Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

domenica 15 febbraio 2015

Il Sacro Terrore!


I musei sono un grande tesoro perché permettono di avere la percezione del passato, cosa che altrimenti con il fluire del tempo si perderebbe inesorabilmente. Recentemente ho visitato un'esposizione nella quale è stato collocato un quadro di grande intensità emotiva. Il suo autore è Carl Frithjof Smith (1859-1917). L'opera s'intitola "Dopo la prima comunione" ed è stata realizzata attorno al 1892.
In questa sede non m'interessa esporre a quale corrente artistica e quali influssi culturali può aver subito il suo autore. Quello che mi pare più interessante è la forza d'impatto che esercita questa rappresentazione. Si tratta di una festa: la prima comunione di alcune bambine. Ma è una festa strana poiché le fanciulle si mostrano tutt'altro che gioiose.


Nella parte centrale appaiono volti pensosi, impauriti, direi terrorizzati. Solo una bimba accenna vagamente ad un sorriso, molto smorzato, quasi avesse timore di farlo. Qualcun'altra cammina letteralmente irrigidita, come se avesse subito una doccia fredda.
Ecco l'elemento di constrasto con l'idea di festa, la forte vibrazione emotiva che la tela trasmette: qui è rappresentato l'effetto del "sacro terrore" che consiste nel predicare un cristianesimo molto rigido e intollerante, non di rado ideologico.

Un effetto del genere lo si ottiene in ambienti molto severi e religiosamente fanatici. Qualcosa del genere vidi, anni fa, sul volto di qualche laico molto fedele ad un movimento tradizionalista cattolico. In quest'ambiente, erroneamente definito "lefebvriano" poiché è solo tradizionalmente cattolico, si fa leva molto sull'aspetto psichico e si ottiene non di rado ansietà, paura, terrore di Dio.

Mi chiedo: è questo il timor Dei al quale le scritture fanno riferimento? Temo proprio di no! Il timore di Dio è sempre associato alla fiducia di Dio, esattamente come l'atteggiamento dimesso della quaresima è associato alla gioia della risurrezione non lontana. Timore e fiducia, atteggiamento dimesso e gioia possono parere opposti solo a chi non si accosta alla dimensione spirituale o a chi non l'ha mai conosciuta. In realtà, sono atteggiamenti "antinomici" o apparentemente contraddittori, come ricorderebbe l'Oriente cristiano che utilizza la categoria di "antinomia" anche per spiegare altre realtà ecclesiastiche, laddove in Occidente, soprattutto un tempo, si preferiva, invece, usare la logica di non contraddizione (= ad A non può che seguire A e A non può stare con B).

L'insistere sulla croce, sulla morte di Cristo per riparare ai peccati di un'umanità che può sempre offendere Dio, ha determinato il cosiddetto "sacro terrore" e ha portato Dio così in alto nei cieli da renderlo quasi estraneo al cuore dell'uomo, come, viceversa, si manifesta nella rivelazione cristiana.

Questo ha creato una forte reazione: nel mondo cattolico modernista da cinquant'anni in qua è  disprezzato ogni elemento ascetico e ogni atteggiamento dimesso (equivocato inevitabilmente come prodotto del terrore religioso) fino a raggiungere l'esatto contrario: oggi le feste di comunione sono certamente delle feste in senso proprio ma hanno sovente perso ogni carattere sacro. Insomma: si è passati da un estremo ad un altro, da uno squilibrio allo squilibrio opposto in cui la mondanità e la sensibilità "carnale" hanno avuto il sopravvento e Dio è stato talmente "abbassato" da non essere più tale!

Sia il vivere la religiosità in forma psichica (come si vede chiaramente in questo quadro) sia il viverla in forma mondana indica la perdita del senso spirituale nel quale si mantiene un equilibrio e nulla di tradizionale viene perso o equivocato.

Infatti l'autentica vita di fede si fonda solo nella dimensione spirituale, non in quella psichica o nella spettacolarizzazione mondana (come ho più particolarmente esposto qualche mese addietro).

La radice dell'attuale desolazione liturgica occidentale, quindi, è molto lontana e rimonta molto prima di 60 anni fa': consiste in una serie di squilibri ed equivoci che continuano a generarsi costantemente e senza posa, come se questo mondo fosse destinato a girare attorno a se stesso inesorabilmente, senza trovare una reale via d'uscita. Chi è addentro alle questioni spirituali spiega che ciò può avvenire solo quando, di fatto, c'è una forte chiusura dell'uomo nella sola dimensione umana nella quale è stata imprigionata pure la stessa religione, ridotta oramai a puro fenomeno sociologico. E questo è un problema che potrebbe riguardare, si noti bene, sia il mondo cattolico progressista che quello cosiddetto tradizionalista che così finirebbero per essere due facce della medesima medaglia.


