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martedì 14 luglio 2015

Seconda parte del Lezionario Bizantino

È a disposizione la seconda parte del Lezionario Bizantino che riporta le pericopi bibliche e le parti variabili per la Divina Liturgia celebrata nel periodo del Triòdion (prequaresimale e quaresimale). Questo libro integra, così, quello già stampato sulla Divina Liturgia di san Basilio Magno
La novità di quest'edizione è quella d'introdurre delle grafiche completamente rinnovate. È parso infatti indispensabile non affidarsi a quanto si trova a disposizione in rete (forse soggetto a copyright) anche perché non ha un'elevata resa grafica. Oltre alla cura del testo, dunque, sono state ridisegnate tutte le immagini presenti in esso. Tutti i testi della collana avranno lo stesso trattamento.
Il lettore non si meravigli: qualsiasi libro è soggetto a perfezionamenti e, soprattutto opere di questo genere, devono essere costantemente ritoccate con il tempo.
Faccio un esempio: a distanza di un paio d'anni dalla pubblicazione della Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo, sono state fatte quasi una trentina di revisioni. Solo a questo punto si può dire che il testo è perfetto. Le revisioni non toccano la sostanza, dal momento che si concentrano su aspetti formali e piccole dimenticanze, purtroppo sempre possibili a chiunque intraprenda lavori di tal genere. In altre parole, il libro non viene messo in stampa con errori marchiani, com'è capitato di vedere per iniziative analoghe. Per fragilità umana è sempre possibile che sfugga qualcosa. Di qui le continue revisioni nel tempo.

Per essere ulteriormente più precisi, a determinare una revisione è, ad esempio, un punto fermo che segue un inciso in rosso poiché è rosso in luogo d'essere nero. Es.: 

Errata: Kyrie elèison (3 volte). 
Corrige: Kyrie elèison (3 volte).

A determinare un'ulteriore revisione è, ad esempio, l'introduzione di un capolettera differente (come è successo nella pagina iniziale delle Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo).


Correzioni così non sono assolutamente sostanziali ma per me sono tale da fare una revisione. 

I lavori accademici (ai quali evidentemente mi ispiro) hanno tutti questa acribìa. Mi confidava un docente di storia che fu costretto a mettere alle stampe un lavoro (che certo non aveva il mio genere di difficoltà) perché era giunta la scadenza per farlo. Se fosse stato per lui avrebbe "limato" all'infinità l'opera. 
D'altra parte lo stesso Manzoni, tenne il suo romanzo più famoso nel cassetto moltissimi anni pur di revisionarlo di continuo.

Questo per dire che non capire a cosa sono soggetti i lavori letterari e filologici in genere non è un problema (essendo questo settore per pochi) se si è disposti a capirlo. Diviene problema quando si parte con questa ignoranza per criticare inutilmente chi lavora. Allora è il caso di dire "raglio d'asino non sale in cielo!"...


Mi rendo conto che questo è un lavoro di élite: è troppo pesante per essere fatto da chi s'illude di ottenere molto con poca fatica. Solo un animo superficiale pensa che non ci voglia gran che. Richiede, invece, una buona conoscenza del greco bizantino, dell'italiano, della grafica, un buon gusto estetico-editoriale. Cose che non si trovano comunemente e che non si può presumere di avere per "dono infuso" o per eredità etnica. 
Come già detto altrove, infatti, il libro liturgico dev'essere ben fatto ma deve pure essere bello, oltre che pratico. 
Perciò questa attività editoriale può dirsi tutt'altro che terminata, al fine di raggiungere una sempre maggior qualità.
I suggerimenti dei lettori, da questo punto di vista, sono benvenuti a patto che siano sensati.

Per la pagina web in cui è a disposizione il libro sulla seconda parte del Lezionario bizantino, clicca qui.

4 commenti:

  1. Piccole dimenticanze,errori formali, perfezionamenti, fragilità umana etc: metti le mani avanti per pararti dalle critiche di un lavoro fatto alla cazzo di cane?

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  2. Normalmente non do adito ad acide critiche. Ma da un po' di tempo in qua c'è una persona che mi infastidisce con un comportamento problematico. Penso di sapere chi sia e sospetto sia un prete il quale, invece di pregare (oramai i preti pure "ortodossi" non pregano più!) si da allo sport di insultare gli altri senza neppure dare uno straccio di prova a supporto delle sue opinioni gratuite.
    A questi livelli siamo arrivati, giacché questa è pura invidia.
    Sappia la persona che se insiste attiverò la polizia postale. Non sarebbe ora di farla finita con questi insuti gratuiti? Non ho pubblicato altri interventi dello stesso poveretto, che va pure sul personale, per pura decenza...
    Ed è così che chi dovrebbe essere medico delle passioni altrui mostra al mondo di non saperle dominare neppure in se stesso. L'esatto contrario dell'insegnamento ortodosso....

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  3. Lasci perdere questi soggetti e continui con il suo lavoro, chi ha Dio nel cuore lo accoglierà con amore, rispetto e riconoscenza. Buon lavoro.

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    1. Grazie, d'altra parte il soggetto "crede" di impressionarmi ma mi fa solo pena.
      Mi fa pensare ad una gallina che se la prende perché i passerotti volano e vorrebbe loro tagliare le ali...
      Questi soggetti, poi, sono capaci solo di criticare per distruggere ma, se per caso, dovessero impossessarsi di questi miei lavori li farebbero passare come loro, magari schifezzandoli un po' com' è successo tempo fa con una collaborazione nella quale avevo lavorato parecchio...
      Fanno pena e basta! Poi se sono preti non si rendono neppure conto che questo mio lavoro porta acqua al loro mulino, tanta è l'invidia che li rode...

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