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venerdì 27 giugno 2014

Ordine spirituale, ordine materiale e temporale

Quello che sto per scrivere ha un'importanza fondamentale. Lo vorrei senz'altro porre tra i post principali di questo blog. Chiedo a voi, cortesi lettori, un attimo di pazienza; quanto vi sto per dire non è difficile ma v'impegnerà un poco. Senza di questo, anche questo blog non ha senso...

Se scorriamo la storia, ripassando i nostri studi, noteremo che tutte le antiche civiltà pongono il cosiddetto "ordine spirituale" in una posizione di privilegio. Pensiamo, ad esempio, all'antico Egitto: il faraone, capo indiscusso del regno, era circondato e consigliato da alcuni sacerdoti. Si riteneva che i sacerdoti avessero delle conoscenze tali da dare al regno potere ed eternità.

Pensiamo al regno d'Israele o allo stesso re Davide: il buon re è un uomo che segue gli orientamenti spirituali rivelati dal Dio dell'Alleanza. Quando se ne allontana cade nella disgrazia di Dio e in quella del popolo.

Tutte le antiche civiltà hanno questa caratteristica archetipa che dimostra una cosa inequivocabile: l'ordine spirituale precede quello materiale e temporale ed è il solo in grado di poterlo illuminare, anche se ha caratteristiche distinte e  differenti dal secondo. 

Ricorrono alla mente altri eventi, a noi più vicini: la famosa Ildergarda di Bingen, benedettina mistica, consigliera di principi e re, amatissima dal popolo. 

L'impero bizantino, nonostante fosse percorso da crisi politiche e spirituali (l'iconoclasmo, l'eresia monotelita) poneva l'ordine spirituale e la sua conoscenza, al di sopra dell'ordine materiale e temporale. Nel suo contesto la figura del monaco era fondamentale: essendo l'uomo che, fuggendo dal mondo poteva illuminarlo dal suo interno, veniva cercato, interpellato, finiva per essere anche un eroe e un simbolo dell'Ortodossia della Chiesa, come nel caso di san Massimo il Confessore. Il monachesimo era talmente popolare che, tra la gente comune, parecchi, accasati i figli e morto il consorte, si ritiravano in monastero. Pure qualche imperatore divenne monaco, una prassi che con le dovute distinzioni troviamo anche in Occidente.

Qui, i monasteri per tutto l'alto medioevo furono come le stelle in una notte buia: conservarono il sapere spirituale e la coscienza di una civiltà che, al momento, subiva una profonda eclissi. Il XIII secolo latino, inizia a vedere la decadenza del monachesimo ma, nonostante ciò, proclama sempre la teologia come la regina del sapere ai piedi della quale, come ancelle, stavano tutti gli altri saperi. A suo modo, l'ordine spirituale continuava ad essere al di sopra dell'ordine materiale e temporale.

Un inizio di rottura di questo schema s'intravvede nella Costantinopoli del XIV secolo, nella famosa controversia esicasta in cui si fronteggiano san Gregorio Palamas, alfiere del monachesimo con il suo sapere sapienziale, e Barlaam, monaco calabro più tardi insegnante di greco del Petrarca, antesignano dell'umanesimo.
In Barlaam s'inizia a notare l'amore della filosofia per se stessa e fu proprio il suo tentativo d'immettere questa nuova mentalità nella visione religiosa a creare la sua rovina, dal momento che si scontrò con il monachesimo bizantino. Iniziare a vedere l'ordine spirituale sullo stesso piano o, addirittura, sottomesso all'ordine materiale e temporale è qualcosa che nasce in questo tempo, proprio a Costantinopoli. Tuttavia, all'inizio è una opzione, una timida opinione ventilata da alcuni intellettuali cultori dell'ellenismo.

In seguito, prende piede in Occidente, in strati elevati della società civile. Chi non ricorda la corte spiritualmente spensierata di Lorenzo il Magnifico nella Firenze rinascimentale? Verso il XVII secolo, in Francia, inizia ad apparire il primo scrittore agnostico, quasi come una logica conseguenza a queste spinte culturali.

Come può o come riesce l'Occidente cristiano cerca di ricordare che l'ordine spirituale ha sempre la preminenza rispetto a quello materiale e temporale.

