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mercoledì 22 aprile 2015

L'atmosfera in una chiesa

Apro un nuovo post dopo aver chiesto, a chi lo voleva, d'offrirmi la sua opinione su quest'argomento: che differenza passa tra l'atmosfera di una chiesa e quella, ad esempio, di una biblioteca? 

Pongo le cose in termini quasi banali ma svilupperò il discorso in modo da mostrare che dietro a ciò non esiste nulla di banale, anzi! 

Per “atmosfera” indico la sensazione che si percepisce immediatamente, una sensazione che si potrebbe sentire anche se si fosse ciechi. Premetto quanto segue. 

Ogni luogo abitato dagli uomini ha una caratteristica particolare, non solo per come è conformato esteriormente o per com'è arredato interiormente ma per il “segno” che le persone lasciano in esso. Mi dicono – fortunatamente non lo so di persona – che le carceri sono ambienti molto deprimenti, non tanto per come sono costruite quanto per l'atmosfera che vi si respira: sofferenza, depressione. Allo stesso modo, le pareti stesse di una casa in cui abita una famiglia problematica ci trasmetteranno una sensazione deprimente. Il contrario succederà nella casa di una famiglia in cui regna un certo equilibrio. Queste sono sensazioni che ognuno, con un poco di sensibilità, può provare. Nulla di nuovo in ciò, dunque. 

Una biblioteca normalmente ha un certo numero di studiosi che vi lavorano. Entrando in essa non è tanto il silenzio a colpire, quanto l'aria ispessita da una specie di concentrazione cerebrale (lo notai particolarmente nella biblioteca valdese di Roma ma anche nella biblioteca domenicana del centro Saulchoir di Parigi). Le energie psichiche in qualche modo s'irradiano nell'aria e “colorano” l'ambiente. 

Siccome nessun ambiente frequentato dalle persone è neutro, ma ogni cosa riceve, assorbe, alcune caratteristiche umane, questo succede anche in una chiesa. 

L'ambiente ecclesiastico è modellato dalle persone non tanto e non solo esteriormente, formalmente (la disposizione di un altare, il suo arredo, ecc.), quanto “energeticamente”: la qualità della vita religiosa avvenuta in esso permea l'ambiente. 

Molti hanno letto il mio post precedente ma pochi hanno risposto al mio quesito su cosa differenzia una chiesa da una biblioteca. Di questi pochi una persona sola ha centrato l'argomento scrivendo: “Io una volta da bimba sentì l'energia della preghiera in una Chiesa, dopo d'allora solo freddo e senso di spaesamento...”. 

Qualcun altro parlava di tabernacolo: è esso l'essenziale e farebbe la differenza tra una chiesa e un ambiente diverso.
Faccio osservare che una chiesa può essere anche priva di tabernacolo (artophorion) e che un tempo lo stesso era nascosto, come avviene nelle chiese bizantine odierne. Nella basilica marciana a Venezia l'artophorion era un armadietto incassato in una colonna a destra dell'altare, dietro l'iconostasi. In un armadietto identico ma situato nella colonna sinistra si conservavano i santi olii. Nessuno li vedeva, stando nella navata, segno che nel medioevo latino non era essenziale vedere queste cose o, almeno, non ovunque. 
Molte cappelle ancor oggi non conservano tabernacolo, si pensi alle cappelle votive. Cosa le differenzia, dunque, da altri ambienti? Non facciamo appello ai semplici sensi (l'odore del luogo, l'esistenza di certi arredi) ma a qualcosa di più, una sorta d'intuizione interiore, di percezione interna (che poi è l'inizio di quello che denomino “sentire spirituale”, l'unico che ha vero senso per il cristiano). (*)

In base a questo “sentire” - che come si vede è tutt'altro che teorico - una signora si ricorda che da bambina ha sentito l' “energia della preghiera” in una chiesa e che ora tale energia non la sente più. La percezione non è affatto un'illusione! 

Io stesso ho girato molto l'Europa, sono entrato in molte chiese (cattoliche e ortodosse, di rado protestanti) e m'interessavo particolarmente al tipo di percezioni avute in esse. Quando anni fa entrai nella cappella del seminario di Ecône, in Svizzera, prima che costruissero la grande chiesa attuale, mi resi conto che in quel posto l'aria aveva un suo spessore, non era come stare in un qualsiasi altro ambiente. Tuttavia il “sapore” di quell'aria era straordinariamente volontaristico. Mi spiego: le persone che frequentavano e pregavano in quel posto avevano lasciato un segno molto umano, da esercito in battaglia. 

