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giovedì 5 febbraio 2015

Solo estetismo?


In questo post propongo un filmato da poco apparso su youtube: si tratta di una messa solenne in periodo per annum tenuta in Inghilterra nel 1960 in un collegio cattolico.
Questa liturgia, lo ammetto, non cessa di esercitare su di me ammirazione se non altro perché qui la forma simbolica è chiarissima; la liturgia è una serie di azioni e parole in perfetta concatenazione tra loro. A vederla non si ha solo una sensazione estetica ma quella che ogni cosa sta al suo giusto posto. La messa cattolica tradizionale (nella sua versione postridentina) è l'ultimo stadio della messa latina medioevale ereditata a sua volta dalla liturgia patristica della Chiesa di Roma, per quanto con alcuni aggiustamenti e con aggiunte nel tempo. Pur passando attraverso l'epoca scolastica con la sua impostazione razionale, il suo cuore resta patristico. 
L'esecuzione è ammirevole: non ho mai sentito così tante voci cantare appropriatamente le parti variabili (introito, graduale, alleluia, offertorio communio). Il momento più alto della liturgia cattolica prima del suo crollo avvenuto inaspettatamente pochissimi anni dopo per innegabile volere delle più alte dignità ecclesiastiche a cui seguì (e continua a seguire) una vera e propria furia iconoclasta liturgica!
La soluzione è già stata data nella storia della Chiesa: all'arianesimo non si può opporre un semi-arianesimo, ad una liturgia devastata non si può opporre una liturgia rafazzonata alla meglio per accontentare tutti, ma il ripristino della stessa nella sua forma ordinata, com'era prima del suo crollo.

36 commenti:

  1. Bravo! Sono un prete ortodosso, ammiratore del vecchio rito occidentale. Mi rattrista il fato che i fedeli cattolici non hanno piu l' occasione- dopo il concilio vaticano II- di entrare quatidianamente nel regno dei cieli, e adorare il Dio dei nostri padri, ma si accontentano "partecipare alla mensa dell Signore", priva del riflesso del cielo sulla terra...

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    1. Cose scontate per chi le capisce! Il fatto è che la forma simbolica nella sua modalità tradizionale è, in realtà, fin troppo eloquente: parla di Dio, di trascendenza, di ascesi, tutte cose che un clero almeno potenzialmente agnostico non vuol più sentire! Ci sono nobili eccezioni (per fortuna) ma la maggioranza del clero - soprattutto quello sui cinquanta, sessant'anni - è potenzialmente agnostico. Infatti quando si ha intaccato il simbolo, girandolo, voltandolo, facendogli dire prima una cosa e poi un'altra, si afferma, se non a parole ad atti, che è tutto relativo quindi si cade nell'agnosticismo pratico che lo si voglia o no!
      C'è poco da dire o da girarci attorno: la messa latina di questo filmato ha ben poco a vedere con quella riformata e questo lo sanno bene sia i cosiddetti progressisti (che l'avversano) sia i tradizionalisti (che la sostengono). Lasciamo perdere i "normalisti" per i quali si giustificherebbe pure un demonio che fosse papa e che si inventano fantomatiche continuità laddove non ci sono che rotture.
      Essendo una cosa "altra" è indice che il mondo simbolico indica almeno parzialmente altre cose e se questo è possibile si ha messo mano in un mondo che non sopporta essere cambiato.
      L'Occidente lo ha fatto, mostrando un evidente spregio o quanto meno una leggerezza non da poco, pensando a parole di fare grandi cose (a questo si è spinto l'orgoglio!). I fatti sono là e indicano la tristezza dei santuari violati. Dure parole, queste, ma reali davanti alle quali crollano tutti i possibili argomenti di difesa.
      Mi chiedo ancora perché molti cattolici - per pura coerenza - non decidano di divenire protestanti invece di evacuare quel poco che ancora rimane nella loro casa...