L'Oriente, nonostante il dominio turco, continua ad avere figure di spicco, specie tra i monaci, che mostrano la medesima preminenza: san Kosmas d'Etolia ne è un esempio. Qui i monaci, a differenza di molti monasteri benedettini occidentali dell'epoca, sono di estrazione popolare, vicini al popolo, a sostegno della fede del popolo stesso.

Veniamo ai giorni nostri.
La società che ci circonda ha definitivamente archiviato l'ordine spirituale, dopo averlo relegato nel privato della vita individuale. C'è da dire che in non pochi casi questo "ordine spirituale" era oramai assai decaduto. Un forte segnale, in tal senso, era stato dato dalla Riforma protestante che cercò con i suoi limiti di opporsi ad una teologia cattolica allambiccata in intellettualismi astratti.

Quello che nell'Europa conta, oramai, è l'ordine materiale e temporale (funzionale all'economia) dove la conoscenza puramente umana ha il suo ruolo fondamentale. In questo contesto, opposto a quello antico, la Chiesa in Occidente ha cercato di mantenere, fintanto che poteva, una certa coscienza tradizionale: la conoscenza spirituale è superiore alla conoscenza materiale. 

In Oriente, per la verità, ci è sempre riuscita, nonostante le miserie comuni dell'umanità, poiché è sempre il mistico ad essere interpellato e seguito. È colui che sostiene la Chiesa: si pensi al caso di padre Paisios l'atonita e alla sua stessa vita.

Ultimamente dalle nostre parti stanno succedendo cose molto gravi, osservando le quali non posso tacere.

Che senso ha l'esistenza, nel mondo ecclesiastico, di personalità di primo rilievo che sottolineano l'importanza della conoscenza puramente umana, del solo sentire umano, della totale secondarietà  de facto dello spirituale dinnanzi al solo umano? L'unico luogo in cui si conservava la preminenza dello spirituale, la Chiesa, è stato evacuato! Qui abbiamo una "chiesa rovesciata"...

"Gli uomini sono superiori agli angeli" [1], si dice, oppure di recente: "I monaci sono lontani dagli uomini, bisogna essere con Cristo che stava tra la gente!"[2]. Questa seconda osservazione discende logicamente dalla prima (è la stessa persona a dirlo) ma è addirittura peggiore perché strappa da Cristo la sua valenza di maestro autenticamente spirituale (che digiuna, si isola nel deserto, prega, si apparta con i discepoli, sale con alcuni di loro sul Tabor...) e lo stende a livello di uno che si mescola e si appiattisce nel popolo, assumendo sentimenti talmente popolari che il popolo, seguendolo, in realtà segue se stesso.
"Cristo quale prototipo del monaco", come si sarebbe detto fino a non molto tempo fa', e com'è chiaro ancor oggi nel mondo cristiano orientale, è cosa assolutamente rigettata perché... "lontana" dal popolo! Chi dice questo è ignorante della storia medioevale e bizantina, ma non è neppure in grado di sentire le vere domande spirituali di nobili anime tra il popolo di oggi.
Questo tipo di "polpette avvelenate", propinate con sovrana gentilezza e mangiate acriticamente dalla massa, portano ad un'unica conseguenza: in nome di Cristo si toglie dalla vita degli uomini Dio (che s'incontra nel segreto del proprio cuore, non nelle chiassose piazze popolane) e gli si lascia solo il proprio "io"; si ammazza, senza comprenderlo, la conoscenza realmente spirituale e si lascia al popolo la sola conoscenza materiale e temporale con un vacuo sentimentalismo religioso.

Ora, che questo sia fatto da persone lontane dalla Chiesa non mi pone alcuna meraviglia. Ma che venga fatto da gente che, teoricamente, è al suo interno e sta in posizioni "chiave" m'infonde la convinzione che tutto ciò abbia un sapore assolutamente anticristico, ossia avverso agli orientamenti essenziali impressi dalla rivelazione cristiana.
Sì, un dono anticristico, servito con estrema gentilezza su un vassoio d'argento al nostro ingenuo popolo italiano, tra gli osanna della stampa e della tv ...