Poco distante, in una chiesa parrocchiale dei dintorni (forse a Saxon) raggiunta dopo 40 minuti di camminata lungo un bel percorso collinare, si respirava un'aria totalmente diversa. La chiesa era cattolica ma di quel tipo di cattolicesimo che conosciamo diffusamente. Ebbene, entrando in essa sentii una sensazione di disordine, qualcosa di disadorno “si proiettava” perfino sulle pareti ingrigendole. C'era un non so che di misero nell'aria e questo contrastava non poco con la cura quasi maniacale con la quale gli svizzeri tenevano le loro case circostanti, con giardinetti puliti e splendidamente fioriti. 

La cappella tradizionalista non mi dette una sensazione di particolare elevazione spirituale (ad essere sincero) ma, almeno, non trasmetteva alcuna miseria e al contrario irraggiava un forte ordine razionale, una forte sensazione di “irregimentamento”, come se fosse la cappella di un ordine militare molto agguerrito.

Analogamente, entrando a saint Nicolas du Chardonnet a Parigi si sente che lì dentro qualcuno ci prega, a differenza di altre chiese che giungono perfino ad inquietare. Purtroppo saint Nicolas non mi ha dato solo questa sensazione tepidamente positiva per una serie di altre questioni che qui non voglio inserire. Ciononostante del positivo esiste e l'ho avvertito anche se mai in senso pieno. 
Calda intimità, invece, si sente in certe chiese ortodosse nascoste a Parigi, come la cappella di saint Seraphim di Sarov nella quale, pur di non abbattere un albero, lo hanno incorporato nell'edificio. Non dimenticherò mai, in essa, il volto di una coppia di anziani dinnanzi all'iconostasi: lei a fianco della carrozzella su cui era seduto lui, con una dedizione, un amore misericordioso che non aveva oramai più nulla di umano e trascendeva nel divino illuminando entrambi.

Altrove ho collezionato altre sensazioni. Non dimenticherò mai lo shock che subii dopo una settimana in cui risiedetti in una grande abbazia tradizionalista francese. Frequentavo assiduamente tutti gli uffici liturgici ed ero praticamente sempre in chiesa eppure, invece di esserne elevato, mi sentii snervare, esaurire. In quell'ambiente c'era qualcosa di troppo psichico, al punto che gli stessi monaci avevano la fronte solcata, come da qualcosa che li tenesse perennemente in ansia. Inevitabilmente lo percepii e ne soffrii. Quest'abbazia è quanto di "meglio" si possa trovare nel mondo cattolico dal punto di vista liturgico ed estetico. Eppure lasciò in me questo segno assai strano, inquietante per certi versi.

Gli ambienti francescani italiani mi dettero sensazioni ancora differenti. La cappella di un istituto universitario mi donò la sensazione di ... una biblioteca! Stessa atmosfera psichica come se i frati, invece di pregare, facessero delle semplici letture da un qualsiasi libro! Un'altra cappella, a Padova, frequentata da giovani studenti, mi trasmetteva percezioni affettive e in effetti gli studenti francescani erano molto dolci nel loro cantare e nel loro atteggiarsi religioso. Cose troppo umane per essere denominate sacre! 

L'Oriente fu per me la scoperta di tutto un altro tipo di sensazioni che mi aiutarono a riequilibrare le cose. Prima di tutto non sentii più ansie, irregimentamenti, volontarismi, romanticismi affettivi, razionalismi o quanto in una sola parola ho definito come “religiosità psichica”. Non sentii neppure sensazioni di vuoto, di miseria interiore, come nella cappella parrocchiale svizzera. Avvertii quanto scrive la signora Vera nel mio blog: “L'energia della preghiera”. Certo non è diffusa ovunque né con la stessa intensità ma ci sono luoghi in cui l'aria ne è talmente ispessita da frastornare, da far chiedere: “Ma che sta succedendo?”, anche se esteriormente non si vede né si sente assolutamente nulla. (Nelle chiese ortodosse italiane queste sensazioni non le ho quasi mai avute e, nel caso ci fossero, mai con tale intensità. Chissà perché?). 