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  2. E' interessante confrontare questo video, girato nel 1960, con un un'altra liturgia, celebrata nella stessa cappella, nel 1990.

    In trent'anni, a causa del concilio che nel frattempo s'è svolto, si è passati da una Liturgia rivolta a Dio ad una celebrazione chiusa su se stessa e priva di alcun slancio spirituale.

    E pensare che la celebrazione del 1990, a confronto con le liturgie che si trovano oggi nelle chiese, risulta almeno seria e dignitosa.

    GdM

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    1. Concordo. L'ho visto per 5 minuti, poi non ho più potuto resistere e ho spento tutto. Questo è anglicanesimo!

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  3. Il video del 1990: https://www.youtube.com/watch?v=72tdFVMPRWY

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  4. Va bene, diventiamo protestanti. Forse che i protestanti sono meno cristiani di noi? La fede non si misura con la liturgia alla quale si partecipa, altrimenti si torna agli anatemi vicendevoli tra chiese cattoliche,ortodosse, protestanti, uniati, melchite, caldee, nestoriane, ecc ecc ecc. Un monofisita non è cristiano? Un nestoriano? Un copto? Un unitariano? Ecc ecc ecc. Pensate che il Signore, dopo morti, ci chiederà il passaporto col visto e i timbri giusti?

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    1. Gentile Anonimo (perché non si mette un nick?), quanto sta affermando è un qualunquismo spirituale che certo va molto di moda oggi ma che è completamente sfasato con tutta la tradizione della Chiesa. La tradizione distingue le varie scelte tra loro perché non tutte sono in grado di fare il lavoro che è opportuno fare, lavoro, bene inteso, in senso spirituale. E il lavoro spirituale è, alla fine, per prepararsi la veste nuziale con la quale si entra nella stanza dello sposo. "Perché non hai la veste nuziale?", potrà egli chiedere come nella Parabola, laddove uno ragiona come lei e, come l'uomo pigro, nasconde il talento sotto terra. Nessuna opzione è uguale ad un'altra, esattamente come il legno (per quanto buono e utile per certe cose) non è come l'oro e neppure lei scambierebbe indifferentemente l'uno con l'altro. Non è una questione di timbri o di passaporti, è una questione di buon senso e di fedeltà, per questo su tali cose la Chiesa è sempre stata esigente e severa.

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    2. Caro Pietro, quando una persona riduce tutta la teologia, liturgia e vita spirituale al solo battesimo (in senso protestante) non meriterebbe neppure risposta.

      La sua pazienza è veramente ammirevole.

      GdM

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    3. Specificare certe cose se non servirà all'anonimo (per il quale ogni cosa religiosa è interscambiabile ma se gli chiedo 100 euro in cambio dei miei 10 qui certamente il discorso non vale!) servirà a chi ci legge.

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    4. Qual è il più grande dei comandamenti ? Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,la tua anima e le tue forse. E subito dopo: ama il prossimo tuo come te stesso. Tutto il resto è un di più, importante certo, ma di contorno, di aggiunta ai due primi massimi comandamenti. Anche il battesimo è secondario,checché ne dica GdM qui sopra.

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    5. Interventi di questo genere non ne pubblicherò più perché indicano un uso strumentale e parziale (ossia eretico) della Scrittura. Non pubblico, infatti, chi, in luogo di chiedere, vuole insegnare con sicumera senza aver prima imparato! Nel vangelo si riporta certamente quanto l'anonimo riferisce ma si riporta pure che Cristo non è venuto a togliere uno iota e che chi toglie pure uno iota verrà considerato minimo nel regno dei cieli.
      Il fatto è che questo pensiero minimalista è veleno allo stato puro: ogni uomo, spiritualmente parlando, ha bisogno di "stampelle" per camminare. Costoro disprezzano le stampelle, buttando a mare le tradizioni, e si rifanno pure ad un uso strumentale della Scrittura per sostenere le loro scelte. Dove penseranno mai di arrivare? Può mai un handicappato camminare senza sostegni? E chi può dire di non essere handicappato spiritualmente parlando? Disprezzando ogni sostegno e riferimento utile, si applica la parabola del cieco che conduce altri ciechi e che, assieme, cadranno nel baratro!
      Il battesimo è sempre stato considerato l' "incorporazione a Cristo", la porta per la salvezza in Cristo. Senza essere incorporati a Cristo si possono ugualmente fare molte cose buone ma, ed è Cristo stesso a dirlo, "senza di me non potete fare nulla" (di valido per la salvezza). Detto questo ho detto tutto. Chiunque porta avanti un discorso "debole" come quello proposto dall'anonimo uccide nell'anima il Cristianesimo stesso.

