Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

giovedì 2 ottobre 2014

Un libro sui sacramenti nell'ottica ortodossa


Le Editions du Cerf hanno recentemente pubblicato un nuovo libro di Jean-Claude Larchet dal titoloLa vita sacramentale”, continuazione di due precedenti libri sulla Chiesa (“La Chiesa, Corpo di Cristo, Natura e struttura”, volume 1; “I rapporti tra le Chiese”, volume 2).

“È solo nella Chiesa di Cristo, poiché è il suo corpo e poiché lo Spirito santo è presente e attivo, che l'uomo può ricevere la pienezza della grazia, fonte di tutti i beni spirituali attuali e futuri. Questa grazia gli è comunicata in Cristo per mezzo dello Spirito, attraverso i sacramenti”.

In
questo volume di 600 pagine, l'autore analizza ciascuno dei principali sacramenti, la sua natura, i suoi fondamenti storici e il ricco significato simbolico nella sua attuale forma. Mostra contemporaneamente le sue relazioni con la vita comunitaria e le sue implicazioni per la vita cristiana.

La maggior parte dei
dibattiti attuali (intercristiani o interortodossi) sono trattati in modo approfondito, ad esempio per quanto riguarda: i modi di amministrare il battesimo; il momento della crismazione; la natura dell'Eucaristia; la frequenza e le condizioni per comunicarsi; la natura e lo scopo del matrimonio; la possibilità del divorzio e le  condizioni per un nuovo matrimonio; i problemi posti dai matrimoni misti; il modo di trattare pastoralmente le convivenze; il senso, il ruolo  e le forme della confessione e le sue relazioni con la comunione; il campo d’applicazione dell’unzione dei malati; la natura dell’ordine sacro e le esigenze e le responsabilità del ministero sacerdotale.

L'autore
risponde a molte domande pratiche: i sacramenti hanno un ruolo terapeutico? Con quale frequenza e come ci si deve confessare? Come dobbiamo prepararci per la comunione? A chi s’indirizza il sacramento dell’unzione dei malati? C’è un matrimonio per tutti? Con quali condizioni si tollera il divorzio? Che sanzioni esistono per i chierici caduti in peccato? I sacramenti agiscono da soli (ex opere operato)? Che deve fare il fedele per beneficiare concretamente della grazia sacramentale?

Questo
libro si riferisce particolarmente alla Scrittura, ai Padri e alla tradizione canonica e liturgica della Chiesa ortodossa ed è un vero e proprio manuale di vita ecclesiale. Sarà integrato da un volume dedicato alla vita liturgica.

5 commenti:

  1. Salve. ho cominciato a leggere qualche articolo su questo blog. In praticamente, tutti I siti, blogs, pagine del web trovo sempre la voce : "chi siamo" oppure se in inglese, "about us" dove chi dirige il sito o il proprietario del sito, blog, ecc. si presenta e dice quali sono I suoi fini e che cosa si premette di raggiungere o ottenere o alter informazioni che ritiene utili dare sul sito o su I proprietary ecc.
    Nel vostrto blog leggo e vedo che parlate di religione e date il vostro punto di vista. Benissimo, niente in contrario, tutti possiamo dare il nostro punto di vista, piu' o meno articolato o logico. Solo che a me piacerebbe sapere con quale autorita' date ed esprimete il vostro parere in material religiosa. Siete dei religiosi? Siete dei teologi? siete dei laici? e chiaro che se siete sacerdoti o laici ma teologi nello stesso tempo, il vostro punto di vista puo' essere considerate dal lettore in maniera differente. Per carita' non sto criticando niente, solo credo che dovreste dire o far sapere a chi entra nel vostro sito chi siete e con che Autorita' parlate e dissertate di Religione. Vi ringrazio se cortesemente mi volete ragguagliare su quanto chiesto.

    Io sono un Italiano che vive in Australia da oltre 40 anni e faccio l'editore e sto per pubblicare il primo numero di una rivista mensile in Inglese dal titolo "LIVING CHURCH".

    Grazie ancora

    Cesare Ferrara

    RispondiElimina
  2. Gentile signore,
    prima di tutto grazie per la sua attenzione.

    Penso che in uno dei post iniziali, qualche anno fa, avessi detto qualcosa di me stesso. Non ritengo, pero' di dare delle coordinate precise perché il mio fine non è esaltare la mia persona ma mostrare un pensiero che, sostanzialmente, non è il mio pensiero originale ma quanto emerge dalla coscienza della Chiesa, quanto ci insegnano i padri, quanto ci indicano determinati santi.
    Per poterlo fare ovviamente ho maturato una certa conoscenza sia intellettuale che esperienziale. Ma, come ripeto, non è importante guardare a me ma a quanto dico!