Comunque, anche qui c'è da porre attenzione. Una volta che mi recai sulla penisola atonita in compagnia di un amico, arrivando nell'interno di un monastero, solo io m'accorsi dell' “energia della preghiera” e mi pareva così forte da sorprendermi, assaltarmi e colpirmi come un martello sulla testa. L'amico romeno, tutto preso a pensare cosa doveva fare e dove doveva andare, non se ne accorse neppure (ecco l'importanza di non dare eccessivo spazio allo psichismo, nell'attività religiosa o, come diceva Cristo: “Marta, Marta tu ti preoccupi di troppe cose...”).

Detto ciò dove voglio arrivare? È semplice. Il luogo in cui si manifesta Dio, in tutta l'ascetica antica e nella rivelazione cristiana, è l'interiorità umana, a patto però che l'uomo non lo impedisca sovrapponendo e tarpando la sua parte spirituale, utilizzando le sue facoltà naturali come se Dio non esistesse (il che lo può fare pure l' homo religiosus e, anzi!, oggi lo fa ampiamente). 

La preghiera è un mezzo con il quale s'inizia a penetrare nel mistero di questa presenza divina in noi (come fosse una “trivella”) e con il quale la si irradia attorno a noi. La preghiera è un flusso di energia che si sintonizza e prende forza dalla grazia (l'energia di Dio). Una chiesa nella quale si pratichi la preghiera nelle condizioni migliori (dunque non qualcosa di meramente psichico) diventa un “contenitore” di grazia, ogni sua cosa se ne “imbeve”; ecco cosa significa "senso di sacro"! (Non è un caso che tutti i testi antichi collegano strettamente l'edificio ecclesiastico all'interiorità umana!). Ed ecco perché in essa non ha alcun senso compiere attività mondane balli, spettacoli, ecc. tutte cose estremamente fuorvianti perché psichiche, che mondanizzano la chiesa e ogni sua cosa in essa, stornando contemporaneamente l'uomo dalla sua interiorità.
Un'attività mondana in chiesa (una liturgia trasformata in puro show) invece di fare pregare la persona portandola dall'attenzione verso l'effimero e contigente all'interiorità, al cuore, opera il contrario. Inverte perciò il moto interiore e in luogo di spiritualizzare mondanizza: le energie non si interiorizzano ma si esteriorizzano accendendo le passioni. Mondanizzando l'uomo si mondanizza tutto quanto attorno a lui, chiesa compresa. Di qui la quasi totale assenza di sacro in Occidente.

Dança do Bispo - Crisma 2010
10-10-10: ---> CELEBRAÇÃO DO SACRAMENTO DO CRISMA. Festa grande na Paróquia S.Família da Maxixe: 280 jovens e adultos foram crismados pelo nosso querido Bispo Dom Adriano. No vídeo a dança do senhor Bispo durate a acção de graça.---> CELEBRAZIONE DELLE CRESIME. Grande festa nella Parrocchia S.Famiglia di MAxixe, dove 280 giovani e adulti hanno riceevuto la Cresima dal nostro caro vescovo Mons. Adriano. Nel video la danza del nostro Vescovo durante il canto di ringraziamento.---> THE CELEBRATION OF CONFIRMATION. Big fest in the parish of Holy Family in Maxixe, where 280 young people and adults have received confirmation from our dear Bishop Adriano. In the video, the dance of our bishop in the song of thanksgiving.
Posted by Comunidade Mista Sagrada Família Maxixe (Moçambique) on Monday, October 18, 2010

Se avviene il movimento inverso, verso l'interiorità, si attivano forze di ordine totalmente diverso che influiscono sul mondo circostante all'uomo.

A quel punto, che abbia poco o tanto arredo, che abbia candele o no, che abbia tabernacolo o meno, la chiesa stessa trasmette la sensazione di essere a contatto con qualcos'Altro. 

Alla fine il Cristianesimo non è questione di Occidente o Oriente, di fare o no certe cose materiali, di essere famosi, applauditi, amati o meno. È solo una questione di grazia. O questa c'è o è assente. E in entrambi i casi, in determinate condizioni, non si può non sentirne la presenza o l'assenza.
  
Che il “pazzo” Nietzsche quando parlava di “chiese come tombe di Dio”, non intendesse quelle chiese nelle quali, oramai, questa percezione spirituale era già inesistente (più di un secolo fa!)? Sono fortemente tentato a crederlo!