Una breve analisi semplificata

Lo schema che ho introdotto ci mostra in modo semplificato la nostra storia e, nello stesso tempo, riassume quanto ho sopra esposto. 




L'esempio 1 mostra la società di tipo tradizionale (antica e medioevale). In essa lo stesso ordine legislativo societario trae ispirazione da concetti di tipo spirituale (in senso ampio o specifico). Chi guida la società (il re o il capo del popolo) ha un compito anche spirituale e viene ispirato-consigliato da monaci o sacerdoti. Quello che voglio mostrare, in questo genere di società, non è la forma monarchica sacrale (non mi interessa parteggiare politicamente), ma il fatto di condividere da parte di tutti la superiorità dell'orientamento spirituale su quello semplicemente umano.

L'esempio 2 ci mostra una società di transizione, come poteva esserlo anche da noi fino a pochi decenni fa'. Il campo civile è nettamente separato da quello spirituale ma quest'ultimo non è evacuato dalla società stessa standone, come dire, al suo fianco. Le leggi civili non sono ispirate (almeno direttamente) da quelle spirituali e hanno una loro autonomia ma non estromettono la realtà spirituale che rimane a livello della coscienza del singolo come fatto personale. C'è da dire che il passaggio dal primo esempio al secondo è avvenuto, in Europa, anche a causa di una evidente decadenza religiosa.

L'esempio 3 è quanto inizia a riguardarci direttamente: perfino nella realtà religiosa è entrata la medesima mentalità secolare. Qui il fatto spirituale è stato evacuato e trasformato in puro fatto umano: Cristo è l'uomo del popolo e sta col popolo. La spiritualità diventa sociologia: fare del bene materiale al popolo. In questo ultimo caso la Chiesa è divenuta funzionale ad un sistema puramente secolare e non si distingue più da esso. La Chiesa ha cessato di fatto di esistere.
_________

[1] Quest'affermazione che rovescia la superiorità dello spirituale a vantaggio del solo umano è risuonata nella bocca di papa Bergoglio qualche mese fa', in una delle sue omelie a santa Marta. Ne ho parlato in uno dei miei precedenti post.

[2] Questo è quanto, in sintesi, si può riassumere dal recente discorso di papa Bergoglio in una sua omelia a santa Marta (25/06/2014) e si trova qui. Se le cose sono esattamente così e ho ben capito (come temo) il discorso, tali espressioni indicano chiaramente un orientamento anti-monastico quindi anti-spirituale in nome di... Cristo! D'altronde, i mezzi di comunicazione le diffondono senza smentita alcuna da parte degli organi competenti. "Il popolo non seguiva i monaci, che sentiva lontani", così afferma Bergoglio. I contemplativi sono persone buone, sì, ma non sono in grado di far battere il cuore al popolo! Stupisce che il papa non sappia che gli esseni, i monaci del tempo di Cristo, non erano esattamente un'élite religiosa, lontana dal popolo, poiché erano composti da intere famiglie, con mogli e figli e la spiritualità essena non era affatto antipopolare al punto da attrarre non pochi. Secondo qualche studioso pure san Giovanni Battista sarebbe stato influenzato dagli esseni. E tutti correvano a ricevere il battesimo di penitenza del Battista!
Cristo in questo discorso papale viene dipinto come uno che "sta col popolo" e sente il "cuore" del popolo. Ma come si fa a sentire veramente il cuore del popolo, in senso religioso, se prima non si ha avuto una formazione spirituale? In senso proprio, Cristo non ha bisogno di formazione spirituale (poiché la Chiesa lo confessa quale Dio, cosa che il papa non sottolinea propriamente) ma, ciononostante, digiuna e prega isolandosi nel deserto per indicare il bisogno di una formazione spirituale nell'uomo. Purtroppo, siccome questo non fa comodo alla logica bergogliana, non viene neppure citato (non è la prima volta che tale papa distorce il significato della stessa Scrittura per farle dire quello che vuole).
Alcuni padri atoniti, da me recentemente sentiti, hanno ragione: questo papa è assolutamente mediocre. Io direi: a tratti pure ignorante poiché non si può fare "taglia-incolla" della Scrittura, omettendo quanto non fa comodo. Mi dispiace di ferire chi vi pone affidamento ma temo che Bergoglio, sicuramente senza saperlo, abbia un orientamento piuttosto anticristico.