Feste mondane nell'ambito liturgico: abusi che divengono sempre più prassi normale, indice della totale perdita di sacro

21 commenti:

  1. Scambiare questo quadro come "espressione di devozione" quando, in realtà è pura espressione di disagio personale, mi sembra prendere un pauroso abbaglio, cosa per altro che qualcuno fa. Vedi, ad es, http://www.celticcrosscatholic.com/index.cfm?load=page&page=162

    RispondiElimina
  2. secondo me non s'è saputo discernere tra ciò che doveva essere corretto e le cose che dovevano essere mantenute...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La liturgia nasce per stabilire qualcosa che serva a formare e orientare lo spirito umano in direzione di Dio. Chi la stabilisce è a sua volta formato spiritualemente, esattamente come chi stabilisce una scuola è a sua volta stato formato. Ma se nel tempo si ritiene l'aspetto spirituale sempre più secondario e lo si equivoca con un aspetto psicologico, iniziano i problemi perché l'uomo si chiude progressivamente al contatto con il divino e finisce per aver come riferimento solo se stesso.
      Non è una questione di "formazione liturgica" in senso scolastico, che manca. E' una questione di mancanza di contatto con l'Al di là. E questo comporta tragiche conseguenze.

      Elimina
    2. sì è vero che si ormai concentrati su questo mondo, ma io preti che sappiano che non è certo l'aggiornamento della vita sacramentale o certi sviluppi del dogma sia la soluzione giusta per far ravvivare la fede non ne vedo. Ed è tutto così desolante il volersi incaponire su una linea che ha portato alla scristianizzazione... non sono una tradizionalista, però lo vedo questo insistere nel modificare la struttura anziché portare il cuore dell'uomo a Dio...

      Elimina
    3. Ed è qui, infatti, la cartina di tornasole che indica in che senso sono orientati questi spiriti: in senso assolutamente immanente! Ora, che quest'orientamento caratterizzi una banca o un'istituzione mondana lo posso pure capire. Ma che caratterizzi una Chiesa assolutamente no. Eppure è quello che avviene! Se non si orientano gli spiriti in modo da avere un contatto con il Cielo tutto sarà inutile perché si riprodurà nella Chiesa lo stesso atteggiamento spirituale che ha l'uomo contabile, l'uomo d'affari, l'uomo di spettacolo, ecc.
      D'altra parte presentare il sacro in forma terroristica facendo leva sulla psicologia significa appiattire la religione a fatto puramente contingente e antropocentrico (è l'esempio che io faccio analizzando questo quadro) ed è un atteggiamento che - guarda caso! - faceva gridare quel "pazzo" di Nietzche, proprio alla fine dell'800: "Le chiese sono divenute le tombe di Dio!". E poi non mi vengano a dire che tutti i problemi sono iniziati dal Concilio Vaticano II in avanti poiché orientamenti problematici sono evidentissimi molto prima...

      Elimina
    4. Questo è vero che ci siano stati eccessi gnostici nel pre-concilio... in pratica s'è rotto un equilibrio....mi scusi che le ho risposto tardi ma studio e quindi intervengo quando posso!

      Elimina
    5. Questo è vero che ci siano stati eccessi gnostici nel pre-concilio... in pratica s'è rotto un equilibrio....mi scusi che le ho risposto tardi ma studio e quindi intervengo quando posso!

      Elimina
  3. Mah, mi sembra di vedere le mie foto, nessuno ride o sorride, come nessuno ride nelle foto di gruppo ufficiali, perlomeno prima ,diciamo, della voga delle foto a colori. Foto di scuola, di chiesa, tutti seri, composti, impettiti, compresi dell'importanza del momento. Non vedo volti terrorizzati nel quadro, non capisco dove li veda lei. Sono bambine di metà Ottocento, che diventano improvvisamente e straordinariamente protagoniste e centro di una cerimonia, importante che le rende più mature e consapevoli, in cui per la prima volta si comunicano a Gesù, sono le regine di una cerimonia solenne, e le regine non ridono nei momenti importanti. C'è ne fossero volti così nelle Prime Comunioni di oggi! E poi non bisogna dimenticare che queste bambine è dalla sera prima che non toccano cibo ! Lei preferisce quello che è avvenuto nell'ultimo viaggio asiatico del papa, quando la gente si passava le particole come se fossero pop corn al cinema? O il chiasso dei canti sguaiati e le danze ebraiche attorno all'altare dopo la cosiddetta messa neo-catecumenale? Caterina