© Traditio Liturgica


(*) Purtroppo in ogni chiesa è entrato un modo molto "carnale" di avvicinarsi alla liturgia e, penso, di praticare la preghiera. 
Ho constatato con dolorosa sorpresa che pure nel mondo ortodosso ci sono fedeli che assistono alla liturgia un po' come ad uno spettacolo il cui attore principale è il sacerdote. 
Quando mai si entra in chiesa per i preti? Si entra in chiesa per Cristo di cui i preti sono i servitori. Essi sono come i camerieri che al bar portano il caffé ai clienti. Perciò quando mai si entrerebbe in un bar per.... i camerieri??? Ringrazio il cameriere, gli do una mancia ma è il caffé il mio fine al punto che se trovo un locale in cui è migliore cambio posto. Nessuno si lega ai camerieri di un bar a meno che non se ne "innamori" ma questo è un conto totalmente diverso e non c'entra nulla con il cristianesimo e con un corretto rapporto prete-fedeli.

Eppure anche in Oriente sta entrando una strana mentalità al punto che in una veglia pasquale alla quale assistetti recentemente, un'assidua fedele sulla quarantina mi disse: "Si sposti che non vedo nulla!". 

In realtà non c'era nulla da vedere, la chiesa era quella di sempre e l'iconostasi pure, il sacerdote stava dietro l'iconostasi. Che c'era, dunque, da "vedere"? Con molto affetto le dissi: "Dio tocca il tuo cuore è questo l'essenziale, cerca di vedere questo! Il resto è secondario. Comunque ora mi sposto". La donna mi guardò quasi fossi un povero pazzo e fece un gesto con la mano come se buttasse una cartaccia in un cestino aggiungendo: "Eeeehh!". Tutto mi fece intendere: "Che cavolo mi vieni a dire adesso?".
Assai probabilmente se fossi stato un prete lo avrebbe solo pensato e avrebbe sfoderato un sorriso formalissimo ... Il sacerdozio spesso protegge dal contatto con la realtà e c'è chi si accontenta di apparenze. Io no ed è molto meglio così!

Cercai di dimenticare il deprimentissimo fattaccio ma qui lo riporto per chiedere: i preti elevano spiritualmente questa gente o no? Ammesso che lo facciano, questa gente si fa elevare o in chiesa pensa a cosa farà, dopo, in casa?
Non ci si accorge che lasciando le cose come sono o prima o poi arriverà il deserto? La Chiesa non è nata per l'etnìa ma per la grazia di Dio e ritenere la grazia qualcosa di opzionale o etereo significa che oramai non esiste più differenza tra ortodossia e cattolicesimo secolarizzato. 
La Pasqua non è la festa dell'etnìa e della nazione ma del cristiano e basta. Il giorno in cui in Oriente si dissocerà l'aspetto puramente etnico dalla Chiesa (con la separazione tra Stato e Chiesa) ci sarà un drammatico crollo. Rimarranno i pochi fedeli, il piccolo resto, il sale della terra. Tutti gli altri scapperanno a ballare il sirtaki sulle spiagge...

24 commenti:

  1. gentile pietro oggi nelle chiese non si sente l atmosfera di qualcosa di sacro perchè i sacerdoti non pregano ,non confessano e pensano a tutt altro dei novissimi non ne sento parlare mai, e poi è cambiata la liturgia ,per me doveva rimanere com era e dare a tutti i messalini e il libro di dom prosper gueranger la santa messa e poi perchè è la mancanza di fede che causa ciò, e poi le devozioni le stanno facendo scomparire fabio

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    1. magari ancora certe cose sussistono, però sono esposte magari freddamente in modo che cadano da sole e per incuria...

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  2. Il problema è più ampio ancora ed è umano, purtroppo! I sacerdoti vengono dalle famiglie, dai laici! So di gente divenuta preti da famiglie borghesotte, tutte piene di sé. Questi preti hanno la stessa testa e il cuore di cartapesta delle loro famiglie. Quando in una chiesa non c'è più la sensazione della grazia è finita prima ancora di iniziare: tutti pensano ad altro! Le chiese, allora, diventano "tombe di Dio", come diceva Nietzsche.
    Questo problema oggi è ovunque nel Cattolicesimo e invade pure l'Ortodossia.