12 commenti:

  1. Detto in modo ancor più diretto: temo proprio che Bergoglio collabori de facto con un nuovo ordine mondiale, cosciente o meno che lo sia. Sono impressionato del silenzio da parte di chi dovrebbe dire qualcosa. Non si tratta di portare disprezzo ma di riportare le cose ad equilibri se non altro più evangelici: Cristo non era un semplice uomo del popolo che "ascoltava il cuore" del popolo. Cristo è sempre stato visto come l'uomo spirituale per eccellenza, al punto che era visto quale "modello" dei monaci.
    Un uomo spirituale che la Chiesa ha confessato quale Dio poiché "in lui abita la pienezza della divinità".
    Solo in questo modo Cristo attrae e solleva a sé le persone, essendo su un piano distnto e superiore a quello della comune natura umana o "del popolo", come Bergoglio continua ad affermare...
    Ma relegare l' "uomo Dio" a livello del popolo significa tradirne la figura e, quanto è infinitamente peggio, evacuare lo spirituale in nome di un supposto bisogno di "comprensione popolare".
    A questo punto, la Chiesa è divenuta serva di un nuovo ordine mondiale che, di fatto, è ateo.

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  2. Non intendo infilarmi in una discussione sul nuovo ordine mondiale. Non c'è nessuna guerra proclamata ufficialmente in questo momento, ma molte regioni del mondo sono dilacerate da guerre sanguinossissime. I cristiani sono perseguitati in tutto il Medio oriente. Dall'Egitto, dove, dopo la caduta di Mubarak è diventata prassi consolidata quella di rapire giovani donne cristiane per farle convertire forzatamente all'islam e poi farle sposare a vecchi musulmani, alla Siria dove i ribelli sono felici quando possono distruggere qualche chiesa cristiana, all'Iraq dove un tempo i cristiani erano una percentuale piuttosto alta della popolazione, ma dove oggi non è più possibile dire messa la domenica (a Mosul, la scorsa domenica, per la prima volta dopo 16 secoli non è stato possibile celebrare a nessuna delle confessioni cristiane).
    Quello che si può osservare è un cedimento costate dei paesi occidentali nei confronti dei ricchi sceicchi arabi. Ma non si tratta di un commercio "equo e solidale". Noi occidentali siamo proni ai loro dictat per timore di essere privati del petrolio. Questa è l'amara realtà.

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  3. Vorrei invece farvi notare che Gesù e prima di lui suo cugino, ovvero Giovanni il Battista, non erano precisamente popolani qualsiasi.
    Giovanni battista era il figlio di un sacerdote, che serviva al tempio, Zaccaria. Maria, madre di Gesù, in quanto appartenente alla famiglia di Davide aveva avuto il privilegio di essere allevata al Tempio, onore particolare, riservato appunto alla figlia dell'autentica casa regnante di israele. Erode Antipa era un usurpatore : per questo era così terrorizzato dalla nascita di Gesù. Il legittimo Re d'israele avrebbe potuto, in fin dei conti , richiedere i suoi legittimi diritti, alla faccia dell'usurpatore. E tutto questo nel quadro di una nazione sottoposta al dominio romano e considerata dal carattere difficile dai dominatori dell'epoca.

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    1. A maggior ragione questo "popolarizzare" ma in senso da baraccopoli, da parte di qualcuno sunnominato, non è affatto un atto di giustizia verso il vangelo. Quel signore si è ritagliato la sua ideologia che diffonde con tanto zucchero e, come ogni ideologia, è necessario fare a brandelli il vangelo prendendo quello che va bene e rigettando quello che metterebbe in crisi il proprio pensiero.
      AL FONDO DI TUTTO quello che è ESSENZIALE è la perdita di prospettiva spirituale. Il fatto che non lo si noti significa chiaramente che pure noi siamo stati presi in questo vortice degenerativo, dal punto di vista religioso!!!
      Ecco, allora, che i "contemplativi sono una cosa LONTANA dal popolo".
      In altre parole DIO E' UNA COSA LONTANA DAL POPOLO, capito l'antifona???

