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giovedì 26 giugno 2014

Una guerra intestina...

Rimango sempre più allibito quando leggo certe notizie nei giornali o su internet riguardo a quanto succede, oggi, nel mondo cattolico, specialmente italiano [1].
Non mi riferisco tanto alle miserie di ordine morale che - essendo legate alla debolezza degli uomini - sono riscontrabili ovunque.
Mi riferisco a una vera e propria guerra intestina in atto, della quale molti non sono a conoscenza  ma che, a mio avviso, è inconcepibilmente feroce e crudele.
Questa guerra intestina sta letteralmente svuotando di senso la realtà ecclesiale cattolica e vede contrapposti tra loro due partiti: 

1) uno più o meno conservativo, legato a concetti tradizionali. All'interno di quest'area ci sono gruppi abbastanza divisi, diversificati e poco concordi tra loro. Alcuni vorrebbero riportare il Cattolicesimo agli anni '50 e si dichiarano tradizionalisti, altri hanno un conservatorismo alla "papa Wojtyla", altri ancora evitano solo di essere progressisti, magari per scelta ideologica.  Questo partito conterà, pressapoco, il 15-20% dei cattolici;

2) un altro partito molto più variegato rispetto al  conservatore ma unito e compatto contro quest'ultimo, refrattario ad ogni elemento tradizionale, composto pure di frange estreme caratterizzate da un vero e proprio liberalismo religioso. Questo secondo partito conterà, pressapoco, l'80-85% dei cattolici.

Se nel primo partito c'è chi può osannare la clericalizzazione della Chiesa sul modello tridentino, nel secondo c'è chi può arrivare a spingere la Chiesa fino alla sua completa secolarizzazione e quindi al suo annichilimento.

A seconda di come cambia la direzione dei "venti" nella curia vaticana, o si ringalluzzisce il primo (facendo epurazioni sul secondo) o si ringalluzzisce il secondo (facendo altrettante epurazioni sul primo, già ridotto agli stremi). 

Se ieri con papa Ratzinger vedevamo alcuni "conservatori" salire pian piano verso i posti di comando, oggi sta succedendo il contrario, dal momento che il papa argentino non ha una formazione che lo porti a valorizzare gli aspetti tradizionali del Cristianesimo e, dietro ad una facciata bonaria, non è molto tenero verso il partito a lui opposto [2].

Rimango sconcertato! In tutto ciò non rinvengo assolutamente alcuno spirito ecclesiastico ma molto spirito partitico, rinfocolato, per di più, dai più alti vertici ecclesiali [3].

Qualcosa del genere è stato pure osservato da un amico, qualche settimana fa', anche se lo vide da un fatto diverso.
Entrando casualmente in una chiesa aperta, verso le 22, e rinvenendovi un gruppo di un movimento ecclesiale cattolico, mi riferì: "Mi sembrava la riunione di un partito!".

Quest'osservazione indica che egli non sentì alcuna sensazione veramente evangelica o "soprannaturale" (detto con linguaggio tradizionale)!

La prima reazione a pelle di quest'amico, tutt'altro che assiduo frequentatore di chiese (a volte questo aiuta ad essere più oggettivi, perché privi di precomprensioni), è stata veritiera e io stesso la noto nei modi di fare di ampi strati ecclesiali. Soprattutto oggi.

Non sto a ripetere la denuncia (così largamente presente in certi siti cattolici) sull'attuale "persecuzione" di un recente ordine religioso [i Francescani dell'Immacolata] che, fino a ieri, aveva un orientamento piuttosto tradizionale, cosa insopportabile per l'intellighenzia progressista cattolica tornata potentemente al potere (ma non lo era sempre stata, anche nei momenti in cui obtorto collo doveva inghiottire alcune "pillole tradizionali" propinategli dal Ratzinger?).
Questa "persecuzione" ha la firma dello stesso attuale papa.

La cosa è chiara: anche qui abbiamo la vendetta di un partito contro un altro partito!

E, d'altronde, ricordo bene la confessione di un professore di liturgia il quale, lungo una sua lezione, disse ai presenti che gli sarebbe piaciuto istituire una "polizia liturgica" per denunciare e rendere impotenti coloro che avevano gusti liturgici non conformi ai suoi (di tipo assai progressista). L'uomo - oggi vicario generale - parlava seriamente e indicava che, più o meno latente, esiste sempre il desiderio di un'inquisizione in campo cattolico, anche se oggi si rivolge verso un altro tipo di "eretici": coloro che hanno conservato qualcosa di tradizionale!