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  5. una liturgia bella esteticamente, ma mostruosa nel suo cuore! un rito che nelle sue secrete, collette ed altre parti chiedeva a Dio di essere placato, o rammentava la sua placazione da parte del Figlio, quasi fosse un dio pagano. la vecchia messa esprime teorie mostruose, tra le quali la 'soddisfazione vicaria'!

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    1. Io ho sempre distinto tra la liturgia patristica dalla quale questa messa discende, da ogni opzione o stratificazione magari pure deviante. Conosco un tizio molto fanatico della "messa tridentina" il quale se ne fa pure paladino ma che non ci capisce né di Cristianesimo né di Cattolicesimo. E' dunque possibile volere e vivere queste cose in modo distorto ma non è mai stata la mia intenzione. Questa messa, lo ripeto, è in sé patristica, nonostante tutto quello che i secoli ci hanno voluto appiccicare su. Ragionare come lei significa buttare via il bambino e l'acqua sporca!
      Che alternativa, allora, pone? Lasciare le cose come sono? Vede, se ieri il mondo ortodosso rimaneva perplesso per le interpretazioni che venivano appiccicate a questa messa, ora rimane ancor più freddo: infatti mentre prima la liturgia romana tutto sommato era antica ed era in gran parte quella in cui Roma era in comunione con l'Oriente, oggi tutto è stravolto in senso protestante. Che base di avvicinamento esiste in tutto ciò? Sempre minore, mi pare! L'ultima "genialata" dei capi cattolici è stata quella di non insistere più su queste cose (che ovviamente li trovano sempre più lontani) e di ammettere tutto pur di essere loro stessi ammessi. Ma questa è illusione bella e buona e riduce la Chiesa ad un puzzle disordinato, il corpo di Cristo a quello di una prostituta che ora si da a uno ora si da ad un altro e alla fine, asciugandosi la bocca, dice "non ho fatto nulla di male" (è un passo della Scrittura). Mi creda, scrivo queste cose con molto dolore...

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    2. Altro appunto: "Signore, placati con noi e non essere adirato in eterno", è una frase biblica. E' buffo che certi diffusori attuali della Bibbia, alla fine si vergognino dei passi biblici... Che facciamo, dunque? Buttiamo tutto al macero?

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    3. Gentile anonimo delle ore 12,20 che parla della "soddisfazione vicaria" e la definisce mostruosa, l'incarnazione e passione e morte di Gesù non sono soddisfazione vicaria o come vuol chiamarla? L'agnello di Dio che prende su di sè i peccati del mondo che cos'è? Gesù si è fatto uomo perchè noi ci vogliamo bene,come ha detto qualcuno molto in alto? Che esagerato questo Gesù, non bastava un ammonimento, un'esortazione, un pio auspicio, un insegnamento morale invece di tutto quel che succede nella Settimana Santa? In 2000 anni non ci si era mai accorti delle teorie mostruose, del Dio pagano, del cuore mostruoso: non si finisce mai di imparare. Sergio