    I monaci athoniti mi ripetevano: "La Chiesa è piena di ladri!", "Stanno ammazzando il cuore della Chiesa ma questo stranamente continua a vivere!"...
    Il clero, non lo dimentichi mai!, è la copia dei fedeli. E se abbiamo un clero che non sa che significhi umiltà, dispotico, dal cuore freddo, religiosamente formale, magari pure ladro, significa che non ci meritiamo di meglio perché anche noi lo siamo.

    Dio però è sempre là ad indicarci dove dovremo andare. Dio è vivente e in 10 secondi può aiutare a capire più di quanto riusciremo a fare in un'intera vita, per ciò che riguarda le cose religiose, intendo.

    Non perdere l'umiltà ed avere pietà per chi sta violentando la chiesa, fosse pure un prete. Questo è importante.
    Allo stesso tempo non ricusare di chiamare bianco il bianco e nero il nero altrimenti non se ne esce più fuori.

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  3. gentile pietro perchè aver pietà di chi violenta la chiesa ?son schifato! ma poi questo dialogo con le altre religioni ,non mina la fede cattolica in CRISTO GESù?secondo lei è vero che con il concilio vaticano 2 tutto è cambiato ,mentre la chiesa ufficiale dice no.ho letto l enciclica di PIOXI mortalium animos e le riunioni ecumeniche son condannate ,mentre oggi il papa regnante dice son una grazia cosa debbo pensare?può illuminarmi la ringrazio
    fabio

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    1. Dio nel deserto parla. Parla anche a me che non ho alcun motivo di distinzione e non dovrebbe aiutare lei?

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  4. Mi scuserà se le ripeto quello che già le scrissi altrove: l'atteggiamento che a lei sembra strano e nuovo, è invece tipico della media degli "ortodossi", in Grecia come altrove. In Grecia vanno a messa giusto a Pasqua, per dovere, ma per il resto i più si ricordano della chiesa giusto per nozze, battesimi, funerali e poco più. Non manca l'anticlericalismo, per esempio accusando i preti di essere ignoranti che spillano soldi dai sempliciotti. Non a caso attualmente la Chiesa ortodossa ellenica, che strillava tanto contro le "contaminazioni" cattoliche, si è accodata festosa a Tsipras, un ateo dichiarato, e tutto ciò giusto per non perdere il contatto con la massa dei greci e con lo Stato che le garantisce i privilegi. Per quanto riguarda altri paesi, le citerò il caso di una donna russa della Transnistria la quale ha scoperto la fede in Italia, a contatto con cattolici, perché al suo Paese prima la religione era praticata a porte chiuse, poi risultava comunque lontana e difficilmente comprensibile nella lingua liturgica.
    Per il resto, le ripeto anche: tenga presente che il Signore si manifesta come crede, può manifestarsi persino in un rito "carismatico", anche se è lontanissimo dalla mia sensibilità.
    Luca

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  5. Spero che chi deve intendere, dalla lettura di queste sue righe, intenda. Io mi esprimo in modo pacato e dolce per riservatezza ma se dovessi iniziare a parlare... Il Re è nudo ovuque oramai, ovunque non ci sia la grazia. I selfie e le vetrine non servono più a nulla ma, stranamente, tutti li fanno...

    Detto ciò bisogna aggiungere per onestà pure questo: chi veramente rappresenta una officina è l'artigiano che sa bene il suo lavoro e fa grandi cose. Se lui è l'unico a farlo tra 9 colleghi mediocri, ciò non toglie che quella officina ha valore e il valore è dato dall'unico che la sa presentare. Se il capo di quella officina è come i colleghi mediocri nulla toglie a quanto detto.
    Quindi se in una Chiesa esiste anche un solo uomo che applica quanto disposto dalla tradizione di quella Chiesa e la sa vivere ottenendo grandi risultati, questo proverà che quella Chiesa ha il suo valore, nonostante molti se ne servano per vivere senza impegnarsi.

    Ma se una Chiesa ha alterato la sua tradizione o a livello di insegnamento ufficiale non la riconosce più e ha alterato le sue liturgie, sarà come una officina nella quale è persa l'arte. Neppure il miglior artigiano riuscirà più a fare qualcosa di bello e i mediocri verrano visti come bravi anche se non lo sono davvero.

    La veda da questo punto di vista e tiri le sue conclusioni...