Dove siamo, signori miei? Siamo nella Chiesa in cui si ha venerazione per i propri padri nella fede, per quanto di buono da essi ci è arrivato, o siamo in una fase della rivoluzione francese, tra gente da ghigliottinare, epurazioni e processi-farsa in corso?
È una domanda seria!

Con una Chiesa così chiaramente allo sbando - perché preda, nei suoi membri dirigenti, di violente passioni secolari e di partiti fieramente avversi tra loro - possiamo veramente dare credito all'idea che il Cattolicesimo sarebbe in grado di "riunire" sotto il suo tetto varie confessioni cristiane?

Ammesso che abbia carta bianca per farlo da parte di tutti, dov'è la sua autorità morale? 

Tutto ciò è molto patetico...

Quello che è certo è che gli ambienti partitici non veicolano affatto uno spirito ecclesiale. 
D'altronde, non sono affatto eccessivo quando penso che la Chiesa, con il suo stile evangelico, sta senz'altro da tutta un'altra parte, rispetto a chi si muove con stili di partito, evocando epurazioni, isolamenti, castighi e mostrando ai più, qual terribile inganno!, una facciata paciosa e bonaria...

_______________

[1] Cfr. ad esempio, il seguente articolo comparso su La Stampa.

[2] Mi riferisco alle continue e - per un certo verso ossessive -  osservazioni bergogliesche contro i cristiani con la "verità in tasca", i quali confiderebbero talmente in loro stessi da essere chiusi alla novità dello Spirito e simili a dei "pelagiani". Queste osservazioni generiche lanciate a vuoto verso chi, pur con i suoi limiti, cerca di avere dei riferimenti tradizionali mi sembrano ingenerose e sono senz'altro indice che le sue simpatie sono sul fronte opposto, ammesso che creda anche a questo e non si adagi su un opportunistico agnosticismo de facto, cosa che in non pochi hanno sospettato leggendo le famose risposte di Bergoglio a Scalfari.

[3] Nel mondo cattolico, dinnanzi ad una situazione così lacerata tra progressisti e tradizionalisti, non c'è nulla di peggio che gettare benzina sul fuoco. Papa Ratzinger, pur con i suoi limiti e con soluzioni non perfette, aveva cercato di creare una mediazione con il famoso Motu proprio in favore della liturgia "tridentina" e dichiarando che la liturgia - se veicola lo spirito autentico - non può mai essere contro le sue forme tradizionali. Ratzinger, facendo ciò, non voleva creare tensioni e cercò di porgere la cosa in modo molto morbido, lasciando una certa libertà agli altri, per non creare strappi.
Una lezione, questa, rifiutata sdegnosamente e silenziosamente dalla maggioranza dell'episcopato cattolico, oramai chiaramente sempre più rivolto a mode secolarizzanti e desacralizzanti. Infatti, appena cambiato papa, alcuni vescovi sono subito corsi in Vaticano per pregare Bergoglio di abolire il famoso Motu proprio. Se, forse per opportunità, non è stato fatto ancora niente, non dubito che, con il volgere di alcuni anni e con la morte di Ratzinger, la cosa non si compia. 
Una Chiesa che, in molti suoi membri, odia le sue tradizioni antiche, come può dire di amare quel Cristianesimo (pensiamo all'Ortodossia) nel quale non si può prescindere dalle tradizioni stesse? Tutto ciò non è, forse, patetico, contraddittorio e ingannatorio? E, nel fronte ortodosso, come possono alcuni credere nella buona fede dei loro interlocutori?

15 commenti:

  1. ..direi che siamo alla fase ultima della rivoluzione francese, quella del suicidio della nostra civiltà, iniziato con il decadimento della spiritualità. La grande chiesa latina è votata al modernismo, tranne qualche piccola "isola" rimasta veramente cattolica.
    Certo che navigare in queste acque è ogni giorno più difficile...
    Ci salverà la Russia di Putin o, sembrerà paradossale, l'Islam.

    nikolaus

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    1. Nè la Russia di Putin, nè l'islam possono essere la risposta a una domanda di spiritualità da parte di pecore assetate.