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    2. ..non si capisce più nulla. Da una parte critica i contemplativi, dall'altra scrive lettere apostoliche all'Ordine Certosino per il cinquecentenario di S. Bruno (http://cartusialover.wordpress.com/2014/06/24/papa-francesco-ed-il-cinquecentenario-di-san-bruno/).. Dice ai propri interlocutori ciò che loro vogliono sentirsi dire..
      Mala tempora currunt!

      nikolaus

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    3. Sarò chiaro: per me questa persona non è un punto di riferimento anche perché, come ha notato lei, è una banderuola al vento!
      Questo l'ho capito qualche giorno dopo la sua elezione, leggendo la lettera di una signora argentina che lo conobbe bene e lo descrisse esattamente così, seppur con la maggior delicatezza possibile.
      Però anche uno che è "banderuola al vento" alla fine mostra la sua anima intima. Lei mi chiederà come. E' evidente! Dal modo in cui descrive Cristo. Di Cristo ritaglia gli aspetti più vicini al suo carattere (aspetto sentimentale, popolare, "di piazza") ma gli sfuggono tutti gli altri (perché evidentemente non li capisce o non ne ha simpatia): il Cristo contemplativo che si NASCONDE dalla folla, il Cristo che digiuna nel DESERTO, il Cristo che si trasfigura DAVANTI A POCHI, il Cristo che sale al tempio per PREGARE.
      A tal proposito, la latrìa è il suo "punctum dolens" (lo vedo sempre quasi insofferente davanti alle messe solenni a san Pietro) e, assieme a questo, il fatto di stare in una realtà "appartata" (la scelta di santa Marta per stare assieme agli altri non è casuale!).
      Per questo quando dice che "il popolo non capisce i contemplativi", in realtà pare essere proprio lui a non capirli!
      Una bella differenza con Pio X che, agli inizi del '900 proponeva gli scritti dell'abate delle Sette Fonti alla meditazione del clero. In questo caso (con tutti i suoi limiti) si era ancora davanti a chi fondava il cristianesimo su una spiritualità (la cura della propria interiorità) nel secondo caso (di Bergoglio) siamo davanti a chi non guarda all'interiorità e invita a seguire un Cristo avulso dagli aspetti mistici e "monastici" e tutto preso a sentire il "cuore" della folla! E poi che significa sentire il "cuore" della folla? È o non è populismo, questo? (Mi fa ricordare le posizioni di un gruppo clericale friulano "glesie furlane" tutt'altro che tradizionali!).

      Perfino san Francesco d'Assisi (di cui lui porta il nome quasi a indicarne una parentela) insegnava il contrario quando, con frate Leone, un giorno attraversò IN SILENZIO una città, con lo sguardo sempre VERSO TERRA e senza DIRE NIENTE A NESSUNO, SENZA AVVICINARE ALCUNO. Quella, per il Poverello era lezione di vera umiltà perché anche TRA LA FOLLA bisogna guardare alla propria interiorità e NON DISPERDERLA. San Francesco, anche in mezzo alla città, NON USCIVA DALLA CELLA DEL CUORE, disperdendo lo sguardo e gli occhi qui e là (non sono sicuro che faccia lo stesso Bergoglio, quando si agita e salta come un bambino in mezzo alle persone).

      Vede, detto in tutta franchezza, può anche darsi che questa persona farà delle cose positive combattendo il gusto salottiero dei "monsignori" vaticani.
      Ma sui fondamenti (che sono pure quelli che ho evocato) ha un orientamento opposto a quello tradizionale. Non a caso per lui il monachesimo è "cosa lontana" e la spiritualità tradizionale è di fatto sostituita da un'etica sociologica "travestita" da Cristianesimo.
      No, in tutta franchezza, costui non mi pare affatto essere all'altezza del compito che gli hanno affidato.
      Non basta parlare in modo sentimentale e parere "buoni" e umanisticamente "giusti" per essere portati ad assumere certe responsabilità che, in ultima analisi, dovrebbero essere spirituali (in senso tradizionale)!