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    4. Sì, mostruosa... come un Dio che chiede ad Abramo il sacrificio del figlio che gli aveva concesso, come quando concede al diavolo di spogliare Giobbe di tutto per saggiarne la fede, come pretende la fedeltà fino alla morte dei martiri, che vuole rappacificarsi con noi attraverso la morte - non i discorsi, l'insegnamento o la predicazione - del Figlio, e considera questo il sommo atto di amore di se stesso per gli uomini... Mi sembra che Lei sia fuori dal cristianesimo. Oppure sta facendo del bricolage religioso ritagliandosi una religione a sua immagine e somiglianza è soprattutto secondo i suoi gusti. Se vuole gli Dei buoni, mansueti, seduti sui fiori di loto, si rivolga altrove, se cerca l'autogiustificazione o la crescita personale si rivolga altrove, se cerca una religione facile, semplice, a misura dell'uomo attuale, si rivolga altrove e faccia girare la sua brava ruota di preghiera... Il Cristianesimo non è la religione dei buoni sentimenti ma della fede che incarnata costa lacrime e sangue, e se queste lacrime e sangue non ci sono c'è da preoccuparsi. San Clemente Alessandrino (150-216) diceva che se non ti è stato ancora chiesto di testimoniare la tua fede coll'effusione del sangue, la tua vita non sia lontana e diversa da quella di coloro che lo fanno. Alessio.

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    5. Alessio questa gente che lei critica non capirà! Il modernismo è la perversione dell'intelligenza, è stato detto. Ma prima ancora, aggiungerei io, è la deliberata scelta di un cuore di allontanarsi da quanto gli fa veramente male, la pratica del Cristianesimo tout-court. Ora che uno voglia fare scelte diverse non mi meraviglia. Ciò che mi infastidisce è pensare che la sua "scelta diversa" è IL CRISTIANESIMO. Ma, purtroppo, in questo tali persone sono seguiti e superati da una buona fettina di clero e alto-altissimo clero....

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  6. Si tratta di un seminario. Sarebbe interessante conoscere quanti tra i presenti sarebbero diventati sacerdoti o quanti lo sarebbero rimasti 10 anni dopo.

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    1. Immagino pochissimi. Di lì a poco c'è stato un crollo quasi verticale un po' ovunque. In un seminario dell'alta Italia nel 1960 c'erano 350 seminaristi. Nel 1965 furono espulse due intere classi (una cinquantina di seminaristi che si erano ribellati). Nel 1972 erano rimasti meno di 10 e avevano aperto una bibliotechina di cultura marxista in seminario. Il rettore di allora, sfinito, tollerò la cosa perché se allontanava gli ultimi rimasti avrebbe dovuto chiudere il seminario. Da questa ultima gente è venuto il clero con la testa del papa attuale.

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    2. Il seminario di Ushaw, il principale dell'Inghilterra del nord, non esiste più, è stato chiuso definitivamente per mancanza di vocazioni nel 2011. Stanno mettendo in vendita gli edifici.

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  7. È la mia messa, ricordo parole e musica, stesse parole e stesse arie musicali che si cantavano nella chiesa del mio paese. Oggi invece ogni chiesa canta cosa e come vuole, basta vedere le messe domenicali in tv: il caos. Ormai,questa messa inglese è scomparsa per sempre, un ciclo storico si è chiuso, e non è possibile riproporla. Fine di una civiltà.

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    1. Il dramma per il mondo cattolico è che non esiste una alternativa vera. Tutto ciò che sostituisce questa liturgia è spesso sconfortante...
      Riguardo al suo "fine di una civiltà" non ne sarei così sicuro, dal momento che queste cose resistono in diversi piccoli centri. Nell'abbazia di Fontgombault tutto è come in questo filmanto oggi stesso (tranne il canto polifonico, ovviamente). Una liturgia ordinata e dignitosa non conosce mai la parola "fine", nonostante tutto!