    RispondiElimina
  4. Vede, ragionare come lei significa una cosa: prima era tutto bene, oggi è tutto male. La realtà è invece più complessa e indica che pure le conseguenze che oggi deprechiamo hanno radici esattamente in quel "tutto bene" che si credeva esistere ieri! Il terrorismo spirituale (del quale queste bambine sono state soggette e che le fa essere così tristemente assorte, quand'anche non terrorizzate) era cosa comune un tempo. Lei mi dice che questo va bene e forse andrà bene a lei ma, in realtà, questa non è una prassi spirituale sana! E', come ho indicato chiaramente, un far leva sulla psicologia, sul senso di colpa, sulla paura, per ottenere un'adesione religiosa. E', infatti, una religione psicologizzata, non spirituale. Fare leva sulla psiche significa certamente ottenere determinati risultati immediati ma a prezzo molto pesante, alla fine.

    E, infatti, oggi neppure i preti possono sopportare, neanche per sentito dire, una Chiesa che impone precetti sotto pena di paure e peccati mortali. Questo non tanto perché siamo in presenza di un clero mondanizzato, quanto perché per secoli è stato talmente battuto sulla colpevolizzazione che gli stessi tradizionalisti sono odiati dalla maggioranza del clero proprio per questo motivo. Non accorgersi di ciò è come negare la luce del sole in pieno giorno!

    La tradizione, in realtà, si appoggia su basi spirituali non psicologistiche o ricattatorie. Ecco perché, a causa di questi equivoci, un vero ritorno di massa alla tradizione in Occidente è molto difficile, quasi impossibile.
    E la cosa triste sta nel fatto che gli stessi tradizionalisti sono spesso lungi dall'accorgersene finendo per essere, consapevolmente o meno, l'altra faccia della medesima medaglia espressa dai progressisti.

    Che un tempo tutta la società fosse più seria è vero. Ma un conto è la compostezza con la quale pure un bambino di 10 anni pareva essere un adulto (cosa che si nota ancor oggi nei cosiddetti paesi sottosviluppati) un altro conto è la sensazione che fanno i volti di queste bambine ritratte. Ma mi rendo conto che è ben difficile intendersi con qualcuno che a scatola chiusa canonizza il passato perché comunque meglio di oggi. Che consista proprio in ciò il cosiddetto "passatismo"?

    RispondiElimina
  5. Grazie Pietro C.. Da anni cerco di esprimere questa cosa nei vari ambienti e con i vari amici più o meno cattolici con cui capita di confrontarmi...e raramente con questo discorso riesco ad evitarmi l'accusa di "eresia".... per i tradizionalisti sarei un modernista e per i progressisti un lefebvriano: comunque sempre in errore. Ora è consolante leggere e sapere che altri comprendono in questo modo la questione, al di là di tutto il resto. .... Sono profondamente convinto infatti che sai debba riconoscere come la causa dell'attuale crisi liturgica e spirituale (forse si può dire solo spirituale che quella liturgica credo ne sia la conseguenza...seppure forse in un sistema funzionante le cose dovrebbero andare al contrario dato che la Liturgia dovrebbe essere fonte e non sola e mera espressione della "fede"....ma al momento si sa, le cose girano così) non sia da ricercarsi negli anni '60 o in questo o quel Concilio o Sinodo o Atto ma molto molto molto tempo prima, e il riconoscerlo sia la principale e necessaria anche se non sufficiente condizione per poter migliorare la situazione...... e, mi pare, che nessuna delle due "tifoserie" abbia la minima intenzione di andare in questa direzione :( ....

    RispondiElimina
  6. Infatti è proprio così! Posso dire per esperienza di aver conosciuto piuttosto bene sia il cosiddetto tradizionalismo sia il progressismo ed entrambi sono due facce della stessa medaglia!
    Entrambi infatti ipervalutano a modo loro il "principio di Autorità": per i progressisti l'autorità sono loro stessi (individualismo protestante), per i tradizionalisti l'autorità è il papa a prescindere che si contraddica o meno. In entrambi i casi è il "principio di Tradizione" che viene meno o viene equivocato. Ancor peggior sorte subisce il legame che la tradizione ha o dovrebbe avere con la spiritualità. Certi tradizionalisti sostituiscono la spiritualità al diritto: bisogna obbedire alle norme e tutto va bene; certi progressisti la sostituiscono alla sociologia: bisogna operare nel sociale e tutto va bene.
    Anche se apparentemente diversi, in realtà sono accomunati, sono figli della stessa mamma!