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  4. Complimenti e grazie per l'articolo. Abbiamo tradotto dei brani allo spagnolo, e gli abbiamo inclusi in un nostro testo qui

    http://in-exspectatione.blogspot.com.ar/2014/07/el-pueblo-sive-mundum-vel-homo.html

    Tanti saluti in Christo

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  5. In verità il Vangelo è chiaro in più punti: spesso e volentieri Nostro Signore si ritirava dalla folla "salendo sul monte" o "entrando in casa" che hanno, come ad esempio fa risaltare Origene (ma anche S. Agostino), dei significati ben più profondi di semplici luoghi "fisici". Poi la stessa folla che lo osanna all'entrata di Gerusalemme urlava istericamente "crocifiggilo" a Pilato...
    La stessa Pentecoste avviene nel Cenacolo con gli Apostoli "chiusi" dentro, di cui San Massimo Confessore da un'interpretazione sublime sul significato spirituale di questo passaggio evangelico. Solo successivamente escono e predicano alla folla.
    Per tornare al discorso sull'ordine spirituale e temporale, il caso emblematico non è tanto Papa Bergoglio in quanto i prodromi si sono già manifestati con Papa Paolo VI con la deposizione della tiara che non a caso simboleggia il triregno. Evidentemente alle folle che piacciono tanto all'attuale Papa è sfuggito il reale significato di un tale gesto, per poi sparire come insegna dagli stemmi dei Pontefici con papa Ratzinger. Sugli Esseni poi è interessante leggere sia le visioni della beata Emmerich che la Regola (molto simile a quella delle future comunità cristiane e poi monastiche) ritrovata a Qumran.

    Pantocrator

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  6. Chi la pensa diversamente da come lei descrive la situazione tragica della chiesa cattolica significa che è cieco o che finge. Quello che mi chiedo è il motivo per cui i cardinali lo hanno eletto; evidentemente lo conoscevano bene,il suo operato e le sue idee, e aggiungo il programma che avrà esposto in conclave. E allora perchè? Sono tutti d'accordo che il sistema migliore per salvare la chiesa in piena crisi sia lasciar fare quello che si sta facendo? C'è un piano preciso? Non credono più a niente e allora puntano su una maniera di presentare la fede che sia accettabile agli scettici uomini d'oggi,lasciando perdere teologie e filosofie e mistiche per vivere l'attimo nella relazione comunitaria e basta? Bergoglio una volta ha detto di essere furbo, e speriamo che lo sia veramente e che possa dare vita a un corpo in agonia, confidiamo nella sua furbizia, nel suo essere gesuita, e saremo pronti a cambiare opinione su di lui,ma per ora il senso di abbandono e di desolazione è troppo grande e amaro da sopportare.

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    1. Non confidi negli uomini se non vuole essere deluso. E guardi che pure un papa è un uomo!

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  7. Io direi che è un uomo chiamato ad essere Papa, che assume una nuova identità e nuove funzioni che lo obbligano ad essere diverso dall'uomo che era fin prima. Questo qua se ne frega di tutto e di tutti. Non sono deluso perchè non mi aspettavo niente da lui, ma sono deluso dal suo modo di negare la propria funzione, o meglio più che deluso sbalordito e in fuga da simile chiesa,la " chiesa di Francesco", con cui non sento nessuna comunanza di fede,di cultura,di memorie,di riti,di pensiero. Se essere cattolico significa seguire il papa,questo papa,allora non sono cattolico. Me ne resto per conto mio e Dio mi giudicherà.

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    1. La sua risposta non è affatto l'unica che sento. Dietro a questa cortina fumogena dell' "uomo dell'anno" pare nascondersi una "scatola coloratissima ma vuota". Io non guardo a questa realtà perché, per fortuna!, mi appoggio dove trovo la pietra solida. Ma personalmente mi fa molta pena e ho molta pena per molti che confidano in chi, in nome di Cristo, finisce per avere, volente o meno, posizioni antispirituali quindi contrarie a quanto Cristo ha indicato. I riti tradizionali sono per forza di cose spirituali - perché fondati su quella base - e a me impressiona sempre che la persona che lei ha ricordato si senta sempre molto imbarazzato in un quadro cultuale che ricorda qualcosa di tradizionale. Anzi: è la prima cosa che ho notato pochi giorni dopo la sua elezione!

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