      Ma non intendo parlare di questo.

      Voglio invece sottolineare che ogni comportamento di Bergoglio è in perfetta corenza con il programma di Ignazio di Loyola. Ovvero , a mio modesto avviso, Bergoglio è prima gesuita e, poi, successivamente, papa.
      Queste mie affermazioni che possono sembrare opinioni personali molto, ma molto discutibili non sono sorte spontaneamente nella mia mente.
      Avevo acquistato, molto tempo fa, in una libreria a metà prezzo un libro di tal Domenico Del Rio, edito da Corbaccio, dal titolo i gesuiti e l'Italia. In pratica non l'ho letto se non fino a pochi giorni fa in cui ho incominciato la lettura sistematicamente dalle prime pagine.

      Bene : casa santa Marta che in precedenza è stata paragonata alla caserma dei Moschettieri del Re, ricorda probabilmente a Bergoglio una delle prime iniziative di Ignazio. La situazione a Roma, regnante Paolo III sembra essere la seguente : "Le cortigiane abitano sontuosi palazzi, girano per la città come delle matrone ; circolano in cocchi tirati da mule, scortate in pieno giorno da nobili personaggi , da famigliari di cardinali, da chierici. In nessun altra città è dato di vedere un simile disordine ". parole di una commissione di cardinali e vescovi istituita dal papa. Bene. ignazio si interessa alla conversione anche di queste signore. Per tutte quelle che vogliono cambiar vita fonda la casa santa marta dove possono entrare sia le mal maritate che le donne penitenti...
      Stesso discorso vale per altri luoghi di Roma che a bergoglio ricordano i primi passi dell'ordine dei gesuiti a Roma. vedi la casa di Via degli Astalli.

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    2. Una persona ha molti aspetti. Sicuramente ci sarà quello che lei dice. Ma, a mio avviso, ce ne sono pure altri che, per chi ha un minimo di formazione cristiana, sono piuttosto problematici. La storia, comunque, spiccherà l'ardua sentenza (a meno che non sia manomessa).

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  2. Più semplicemente la grande apostasia prima o poi deve accadere. No?

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    1. Attenzione . se la grande apostasia avesse avuto inizio proprio con la creazione di nuovi ordini quale ad esempio quello fondato da Ignazio di Loyola ?

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    2. Tutta la storia muove verso la Parusia, il ritorno di Gesù Cristo. Fin qua credo siamo tutti d'accordo. Di conseguenza anche la fondazione degli ordini fa parte di un unico disegno, senza dubbio. Far però partire l'apostasia nel XVI sec credo sia un po' un azzardo...

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    3. In oriente non esistono ordini diversi a seconda delle caratteristiche particolari di ciascun ordine. Esistono i monaci, le monache ed i laici.
      Ovvero avere la presunzione di fondare un nuovo ordine potrebbe essere considerato una forma di superbia di colui che avesse questa idea. E per gli psichiatri del giorno d'oggi fondare un nuovo ordine potrebbe essere motivo di interdizione legale.
      Per un ortodosso l'apostasia va fatta partire dallo scisma del 1054... ed anzi, per qualche ortodosso, magari santo (sempre per gli orodossi, ovviamente) l'apostasia viene fatta partire adirittura un paio di secoli prima, quando, al seguito dei teologi di Carlo magno si è in cominciato a modificare il Credo con l'introduzione del Filioque.

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    4. Non conosco il mondo del cristianesimo orientale (leggo con piacere questo blog anche per farmene un'idea), ma da cattolico non posso che provare un po' di fastidio nel leggere che fondare un ordine religioso sarebbe una forma di superbia.
      E sì, sono convinto anche io che grandi santi, come Francesco e Domenico per esempio, oggi sarebbero internati.. d'altra parte "l'uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito".

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    5. Ho lasciato parlare "Anonimo" a cui pregherei di firmarsi, giusto perché se un'opinione è ragionata e non insulta nessuno non vedo perché non pubblicarla anche se altri la potrebbero contestare.
      Tuttavia pregherei di usare tatto. Questo blog cerca di trovare delle basi comuni - nella liturgia - con le quali individuare gli elementi tradizionali del Cristianesimo. Si rivolge per forza di cose all'Oriente e all'Occidente, per quanto io mi interessi e studi gli aspetti bizantini.
      Eviterei, comunque, di usare toni troppo polemici da parte di qualunque parte anche se, me ne rendo conto, io stesso quando trovo delle eccessive stonature me ne dolgo e voi stessi lo potete constatare.
      Grazie della tua attenzione, Paolo!

