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sabato 2 agosto 2014

Il Typikòn della Grande Chiesa

Presento in questo post un testo storico che risale al X secolo: il Typikòn della Grande Chiesa, ossia l'ordinario liturgico della Chiesa costantinopolitana. Si tratta di un testo non più in uso e che esprime le consuetudini della Chiesa imperiale. Ho voluto farne un estratto con l'ordinario per l'11 maggio, data in cui si commemorava la fondazione della città di Costantinopoli. 
In quell'occasione era prevista una liturgia patriarcale nella chiesa di santa Sofia. Tale liturgia era preceduta da una processione al Foro imperiale che doveva essere particolarmente solenne, perché prevedeva il canto dell'Apostolo e del Vangelo, di salmi e di alcuni tropari che ho voluto porre in traduzione con greco a fronte. 
Mi è soprattutto parso interessante il testo di questi ultimi perché indicano la coscienza di cosa fosse la Città per i suoi abitanti. Innanzitutto questa città era fortemente legata alla Theotòkos, alla Madre di Dio, di cui si chiedeva l'intercessione e la protezione. Ci troviamo, infatti, in una società completamente e istituzionalmente cristiana, nonostante ospitasse al suo interno altre comunità religiose e, negli ultimi suoi tempi, pure una moschea. 
Inoltre la Città era significativamente definita come l' "occhio del mondo", un'espressione che da sola indica tutto. Poteva infatti indicare la delicatezza della Città ma soprattutto il fatto che attraverso di essa il mondo veniva illuminato, esattamente come il corpo si sente orientato e illuminato dall'occhio umano.
E c'è che da dire che tutto l'ecumene (la terra allora abitata) la pensava alla stessa maniera prima che, appunto, prevalesse la "fierezza franco-germanica", i nuovi dominatori, che edificarono una nuova europa sull'oblìo politico e religioso di quella precedente. Tale oblìo perdura ancora oggi, tant'è che si può paragonare a chi, in un prossimo futuro, descrivesse in tono assai secondario e minore la funzione dell' "impero" statunitense nel contesto della nostra realtà. Così va il mondo! La storia scritta dai vincitori non è scontato che sia, infatti, quella che realmente fu. Osservare le testimonianze storiche a nostra disposizione con occhio attento, ci fa rivelare valori e assetti politici a volte differenti da quelli che ci sono da sempre stati narrati!

Il Typikòn della Grande Chiesa - estratto

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