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domenica 14 giugno 2015

Stupidaggini iconografiche ....



Un amico mi ha proprio tirato per i piedi per cui sono costretto a scrivere queste brevi riflessioni relativamente ad una icona che rappresenta il primo concilio ecumenico (325).
Al momento non so quando sia stata fatta quest'opera pittorica. Quello che so è che quando si fa una rappresentazione storica bisogna stare attenti a cosa si rappresenta e ai significati delle cose rappresentate.
Da parte mia risulta addirittura inconcepibile come possano passare inosservati certi marchiani errori. Alla maggioranza, invece, sfuggono, eccome!
L'iconografo ha voluto rappresentare alla destra dell'imperatore il papa di Roma, come prevedeva la taxis ecclesiastica antica.
Forse proprio per rimarcare che quello era il papa di Roma gli ha messo in testa il ... triregno!
Ma quando viene forgiato il triregno, di grazia? 
Solo a partire dall'anno 800 (quindi ben dopo il primo concilio ecumenico!) i papi iniziano ad indossare una tiara con una corona, poiché erano di fatto i sovrani del territorio da loro presenziato.
Bonifacio VIII nel 1300 circa aggiunse una seconda corona. Nel 1342 Benedetto XII aggiunse una terza corona.
Il triregno assume un forte valore che vuole rimarcare il potere papale. Il papa con il triregno è il padre dei Principi e dei Re, rettore del mondo, vicario di Cristo in terra.
Ora, questa forte valenza di potere era totalmente sconosciuta al tempo del primo concilio ecumenico, nonostante il papa avesse un ruolo di primo piano nella Chiesa (e la taxis lo pone subito dopo l'imperatore). E, d'altra parte, che senso ha che proprio il "padre dei Principi e dei Re, il rettore del mondo", stia seduto in secondo ordine dopo l'imperatore? Avrebbe dovuto sedersi al primo posto e l'imperatore avrebbe dovuto venire come secondo, se si sta prettamente alla logica e al senso delle cose. 
No, l'iconografo e molti che vedono questa icona non lo pensano! Non lo pensano neppure vedendo la strana incongruenza di un imperatore (con una sola corona) e di un papa (con ben tre corone!).
È il caso di dire che se un'opera è religiosa le si da automaticamente carta bianca senza attivare il minimo senso critico. Alcuni che la vedono, poi, non sono in grado di riconoscere da essa le cose più elementari, come se avessero il prosciutto sugli occhi ...

Appunto ulteriore
Ieri mi sono fidato di chi mi presentava quest'icona come russa, basandosi pure sullo stile iconografico e non ho controllato bene lo scritto in alto che, sebbene poco chiaro, è greco. Tale icona appartiene a Michail Damaskinòs, un iconografo cretese che opera alla fine del '500, mescolando nelle sue opere stili bizantini e rinascimentali. Damaskinòs ha subito particolari influssi veneziani ed è da ciò che, presumo, proviene la sua rappresentazione papale con il triregno. L'artista, dunque, non poteva non sapere cosa stava facendo anche perché visse in una Venezia all'apogeo del suo splendore storico e artistico.
Questo, oltre a non togliere nulla dalle mie precedenti osservazioni, a mio parere le peggiora: mentre dai russi non mi meraviglierei strane innovazioni iconografiche (al punto che hanno pure introdotto la "madonna dai sette dolori o dalle sette spade") questa è un'amara sorpresa dai greci tendenzialmente più conservativi.
Ringrazio, dunque, un amabile lettore che, in un messaggio personale, mi ha molto gentilmente segnalato la provenienza greca di questo manufatto spingendomi a cercare ulteriori notizie da un sito greco da me citato e che, sicuramente, pure lui potrà leggere agevolmente.


7 commenti:

  1. Forse la frase che scrive lei:" padre dei Principi e dei Re, rettore del mondo, vicario di Cristo in terra" non era conosciuta nè riconosciuta dal pittore,che ha usato la simbologia del triregno solo come identificativo,senza considerarne significati reconditi,un anacronismo come ne succedono spesso in arte,basti pensare alle scene di storia antica con i personaggi vestiti secondo la moda medievale o rinascimentale . Non vedo la gravità di queste che per lei sono "stupidaggini".

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  2. Sono stupidaggini perché anche la persona più disarmata non capirebbe perché un signore con tre corone deve sedersi in secondo posto rispetto ad un signore con una corona sola.

    Se questo disegno lo faccio vedere ad un bambino che non sa di storia e di religione ma che coglie immediatamente i significati delle cose per quello che appaiono reagirebbe così.

    Se poi si tiene conto che questa è una icona ortodossa e che l'iconografo dovrebbe conoscere i significati simbolici (altrimenti che iconografo è?) la cosa è grave e a mio avviso non perdonabile.