    Ecco perché quando leggo certi blog cattolici mi annoio a morte: sempre lì a parlare di che pensa e che dice il papa! E' un'ipertrofia di una funzione ecclesiale pur utile, talmente gonfiata ed esasperata (per moda, gusto mondano, fede mal riposta, ecc.) che di fatto sostituisce Cristo, come il diritto canonico in certe teste sostituisce la spiritualità (ritenuta opzionale ed astratta) e come il soggettivismo in certe altre teste sostituisce la tradizione (ritenuta superata e superabile).

    E se si cerca di dialogare con queste due fazioni in lotta tra loro, si è presi come lei giustamente è stato considerato: i progressisti ti diranno "lefebvriano" a prescindere, i "tradizionalisti" ti diranno luterano (come in effetti è stato detto a me qualche post addietro). Entrambi non hanno capito che si sono talmente allontanati dalla tradizione da non capirla oramai più. Da queste fazioni non uscirà nulla di profondo nonostante alcune loro ottime intenzioni che effettivamente riconosco e apprezzo.

    Si tratta, in misura più o meno forte, più o meno consapevole, di un sistema ideologico. E come tutte le ideologie rifuggono dalla realtà, così questa identicamente lo fa. Veda in alto l'intervento di Caterina che di fatto rifiuta e nega le mie osservazioni basate su una pura osservazione del reale.

    RispondiElimina
  7. Non capisco perchè lei parli di passatismo e di modernismo e affibbi etichette, tranciando il mondo come fosse un'anguria, qua la bella mia fettona, il resto lo butto perchè è marcio. L'interpretazione del quadro lo dimostra , anzi dimostra il suo pregiudizio. Non difendo il passato, anzi, era pieno di difetti, ma non c'erano solo difetti. Ma ormai si è capito che come per i tradizionalisti è da buttare quello che è venuto dal conc ecumen Vatic II in poi, così per lei è da buttare tutto il millennio e passa dal medioevo a oggi. Mentre ci stanno invadendo i barbari e ci portano la guerra in casa, è rasserenante passare il tempo in queste discussioni, sembriamo Costantinopoli assediata e qui si discute del sesso degli angeli. Buona continuazione.

    RispondiElimina
  8. Prima di tutto mi farebbe un favore se mettesse almeno uno pseudonimo, giusto per avere un riferimento nominativo.
    In secondo luogo sono io a non capire questo tipo di reazione emotiva, dal momento che sto parlando in modo molto freddo e analitico e, in qualche caso, mi sto semplicemente domandando su certi fenomeni.
    Per quanto riguarda il quadro non si tratta assolutamente di pregiudizio ma di osservazione. Chi me lo fece vedere (poiché non ero solo) è uno studioso di storia dell'arte non addentro alle cose religiose quindi "neutro", si può dire. Ebbene, anche lui aveva la medesima percezione e come lui altri.
    A digiuno totale di cosa potesse essere un certo tradizionalismo cattolico, anni fa pure io mi chiedevo perché alcuni suoi ferventi aderenti dovessero guardarsi attorno in modo così strano eppur così simile a quello delle bambine del quadro. Il tempo è passato, ho unito gli elementi con una logica di "causa effetto" ed ecco la mia analisi.
    Il fatto è, vede, che temo ci sia la paura di scoprire che il "re è nudo" (almeno su certe cose perché come lei giustamente dice e come io stesso credo non tutto del passato è da buttare). Ma il fatto di scoprirlo non è mica un male, sa? Rappresenta uno scatto ulteriore verso una consapevolezza superiore. E, in questo caso, rappresenta il passaggio da una religiosità psichica ad una religiosità che tende di più allo spirituale, dunque ad una religiosità più vera. E' il passaggio tra il servo che obbedisce per paura e il servo che obbedisce per amore. Se lei vuole rimanere a livello del servo che obbedisce per paura libero lei. Ma non può certo negare che esiste una differenza tra la paura (o una religiosità di basso livello) e l'amore (o una religiosità evangelica).
    Non è questione di primo millennio, secondo millennio, Vaticano II, Concilio di Trento, Ortodossia o Vaticano. È una questione di qualità di vita spirituale. Non è una questione di altri o di autorità. È una questione di se stessi.
    Se la Costantinopoli di oggi dovesse cadere (intendo la nostra Europa) farebbe una fine ben differente dall'antica Costantinopoli poiché qui tutto è pronto per un abbandono totale del Cristianesimo, a differenza dell'antica Costantinopoli in cui solo dopo secoli si è giunti ad una maggioranza non cristiana. E questo passaggio, è bene sottolinearlo!, è stato preparato da chi, nel Cristianesimo, ha preferito la religiosità di basso livello a quella di un livello qualitativamente superiore.
    È meglio da subito vedere le cose per quel che sono piuttosto che sognare per poi avere risvegli bruschi in momenti in cui non ci sarà più nulla da fare.
    Chiamare i discorsi che cercano di tendere a questa consapevolezza "disquisizioni da sesso degli angeli" è cosa talmente inaudita che non si può neppure qualificare. In fondo mi sembra - ma vorrei sbagliarmi - mons . Marcinkus quando pensava che "la Chiesa non si regge con le avemaria". Uomo concreto lui, non pensava alla spiritualità o ai fondamenti cristiani... pardon, al "sesso degli angeli"! Ma questo è ateismo pratico bello e buono. Persone così sono o non sono pronte per la fine del Cristianesimo?

