Ecco una vera e propria "chicca". Chi conosce il mondo etiope, così isolato e piuttosto schivo? La Chiesa etiope è figlia di quella alessandrina e ha sviluppato una liturgia particolare, frutto di una vera e propria "inculturazione" del cristianesimo alessandrino in Etiopia. Tuttavia, a differenza delle "inculturazioni" proposte da certi liturgisti cattolici un po' troppo mondanizzati, questa liturgia non ha nulla di secolaristico. Perfino il bisogno tutto africano di danzare e cantare ad alta voce, nel contesto cultuale etiope, si modera e diviene ieratico.
Attraverso questo libro (in traduzione inglese) si ha modo di attingere a una fonte, forse un po' esotica, ma che fa comunque parte della storia della liturgia cristiana e di osservare le sue peculiari forme tradizionali. La lingua della liturgia etiope è una lingua "morta", il cosiddetto ge'ez.
Propongo, dunque, questa pubblicazione che darà un ulteriore riferimento bibliografico al blog e al nostro discorso, un discorso che individua, appunto, gli elementi tradizionali delle liturgie, come fondo comune e irrinunciabile ad una Chiesa che si vuole definire cristiana.
Per maggiori informazioni sul cristianesimo etiope clicca qui.
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Carissimo,
RispondiEliminaNon ha in mente una traduzione in italiano?
Mi farebbe davvero molto piacere.
Un caro saluto nel Signore tre volte Santo