    L'esempio che lei pone non riguarda quest'icona perché qui non siamo davanti ad una rappresentazione occidentale della natività con i personaggi vestiti in modo rinascimentale (per fare un esempio).

    Non si tratta di un "costume" che non ha un vero e proprio significato simbolico, come nel caso del triregno.

    Sono cose che stanno su piani essenzialmente diversi anche se paiono simili.

    L'artista, influito da mode occidentali, non si è limitato a ritoccare l'arte iconografica in particolari che possono essere soggetti a cambiamento ma a introdurre elementi totalmente dissonanti. Dissonanti anche se osservati dalla logica elementare di un bambino, pensi un po'!

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  3. perchè alla destra è il 2° posto mentre a Sinistra è il 1°?
    Ho notatto che anche nelle iconosstasi Cristo è a destradi chi guarda e la BV Maria a sinistra...
    Nel mondo latino solitamente è il contrario: il primo santo a Dx della croce, ma con dx e sx visti dal punto di vista della croce...

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    1. Alla destra dell'imperatore è il primo posto (dopo l'imperatore), alla sinistra il secondo (dopo l'imperatore) e così via...
      Alla destra dell'imperatore è il posto immediatamente successivo all'imperatore. Sono cose elementari dove non c'entra minimamente il mondo latino e il mondo greco. La divisione tra occidente e oriente non è una questione di mondo latino e di mondo greco ma di mondo romano (latino e greco) e di mondo franco-tedesco o franco-tedeschizzato.

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    2. Quanto stabilisce la gerarchia delle autorità non è la croce (alla destra o sinistra della croce) ma l'autorità più alta che siede in concilio, ossia in questo caso l'imperatore. La destra dell'imperatore indica la prima persona più importante, la seconda persona sta a sinistra dell'imperatore, la terza sta ancora a destra (ma in secondo posto) e così via.

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  4. Anzitutto non capisco cosa significhi "papa di roma". Il Papa è uno solo ed è figura universale. Inoltre, questo pittore greco evidentemente aveva un corretto concetto della Cristianità: il Papa, successore di Pietro, garante dell'unità della Chiesa, ha ricevuto da Cristo il mandato di pascere gli agnelli del gregge del Signore. Nella chiesa primitiva Oriente ed Occidente erano uniti nel riconoscere nel Papa il primato petrino, poi disconosciuto dal solo Oriente nel 1054, il quale si è posto da allora in una condizione scismatica.

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    1. «Anzitutto non capisco cosa significhi "papa di roma". »

      Nella Pentarchia del primo millennio cristiano, presieduta dal papa di Roma, c'era un altro papa: quello di Alessandria d'Egitto.
      Si deve dunque distinguere il papa di Roma dal papa di Alessandria d'Egitto. Lei queste cose non le ha mai sentite o lette, neppure nel libro di storia delle medie? (Mi scusi ma a me risulta assai strano e quindi glielo chiedo).

      «Il Papa è uno solo ed è figura universale.»
      Il papa, dunque, non è uno solo ma, nel primo millennio ce n'erano due, come ho sopra specificato.
      Papa Gregorio Magno - come ho ricordato altrove - polemizza e non poco con il patriarca e papa alessandrino Eulogio che lo voleva nominare "papa universale" dicendogli: "Se io sono universale tu automaticamente cessi di essere vescovo della tua Chiesa". Quindi c'è stato un periodo in cui il papa rifiutava con sdegno questo titolo. È bene prenderne atto con oggettività e serenità e non star a leggere il passato con i criteri del presente o con i criteri che uno vorrebbe altrimenti escono mostri. Se questo non le piace non se la prenda con me ma con la storia che io semplicemente riporto senza farne un'ideologia.

      «questo pittore greco evidentemente aveva un corretto concetto della Cristianità»
      Questo pittore greco, come ho chiaramente evidenziato, leggeva il passato con i criteri del 1600, cosa che abbiamo appena detto è una storpiatura.

      Il resto da lei detto sono interpretazioni decisamente posteriori alle quali non risponderò più. Ci rendiamo almeno conto che abbiamo fatto del Cristianesimo una pura questione di papa sì, papa no? Tutto ciò a me suona sempre più come un puro orizzontalismo!
      Infatti non dobbiamo dimenticare che il papa è il servo dei servi del vangelo, non è il vangelo (il che equivarrebbe farne un idolo in nome di Cristo). Quando un uomo di Chiesa, per quanto importante, viene fatto un idolo si ha perfettamente secolarizzato e svuotato la Chiesa, "miracolo", questo, dell'iper-clericalismo da me visto peggio del fumo negli occhi... Non c'è infatti nulla di peggio di servirsi di Cristo per la gloria degli uomini stornando a Cristo la gloria che solo a lui andrebbe. Questo solitamente lo fa chi è più papalino del papa ed è ben lungi dal capire il titolo "servus servorum Dei".

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