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mercoledì 22 ottobre 2014

Il cavallo di Troia della moralità

La storia, si sa, è maestra di vita. Tuttavia sembra che gli uomini non capiscano mai le lezioni date da essa. Si ricade, dunque, sempre nei medesimi errori, vittima degli stessi e identici inganni. Sono pochi quelli che vanno oltre l'apparenza che viene loro sciorinata.

Siccome invoco la storia, mi rifarò ad essa per poi tornare ai giorni nostri, nei quali stanno avvenendo fatti analoghi.

Nel X – XI secolo l'Italia, religiosamente parlando, stava percorrendo un momento molto delicato. Roma non pareva più legata culturalmente e religiosamente all'Oriente bizantino ma non aveva ancora un ruolo preciso, una sua identità stagliata nell'Europa in formazione di allora. La Roma ecclesiastica era, dunque, attratta in parte verso il suo non lontano passato, l'Oriente, in parte verso i popoli e i dominatori del nord. Era, come diremo oggi, in una situazione transizionale.

Gli Ottoni, prosecutori della politica di espansione dei Franchi, dinnanzi all'esitazione politica del mondo mediterraneo non persero tempo e invasero l'Italia, luogo importante nello scacchiere politico di allora. Ovunque passavano detronizzavano il vescovo del luogo e ponevano un loro uomo. È impressionante vedere come, all'interno di un breve periodo, la cronotassi episcopale delle principali città italiane ha nomi tedeschi, nomi di uomini evidentemente imposti con la forza imperiale.

Uno dei motivi di copertura del fatto, era un motivo morale: il vescovo o il clero italico era decadente, corrotto. Era necessaria la presenza di un clero irreprensibile, in modo che il vangelo potesse essere predicato da persone attendibili.

Che tutti i popoli europei nel X e XI secolo fossero barbari è un dato di fatto. Ma che, tra i barbari, ci fossero dei popoli più morali degli altri ho seri dubbi a crederlo. Ciononostante fu la scusa morale a determinare la detronizzazione di molti vescovi e, in ultimo, dello stesso papa romano.

In buona sostanza, dietro ad una scusa, si celava semplicemente un gioco di potere: porre degli uomini fedeli all'imperatore germanico in terra italica. Tutto ciò richiese un elevato prezzo determinando più in là la famosa lotta tra le due spade, con confronti a volte pesanti tra papa e imperatore.
Il fatto storico ci è utile per capire quanto sta accadendo oggi nel mondo cattolico.

Una parte dell'opinione pubblica, agitata da certa stampa, si sta lamentando della deriva morale di una parte di clero. Faccio notare che questa deriva riguarda clero di ogni orientamento (sia religiosamente conservativo che rivoluzionario): la debolezza umana è diffusa ovunque. Questa deriva, tuttavia, è determinata soprattutto dalla fragilità dei tempi. Come nel X-XI secolo il mondo europeo si poteva dire imbarbarito (al punto da non poter fare eccezioni di sorta), oggi tutto il nostro mondo può dirsi molto fragile, dedito alle passioni umane e chiuso in esse. Chi può dirsi migliore di altri?

Eppure, a dispetto di ciò come nel Medioevo, qualcuno agita la bandiera morale e invoca una purificazione di costumi, come se il fine del Cristianesimo sia moralistico e non, primariamente, spirituale (1). 
Chi fa questo tipo di pubblicità, simile agli Ottoni, ha mire ben precise: deve adattare il corpo ecclesiale a certe caratteristiche volute dalla modernità. Una di queste è, appunto, voltare le spalle a concetti religiosi tradizionali, qualora siano d'ostacolo all'agenda mondana attuale.

Ecco perché, tra tutte le persone fragili, vengono particolarmente bastonate quelle con una visione conservativa o tradizionale di Cristianesimo. 
È di questi giorni la notizia dell'esautorazione di un vescovo troppo indulgente poiché tendeva a incardinare nella sua diocesi clero con tendenza omosessuale, come se tutte le altre diocesi d'Italia siano prive di tale caratteristica (cosa ben risaputa!) e come se potesse esistere qualcuno più irreprensibile di altri da poter giudicare il prossimo. Questo vescovo (che preferisco non nominare ma che è facile intuire) ha, purtroppo per certe dirigenze ecclesiastiche, una sensibilità religiosa tradizionale. Guarda caso!

Quelle stesse dirigenze “preoccupate” di moralizzare il clero, stranamente, si dimenticano di moralizzare (o punire) alcuni loro collaboratori con la medesima tendenza ...

La storia insegna e dei fatti remoti di mille anni fa sembrano ripetersi, pur in altro contesto e con ben altre persone.

C'è da dire che la Chiesa occidentale, passata sotto la “cura” degli Ottoni, riuscì a dimenticare velocemente il suo legame tradizionale con l'Oriente cristiano e collaborò, a modo suo, alla nascita di una Nuova Europa. 

C'è da temere che quella attuale sotto la “cura” di altri “Ottoni ecclesiastici” dimenticherà altri legami tradizionali che la collegavano ad antiche pietà, per collaborare – probabilmente o quasi sicuramente – alla nascita di una Nuova Europa sempre più laica e sempre meno religiosa.

La "Chiesa libera" in Occidente si mostra dietro le apparenze, una volta di più, legata e determinata dal mondo, un mondo anticristiano.


Historia docet!

___________

1) Oramai il fine spirituale non è valorizzato o non interessa quasi più a nessuno. Rimane una morale esteriore da rivendicare che diviene perfetto moralismo.

1 commento:

  1. caro Pietro,
    più che gli Ottoni ci sono dei veri e propri tromboni...
    rs

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