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    2. Sì, Fontgombault,va bene, ci andremo in gita a Pasqua tornando dal viaggio organizzato nei castelli della Loira, tutto compreso, perfino messa tradizionale a Fontgombault, che brividi spirituali! Come andare a vedere lo zoo e qualche animale raro che si sta estinguendo, un koala,una foca-monaca: questo sono i Fontgombault che si trovano ancora qua è là. Ci incuriosiscono, ci fanno venire qualche rimpianto, un sospiro, una lacrimuccia e via, torniamo alla realtà. Anche la visita a qualche moschea, dove portano le scolaresche ,per conoscere "l'altro" diventa il pretesto per sospiri e rimpianti di spiritualità perdute che invece "loro" conservano e se ne nutrono, e così il silenzio, la preghiera, l'adorazione personale e muta ( l'intimismo,che orrore!) aggiunta all'esotismo affascinante della lingua sconosciuta ( l'arabo sì,il latino no?) e al linguaggio corporeo, l'inginocchiarsi, il prostrarsi,l'alzare le braccia,il coprirsi gli occhi con le mani, diventa misteriosamente attraente in un modo che redime il grigiore quotidiano e la stupidità della pseudo liturgia cattolica attuale. In tal modo ci si avvicina alla spiritualità musulmana più facilmente che alla nostra cristiana tradizionale, nello stesso spirito con cui si cercava la "spiritualità" e il "misticismo" a Katmandu invece che nel vicino monastero benedettino. Fontgombault è lontana, e poi richiede sforzo per avvicinarsi e comprendere. Invece nelle moschee vicine,sono dappertutto ormai, ci si può abbandonare al mare di una credenza che offre tutto e che non chiede niente e si può naufragare piacevolmente. Che è ciò che sta avvenendo e che avverrà.

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    3. La persona miolto miope spiritualmente ha sempre equivocato tutto, che possa essere moschea, Fontgombault, liturgie ortodosse o chissà che altro. La persona che cerca cibo solido impara (anche da sola) ad orientarsi e sa apprezzare quanto di positivo può trovare. C'è un discorso oggettivo, generale, certamente! Questo discorso riguarda il mondo simbolico, il senso del rito ed è un discorso che non viene mai fatto in termini sapienziali e profondi. In questo quadro si impara a riconoscere la funzione delle cose, come un buon artigiano sa riconoscere la funzione dello scalpello, del tornio e via dicendo. Ma c'è anche un discorso personale: se uno è stupido non potrà mai valorizzare l'oro, per cui lo stesso Signore dice che non bisogna dare le perle ai porci.
      L'uomo che conosce il valore della perla preziosa fa di tutto per averla, gli altri sono felici pure del pattume...

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  8. Una liturgia "mostruosa nel suo cuore! un rito che nelle sue secrete, collette ed altre parti chiedeva a Dio di essere placato", così la definisce poco sopra un Anonimo e in questo giudizio vi trovo la maggioranza del clero e dei fedeli della nostra chiesa cattolica moderna. Quando la 'soddisfazione vicaria' viene percepita come mostruosità, significa che si è giunti al rinnegamento di Gesù Cristo e della sua opera di salvezza. Significa che sono crollati i fondamenti della teologia. S. Tommaso, ormai dimenticato, insegna che la soddisfazione è legata a un concetto di riparazione di un'offesa e dunque soddisfa pienamente colui che offre all'offeso ciò che egli ama in misura uguale o maggiore di quanto abbia detestato l'offesa. Infatti Cristo, accettando la passione per carità e per obbedienza, offrì al Padre un atto d'amore superiore a quello richiesto per compensare tutte le offese del genere umano:
    1. Per la grandezza dell'amore che ha accompagnato la sua sofferenza
    2. Per la dignità della sua vita di uomo-Dio che offrì come soddisfazione
    3. Per la grandezza dei dolori accettati e il loro valore universale.
    Perciò la passione di Cristo fu una soddisfazione non solo sufficiente per i peccati del genere umano, ma anche sovrabbondante, secondo le parole di S. Giovanni [1 Gv 2,2]: «Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo»” (Somma teologica III, 48, 2).
    Se neghiamo tutto ciò anche la Messa non sarà più un sacrificio di espiazione, ma solo una bella preghiera in cui ci illudiamo di avere Dio con noi e di fargli piacere.