    Infatti non mi interessa avere delle medaglie al petto poiché la verità non è fatta dal numero di medaglie mostrate e tantomeno da eventuali incarichi ecclesiali. Chi crede che il prete può dire le cose con più autorità e attendibilità solo perché è prete (e non per tutta un'altra serie di motivi che stanno a monte) secondo me non ci ha capito gran che ed è per giunta pure smentito dalla realtà: quanti preti insegnano corbellerie? Eppure c'è chi continua a cascarci come, ultimamente, alcuni laici che credevano di avere benedizioni e invece si sottomettevano a manipolazioni... genitali da parte di un prete disgraziato! (parlo di un recentissimo caso accaduto in Italia e mostrato dalla tv Italia1). Essi si fidavano dell'autorità, del fatto che quello era un prete; poveri fessi!

    In questo senso dovrebbe essere passato il tempo in cui ci si affidava ciecamente ad un'autorità umana e, d'altra parte, nella Chiesa antica pure i concili erano in qualche modo verificati dall'insieme della Chiesa. Nulla era scontato poiché la verità per quanto tocchi l'individuo è sempre al di sopra di tutti ed è da tutti verificabile, con determinate condizioni.

    Vedo che lei ammette la cosiddetta "opinione religiosa": io avrei facoltà di parlare perché posso esprimere la mia opinione in campo religioso. In realtà nella Chiesa non ha mai avuto senso la semplice opinione personale, cosa che nasce e si rafforza a partire da Martin Lutero. I padri della Chiesa, per quanto avessero accentuazioni differenti nel loro insegnamento, non pensavano affatto di avere OPINIONI RELIGIOSE PERSONALI. Quest'idea, per quanto le paia strano, è profondamente antiecclesiale, non fa della Chiesa un corpo compatto ma una babele assurda.

    Nella Chiesa infatti ha senso la comune esperienza sprituale che porta le persone ad avere un'autentica unione tra loro. Se si pensa che l'unione non è data da questo ma da criteri unicamente esterni (ad esempio la comunione con un papa o con un vescovo) si è decisamente al di fuori del mistero della Chiesa e si ha ridotto la comunione ecclesiale a qualcosa di meramente sociologico, come di fatto in gran parte oggi avviene.

    Con quale autorità parlo? Con nessuna autorità personale ma con la coscienza che la Chiesa predicata e annunciata nella tradizione cristiana sia l'unica realtà in grado di riequilibrarci, in questi tempi di folle confusione. E questo è più che sufficiente per iniziare a fare un discorso che abbia un po' di senso e di mordente spirituale. Il resto lo lasciamo alle osterie o ai mercatini delle pulci...

    RispondiElimina
  3. In questo blog, da com'è organizzato strutturalmente non vedo dove sia possibile mettere un "about us" e comunque a me, come ho sopra spiegato, non interessa particolarmente.

    RispondiElimina
  4. Allora anche noi lettori dovremmo parlare facendo precederci da un about us? Si guarda non a ciò che uno dice ma a chi lo dice? Si deve tirar fuori il diplomuccio. Il pezzo di carta? Mi ricorda un'abitudine americana di giudicare tutto e tutti dal cartellino del prezzo che uno si porta addosso. È un quadro da un milione di dollari: ah,allora sì che è un quadro di un grande artista! È un uomo che guadagna un milione di dollari all'anno: ah, che uomo stimabile e lodabile! E magari è un delinquente, un pescecane che divora i suoi simili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti! Certe mentalità non riesco proprio a comprenderle!

      Ora è vero che avere un background accademico aiuta ad affrontare le questioni anche teologiche con un po' di metodo (cosa che per fortuna ho assunto) ma è pur vero che san Benedetto nella sua regola invita l'abate a stare attento a quanto potrebbe giungergli anche dall'ultimo del monastero perché potrebbe essere di giovamento per il monastero tutto!

      E, d'altra parte, chi corre dietro ai titoli e ai timbri curiali per essere sicuro della correttezza e dell'ecclesialità, oggi non può che ricevere cocenti delusioni. Pensiamo, ad esempio, ad un "teologo" pieno di titoli e lanciato dallo stesso card. Martini, Vito Mancuso. Quante stupidaggini dice?

      Secondo me questo bisogno di vedere i timbri e i titoli potrebbe derivare da una mentalità piccolo borghese alquanto stupidina (se mi si consente).

      Qualcosa di simile è la domanda che qualcuno mi fa: lei è cattolico o ortodosso?
      A queste domande non rispondo, non perché abbia qualcosa da nascondere ma perché se gli dici "sono cattolico" allora ti dicono "ma perché guarda all'Ortodossia?" e se gli dici "sono ortodosso" ti dicono "Ma quello che dice riguarda l'Ortodossia, mica noi cattolici!". Come se parlare della sacralità della liturgia dovesse riguardare solo l'Ortodossia!

      Una cosa simile mi capitò qualche anno fa quando non mi pubblicarono un articolo nel quale battevo sul significato della tradizione. Questa cosa, mi dissero speciosamente, riguarda l'Ortodossia non il Cattolicesimo!

      Da allora ho deciso di non dare il minimo spago a certi ragionamenti...

      Elimina

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.