    RispondiElimina
  9. Ultimo appunto: parlare di "passatismo" o di "modernismo" non è affibbiare etichette ma indicare genericamente certi atteggiamenti personali. "Passatista" è colui per il quale il passato va bene anche oggi, esattamente come era, a scatola chiusa, si può dire. Quando il passato non sempre ha elementi positivi. (Ricordo la raccomandazione del card. Siri "I libri cattolici prima del 1962 erano buoni quelli dopo no". Comperai un bel numero di libri "edizioni paoline" di quella data e di data anteriore e... che delusione! Quante patacche da 4 soldi!!). Ecco il passatismo!
    "Modernismo" è l'atteggiamento equivalente ma opposto: "Adeguarsi al pensiero attuale è obbligatorio", un poco come il mio ex parroco dell'adolescenza che quando parla di Spirito santo lo individua nella.... "coscienza personale"! Da questi due orientamenti bisogna ben guardarsi, esattamente come il navigatore che passa tra Scilla e Cariddi. E poi non venitemi a dire che questo è "sesso degli Angeli"!!!!

    RispondiElimina
  10. Gentile Pietro C.,
    la chiave di tutto è nella distinzione psichico/spirituale, che l'ortodossia conosce assai meglio del cattolicesimo, specialmente quello modernista (e senza passatismi...). Il cristianesimo occidentale si è progressivamente razionalizzato, disistimando la mistica.

    Il teologo è diventato un filosofo, invece di essere innanzitutto un contemplativo.
    Il liturgista ha prodotto liturgie adatte a soddisfare l'umanità, ma ha perso per strada la capacità di portare l'uomo a volgersi verso Dio.

    La psicologia, prodotto di pensieri atei, l'ha fatta da padrone; l'esistenzialismo soggettivo ha spodestato l'oggettività di chi contempla l'agire di Dio nel mondo: è subentrato il dominio del "sentirsela", del "secondo me", del "che cosa dice a me" la liturgia o la scrittura.
    Allora c'è stata l'escalation delle pratiche psicologicamente gratificanti, inseguite a qualunque prezzo.

    Più predisposti e deleteri i protestanti, ma il cattolicesimo moderno li ha imitati. Nell'ortodossia non so, ma credo succeda anche lì.

    Dobbiamo perciò tornare allo snodo decisivo: capire che la creatura umana non è solo corpo e anima, ma che l'anima ha una componente psichica e una spirituale. San Paolo è molto esplicito a tal proposito.
    Ciò che è psichico attiene sensibilità, emozioni, sentimenti, istinti e nell'uomo (non negli animali) calcoli e ragionamenti.
    Ciò che invece è spirituale sovrasta questa dimensione che ancora è tutta intrisa di "carne": la psiche infatti attiene ancora al corpo materiale, anche se è immateriale. E' perciò ancora mortale, mentre immortale è lo spirito. L'anima può essere un termine usabile nelle due accezioni, ma sono cose differenti. E la grande enfasi sulla psicologia trascura proprio la parte immortale per vellicare l'altra.

