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domenica 19 ottobre 2014

Povera Chiesa cattolica! ...


Brugel: la parabola dei ciechi

"Guarda, la differenza tra Occidente e Oriente [cristiano] è una sola... cioè la logica; l'Occidente crede in essa mentre l'Oriente crede nello Spirito Santo".
Questa frase di padre Paisios l'Athonita mette il dito nella piaga indicando cosa genera la decadenza del Cristianesimo. I problemi nascono quando, staccata la "spina" dalla Rivelazione e da Dio, si fanno ragionamenti unicamente umani, anche con le migliori intenzioni possibili. Questo crea problemi e spaccature a non finire. Come ieri lo si è visto (e lo si continua a vedere) nella liturgia, oggi lo si vede in altri ambiti.
Il testo tradotto e pubblicato qui sotto lo dimostra chiaramente, essendo una sincera relazione giornalistica sul recente evento sinodale vaticano. Non servono ulteriori commenti.


“La sensazione generale è quella di un enorme sollievo”, dice un professore influente presso un'Università Pontificia. “Giovedì, verso mezzogiorno, Giovanni Paolo II ha operato un miracolo al Sinodo”.

A quell’ora iniziò la rivolta contro l'uomo accuratamente scelto da Francesco, il suo primo cardinale, Lorenzo Baldisseri - apprezzatissimo da Bergoglio per gli inestimabili servizi resi prima e durante il Conclave del 2013 - scelto più di un anno prima del Sinodo per orchestrare entrambe le assemblee, del 2014 e del 2015, in modo da poter raggiungere i risultati voluti dal Papa, senza alcun dissenso. Era un compito difficile, ma Baldisseri vi si dedicò strenuamente e il dato essenziale fu l'operazione dei media.

Finché i lavori del Sinodo rimanevano segreti, l'operazione dei media doveva procedere a mosse rapide con fatti compiuti, impossibili da fermare per qualsiasi forza, in modo che il risultato conclusivo determinasse una relatio finale rivoluzionaria. Tale relatio avrebbe dovuto funzionare come la grande acclamazione di Papa Francesco proveniente dall'episcopato mondiale, quasi egli fosse un guru della moda, un leader glorioso la cui padronanza degli eventi non gli può essere negata o impedita.

In questa serie di fatti compiuti, la prima relatio della settimana, scritta da monsignor Bruno Forte prima del Sinodo, avrebbe dovuto essere un passo abbagliante. Tutti a Roma sapevano che Francesco conosceva, aveva letto e approvato tale pubblicazione. Nulla poteva avvenire in questo personalistico e super egocentrico pontificato senza la conoscenza diretta del papa. Quanto fu inaspettato, e non avrebbe dovuto esserci, fu che, nonostante la forte pressione, la maggioranza decisionale fu più wojtyliana che bergogliana.

Negli ultimi giorni, ho parlato con un gran numero di prelati, molti dei quali padri sinodali. Erano tutti furiosi e indignati contro Francesco. Il presidente di una Conferenza episcopale di un grande paese africano, lo eticchettò di fronte a me come elemento disgregatore”, la definizione più azzeccata per descrivere l'atmosfera generale della Curia e del Sinodo dopo 18 mesi di un governo imposto con la paura e la persecuzione; il termine che ho sentito più volte durante la scorsa settimana è stato “esasperazione”.

Le esperienze del secolo scorso hanno mostrato che un governo basato sulla paura e sulla manipolazione non può sussistere a lungo senza ribellioni, e questo è quanto è successo Giovedi. Era come se una pentola a pressione fosse esplosa alla fine di 18 mesi di ebollizione.

Il Sinodo ha fallito, perché i suoi obiettivi sono stati vanificati da quest'esplosione di angoscia sotto pressione e questo è ciò che rende questo “Sinodo straordinario”, davvero straordinario!

La protesta dei Padri sinodali del 16 ottobre contro Baldisseri, è stata la più inaudita degli ultimi 50 anni, e il silenzio dei media il più stupefacente, considerando l'enormità di ciò che avvenne. I mezzi informativi italiani furono presi totalmente alla sprovvista, e questo già Sabato, tentando di salvare il prestigio di Papa Bergoglio e trasferendo la responsabilità per la mancata riuscita sinodale ai suoi collaboratori, tra cui Baldisseri, ma tutti sanno che questi erano solo gli agenti fedeli della sua incrollabile e potente volontà.

Nel frattempo, il prestigio del Cardinale Kasper ha raggiunto i livelli più bassi e i capi della rivolta sono stati considerati come degli eroi.

In ogni caso, il Sinodo del 2014 è solo un passo di un percorso in cui Francesco e i suoi alleati stanno facendo parecchi errori, molti dei quali derivati dalla loro infinita arroganza. Si sta mostrando un'inattesa resistenza, una resistenza che viene minimizzata dalla stampa e dai mezzi di comunicazione in tutto il mondo.