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    1. Io non mi rifaccio alla lettura tomista e perciò ho una visione molto più olistica della liturgia: non è solo atto sacrificale di Cristo che offre se stesso per dare la possibilità all'uomo di cambiare "ontologicamente", ma rappresenta tutti i momenti della storia salvifica. Il fatto è che oggi un pensiero perfettamente ateo è entrato nel mondo cattolico. C'è da chiedersi sinceramente se o prima o poi la cattolicità non possa soccombere! Certo è che questo pensiero estraneo ha reso i credenti "strani" agli occhi dei modernisti, ha reso la Chiesa rappresentata dai modernisti, modernista alla stessa maniera. Ma si fa presto a cogliere contraddizioni nel pensiero (se mai lo si può definire tale) di questi invasori, buona parte dei quali sono ora preti e vescovi.
      In essi, di fatto, c'è un odio verso la pratica reale del Cristianesimo perché questo impedirebbe loro di essere mondani, cosa alla quale oramai non rinunceranno mai! Gratta, gratta è tutto qui!

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    2. Mi scusi la mia ignoranza,ma non ho capito quando lei dice che la messa rappresenta tutti i momenti della storia salvifica. In che senso tutti i momenti? Potrebbe consigliarmi qualche lettura per approfondire il significato della Messa? Un commentatore qui sopra dice che per lui sono mostruose le idee della Messa tradizionale, ma se il papa le ha permesse vuol dire che non sono anti- cattoliche o mostruose, però ammetto che in passato leggendo certe parole, cioè placare, Dio placato dal sacrificio del Figlio e simili, mi hanno colpito negativamente. È solo questione di linguaggio antico, per altre sensibilità, questione quindi solo formale o viene inteso proprio così, che il sacrificio di Gesù è fatto per placare l'ira di Dio? Sono antropomorfismi che possono dare fastidio, dobbiamo ammetterlo. Forse una correzione delle formule per risultare meno forti sarebbe auspicabile. Non sono stati censurati certi salmi deprecatori che nella forma usata nella liturgia delle ore non presentano certi versetti che offendono,la moderna sensibilità? Cesare

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    3. Ringrazio del link e contraccambio con questo, che corrisponde all'ultimo commento di Pietro C.:
      http://www.diocesiforli.it/-hcDocumento/id/907/paolo-vi-cio-che-e-in-questione-e-la-fede-come-aveva-predetto-la-leggenda-dell-anticristo.html

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    4. Rispondo a Cesare: nel cursus liturgico bizantino, si compediano tutti i momenti della storia salvifica, dalla creazione all'avvento di Cristo (con la sua nascita, morte e resurrezione) e si attende la sua venuta. Questi momenti sono sintetizzati in momenti particolari della Divina Liturgia che è, così, un compendio di tutti gli eventi salvifici. Alexander Shmemann ne parla molto bene.
      Lasci perdere i commenti aspri perché quelli sono funzionali a portare l'attenzione in una direzione antitradizionale buttando a mare elementi importanti solo perché nella storia alcuni non li hanno saputi vivere convenientemente.
      Gli antropomorfismi biblici sono solo in funzione della paideia umana (l'educazione dell'uomo) e non spiegano se non simboilcamente l'attitudine di Dio che rimane agli uomini sempre incomprensibile.
      Fatto sta che anche qui buttando a mare degli elementi si è passati dal "terrore" per Dio all'indifferenza totale e questo certamente non va bene!

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    5. Mi interessa questa questione della liturgia come compendio della storia della salvezza. Dove posso trovare materiale utile su ciò

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    6. Il primo autore che mi salta in mente è Alexander Shmenann.

