e allora, come giustamente e provocatoriamente dice Battiato: "Sono molto simpatici ma non sanno più chi sia Dio!".

      Anche se Battiato si muove su una prospettiva che a volte esula da quella cristiana, risulta essere molto più profondo rispetto a chi, nel Cristianesimo, non considera più l'aspetto spirituale:

      "Un individuo se non fa un ricerca personale non può mai raggiungere Dio. Mi dispiace per Bergoglio, che è molto simpatico, ma lui NON HA NEANCHE IDEA DI CHE COSA E' DIO. Non può dire il bambino adesso è con Dio, ma che c... stai dicendo? Sono cose che fanno rabbrividire", ha detto a don Gianni Citro, il sacerdote ideatore del Meeting, fortemente imbarazzato per le parole del cantautore.
      (http://www.today.it/rassegna/franco-battiato-papa-francesco.html)

      Non so bene a cosa Battiato si riferiva in questo commento ma è certo che gli "automatismi spirituali" magici e scontati alla Bergoglio (che pare opporsi radicalmente a chi fatica e si sacrifica nella ricerca di Dio, nominandolo "palagiano" con un certo disprezzo) indicano una non conoscenza delle leggi spirituali nelle quali divino e umano collaborano assieme per poter fruttificare!

      La Chiesa, se non è calata in una prospettiva spirituale evangelica, diviene opera unicamente umana: nasce dall'uomo e porta all'uomo. Dio, in questo contesto, fa solo da "tapezzeria" alle vanità umane.

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    2. Per favore non parliamo della pubblicità dell'8 per mille !!! Se qualcuno ha letto qualcuno dei libri pubblicati in Italia in questi ultimi anni contro il Vaticano sa perfettamente che non c'è uno spot più falso di quello che pubblicizza l'8 per mille ! Molto più onesti gli spot di un qualsiasi salume o formaggio che offrono un prodotto la cui bontà è verificabile dal consumatore che quello dell'8 per mille dove al donatore non viene indicata sostanzialmente la destinazione finale del suo dono.

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    3. Quando per difendere la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, è stato detto che rappresenta la nostra cultura occidentale! Quale ignoranza, non sappiamo più nulla oltre i confini della pura materia.

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    4. Non ha idea di che cosa sia essere Papa!

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  3. Mi verrebbe da dire: una comunità religiosa che non sia stata fondata da Dio, che non abbia realmente in Dio il suo fondamento, che sia insomma una pura istituzione umana, può realmente chiamarsi Chiesa? A me pare di no: manca di elementi costitutivi fondamentali.
    In secondo luogo, a mio parere la divisione tra le due Chiese, così come proposta nello schema, è utile per schematizzare, ma è - per l'appunto - un po' troppo schematica. Messa così sembra quasi che l'impegno in campo sociale per il miglioramento della società sia una caratteristica peculiare dell'istituzione puramente umana, mentre in realtà - anche storicamente - la Chiesa di Dio si è costantemente impegnata - senza ansie e senza partigianerie - anche nel miglioramento sociale. Senza con questo voler togliere importanza al programma spirituale, che è quello fondamentale e che occupa (o dovrebbe occupare) la gran parte delle energie della Chiesa.

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    1. Sì, tutto bene, ma si devono fare delle precisazioni.

      1) Molte chiese storiche, pur avendo una radice passata di tipo spirituale e continuando a chiamarsi "chiese" si sono trasformate in creature totalmente immanenti. Il vocabolario non è cambiato, si appellano chiese, ma sta a chi ha "naso" capire che quelle non sono più chiese!

      2) Lo schema è didattico ed è utile a mettere sul "chi va là". In realtà esiste una PROFONDA DIFFERENZA tra chi incide nel sociale cristianamente (in senso vero) e chi vi incide con scusa cristiana ma è puramente immanente. Il primo NON HA PER FINE PRIMARIO E IMMEDIATO quello di cambiare la società: cerca solo il Regno di Dio e il resto gli è dato in sovrappiù.
      Il secondo cerca solo di vivere ed edificare il regno sulla terra. E molti che si muovono con scusa cristiana sono su questo secondo piano, vorrei dire "QUASI" tutti oggi...

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    2. Ho aggiunto un secondo schema per maggior comprensione. Per delicatezza, non ho voluto citare precisamente da dove è tratto il concetto espresso nella frase "cooperazione con il mondo per la fraternità universale". E' pero' sostanzialmente stato affermato in una recente assise del mondo cattolico...

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  4. Condivido le parole di battiato, che si occupa di temi legati alla ricerca spirituale da sempre,anche se in ambito più vicino ai sufi, al tibet o a gurdjeff....resta il fatto che il percorso spirituale è duro difficile e impegnativo e la Chiesa dovrebbe servire proprio ad aiutare e fuidare in questo percorso assai aspro....non a fare le carezzine, a dire che alla fine va sempre tutto bene qualunque cosa fai....va bene per la gente che vuole continuare a dormire senza che gli si rompa troppo l'anima, ma la Chiesa dovrebbe svegliare, i campanelli che si usavano una volta durante la messa non erano messi a caso...invece ora ti rimbocca pure le coperte....
    Come ho già detto son stato colpito pochi giorni fa da un grave lutto, poi ho assistito all'esumazione di miei parenti morti da decenni, la cosa mi ha, non dico shocckato, ma fatto riflettere.....ossa terriccio e stracci, tutto finisce così apparentemente...
    A me serve una CHiesa che mi faccia comprendere che tutto non finisce così, che mi guidi nel capirlo,specie in questo periodo, e per questo non mi sono di nessun aiuto due preti vecchi e stanchi e un Papa che si mette a fare il simpatico...

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  5. E' esattamente questo il punto: noi non possediamo realmente neppure il corpo che ci portiamo dietro (che è un semplice dono) per cui le essenze sono da tutta un'altra parte! Una Chiesa che non riconosce più quelle essenze e si perde nel transitorio (quello che domani potrebbe non esserci più) lei la chiama ancora .... Chiesa?

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  6. Il testo del Rito di accesso al Catecumenato recita: che cosa chiedi alla Chiesa? Il candidato risponde "LA VITA ETERNA". Ecco dunque qual è il compito della Chiesa, condurre le anime alla Salvezza non certo a "sedicenti fratellanze universali pluto-massonico-giudaiche" etc, che è lo scopo opposto perseguito dalla sinagoga di satana. Ora, se ciò viene detto in un assise "cattolico" è alquanto indicativo su dove remano certe gerarchie ecclesiastiche, ormai non c'è il minimo pudore lo dicono pure pubblicamente ed apertamente! Alla faccia delle parole espresse da San Pio x nella sua emblematica "Pascendi dominicis gregis".

    Pantocrator

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