Per quanto riguarda il testo finale del Sinodo, come pare? Probabilmente piuttosto male, ma meno di quello predisposto anticipatamente e che ci si aspettava. L'ottimismo dei "progressisti" è nel caos, e il testo finale del Sinodo, a questo punto, è un problema secondario; ciò che conta da ora è la battaglia che sarà combattuta alla prossima assemblea, nel 2015. Francesco non dovrà incassare quant'è successo ora per leggerezza e Baldisseri dovrà essere sottoposto ad enormi pressioni dall'alto per manipolare l'incontro del 2015, in un modo che non venga ostacolato da alcun nuovo miracolo di Giovanni Paolo II.

Articolo tratto da:
http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/10/important-backlash-against-manipulated.html

4 commenti:

  1. È come ho sempre sospettato: gli innovatori paiono voler ascoltare i desideri del popolo. In realtà cercano di espletare una agenda che viene loro imposta da centri di potere in cambio di denaro.

    Vedi: http://www.tempi.it/tenetevi-i-vostri-soldi-noi-ci-teniamo-i-nostri-valori-indignazione-su-mons-leonard-che-loda-il-no-dei-vescovi-africani-ai-ricatti-onu#.VETr_FLSjz9

    E questo spiega le tensioni e le spaccature. Infatti in tutta la storia della Chiesa si sono create spaccature e diversificazioni quando, istanze esterne alla Chiesa, hanno voluto imporre la loro agenda alla Chiesa stessa. È una vecchia storia che torna e ritorna e a volte si ripresenta con la scusa di "moralizzare"....

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  2. Già,povera chiesa cattolica: caos,disordine,ribellione,rovesciamento di principi e di valori, e altro ancora. A volte constato in me stesso che non provo rispetto per questo papa;per la prima volta in vita mia mi sento un anticlericale, non manifesto,non esplicito,riservato in me stesso,ma con un rifiuto netto verso il cammino dei preti della "chiesa di Francesco". Forse sono troppo vecchio per modificare abitudini di pensiero antiche. D'accordo, vedo con dolore che questa non è la mia chiesa , che io non appartengo a questa chiesa: mi è rimasto Cristo ed è tutto. Non sono nemico della chiesa, ma ne sono staccato: se è un peccato ne chiederò perdono al Signore. Detto questo,però, rifletto e mi chiedo se tutto quello che combina questo papa non sia a fin di bene, se non sia un tentativo estremo di salvare un patrimonio di fede,di spiritualità e cultura che sta precipitando nel dissolvimento del secolarismo e nella perdita di senso. La frequenza alla Messa e ai sacramenti sono ai minimi, i giovani si allontanano subito dopo le "cerimonie obbligatorie "dell'infanzia, Prima Comunione,Cresima ecc. L'irrilevanza della chiesa nella società è sempre più manifesta e grave. Il tentativo di Francesco,calcolato con prudenza e riflessione certamente, non può essere uno sforzo di recuperare un significato, da offrire all'uomo d'oggi,indipendente,auto-assolutorio, indifferente, scettico, edonista? Questo sforzo ,questo metodo offende chi come me è legato a un altro mondo e a altri valori,ma chi può dire che non sia il solo modo per presentare l'insegnamento cristiano e la figura di Cristo all'uomo di oggi? Un uomo abituato al linguaggio televisivo,elementare e propagandistico,fatto di slogan più che di riflessione? Un uomo preso nell'euforia dello smart phone, di Facebook,di whatsapp,e degli altri giochini con cui riempie la propri vita incurante di ciò che è al di là e al di sopra del momento immediato? Quello che ripetono i cosiddetti tradizionalisti, cioè che riproporre la vecchia Messa in latino sarebbe la soluzione a tutto mi sembra semplicistico. Certo,se tutti tornassero a Messa i problemi sarebbero quasi risolti, ma chi li tira in chiesa? Non certo la messa in latino o qualche scritto di padri della chiesa, cose incomprensibili a chi nel chiasso de mondo attuale è immerso. Il papa ha scelto di fare chiasso anche lui e di cercare di raggiungere,con i modi,con le parole, con i gesti, la fantasia e il cuore di tanta gente. Lascio aperta questa speranza o questa illusione, in questo caso sia mia sia del papa , in attesa di verificare i risultati. Lasciamogli almeno un po' di credito: il metodo ci offende ma lo scopo,forse, è buono,onesto, costruttivo,cristiano.
    Cesare

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    1. Permettimi ma mezzi pessimi possono solo che raggiungere fini pessimi.

      Pantocrator

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  3. Alcuni giorni fa ero a Roma e, sinceramente, osservando i negozi religiosi, le librerie ma pure le baracchette attorno alla stazione Termini sono rimasto costernato: trattano la persona del papa (ed evidentemente costui si fa trattare così) come una specie di burattino-rockstar. È una ossessione lo si trova ovunque! Ma trattare in questo modo un personaggio di Chiesa porta ad una saturazione e ad un'alterazione del messaggio stesso che dovrebbe veicolare. Se poi lo stesso messaggio risulta non sempre chiaro quand'anche non sia criticabile, allora la frittata è fatta!
    La Liturgia e la Chiesa stessa dev'essere umile e bella, non ossessiva, altezzosa e infastidente! Lo stesso si deve dire per le persone di Chiesa.

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