    Ecco perché nel cristianesimo il peccato, per quanto sia un ostacolo, non è la tragedia definitiva. La tragedia è l'eresia.
    E se in un ambito molto problematico se non eretico Dio aiuta qualcuno, questo è solo segno della sua misericordia, non che quell'ambito non sia problematico...

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  6. Gentile Pietro, La seguo con molto interesse da circa un anno .Un paio di volte ho provato a inviare un mio commento .Non sono sicuro di averlo inviato correttamente non avendolo riscontrato. Ho pensato alla mia scarsa abilità al clic dei computer, alla ignoranza di qualche procedura per accreditarsi.
    Avevo deciso ormai di rinunciare a scriverle.
    La settimana scorsa le avevo scritto per ringraziarla per il lavoro che svolge. Sembra un compito che si è dato, una sorta di evangelizzazione che avverte necessaria per indicare orizzonti che tanti, progressisti o tradizionalisti che siano, disconoscono.
    Oltre che per ringraziarla le scrivevo anche per esortarla a continuare, avendone lei la giusta autorevolezza, il suo lavoro e di non contrariarsi se qualche commentatore non fosse in sintonia.
    Con felice sorpresa negli ultimi interventi non si avverte senso di contrarietà o irritazione verso le incomprensioni ma le puntuali, chiare e serene indicazione per chi volesse intenderle.
    MI permetto di chiederle per i prossimi suoi interventi o in futuro, qualora lo ritenesse opportuno, di occuparsi della preghiera.
    Torno a ringraziarla
    cordiali saluti
    Michele

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    1. Grazie Michele, se posso lo farò. Ovviamente non posso attingere da me stesso perché non ho livello sufficiente per parlarne. Citerò alcuni testi di chi ha veramente vissuto la preghiera.
      Pregare è pescare dal pozzo della grazia (trivellare, dico) e questo significa anche fare entrare la mente nel cuore, come direbbe la letteratura esicasta. La mente non ne può uscire più come prima. Ecco perché noi ordinariamente non siamo in grado di capire le opere di grandi santi asceti: non siamo come loro!
      Il dramma non è tanto questo, è ritenerli inutili e finiti, leggenda, "cose teoriche che non servono a nulla nella pratica". Ecco il 99% del Cristianesimo che ci circonda!

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  7. Da ex studente universitario costretto ad entrare in diverse biblioteche del nord Italia per motivi di studio, posso dire che ci sono biblioteche che hanno conservato i mobili 400eschi, i leggii, le sale non sono state 'violentate' neppure colle luci al neon, ed altre che sono sale operatorie,con accecanti luci fredde e spersonalizzanti, nelle prime ci si può concentrare, nelle seconde sale il brivido freddo del disagio. Per quel che riguarda le chiese, beh, ne ho visitate molte di tutti i generi e confessioni, le protestanti mi interessano solo se dotate di organi Sllbermann, che a volte qualcuno ti suona pure dei brani e Bach è sempre Bach, ma devo dire che solo una volta mi è capitato di percepire in qualche modo la presenza di Dio, era una piccola chiesa protoromanica in Slovenia, appena restaurata, poco più che un' abside, altare ricavato da un sarcofago romano bellissimo ed ottimamente conservato, era mattino presto ed un raggio di sole, entrando dalla finestra, proiettava un cono di luce dorata che sfiorava l'altare, non c'era neppure il crocefisso, ma quella luce calda ed avvolgente mi ha fatto capire che Lui mi voleva dimostrare la Sua presenza.....ne ho visitate tantissime in tutta Europa, ma quella mi è rimasta impressa in maniera indelebile, anche perché ero da solo.

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  8. Mi chiamo Giuseppe. A mio modo di vedere questo link che le segnalo merita un post a parte http://www.dailymotion.com/video/x1yytoo_the-sun-nella-basilica-di-san-giuseppe-al-trionfale_music

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    1. No mi spiace, non ci dedico neppure un minuto: non lo merita. CI sono cose talmente solari che non vale la pena soffermarvici su. Le chiese non esistono per gli spettacoli. Il loro fine è un altro,

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  9. Concordo con il suo parere sulla danza. Purtroppo sul web si trova poco materiale sul tema danza e liturgia, tranne qualche breve riflessione che è sempre bene diffondere:
    https://amiciziasanbenedettobrixia.wordpress.com/2015/05/08/quale-danza-per-la-liturgia-parte-prima/

    Genux

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    1. Solo ora ho letto il suo interessante link e mi compiaccio della vostra iniziativa. Grazie.