    Troppa psicologia= troppo mondo, perciò lo spirito umano diventano le nostre idee, persino su Dio.
    Il mistico, al contrario, si lascia riempire dalla rivelazione di Dio e come tale è "piena di grazia", aperta allo Spirito santo.
    E' solo la spiritualità umana, soffio di Dio, specificità della creatura umana, a poter essere capace dello Spirito di Dio.

    Un grazie di cuore. Preghiamo tanto, per essere "memoria" dello Spirito santo e non degli agit-prop.

    Ruggero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile Ruggero,
      lei ha capito perfettamente e infatti è proprio questo il punto CENTRALE.
      Questo punto, infatti, fa parte della rivelazione e, come giustamente dice, ne parla chiaramente san Paolo.
      Chi si meraviglia o si scandalizza delle mie osservazioni non ha capito che sono una semplice deduzione da principi della rivelazione, osservando la prassi di ieri e di oggi.
      C'è da chiedersi cosa ha mai capito della rivelazione in un punto così centrale, chi si scandalizza!
      Ecco perché un pensiero almeno agnostico (se non inconsciamente ateo) è entrato nel cristianesimo e bene feci, anni fa, a dire in faccia a un paladino della messa in latino che non ci aveva capito nulla di Cristianesimo.
      Ovviamente vivere con una immagine che non è realtà significa vivvere una ideologia (che sia circondata da messe in latino, pizzi e merletti o da progetti sociali e cene protestanti, non importa!).
      Le reazioni di pancia di alcuni interventi mostrano, effettivamente, che è stato toccato un nervo scoperto.
      Tuttavia, chi si è sentito ferire rapidamente penserà che questo è un blog anticattolico ed eretico e riappacificherà la sua coscienza con questo alibi... Chi non vuole salire ha sempre preferito le ombre alla realtà della rivelazione, ombre che la Scrittura denomina in un termine forte ma oggettivo: idolatria.

      Elimina
  11. Mamma mia ma cosa dite. io non capisco un bel niente......pessima idea leggere tutti sti blog cattolici, continuo con le ave Marie le litanie e la messa antica perchè mi avvicina di più a Dio di quella nuova, leggere buoni libri, e scusate ma quelli preconciliari li capisco meglio di quelli moderni, mi sento meglio in ginocchio che ritto in piedi, dopo vent'anni di peccati ho scoperto la messa antica e sono tornato...ma qua mi dite che forse stò sbagliando ma dite anche che sbaglio in quella nuova insomma che state dicendooooooooooo..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ammesso che lei non stia scherzando, non mi ha capito.
      Non si tratta tanto di un rito, di un modo di pregare, ma di uno spirito con il quale lo si fa.
      Dare da mangiare ai propri figli per forza o dare loro del cibo per amore è ben differente, anche se in entrambi i casi si fa qualcosa di positivo (dare del cibo). Se non si colgono queste differenze nella vita di fede, tutto diventa a bianchi e neri e si hanno visioni dicotomiche. Se non ce la fa a capire quanto si dibatte qui non la costringo a leggermi. Dica pure le sue preghiere e preghi pure anche per me.

      Elimina
  12. Gentile Pietro C.,

    Mi complimento innanzitutto per il blog e la sua attività. Concordo pienamente con quanto detto sull'opera; i volti delle bambine sono agghiaccianti e mi hanno ricordato un altro contesto in cui ho vissuto una situazione simile: la chiesa russa ortodossa. In queste chiese la gente è afflitta dal terrorismo spirituale infuso dal clero stesso! Ricordo da bambino di essere stato richiamato molto pesantemente da un sacerdote per non aver baciato il calice dopo aver preso la comunione. A mio avviso, questo tipo di spiritualità non aiuta la gente ad avere un contatto con Dio, non porta da nessuna parte se non all'esaurimento. Insistere su dettagli del genere, che dovrebbero essere atti di pietà personale, infliggendo la paura della morte e del peccato, porta ad un suicidio spirituale.

    Antonio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. LEI MERITA UN BACIO IN FRONTE!!

      Elimina
    2. Come si vede e come vado attestando, l'influenza della religiosità psichica affligge pure l'Oriente bizantino.
      Purtroppo questi russi pensano che questi atteggiamenti siano vera pietà e non si rendono conto che quando si è arrivati al terrorismo spirituale si è alla fine della corsa.
      Un matrimonio ad esempio non si regge per terrorismo ma per amore. Quando arriva al terrorismo è finito amore e matrimonio stesso!
      Il fatto è che molti russi sono teste dure e orgogliosi: non lo capiranno mai!

      Elimina

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.