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    6. Ho avuto un paio di attacchi da parte di hacher, quelli sì, anonimi. Il mio povero computer non si è ripreso del tutto. Ed è curioso il fatto che il secondo attacco sia arrivato poco dopo che avevo scritto un'e-mail ad un altro sito, su cui, il giorno dopo, è apparsa perfino una specie di rivendicazione.
      Ad alcuni siti non posso neppure più collegarmi. Ho fiducia nella correttezza del dottor Pietro, e, protetto dall'anonimato, mi sento libero di partecipare. Grazie dell'ospitalità.

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  3. Vero ciò che dice, com eè vero che comunque gli scismi, le divisioni ci son sempre state e sempre ci saranno, in tutte le religioni ...sin dalle origini, sia nel cattolicesimo sia in tutte le altre, dal buddismo all'islam ecc, ci si è sempre divisi e contrapposti...spesso anche in modo violento...
    La sensazione è che cmq prima anche in presenza di divisioni restava sempre qualche base valida, si era sempre nel recinto del sacro e gli uomini di buona volontà una guida un ausilio lo trovavano....oggi invece le divisioni son sempre più verso il basso, verso la rincorsa alla mentalità dominante, verso il compiacimento ricevuto dalla massa...

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    1. Mentre nella Chiesa di Roma, quella di oggi, le più diverse teologie vengono considerate tutte comunque possibili, ovvero non verità, ma opinioni da seguire o meno a seconda della convenienza un tempo, nella Chiesa indivisa si aveva un'unica verità, un'unica dottrina. Questo viene esposto bene nel quarto secolo da Vincenzo di Lerins nel suo "commonitorium".
      Nella chiesa dei primi secoli un'affermazione di fedeltà aà papato come quella di Ignazio di Loyola non sarebbe stata possibile. Ignazio sarebbe stato combattuto come eretico.
      Infatti negli Atti degli Apostoli Pitro afferma che è meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. In questa affermazione è chiaramente affermato il dovere di abbandonare anche un papa se questi insegnasse delle dottrine contrarie a quelle di Cristo.

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    2. Il papa è uno strumento a servizio di Qualcuno più grande di lui. Quando questo strumento non funziona o porta in una direzione opposta non lo si deve assolutamente ascoltare. Non a caso anticamente non c'era la ritrosia attuale a condannare o a sospettare sull'operato di certi papi. Il papato ha la sua funzione, come l'episcopato, ossia la sorveglianza sulla fede (quando funziona). Ma se non funziona che ci sta a fare? A prendere soldi dallo stato italiano e dai fedeli?

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  4. Non dobbiamo dimenticare i mezzi repressivi come l'inquisizione e l'indice dei libri proibiti messi in atto dal papato nel corso dei secoli. iliegina sulla torta, la dichiarazione di infallibilità papale proclamate dal Concilio vaticano I, nel 1870, quando stava per essere aperta la breccia di Porta Pia.
    Per questo il popolo ha timore di condannare o anche di considerare con sospetto le dottrine proclamate dal papato. Il dissenso non è visto con favore in quel di Roma.

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  5. C'è dissenso e dissenso. Io non ho alcun dissenso distruttivo, tanto per dire.
    Il problema di aver chiuso a chiave un sistema ecclesiale e buttato via la chiave, si è risolto (e lo vediamo in questi anni) in un poderoso autogoal: siccome quello che viene da Roma è comunque buono a prescindere (prima sedes a nemine iudicatur), allora non si può neppure osare di pensare il contrario. Invece, siccome l'umano rimane anche a Roma, l'umano è portato a sbagliare e ad andare anche contro eventuali promesse di indefettibilità, altrimenti come la mettiamo con la libertà umana che Dio non viola?
    Il fatto di dipingere una presunta infallibilità (o indefettibilità) in termini direi magici (anche senza averlo voluto) ha determinato il mutismo del cosiddetto popolo di Dio e la paralisi attuale del corpo ecclesiale. In questo modo, tutto si giustifica e si deve giustificare e se la storia del cristianesimo è contro le idee papali del momento.... beh!, tanto peggio per la storia!

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