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  9. Oltre a questa Messa del 1960 e a quell'altra del '90, sulla stessa pagina youtube, se ne trova pure una terza dell'aprile 2010, celebrata in forma straordinaria sempre nella medesima chiesa delle altre due. Bellissima...si direbbe ancora più tradizionale (per foggia dei paramenti ed altro) della stessa celebrazione del 1960.
    Tommaso Pellegrino - Torino
    www.tommasopellegrino.blogspot.com

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  10. La percezione di Pietro C. è la stessa mia ed è quella stessa percezione di quella che profeticamente ha intravisto il papa Paolo VI in un colloquio con Jean Guitton: C'è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca:
    "Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?". Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia".
    Sono passati 37 anni ed oltre, ma la percezione è che quel processo sia andato avanti, almeno sociologicamente parlando...

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  11. Salve, da cattolico amante dell'antico rito romano antico sono il primo ad essere sconfortato degli abusi liturgici diffusi nel N.O. e del relativismo che minaccia la Chiesa. Ma mai potrei dubitare della validità e legittimità del N.O. perché regolarmente approvato dalla Chiesa e dal Papa, e i più dubbiosi considerino la continuità dei miracoli eucaristici. Le celebrazioni protestanti invece sono totalmente invalide, mentre quelle ortodosse, pur belle e tradizionali, sono illegittime. Penso che lei, sig. Pietro, faccia l'errore di considerare troppo e unicamente l'aspetto formale della tradizione latina e bizantina, e se sia cattolica o ortodossa non importa per lei! Invece l'appartenenza all'unica Santa Chiesa Cattolica, Corpo Mistico di Cristo viene prima, è questa la cosa fondamentale! Per questo c'è una grande differenza fra chi celebra il rito bizantino in comunione con la Chiesa (i cattolici orientali) o da scismatico, e lo stesso vale per il rito latino fra Ecclesia Dei e fsspx (anche se loro sono solo 'disobbedienti' e non scismatici). Posso capire che un discorso del genere non venga capito in un blog filo-ortodosso, mi direte che i preti cattolici moderni sono i primi ad essere intrisi di un falso ecumenismo pacifista e relativista, ma ciò non cambia la Verità dell'Unica e Santa Chiesa Cattolica fondata su Pietro e che mai soccomberà fino alla fine dei tempi. Questo è un tempo di crisi e di prova per la Chiesa, e quindi per tutto il mondo che vede la Verità oscurata fra le tante false religioni e finte chiese, ma tutto il male è permesso solo in vista di un maggior bene: la Verità e la Santa Chiesa torneranno a trionfare nel Cuore Immacolato di S.Maria. Apostasie ed eresie saranno sconfitte e sarà chiaro che la Chiesa è l'unica arca di salvezza che attraversa la storia senza mai affondare perché il suo capo è Cristo. Questo dice la Fede cattolica, lasciate stare i falsi ecumenismi protestanti diffusi purtroppo fra i cattolici. Il vero Ecumenismo è finalizzato alla conversione dei cuori e nell'umile riconoscimento della Verità, non nel minestrone pacifista di chiese e religioni. Che il Signore e la S.Madre di Dio ci illuminino nella Verità, Giovanni.

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  12. Ho aspettato un poco prima di pubblicare il suo commento perché era necessario esporle in modo ordinato il mio punto di vista, un punto di vista che trova in tutto il mio blog.
    Le scelte da me fatte sono ben ponderate e cerco di non lasciare nulla al caso.
    Quando analizzo le realtà religiose la prima cosa che dico non è "appartiene o meno al cattolicesimo?" ma "appartiene o meno alla Chiesa?". La differenza tra le due domande è presto detta: la prima è di ordine strettamente confessionale e può, pur con le migliori intenzioni, finire nell'ideologico per cui quello che mi offre l'autorità, in nome dell'autorità, va comunque e sempre bene. È una scelta che può creare l'ambiente migliore per far fiorire il clericalismo più bieco...

