La storia,
si sa, è maestra di vita. Tuttavia sembra che gli uomini non capiscano mai le lezioni date da essa. Si ricade, dunque, sempre
nei medesimi errori, vittima degli stessi e identici inganni. Sono
pochi quelli che vanno oltre l'apparenza che viene loro sciorinata.
Siccome
invoco la storia, mi rifarò ad essa per poi tornare ai giorni
nostri, nei quali stanno avvenendo fatti analoghi.
Nel X – XI
secolo l'Italia, religiosamente parlando, stava percorrendo un
momento molto delicato. Roma non pareva più legata culturalmente e
religiosamente all'Oriente bizantino ma non aveva ancora un ruolo
preciso, una sua identità stagliata nell'Europa in formazione di
allora. La Roma ecclesiastica era, dunque, attratta in parte verso il
suo non lontano passato, l'Oriente, in parte verso i
popoli e i dominatori del nord. Era, come diremo oggi, in una situazione transizionale.
Gli Ottoni,
prosecutori della politica di espansione dei Franchi, dinnanzi
all'esitazione politica del mondo mediterraneo non persero tempo e
invasero l'Italia, luogo importante nello scacchiere politico di allora. Ovunque passavano detronizzavano il vescovo del
luogo e ponevano un loro uomo. È impressionante vedere come,
all'interno di un breve periodo, la cronotassi episcopale delle
principali città italiane ha nomi tedeschi, nomi di uomini
evidentemente imposti con la forza imperiale.
Uno dei
motivi di copertura del fatto, era un motivo
morale: il vescovo o il clero italico era decadente, corrotto. Era
necessaria la presenza di un clero irreprensibile, in modo che il
vangelo potesse essere predicato da persone attendibili.
Che tutti i
popoli europei nel X e XI secolo fossero barbari è un dato di fatto.
Ma che, tra i barbari, ci fossero dei popoli più morali degli altri
ho seri dubbi a crederlo. Ciononostante fu la scusa morale a determinare la detronizzazione di molti vescovi e, in ultimo, dello stesso papa romano.
In buona
sostanza, dietro ad una scusa, si celava semplicemente un gioco di
potere: porre degli uomini fedeli all'imperatore germanico in terra
italica. Tutto ciò richiese un elevato prezzo determinando più in là la famosa
lotta tra le due spade, con confronti a volte pesanti tra papa e
imperatore.
Il fatto
storico ci è utile per capire quanto sta accadendo oggi nel
mondo cattolico.
Una parte
dell'opinione pubblica, agitata da certa stampa, si sta lamentando
della deriva morale di una parte di clero. Faccio notare che questa
deriva riguarda clero di ogni orientamento (sia religiosamente
conservativo che rivoluzionario): la debolezza umana è diffusa
ovunque. Questa deriva, tuttavia, è determinata soprattutto dalla fragilità
dei tempi. Come nel X-XI secolo il mondo europeo si poteva dire
imbarbarito (al punto da non poter fare eccezioni di sorta), oggi
tutto il nostro mondo può dirsi molto fragile, dedito alle passioni
umane e chiuso in esse. Chi può dirsi migliore di altri?
Eppure, a
dispetto di ciò come nel Medioevo, qualcuno agita la bandiera morale
e invoca una purificazione di costumi, come se il fine del
Cristianesimo sia moralistico e non, primariamente, spirituale (1).
Chi fa questo tipo di pubblicità, simile agli Ottoni, ha mire ben precise: deve adattare il corpo ecclesiale a certe caratteristiche volute dalla modernità. Una di queste è, appunto, voltare le spalle a concetti religiosi tradizionali, qualora siano d'ostacolo all'agenda mondana attuale.
Chi fa questo tipo di pubblicità, simile agli Ottoni, ha mire ben precise: deve adattare il corpo ecclesiale a certe caratteristiche volute dalla modernità. Una di queste è, appunto, voltare le spalle a concetti religiosi tradizionali, qualora siano d'ostacolo all'agenda mondana attuale.
Ecco perché,
tra tutte le persone fragili, vengono particolarmente bastonate
quelle con una visione conservativa o tradizionale di Cristianesimo.
È di questi giorni la notizia dell'esautorazione di un vescovo troppo indulgente poiché tendeva a incardinare nella sua diocesi clero con tendenza omosessuale, come se tutte le altre diocesi d'Italia siano prive di tale caratteristica (cosa ben risaputa!) e come se potesse esistere qualcuno più irreprensibile di altri da poter giudicare il prossimo. Questo vescovo (che preferisco non nominare ma che è facile intuire) ha, purtroppo per certe dirigenze ecclesiastiche, una sensibilità religiosa tradizionale. Guarda caso!
È di questi giorni la notizia dell'esautorazione di un vescovo troppo indulgente poiché tendeva a incardinare nella sua diocesi clero con tendenza omosessuale, come se tutte le altre diocesi d'Italia siano prive di tale caratteristica (cosa ben risaputa!) e come se potesse esistere qualcuno più irreprensibile di altri da poter giudicare il prossimo. Questo vescovo (che preferisco non nominare ma che è facile intuire) ha, purtroppo per certe dirigenze ecclesiastiche, una sensibilità religiosa tradizionale. Guarda caso!
Quelle
stesse dirigenze “preoccupate” di moralizzare il clero,
stranamente, si dimenticano di moralizzare (o punire) alcuni loro collaboratori con la medesima tendenza ...
La storia
insegna e dei fatti remoti di mille anni fa sembrano ripetersi, pur
in altro contesto e con ben altre persone.
C'è da dire
che la Chiesa occidentale, passata sotto la “cura” degli Ottoni, riuscì a dimenticare velocemente il suo legame tradizionale con
l'Oriente cristiano e collaborò, a modo suo, alla nascita di una Nuova
Europa.
C'è da temere che quella attuale sotto la “cura” di
altri “Ottoni ecclesiastici” dimenticherà altri legami
tradizionali che la collegavano ad antiche pietà, per collaborare –
probabilmente o quasi sicuramente – alla nascita di una Nuova Europa sempre più laica e sempre
meno religiosa.
La "Chiesa libera" in Occidente si mostra dietro le apparenze, una volta di più, legata e determinata dal mondo, un mondo anticristiano.
La "Chiesa libera" in Occidente si mostra dietro le apparenze, una volta di più, legata e determinata dal mondo, un mondo anticristiano.
Historia
docet!
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1) Oramai il fine spirituale non è valorizzato o non interessa quasi più a nessuno. Rimane una morale esteriore da rivendicare che diviene perfetto moralismo.
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1) Oramai il fine spirituale non è valorizzato o non interessa quasi più a nessuno. Rimane una morale esteriore da rivendicare che diviene perfetto moralismo.

caro Pietro,
RispondiEliminapiù che gli Ottoni ci sono dei veri e propri tromboni...
rs