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  10. Questa cosa della chiesa come contenitore dei sentimenti umani la provai e la provo all'esterno di una chiesa che officia il Vetus Ordo a Catania: i primi anni in quel luogo si concentrava molta energia solare e sembra che l'edificio si librasse nel cielo, adesso questa sensazione non la dà più, anzi sembra buia o una chiesa di rito ordinario...

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    1. Nessuna meraviglia Vera! Si possono benissimo avere queste percezioni che, ci tengo a sottolinearlo, non appartengono al mondo New Age ma sono cose reali. Siamo certamente davanti ad una vera e propria desertificazione del cristianesimo che, si badi bene, avviene un po' ovunque, anche nel mondo Ortodosso laddove si tengono aperte le porte al mondo.

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  11. sì, insomma e certe volte è come se vedessi le emozioni degli altri, ma sei l'unica ad accorgesene che non è tutto normale... in altri posti c'era più freddo del normale poi scoprì che nonostante le folate di vento dell'Etna era pure un luogo di prostituzione ...

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  12. lo spiazzo vicino un'altra chiesa...

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  13. sì ma se manco i tradizionalisti credono nello spirito ma nell'imposizione autoritativa e che tutto sia spiegabile dalla ragione, per me in Occidente il Cristianesimo è finito...

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    1. Non è una novità che l'aspetto carismatico sia confuso con quello istituzionale in Occidente. Anzi, le dirò di più, è esattamente QUESTA la tradizione occidentale. Non vede come i siti tradizionalisti cattolici non fanno altro che parlare del papa, del papato, di come deve essere un papa? Trovo la cosa semplicemente NAUSEABONDA, perché è come chiudersi in uno stanzino e respirarvi l'aria per giorni e giorni senza mai aprire né porte né finestre.
      Eppure loro manco se ne accorgono perché la miopia è oramai tale e tanta che non vedono se non quell'aspetto MATERIALE della Chiesa che hanno davanti e hanno TOTALMENTE TRASCURATO le percezioni di ordine spirituale ritenute "cose astratte", "intimismi", ecc.
      Non vede che polemica assurda che mi hanno montato quando ho toccato l'argomento "religiosità psichica" (la loro!) e "religiosità spirituale"?
      Siamo evidentemente dinnanzi ad un cane che si morde la coda e gira in tondo sempre più veloce.
      Ecco perché quando, argomenti alla mano, ho dimostrato che la singora Maria Guarini di Roma parlava di cose spirituali senza realmente conoscerle, essa è letteralmente scappata via e, orgogliosamente, non mi ha più risposto.
      Questi sono quelli che vogliono rinnovare il Cattolicesimo!
      A posto siamo!

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  14. sì sono miopi come i progressisti e alla fine non si rendono conto che questi ultimi sono i loro figli... penso che tra '600 e inizi anni '50 molto Cattolicesimo era anche pure apparenza, tranne quelli in buona fede... io non so che problemi agitino l'Ortodossia ma se vogliono imitare i Cattolici sono sulla strada che li porterà a liquefare il Cristianesimo...insomma non è stato così sempre in Occidente, per me i guai iniziano con la de-grecizzazione dell'Occidente...

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    1. De-grecizzazione intesa come la perdita della visione d'insieme che, del Cristianesimo, avevano i padri greci, bene inteso!
      Ma questa perdita di una visione olistica tenta pure il mondo ortodosso odierno malato, qua e là, di apparenza e clericalismo. Io, ad esempio, non posso sopportare quei preti ortodossi che su facebook non fanno altro che postare l'immagine della loro faccia. Ma che sono, questi, attrici o fotoodelle?

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  15. sì e anche misterica! fa bene, meno ci si mostra meno narcisismo c'è.. e io odio la gente che mi parla sempre di papi o di opere sociali come se tutto iniziasse e finisse lì il Cristianesimo...

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  16. uhm sì ho notato anch'io, anche se mantengono un certo contegno ancora...ma il contegno durerà per poco, se non si è spiritualmente sani...ma essersi concentrati su alcuni ambiti di di fede sia in senso razionalisticamente che doloristicamente, non ha pure accenttuato questa dicotomia?

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