    La seconda è di ordine teologico e permette di riconoscere anche in compagini non affini a quelle latine le note che da sempre hanno contraddistinto la Chiesa. È il principio di san Vincenzo di Lerino, è il principio della tradizione che affonda le sue ragioni in motivi di ordine prettamente spirituale.

    Perciò, attenendomi al secondo principio riesco ad avere risposte più profonde e soddisfacenti rispetto a quelle di chi si attiene unicamente al primo. Anch'io, non lo nego, sono appartenuto a quelli che, fedeli alla sua impostazione, la ritenevano vera e sacrosanta. Ma poi troppi fatti della vita concreta mi hanno smentito e ho dovuto avere il coraggio di ricredermi.

    Oggi in nome dell'autorità un cattolico dovrebbe, ad esempio, allinearsi sulle posizioni di papa Francesco il che farebbe sì che, per essere veri cattolici si diverrebbe quasi protestanti e forse indifferentisti! Ecco che il principio dell'autorità per se stesso non funziona affatto ed è il classico “gatto che si morde la coda”.

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    1. Certamente non le voglio imporre questa mia impostazione (come invece pare lei faccia a me) ma ci tengo ad osservare che non nasce da arbitrio o posizioni unicamente personali, individuali, protestanti o ecumeniste, come potrebbe affermare.

      La tradizione o le tradizioni liturgiche in questo blog non sono MAI osservate in modo formale. Se lo ritiene, è ben lontano dall'avermi capito. Qui si osservano le cose cercando di trarne delle ragioni d'ordine profondo, pur nei limiti del blog. A me non interessa l'estetica per l'estetica.

      Ed è per questo che l'esempio che lei pone (i cattolici bizantini sono “meglio” degli ortodossi perché sono in comunione con Roma) non regge alla prova dei fatti. Meglio in che senso? Esaminate bene le cose, per quanto si possa capire la posizione dei cattolici bizantini, si deve trarre che la loro identità (e sono loro stessi a confessarlo e a volerlo) non vuole assolutamente essere “bizantina”. Anche nella foggia dei paramenti essi sono una “via di mezzo”, ossia hanno elementi bizantini ma, passi il termine, “imbastarditi” da elementi latini. E sono contenti così!
      Prendendo in mano l'ultimo “messalino” greco cattolico stampato a Piana degli Albanesi verso la fine degli anni '50 abbiamo, sì, elementi bizantini ma snervati e giustapposti senza uniformità con elementi latini anche criticabili (come la devozione doloristica alle piaghe di Gesù, cosa inconcepibile per un vero bizantino). E qui non basta l'idea che sono in comunione con Roma a fare da panacea e da passaporto al tutto dichiarandolo “buono” a priori. Se per lei sarà pure “buono” non è autentico ed è questo il punto sul quale io batto e non c'è dubbio che dal punto di vista storico e filologico abbia ragione io!

      Esiste dunque una tradizione vera e autentica appartenuta da sempre alla Chiesa in base alla quale la devozione al dolorismo (per riprendere solo l'esempio appena posto) è una cosa quanto meno criticabile. Ecco perché oggi uno qualsiasi non può dire che io sbaglio in questo perché se si sta con l'autorità non si sbaglia. Tutto il blog non ricorda che “bisogna stare con l'autorità” ma che “bisogna stare con la tradizione” e che solo in seguito, stanto con la tradizione, si sa stare con l'autorità.

      Non per nulla, nei primi secoli, sant'Agostino diceva di non essere padrone della fede dei fedeli ma suo unico servitore. Se si fa pur in buonissima fede il discorso fatto da lei, alla fine si delega all'autorità la padronanza sulla propria fede e questo, bisogna sottolinearlo, è antievangelico ed è sempre stato contrario alla tradizione della Chiesa.

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